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Discussione: [Massa-Carrara] Ex base NATO Troposcatter Monte Giogo

  1. #1
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    [Massa-Carrara] Ex base NATO Troposcatter Monte Giogo

    Premetto che mi occupo esclusivamente di militaria della Prima Guerra Mondiale, tuttavia abitando in zona (o quasi diciamo) e attratto dall'enorme fascino di quattro giganteschi paraboloidi che si notano da parecchi km di distanza non ho resistito dall'organizzare una gita turistica sul Monte Giogo (1500m), nel comune di Comano, poco dopo il passo del Lagastrello.
    Sulla cima di questo monte è collocata infatti una ex base troposcatter della NATO, in disuso dal 94 (quando sono subentrate le comunicazioni via satellite) ed è rimasta per parecchi anni abbandonata e di conseguenza vandalizzata per bene.
    Da un po' di anni a questa parte la gestione della zona (ancora militare) è stata concessa ad un gruppo di radioamatori di parma che con molte difficoltà si propone di sistemare l'area e creare un museo conservando strutture e attrezzature dell'epoca e soprattutto valorizzando i 4 giganteschi paraboloidi di 20 metri di diametro mettendoli in funzione per scopi civili (2 sono già in funzione).
    Qui di seguito un po' di storia e dettagli tecnici tratti direttamente dal sito dell'A.R.I. Troposcatter Italia. http://www.ik4mgv.it/

    "Su input del Gruppo Microonde Scatter Monte del Giogo di Parma, l’ARI Nazionale ha assunto dalla competente Agenzia del Demanio la gestione dell’ex base Troposcatter NATO “Livorno”, posta sul Monte del Giogo, sito nelle immediate vicinanze del passo del Lagastrello nel comune di Comano (MS).
    La stazione Radio posta sul Monte Giogo faceva parte di un link strategico per le radiocomunicazioni nell’ambito Nato, denominato ACE-HIGH Network, che collegava tra di loro e con i centri decisionali e di comando, tutti i Radar Remoti posti sui confini est dell’Alleanza Atlantica.
    La rete ha subito nel corso degli anni varie modifiche: la più importante fu dovuta all’uscita della Nato della Francia con la conseguente chiusura di questo braccio. Si dovette creare un nuovo braccio (Alternate Route): questo passava dal Monte Giogo che con un link in microonde (4,9 GHz) si collegava con la stazione di Cavriana (tra Mantova e Verona) la quale sdoppiava la comunicazione da un lato verso nord, sempre in microonde verso la stazione Troposcatter IDGZ posta sul Dosso dei Galli (Passo Maniva, BS) e dall’altro in Troposcatter verso la stazione veneta di Lame (Portogruaro), la quale con un link a microonde collegava l’aeroporto di Aviano. Il braccio nord, dalla stazione del Dosso dei Galli, proseguiva poi, saltando la neutrale svizzera, verso la stazione tedesca di Feldberg, nel sud-ovest della Germania.
    La rete iniziava a nord con la stazione di Hoggumpen (Senia Tail) nell’estremo nord della Norvegia e si estendeva a sud fino alla stazione di Mardin, nella Turchia sud-orientale. Il Network toccava Norvegia, Danimarca, Olanda, Germania, Inghilterra, Faeroe, Francia, Italia, Gecia e Turchia, nonché le isole mediterranee di Malta, Creta, Cipro e Cefalonia. L’estensione totale sfiorava i 4000 Km e la stazione terminale delle isole Faroe collegava il network NATO con le reti troposcatter “North Warning” estese dalle stesse Faroe alla Groenlandia (rete NARS, North Atlantic Radio System), dalla Groenlandia al Canada Nord Orientale (rete DEW line, Distant Early Warnig Line) e dal Canada orientale a quello occidentale all’Alaska ( WACS, Withe Alice Comunications System). Queste reti, tra di loro interconnesse, costituivano il principale sistema “Early Warning” (Allarme Immediato) di difesa occidentale, abbinato ai radar remoti, con il compito di individuare e avvisare in tempi brevissimi i centri decisionali di eventuali azioni aggressive contro i confini est dell’Alleanza.
    La rete NATO fu progettata nel 1956 e entrò in funzione a cavaliere del 1960: operava nelle gamme 400-500 MHz e 680-970 MHz. La gamma bassa era principalmente impiegata nei tratti di maggiore lunghezza e in particolare in quelli marini, dove più incidenti erano gli effetti di evanescenza. Le stazioni “Coda” (tratti brevi e fruitori) erano servite mediante tratte L.O.S. (Line of Sight) a 4,9 GHz.
    La dorsale principale attua i suoi collegamenti mediante la tecnica “Troposcatter”, cioè sul principio dello “spargimento troposferico” che il fascio di onde elettromagnetiche subisce grazie alla presenza delle discontinuità dielettriche della Troposfera, fenomeno che consente la comunicazione tra siti posti oltre l’orizzonte elettromagnetico. Le possibilità di collegamento derivanti da questa tecnica di trasmissione (anche detta O/H, da Over-Horizon) varia su distanze comprese tra i 200 e i 700 Km a seconda delle caratteristiche degli impianti e delle frequenze impiegate. Essa è estremamente sicura in fatto di risultati, ma causa la modesta percentuale di segnale riflesso, quindi utile al collegamento, nonché ai sensibili effetti di fading a cui è sottoposto, necessita di potenze di trasmissione piuttosto elevate, antenne ad elevatissimo guadagno e sistemi dotati di elevata sensibilità.
    Ogni stazione era composta di quattro parabole con un diametro di 10 o 20 metri, quelle da 20 metri avevano un guadagno di 43 db con una larghezza del fascio di 1°; su ogni parabola è installato un illuminatore alimentato da una guida d’onda per la trasmissione e da un cavo coassiale da 1 5/8 pollici per la ricezione.
    Ogni braccio del link aveva un trasmettitore composto da un eccitatore a klystron da 1 KW che andava a pilotare un amplificatore lineare con potenza da 10 a 50 KW operante in F9, i ricevitori per ogni braccio erano 4 perché operava in quadrupla diversità; la sensibilità del ricevitore era di –105 dbm (circa 1?V); i primi a valvole successivamente sono stati sostituiti con altri allo stato solido.
    Se pensiamo alla sensibilità complessiva del sistema, ossia i –105 dbm cui andiamo ad aggiungere ovviamente il guadagno della parabola 43 db la sensibilità totale viene ad essere di –148 dbm, valori per l’epoca estremamente elevati.
    Le trasmissioni Troposcatter erano classe “Wideband” o “Broadband”, e presentavano una larghezza di banda media di circa 1 MHz, con una allocazione di circa 250 canali telefonici e 180 canali telegrafici. In questi sistemi sono stati impiegati i primi modem a 9,6 k, questo dimostra il grado di sofisticazione della struttura, considerati i tempi in cui operava.
    La chiusura di questa rete è avvenuta nella prima metà degli anni ’90 (in Italia 94-95) fatta eccezione per la parte greca e turca che è stata mantenuta attiva ancora per alcuni anni.Il compendio del Monte del Giogo è stato risistemato, chiuso e recintato.
    Ripulito dei rottami che lo occupavano e sono iniziate le prime opere di ripristino della palazzina radio posta in sommità.
    Questa è stata ricollegata alla corrente elettrica, è stato attivato un digipeater e la vetta è stata cablata mediante tratta WiFi che la collega alla rete a ADSL di Aulla.
    Maggiori dettagli sui lavori svolti sono disponibili negli articoli di Radio Rivista riportati in altra parte del sito, dove sono elencate anche le finalità che l’ARI ed il Gruppo Scatter si sono prefisse nella gestione dell’ex base NATO “Livorno”."

    Qualche scatto fatto da me.
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    Inge

  2. #2
    Utente registrato L'avatar di Franz56
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    Re: Ex base NATO Troposcatter Monte Giogo



    Bello, bello, bello...

    Grazie per averlo postato...
    Mi ha riportato agli anni '80 quando lavoravo al 1° ROC M. Venda...

    Ottime anche le spiegazioni...
    La vita è un temporale... prenderlo nel .... è un lampo...!!!
    El vento, el ... e i siori i gà sempre fato quel che i gà voludo lori...

    "Se un bischero dice 'azzate vorti'osamente può apri' un varco spazio temporale, in cui può incontrassi po'i se'ondi prima, generando 'osì un'infinita e crescente marea di 'azzate"... Margherita Hack

  3. #3
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    Re: Ex base NATO Troposcatter Monte Giogo

    Allora metto qualche altra foto!
    Nella prima in particolare rendono bene le dimensioni delle parabole (ci sono io alla base)
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  4. #4
    Utente registrato L'avatar di Franz56
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    Re: Ex base NATO Troposcatter Monte Giogo



    Grazie...
    La vita è un temporale... prenderlo nel .... è un lampo...!!!
    El vento, el ... e i siori i gà sempre fato quel che i gà voludo lori...

    "Se un bischero dice 'azzate vorti'osamente può apri' un varco spazio temporale, in cui può incontrassi po'i se'ondi prima, generando 'osì un'infinita e crescente marea di 'azzate"... Margherita Hack

  5. #5
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    Re: [Massa-Carrara] Ex base NATO Troposcatter Monte Giogo

    Allego qualche altro scatto...
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    Inge

  6. #6
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    Re: [Massa-Carrara] Ex base NATO Troposcatter Monte Giogo

    Ora-Allora. Foto scattata (casualmente) dalla finestra della cucina, dal sito del gruppo radioamatori ho preso questa foto scattata dalla stessa stanza nel 1972... Si nota fuori dalla finestra l'ingresso al rifugio antiaereo.
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    Inge

  7. #7
    Utente registrato L'avatar di Franz56
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    Re: [Massa-Carrara] Ex base NATO Troposcatter Monte Giogo


    Belle foto....
    Mi riportano agli anni tra il 1980 e il 1986 quando lavoravo al 1° ROC M.Venda in vetta e in galleria...
    In quel periodo periodicamente andavo anche a Monte Cimone
    (Sestola MO)
    Si lavorava in galleria perchè gli apparati erano tutti protetti sottoterra...
    In vetta c'era il servizio meteo...
    E' li che ho visto per la prima e unica volta un "fulmine globulare" correre in galleria e poi scaricarsi su una delle porte blindate che davano sull'esterno... un botto incredibile...

    Monte Cimone vetta
    [attachment=0:a4asnjsf]monte_cimone_stazione_meteorologica.jpg[/attachment:a4asnjsf]
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  8. #8
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    Re: [Massa-Carrara] Ex base NATO Troposcatter Monte Giogo

    Bel report condito da ottime foto , complimenti Inge!
    Qualche anno fa s' interesso anche Striscia del complesso, inviando Brumotti sul posto. Fa molto piacere che grazie a degli appassionati radioamatori il posto sia conservato e riutilizzato. Tanto di capello a questi signori!
    Ho un ricordo bellissimo di quel posto:
    Nell' estate del '93 - '94 lavoravo con l' Ente Cassa Edile di Carrara , effettuando dei lavori di muratura nel campo sportivo di Comano, che si trova sotto il monte che ospita la base.
    Le jeep AFI giravano sempre attorno la base, assieme ai CC...... una mattina verso mezzogiorno attraverso i rami degli alberi che mi circondavano, vidi una sagoma scura avvicinarsi nel più completo silenzio.
    Con il mento che toccava terra, vidi apparire forse a 3-400 mt un Tornado con l' ala chiusa che volava sul fianco dx.... semi- paralizzato ricordo che vidi chiaramente il casco giallo con la visiera nera abbassata e la colorazione verde con le coccarde a bassa visibilità , sarà stato basso?!
    Dopo avermi superato il campo si alzò aprendo le ali e in quota dando del gas, uno spettacolo!
    ...Sorse dal mar la Flottiglia che prese l' armi al grido PER L' ONORE!

  9. #9
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    Re: [Massa-Carrara] Ex base NATO Troposcatter Monte Giogo

    Mi affascina molto la base del Monte Venda (che è ben più grossa della "Livorno" del M.Giogo) e da casa mia è più o meno equidistante al monte Giogo... Non sai che voglia avrei di andare a girare la dentro, il problema e che non essendo stato preso in gestione da nessuno la zona penso sia ancora off-limits e se uno vuol entrare lo può fare solo da abusivo con i rischi che comporta...

    Se tu hai lavorato in galleria al Venda immagino che non ti sia fatto una bella vita, con tutti i morti che ci sono scappati...
    Anche il monte Cimone conosco ed è abbastanza vicino, sapevo della stazione meteo sulla cima ma non della presenza di gallerie!!! E ancora tutto attivo il complesso del Cimone?
    Inge

  10. #10
    Moderatore L'avatar di Italien
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    Re: [Massa-Carrara] Ex base NATO Troposcatter Monte Giogo

    Per tanti anni, le luci poste sul monte Giogo erano un punto che catturava sempre lo sguardo, durante le notti trascorse in zona. Molte volte ci sono stato vicino, ma la base non l'avevo mai veduta.
    LA MIA PAGINA "FORTIFICATA" SU FACEBOOK©: http://www.facebook.com/pages/Italien/323925510817

    Nel mezzo del cammin di questa vita, mostrassi alfin la truce metà oscura...
    ché la pazienza mia era finita, e lo baston calassi su ogne testa dura.


    Fatti non fummo, a viver come inermi... bensì pello inimico, far divorar dai vermi.


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