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Discussione: 100 domande ad un reduce della Grande Guerra

  1. #1
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    100 domande ad un reduce della Grande Guerra

    Domenica, piove, si ha anche tempo per stare chiusi dentro a discutere:
    la questione è questa:
    Avendo avuto la possibilità* di sedersi di fronte ad un reduce della Grande Guerra, magari questi ancora con la memoria abbastanza solida,
    Quale domanda avreste voluto porgli?

    buona discussione by gdf

  2. #2
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    Re: 100 domande ad un reduce della Grande Guerra

    Interessante
    Ovviamente le domande sarebbero tante, ma dovendo porre una sola domanda, chiederei come viveva tra un attacco e l'altro in trincea, compreso il momento del rancio........se arrivava e i suoi pensieri.
    luciano

  3. #3
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Re: 100 domande ad un reduce della Grande Guerra

    Bella domanda la tua. Devo ragionarci su un poco.
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

  4. #4
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    Re: 100 domande ad un reduce della Grande Guerra

    Citazione Originariamente Scritto da cocis49
    Interessante
    Ovviamente le domande sarebbero tante, ma dovendo porre una sola domanda, chiederei come viveva tra un attacco e l'altro in trincea, compreso il momento del rancio........se arrivava e i suoi pensieri.
    Qualcosa su questa domanda l'ho letto nei libri
    CERCARE REPERTI BELLICI E' UNA MALATTIA,UNA BELLISSIMA MALATTIA?

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  5. #5
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    Re: 100 domande ad un reduce della Grande Guerra

    come vivevano in trincea?
    mmmmh, domanca buona, anche se molti figli e nipoti l'hanno di sicuro già* posta quando l'avo reduce era ancora in vita.
    penso che come risposta (su tutte o quasi le esperienze di vita al fronte) valga questa lettera , certamente già* nota a molti di noi qui in WW, La lettera ci spiega che il soldato viveva nell'attesa di un attacco, nell'attesa della morte......:
    Venne scritta alla vigilia della battaglia dell`Ortigara, precisamente alle ore 24.00 del giugno 1917, dal Ten. Adolfo Ferrero, torinese della classe del 1897 (20anni), arruolato nel 3° Reg. Alp. Btg. Val dora,insignito di medaglia d`argento. V.M.
    Gli venne conferita la Laurea ad Honorem in lettere e filosofia, trovò eroica morte il 19 giugno 1917 e le sue spoglie riposano al Sacrario Militare di Asiago, questa venne rinvenuta dopo oltre 40 anni, in perfetto stato di conservazione e con ancora alcune tracce di sangue, assieme ai resti mortali di un soldato che si presume fosse l`attendente, al quale aveva consegnato la lettera perché la recapitasse.


    18.06.1917 ore 24,00
    Cari genitori
    Scrivo questo foglio nella speranza che non vi sia bisogno di farvelo pervenire.
    Non ne posso fare a meno: il pericolo è grave, imminente. Avrei un rimorso se non dedicassi a voi questi istanti di libertà*, per darvi un ultimo saluto. Voi sapete che io odio la retorica, ...no, no, non è retorica quello che stò facendo. Sento in me la vita che reclama la sua parte di sole, sento le mie ore contate, presagisco una morte gloriosa, ma orrenda... Fra cinque ore qui sarà* l`inferno. Tremerà* la terra, s`oscurerà* il cielo, una densa caligine coprirà* ogni cosa, e rombi, e tuoni e boati risuoneranno fra questi monti, cupi come le esplosioni che in quest`istante medesimo odo in lontananza. Il cielo si è fatto nuvoloso: piove... Vorrei dirvi tante cose...tante...ma voi ve l`immaginate. Vi amo. Vi amo tutti tutti.
    Darei un tesoro per potervi rivedere, ...ma non posso... Il mio cieco destino non vuole.
    Penso, in queste ultime ore di calma apparente, a te Papà*, a te Mamma, che occupate il primo posto nel mio cuore, a te Beppe, fanciullo innocente, a te o Adelina.. addio.. che debbo dire?
    Mi manca la parola, un cozzare di idee, una ridda di lieti, tristi fantasie, un presentimento atroce mi tolgono l`espressione... No, no, non è paura. Io non ho paura! Mi sento ora commosso pensando a voi, a quanto lasciò, ma so dimostrarmi dinanzi, ai miei soldati, calmo e sorridente. Del resto anche essi hanno un morale elevatissimo.
    Quando riceverete questo scritto fattovi recapitare da un`anima buona, non piangete e siate forti, come avrò saputo esserlo io. Un figlio morto per la Patria non è mai morto.
    Il mio nome resti scolpito indelebilmente nell`animo dei miei fratelli, il mio abito militare, e la mia fidata pistola (se vi verrà* recapitata) gelosamente conservati stiano a testimonianza della mia fine gloriosa. E se per ventura mi sarò guadagnata una medaglia, resti quella a Giuseppe...
    O genitori, parlate, frà* qualche anno, quando saranno in grado di capirvi, ai miei fratelli, di me, morto a vent`anni per la Patria. Parlate loro di me, sforzatevi a risvegliare in loro ricordo di me... M`è doloroso il pensiero di venire dimenticato da essi... Fra dieci, venti anni forse non sapranno nemmeno più di avermi avuto fratello...
    A voi poi mi rivolgo. Perdono, vi chiedo, se v`ò fatto soffrire, se v`ò dati dispiaceri. Credetelo, non fu per malizia, se la mia inesperta giovinezza vi à* fatti sopportare degli affanni, vi prego volermene perdonare.
    Spoglio di questa vita terrena, andrò a godere di quel bene che credo essermi meritato.
    A voi Babbo e Mamma un bacio, un bacio solo che vi dica tutto il mio affetto. A Beppe a, Nina un altro. Avrei un monito: ricordatevi di vostro fratello. Sacra è la religione dei morti. Siate buoni. Il mio spirito sarà* con voi sempre.
    A voi lascio ogni mia sostanza. E` poca cosa. Voglio però che sia da voi gelosamente conservata.
    A Mamma, a Papà* lascio... il mio affetto immenso. E` il ricordo più stimolabile che posso loro lasciare.
    Alla mia zia Eugenia il crocefisso d`argento, al mio zio Giulio la mia Madonnina d`oro. La porterà* certamente. La mia divisa a Beppe, come le mie armi e le mie robe. Il portafoglio (l 100) lo lascio all`attendente.
    Vi Bacio
    Un bacio ardente di affetto dal vostro aff.mo Adolfo
    Saluti a zia Amalia e Adele e ai parenti tutti.

    risposta : Vivevano come le fogli, sugli alberi, d'autunno

  6. #6
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    Re: 100 domande ad un reduce della Grande Guerra

    Citazione Originariamente Scritto da GDF
    come vivevano in trincea?
    mmmmh, domanca buona, anche se molti figli e nipoti l'hanno di sicuro già* posta quando l'avo reduce era ancora in vita.
    penso che come risposta (su tutte o quasi le esperienze di vita al fronte) valga questa lettera , certamente già* nota a molti di noi qui in WW, La lettera ci spiega che il soldato viveva nell'attesa di un attacco, nell'attesa della morte......:
    Venne scritta alla vigilia della battaglia dell`Ortigara, precisamente alle ore 24.00 del giugno 1917, dal Ten. Adolfo Ferrero, torinese della classe del 1897 (20anni), arruolato nel 3° Reg. Alp. Btg. Val dora,insignito di medaglia d`argento. V.M.
    Gli venne conferita la Laurea ad Honorem in lettere e filosofia, trovò eroica morte il 19 giugno 1917 e le sue spoglie riposano al Sacrario Militare di Asiago, questa venne rinvenuta dopo oltre 40 anni, in perfetto stato di conservazione e con ancora alcune tracce di sangue, assieme ai resti mortali di un soldato che si presume fosse l`attendente, al quale aveva consegnato la lettera perché la recapitasse.


    18.06.1917 ore 24,00
    Cari genitori
    Scrivo questo foglio nella speranza che non vi sia bisogno di farvelo pervenire.
    Non ne posso fare a meno: il pericolo è grave, imminente. Avrei un rimorso se non dedicassi a voi questi istanti di libertà*, per darvi un ultimo saluto. Voi sapete che io odio la retorica, ...no, no, non è retorica quello che stò facendo. Sento in me la vita che reclama la sua parte di sole, sento le mie ore contate, presagisco una morte gloriosa, ma orrenda... Fra cinque ore qui sarà* l`inferno. Tremerà* la terra, s`oscurerà* il cielo, una densa caligine coprirà* ogni cosa, e rombi, e tuoni e boati risuoneranno fra questi monti, cupi come le esplosioni che in quest`istante medesimo odo in lontananza. Il cielo si è fatto nuvoloso: piove... Vorrei dirvi tante cose...tante...ma voi ve l`immaginate. Vi amo. Vi amo tutti tutti.
    Darei un tesoro per potervi rivedere, ...ma non posso... Il mio cieco destino non vuole.
    Penso, in queste ultime ore di calma apparente, a te Papà*, a te Mamma, che occupate il primo posto nel mio cuore, a te Beppe, fanciullo innocente, a te o Adelina.. addio.. che debbo dire?
    Mi manca la parola, un cozzare di idee, una ridda di lieti, tristi fantasie, un presentimento atroce mi tolgono l`espressione... No, no, non è paura. Io non ho paura! Mi sento ora commosso pensando a voi, a quanto lasciò, ma so dimostrarmi dinanzi, ai miei soldati, calmo e sorridente. Del resto anche essi hanno un morale elevatissimo.
    Quando riceverete questo scritto fattovi recapitare da un`anima buona, non piangete e siate forti, come avrò saputo esserlo io. Un figlio morto per la Patria non è mai morto.
    Il mio nome resti scolpito indelebilmente nell`animo dei miei fratelli, il mio abito militare, e la mia fidata pistola (se vi verrà* recapitata) gelosamente conservati stiano a testimonianza della mia fine gloriosa. E se per ventura mi sarò guadagnata una medaglia, resti quella a Giuseppe...
    O genitori, parlate, frà* qualche anno, quando saranno in grado di capirvi, ai miei fratelli, di me, morto a vent`anni per la Patria. Parlate loro di me, sforzatevi a risvegliare in loro ricordo di me... M`è doloroso il pensiero di venire dimenticato da essi... Fra dieci, venti anni forse non sapranno nemmeno più di avermi avuto fratello...
    A voi poi mi rivolgo. Perdono, vi chiedo, se v`ò fatto soffrire, se v`ò dati dispiaceri. Credetelo, non fu per malizia, se la mia inesperta giovinezza vi à* fatti sopportare degli affanni, vi prego volermene perdonare.
    Spoglio di questa vita terrena, andrò a godere di quel bene che credo essermi meritato.
    A voi Babbo e Mamma un bacio, un bacio solo che vi dica tutto il mio affetto. A Beppe a, Nina un altro. Avrei un monito: ricordatevi di vostro fratello. Sacra è la religione dei morti. Siate buoni. Il mio spirito sarà* con voi sempre.
    A voi lascio ogni mia sostanza. E` poca cosa. Voglio però che sia da voi gelosamente conservata.
    A Mamma, a Papà* lascio... il mio affetto immenso. E` il ricordo più stimolabile che posso loro lasciare.
    Alla mia zia Eugenia il crocefisso d`argento, al mio zio Giulio la mia Madonnina d`oro. La porterà* certamente. La mia divisa a Beppe, come le mie armi e le mie robe. Il portafoglio (l 100) lo lascio all`attendente.
    Vi Bacio
    Un bacio ardente di affetto dal vostro aff.mo Adolfo
    Saluti a zia Amalia e Adele e ai parenti tutti.

    risposta : Vivevano come le fogli, sugli alberi, d'autunno
    Ho letto questa lettera con sottofondo la canzone SIGNORE DELLE CIME,un magone in gola e lacrime sul viso
    CERCARE REPERTI BELLICI E' UNA MALATTIA,UNA BELLISSIMA MALATTIA?

    CHIUDIAMO SEMPRE I BUCHI CHE FACCIAMO

  7. #7
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    Re: 100 domande ad un reduce della Grande Guerra

    Grazie per aver postato questa lettera. Mi ha fatto provare diverse emozioni, grazie, grazie a questi uomini che io chiamo EROI.

  8. #8
    Utente registrato L'avatar di silent brother
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    Re: 100 domande ad un reduce della Grande Guerra

    Una lettera che non conoscevo.... Bellissima!
    DANIELE
    "Ad unum pro civibus vigilantes"

  9. #9
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    Re: 100 domande ad un reduce della Grande Guerra

    Citazione Originariamente Scritto da silent brother
    Una lettera che non conoscevo.... Bellissima!
    Quoto

    Una lettera piena di sentimento, di fermo coraggio e consapevolezza.

    Citazione Originariamente Scritto da GDF
    come vivevano in trincea?
    mmmmh, domanca buona, anche se molti figli e nipoti l'hanno di sicuro già* posta quando l'avo reduce era ancora in vita.
    Si lo so può essere una domanda banale, in quanto un pò tutti noi abbiamo letto e ascoltato per quanto possibile, ma, poichè ogni essere umano ha una sua sensibilità* e percezione di quello che ha intorno, se ascoltiamo le storie di due commilitoni che se anche in trincea erano a pochi centimetri uno d'altro, avremmo si due storie parallele, ma sicuramente con particolari diversi.
    luciano

  10. #10
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    Re: 100 domande ad un reduce della Grande Guerra

    [/quote]

    Si lo so può essere una domanda banale, in quanto un pò tutti noi abbiamo letto e ascoltato per quanto possibile, ma, poichè ogni essere umano ha una sua sensibilità* e percezione di quello che ha intorno, se ascoltiamo le storie di due commilitoni che se anche in trincea erano a pochi centimetri uno d'altro, avremmo si due storie parallele, ma sicuramente con particolari diversi.[/quote]

    giusto cocis, vero, ogni uno di loro può aver subito in maniera diversa e del tutto personale il periodo al fronte

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