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Discussione: 14 Aprile 1912 - Per non dimenticare

  1. #1
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    14 Aprile 1912 - Per non dimenticare

    Gruss Gott!!!
    Questo ha poco o nulla a che vedere con la militaria ma voglio comunque dedicarvi un pensiero.
    Il 10 aprile 1912 dal porto di Southampton partì per il suo viaggio inaugurale quella che per l`epoca era considerata una delle più grandi innovazioni tecnologiche in materia navale, il transatlantico Titanic.
    Con direzione New York la nave lasciò le coste Irlandesi l`11 Aprile con davanti a se il mare aperto.
    Tre giorni dopo, domenica 14 aprile, alle 23.40, con le coste americane non distanti, il Titanic cozzò contro un iceberg che le provocò danni strutturali irrimediabili, quella che era stata definita come una nave inaffondabile sarebbe presto colata a picco.
    Secondo le leggi marittime dell`epoca una nave doveva avere un minimo di quindici scialuppe di salvataggio a bordo, il Titanic ne aveva venti perciò dal punto di vista legislativo non ebbe problemi ma nessuno si preoccupò del fatto che quelle venti scialuppe, anche a pieno carico, potevano portare meno del 50% delle anime presenti a bordo.
    Quindi quando fu chiaro che la nave sarebbe affondata il problema si pose in tutta la sua enormità*, ma come molto spesso capita, venne deciso di salvare prima chi era delle classi sociali più agiate.
    Le scialuppe vennero stipate prevalentemente con i passeggeri della 1° classe, mentre solo qualche sparuto passeggero di 2° e 3° classe, un pugno di marinai e un minimo numero di macchinisti riuscirono a imbarcarsi per mera fortuna.
    Attorno alle 2.30 del mattino del 15 aprile 1912, circa tre ore dopo lo schianto, sulla superficie dell`oceano di quella che era stata la più imponente nave passeggeri della flotta di sua maestà* non rimaneva che un cumulo di detriti e tutti quei passeggeri che erano rimasti sui ponti superiori, in balia delle temperature glaciali dell`acqua del Nord Atlantico.
    Le venti scialuppe, che si erano allontanate dalla zona dell`affondamento per timore del risucchio provocato dalla nave, si tennero ben a distanza dalla zona dove adesso c`erano un migliaio di anime in preda alla lenta morte per ipotermia nella paura che se si fossero avvicinati troppo le persone in acqua, prese dal panico e dall`istinto di sopravvivenza, avrebbero rovesciato l`imbarcazione;
    sul far delle tre del mattino però la scialuppa N°14, comandata dal 5° Ufficiale Lowe e alcuni marinai, tornò indietro, dopo aver traslato i propri superstiti sulle altre scialuppe, in cerca di chiunque fosse ancora vivo, ma ciò che trovarono fu solo una grande massa di cadaveri congelati, trovarono però due o tre persone ancora vive e le salvarono.
    Il mattino successivo una fredda alba si apriva su una piccola flotta di imbarcazioni cariche di donne, uomini e bambini infreddoliti, shockizzati, e ancora non del tutto consci di quello che era successo, all`orizzonte il profilo di una nave, l`H.M.S. Carpathia, che aveva ricevuto l`SOS del Titanic ma che non era riuscita ad essere in zona prima di quattro ore dal lancio del messaggio di soccorso.
    Furono tutti caricati a bordo e ristorati come meglio poterono.
    Una settimana dopo, alle dieci di sera, sotto una pioggia battente, il Carpathia entrò nella rada di New York City passando sotto la statua della libertà*; i superstiti vennero sbarcati e si cominciò a fare un calcolo delle vittime, dei 2.200 passeggeri di 1°, 2°, 3° classe, membri dell`equipaggio e macchinisti erano rimaste solo settecento persone, quindi nel naufragio perirono 1.500 anime.
    Dopo il naufragio della Nave passeggeri Whilhelm Gustloff, nel 1945, fu il più grande naufragio nella storia della marineria moderna.
    Vorrei che un pensiero andasse a quelle Millecinquecento anime.


    Questa è la canzone che, secondo la leggenda, venne suonata dall`orchestrina di bordo di Wallace Hartley nel mometo finale dell`affondamento:
    http://it.youtube.com/watch?v=BtE0Y6CTQMQ


    Saluti
    Die Nadel
    Komm mein Schatz, denn wir fahren nach Croce D’Aune

    Canale youtube: http://www.youtube.com/user/Feldgragruppe?feature=mhee

    Sito web: http://www.feldgrau.eu/

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  2. #2
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    Vorrei che un pensiero andasse a quelle Millecinquecento anime

    Quoto,nobile pensiero per un tragedia d'altri tempi.

  3. #3
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    Una triste storia.. hai fatto bene a postarla.. mai dimenticare le tragedie anche se non fanno parte della nostra generazione..
    Gigi "Viper 4"

    "...Non mi sento colpevole.. Ho fatto il mio lavoro senza fare del male a nessuno.. Non ho sparato un solo colpo durante tutta la guerra.. Non rimpiango niente.. Ho fatto il mio dovere di soldato come milioni di altri Tedeschi..." - Rochus Misch dal libro L'ultimo

  4. #4
    Collaboratore L'avatar di EnzoLuca
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    Una triste storia che dimostra come la superbia dell'uomo si scontra spesso con la forza della natura. Chi ha la peggio è sempre l'uomo.
    Ciao. Enzo
    "Non abbiate paura"

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