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Discussione: 20 Luglio 1866 Battaglia navale di Lissa

  1. #1
    Moderatore L'avatar di squalone1976
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    20 Luglio 1866 Battaglia navale di Lissa

    Apro questo topic in memoria dei marinai della Regia Marina che in quella fatidica data persero la vita nel primo impegno navale del Regno d'Italia appena costituito, fu uno scontro in cui la flotta italiana comandata dall'Ammiraglio Persano in contrapposizione a quella Austriaca sotto il comando di von Tegetthoff.

    La RM poteva vincere con estrema facilità data la supriorità in tonnellaggio e armamenti, ma qualcosa come accadrà anche successivamente a tal data non funzionò, ovvero al momento della pugna le solite invidie e gelosie prevalsero sul proprio dovere di soldato e lasciarono che le nostre navi migliori venissero accerchiate e affondate, mentre metà della flotta non s'impegnava e stava a guardare fingendo un impegno solo a fatti praticamente avvenuti.

    Le nostre perdite furono due corazzate la Re d'Italia e la Palestro con più di 600 perdite in marinai e ufficiali, cadde anche il comandante Faà di Bruno della Re d'Italia che non volle abbandonare la nave ammiraglia.

    Per decenni dopo quell'evento si stese un velo pietoso per non rimembrare tale fatto, solo attorno al 1900 circa si cominciò a scrivere qualcosa in merito, e poi fino al 1930 circa e poco più, poi praticamente il nulla fino alla mia tesi su questo tema e non solo.

    Questo fatto bellico, venne messo in ombra dalla vittoria prussiana a Sadowa contro gli austriaci, che chiesero la pace quasi nell'immediato e che i prussiani accettarono lasciando poi il Regno d'Italia solo contro l'Austria per un certo periodo di tempo, poi venne la pace e recuperammo il Veneto.

    Questo topic/post è in memoria di tutti loro, marinai e ufficiali e al comandante della Re d'Italia.

    Lo stesso vate ( Gabriele D'annunzio), scrisse in loro memoria un componimento:

    Sotto la bufera cinereo là verso Ancona
    L’Adriatico s’oscura:
    se di lungi tuona,
    il rombo rimbomba giù giù per la cupa calura.

    E’ un’ombra s’allunga, s’aggrava su l’acque (io la scorgo
    con un brivido interrotto
    crescere, nel gorgo
    livido una macchia far come di sangue corrotto);
    s’allunga da Lissa remota a la riva materna.
    Ecco, appar Faà di Bruno.
    Sarà dunque eterna
    la vergogna? E ascolta. Nessuno risponde, nessuno?
    Tu, tu o naviglio d’acciajo, veloce guizzante
    Bello come un’arme nuda,
    vivo palpitante
    come se il metallo un cuore terribile chiuda;

    messaggero primo di morte sul mar guerreggiato,
    franco vèlite del mare,
    oh rispondi! Il fato
    è certo; e a quel Giorno s’accendono i fochi su l’are

    Altre poesia iscritta a Palazzo Reale a Venezia:

    Marinai d’Italia, giustissimo orgoglio del sangue
    nostro, eletto fiore di giovinezza cresciuto
    lungo i lidi ove i padri legarono l’alte galee
    vittoriose, udite, marinai d’Italia, speranza
    prima!……..

    Navi d’Italia, prole
    Ferrea de la grande
    madre liberatrice

    belle e tremende sempre
    dai cuori a la futura
    prova cinte di voti,
    o Navi a cui le tempre
    la nostra fede indura
    contro i perigli ignoti,

    siate oggi benedette
    un’altra volta ancora
    a la pace e a la guerra!

    e l'ultima e del poeta Chioggiato

    Un’isola deserta
    In un deserto mare.
    Un nome: Lissa!

    Lissa? Avete detto Lissa?

    Solo, a poppa, guardo la scia
    Dilungarsi, farsi più vasta,
    e nel mar che si fascia di brume:
    rassembrare un superstite fiume….
    si, tra ‘l bianco un bianco sovrasta:
    si, tra l’iridi delle spume
    ogni bolla è un’orbita vuota…
    V’è qualcuno in quel bianco che nuota?
    V’è qualcuno in quel bianco, e spia?

    Lissa? Avete detto Lissa?

    Pur di sotto l’acque profonde
    una gente pace non trova:
    tutto un mare non ne nasconde
    quel martirio che si rinnova!
    Quando un’elica l’onde squassa,
    una gente dal sonno balza:
    l’ossa scricchiolan fremebonde,
    e un corteo di scheletri s’alza
    a guatar la nave che passa.

    Lissa? Avete detto Lissa?

    Passa, e ancor l’annunzio non porta
    Atteso giù negli ossari.
    Videro mai palombari
    nel fondo dei taciti mari
    una gran nave morta,
    una gran nave fedele,
    che aspetta, spiegate le vele,
    che aspetta, di sangue rossa,
    il giorno d’una riscossa?

    Lissa? Avete detto Lissa?

    Quel giorno, con l’altre….. Ma tarda
    quel giorno, e la ciurma s’accascia,
    la ciurma di scheletri! Oh ambascia,
    se già la carena si sfascia!
    Attonita guarda, e dispera:
    la ruggine cresce, infingarda
    già tura le bocche ai cannoni;
    già un polipo enorme ai pennoni
    stracciò l’inchiodata bandiera;

    Lissa? Avete detto Lissa?

    Già la santabarbara è piena,
    non di nitro, di mero sale…
    Morti, e chi darà riparo
    a l’angoscia vostra immortale?
    Ah nessun di noi tanto vale
    da troncar la tenace pena!
    Ma nei nostri cuori puri,
    più che voi, morti, l’amaro
    ne sentiamo noi morituri!

    Lissa? Avete detto Lissa?
    Mi scuoto: e chi ride? E chi mostra
    con man pacata lo scoglio,
    cui contro si franse l’orgoglio
    nostro e la fortuna nostra?
    Li ascolto; nel mio dialetto…
    Fratelli! Che brivido schietto
    di gioia, di fede nel petto!
    Fratelli! e la nostra bandiera!
    …La nave, la ciurma è straniera.

    Lissa! Avete detto Lissa!

    Nel cuor la piaga aperta
    resta, mentre dispare
    tra ‘l fosco Lissa.



    Ecco ora sono soddisfatto, dedico questo topic a tutti i marinai d'Italia sotto qualunque bandiera e colore possano aver combattuto, ai nostri ragazzi trattenuti in India ingiustamente e di cui non dobbiamo dimenticarci e a mio nonno combattente nella Regia Marina e si trovò a Taranto durante il bombardamento britannico.

    Onore Onore Onore

    Christian M.
    Virgo fidelis Usi ubbidir tacendo e tacendo morir

    Non nobis domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam

  2. #2
    Utente registrato L'avatar di Franz56
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    Re: 20 Luglio 1866 Battaglia navale di Lissa

    [attachment=2:30os4fxu]Lissa001.jpg[/attachment:30os4fxu]

    L’affondamento della Re d’Italia in una stampa tratta da un giornale dell’epoca

    "I cannoni della Re D’Italia erano ancora fumanti quando già toccavano l’acqua col fianco squarciato della nave che s’immergeva. Mentre l’alberatura sfiorava il Ferdinand Max, la bandiera venne ammainata per brevi istanti di pochi metri perché non venisse presa dal nemico, ma tornò subito ad alzarsi in cima all’albero per inabissarsi con la nave."

    [attachment=1:30os4fxu]faadibruno.jpg[/attachment:30os4fxu]
    Faà di Bruno

    [attachment=0:30os4fxu]tegetthoff.jpg[/attachment:30os4fxu]
    Tegetthoff
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    La vita è un temporale... prenderlo nel .... è un lampo...!!!
    El vento, el ... e i siori i gà sempre fato quel che i gà voludo lori...

    "Se un bischero dice 'azzate vorti'osamente può apri' un varco spazio temporale, in cui può incontrassi po'i se'ondi prima, generando 'osì un'infinita e crescente marea di 'azzate"... Margherita Hack

  3. #3
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    Re: 20 Luglio 1866 Battaglia navale di Lissa

    Solita storia di generali/amiragli incompetenti...il massimo dell'incompetenza con la R.M. verrà raggiunto durante la II G.M. quando le navi italiane oltre che prendere solo batoste restarono nascoste nei porti....fecero più danni agli inglesi i mezzi d'assalto della MAS che tutta la Marina nel suo complesso.

  4. #4
    Utente registrato L'avatar di stecol
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    Re: 20 Luglio 1866 Battaglia navale di Lissa

    A parte che qui si sta parlando della campagna del 1866 e non della II G.M., quindi chiederei a tutti i partecipanti al topic di attenersi all'argomento, però mi permetto di andare anch'io OT per un attimo.

    La X Flottiglia MAS fece a danno degli alleati un lavoro fantastico, ma bisogna tenere conto che l'esercizio del potere marittimo non si limita a far saltare le navi nemiche in porto.

    La Regia Marina prese solo batoste, limitandosi a restare in porto ?
    Forse, ma può essere applicato solo in certi periodi e solo alla flotta da battaglia
    Per il resto c'erano teatri d'operazione d'oltremare che andavano alimentati, c'era Malta da tenere a bada, c'erano campi minati da posare e da dragare, c'era il Mediterraneo da pattugliare e interdire.

    Queste funzioni, sconosciute ai più, hanno comportato uno sforzo bellico che si spiega da solo con tre numeri: 11 incrociatori, 85 unità di scorta e 82 sommergibili.

    Sono le unita da guerra Italiane perse in combattimento contro gli alleati prima dell'armistizio, affondate insieme a circa 30.000 Nostri Marinai.
    Tutto ciò senza che mai una volta il traffico mercantile si interrompesse per più di una settimana a seguito degli eventi più luttuosi. E non sto qui a parlare del contributo della Marina Mercantile.
    Nonostante tutto si riuscì a far arrivare a destinazione il 91% dei materiali e il 96% del personale partito dai porti nazionali.

    Vogliamo dire che la X Flottiglia MAS ha affondato più navi di tutta la RM messa insieme ? Va bene, ma ricordiamoci che questa affermazione è valida nel teatro mediterraneo: forse i sommergibilisti di Betasom potrebbero avere qualcosa da ribattere, visto che al prezzo di 16 battelli (degli 82) hanno spedito a fondo 101 navi alleate in Atlantico, con una media che è nettamente superiore a quella dei tanto decantati U-Boote.

    Vogliamo parlare delle operazioni in mar Rosso, effettuate invariabilmente con unità risalenti alla I G.M. o poco meno, o quello che hanno combinato con MAS e minisommergibili in Mar Nero o sul Ladoga ?

    Che la Marina abbia preso delle batoste non ci sono dubbi, come pure qualche batosta l'ha data, ma il dato più importante è che la Marina ha combattuto in mare facendo il suo dovere, contro marine più potenti, meglio equipaggiate e spesso meglio addestrate.

    Fine OT (PER TUTTI), ritornamo a parlare di Lissa.

    Ciao
    Stefano
    É difficile volare con le aquile quando hai a che fare con i tacchini ....

  5. #5
    Moderatore L'avatar di coloniale
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    Re: 20 Luglio 1866 Battaglia navale di Lissa

    grazie Christian per aver riportato questo episodio bellico per lo più sconosciuto ai più...
    ciao Nicola
    "coloniale"

    SUMMA AUDACIA ET VIRTUS!

  6. #6
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    Re: 20 Luglio 1866 Battaglia navale di Lissa

    Integro il topic con un testo estrapolato dal sito della concittadina nonché forumista Serlilian:

    "Il 20 luglio ricorre l’anniversario della battaglia di Lissa. Nel 1866, dopo solo due anni dalla battaglia navale di Helgoland – alla fine della quale sia gli austriaci che i danesi si erano autoproclamati vincitori – erano sorte delle divergenze tra i due ex alleati, Austria e Prussia, che avrebbero portato ad una guerra per il predominio all’interno della Confederazione germanica. Il Regno d’Italia stipulò un accordo con la Prussia con l’obiettivo di ottenere in compenso territori abitati da componenti etniche di fonia veneta. L’Austria si trovò così a combattere su due fronti, a nord contro la Prussia ed a sud contro l’Italia. L’esercito meridionale austriaco riportò una brillante vittoria a Custoza, contro un esercito italiano di consistenza numerica quasi doppia, mentre a nord gli austriaci furono sconfitti pesantemente a Sadowa dai prussiani. In previsione di ulteriori attacchi prussiani, l’esercito meridionale austriaco fu mandato a nord, lasciando sguarnite le coste e le isole, che potevano contare solamente sulla protezione della flotta. La flotta del Regno d’Italia era considerata all’epoca una delle più moderne del mondo e disponeva di un numero di corazzate – armate con cannoni modernissimi – quasi doppio rispetto a quella austriaca. La conquista dell’isola di Lissa (ora Vis), collocata a metà Adriatico e definita allora la “Gibilterra dell’Adriatico”, costituiva uno degli obiettivi strategici della flotta italiana. Il 17 luglio 1866 la flotta italiana arrivò davanti a Lissa, difesa da una guarnigione di tremila uomini. I violenti scontri di artiglieria tra l’esigua guarnigione dell’isola e la strapotente flotta durarono due giorni, durante i quali la fanteria italiana non riuscì a sbarcare sull’isola. La squadra austriaca, al comando del contrammiraglio Wilhelm von Tegetthoff, raggiunse le acque di Lissa all’alba del 20 luglio 1866.
    Questi i nomi delle navi austriache e dei loro comandanti:
    1a DIVISIONE (corazzate) – contrammiraglio Wilhelm von Tegetthoff; ERZHERZOG FERDINAND MAX – cap. di vascello Max von Sterneck; HABSBURG – cap. di vascello Karl Faber; KAISER MAX - cap. di vascello Gustav von Groller; PRINZ EUGEN - cap. di vascello Alfred Barry; DON JUAN D’AUSTRIA - cap. di vascello Anton von Wiplinger; DRACHE - cap. di vascello Heinrich von Moll; SALAMANDER - cap. di vascello Karl Kern; KAISERIN ELISABETH – cap. di fregata Tobias Österreicher.
    2a DIVISIONE (legni) – commodoro cap. di vascello Anton von Petz KAISER - cap. di vascello Anton von Petz; NOVARA – cap. di vascello Eric von Klint; FÜRST FELIX SCHWARZENBERG - cap. di vascello Georg Millosich; RADETZKY - cap. di vascello Josef von Aurnhammer; ADRIA – cap. di fregata Adolf Daufalik; DONAU - cap. di fregata Maximilian Pitner; ERZHERZOG FRIEDRICH - cap. di fregata Markus Florio; GREIF - cap. di fregata Karl Kronowetter STADIUM – tenente di vascello Viktor Wimpfen.
    3a DIVISIONE (cannoniere) – capitano di fregata Ludwig Eberle HUM - cap. di fregata Ludwig Eberle; DALMAT - cap. di fregata Wilhelm von Wikede; WALL – cap. di corvetta Alexander Kielmannsegge; VELEBICH – cap. di corvetta Viktor Herzfeld; REKA - cap. di corvetta Adolf Nölting; SEEHUND – cap. di fregata Wilhelm Calafatti; STREITER – cap. di corvetta Rudolf Ungewitter; NARENTA – ten. Di vascello Franz Spindler; KERKA – ten. Di vascello Gustav Masotti; ANDREAS HOFER – cap. di corvetta Ulrich Lund.
    La flotta italiana era invece costituita da:
    CORAZZATE: AFFONDATORE, ANCONA, CASTELFIDARDO, FORMIDABILE, MARIA PIA, PALESTRO, PRINCIPE DI CARIGNANO, RE D’ITALIA, RE DI PORTOGALLO, SAN MARTINO, TERRIBILE, VARESE.
    NAVI NON CORAZZATE: CARLO ALBERTO, DUCA DI GENOVA, ESPLORATORE, ETNA, ETTORE FIERAMOSCA, GAETA, GARIBALDI, GOVERNOLO, GUISCARDO, MARIA ADELAIDE, MESSAGGERO, MONTEBELLO, PRINCIPESSA CLOTILDE, PRINCIPE UMBERTO, SAN GIOVANNI, SIRENA, VINZAGLIO, VITTORIO EMANUELE.
    Complessivamente: 27 navi austriache (di cui 7 corazzate) per un totale di 57.344 tonnellate, con 7.871 uomini e 532 cannoni, mentre la flotta italiana era composta da 30 navi (di cui 12 corazzate) per complessive 86.022 tonnellate, con 10.886 uomini e 645 cannoni. Dall’elenco dei nomi degli ufficiali comandanti le navi austriache appare evidente come la composizione della flotta fosse a quel tempo fondata sulle varie componenti etniche dell’Impero. La flotta austriaca, numericamente inferiore, era costituita da navi, all’epoca non moderne, e in buona parte costruite in legno, “corazzate” in tutta fretta per ordine dello stesso Tegetthoff, applicando catene d’ancora e rotaie lungo le fiancate. Per contro la flotta italiana poteva contare su moderne unità costruite, secondo criteri moderni, in ferro. Fu forse questo che fece pronunciare al contrammiraglio Tegetthoff la famosa frase, passata ormai alla storia: “Uomini di ferro su navi di legno hanno sconfitto uomini di legno su navi di ferro”. Il fiore all’occhiello della flotta italiana era l’AFFONDATORE, una unità completata solo poco tempo prima in un cantiere britannico, considerata inaffondabile (come più tardi il TITANIC!) che, secondo il “Times” di Londra, con il suo rostro lungo nove metri, avrebbe potuto distruggere da sola l’intera flotta austriaca. Ma le cose andarono diversamente. L’ammiraglio Persano, dopo aver fatto disporre la flotta italiana in schieramento di battaglia, si trasferì sull’AFFONDATORE, lasciando le sue insegne sulla corazzata RE D’ITALIA, che fu speronata ed affondata in pochi minuti dalla nave ammiraglia di Tegetthoff, l’ERZHERZOG FERDINAND MAX. La nave italiana PALESTRO fu colpita ripetutamente anche alla santabarbara e saltò in aria. L’AFFONDATORE tentò di speronare il KAISER, ma fu colpito dalle cannonate austriache tanto duramente da inabissarsi al largo di Ancona alcuni giorni dopo. La battaglia durò solo due ore ma le perdite furono pesantissime: tre corazzate italiane affondate ed altre tre fuori combattimento, con più di 600 morti mentre gli austriaci ebbero 38 morti e solo il KAISER gravemente danneggiato, ma non affondato, come sostenne invece la stampa italiana. Per inciso, il comandante della 2a divisione cap. di vascello Anton von Petz è sepolto a Trieste. Al suo rientro in Italia, Persano annunciò sfacciatamente di aver sconfitto gli austriaci; (v. in tal senso il comunicato della Regia Prefettura di Terra di Bari del 21 luglio 1866, firmato dal ministro dell’Interno Bianchi.) Per l'evento ci furono grandi festeggiamenti, che durarono fino alla notizia del reale esito dello scontro. Il Persano fu sottoposto a giudizio davanti al Senato, costituito in Alta Corte di Giustizia, che proclamò la sua colpevole inettitudine, tanto che fu privato del grado e delle decorazioni e radiato con disonore dalla Regia Marina. Per rispondere agli articoli dei giornali italiani che davano il KAISER come affondato, il vice ammiraglio Tegetthoff organizzò un ricevimento a bordo della nave, pur gravemente danneggiata. Le spese però non gli furono rimborsate dalle parsimoniose autorità asburgiche. La città di Trieste regalò al vice ammiraglio Tegetthoff una pregiata scultura in argento dorato, per ringraziarlo per aver protetto i suoi commerci marittimi con la vittoria di Lissa. La scultura, che raffigura il dio Nettuno mentre solleva in alto la nave di Tegetthoff, si trova nella Sala della Marina da guerra dell’ Heeresgeschichtliches Museum di Vienna (Museo dell’Arsenale).
    Giro virtuale nel Museo dell’Arsenale di Vienna: ...http://www.panaustria.com/vt/110106/index.html.
    Dopo l'Anschluss, la Marina da guerra tedesca usava issare ogni 20 luglio la bandiera della Marina da guerra austro-ungarica, in ricordo della vittoria di Lissa. Si può immaginare con quanta gioia degli alleati italiani.
    "

    Plinio

  7. #7
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    Re: 20 Luglio 1866 Battaglia navale di Lissa

    Mi sembrava di aver letto che la maggior parte dei marinai austriaci erano veneti e che molti ordini a bordo delle navi erano dati in dialetto veneto...celebre è la frase detta dall'ammiraglio austriaco dopo la sconfitta della flotta italiana comandata dall'ammiraglio Carlo Pellion di Persano:”Navi di legno con uomini di ferro hanno sconfitto navi di ferro con uomini di legno” se non era letteralmente questa il tenore se ne discosta di poco. Se non sbaglio, riguardo alla sorte dell'ammiraglio Persano questi dopo i giudizi che conclamarono la sua incapacità nel comandare la flotta italiana, ebbe riconosciuto dall'allora re d'Italia un vitalizio.

  8. #8
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    Re: 20 Luglio 1866 Battaglia navale di Lissa

    Infatti Luigi, Persano ebbe un vitalizio, per il semplice fatto che fu un processo "sui generis" ovvero tutti sapevano che non era colpevole di nulla, ma per trovare e avere un capo espiatorio si scelse il Persano a cui Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele II, diede appunto un vitalizio, riconoscendolo in questo modo non colpevole, nella Storia di personaggi dichiarati incapaci o colpevoli di disastri militari ce ne sono infiniti, ma in concreto, poche volte erano veritiere tali accuse.

    I documenti e i libri che ho utilizzato per la mia Tesi dichiarano esattamente questo, la vittoria austriaca e stata nel suo insieme dovuta a errori degli altri capi squadra non del Persano, lui era in mezzo alla lotta e poi uscì dalla linea per richiamare le altre squadre all'intervento ma non ubbidirono, dichiarando poi che non avevano capito gli ordini etc.........in sintesi gli altri ammiragli volevano tagliarlo fuori dal comando dell'intera flotta e ci riuscirono alla perfezione; tieni conto luigi che la flotta austriaca, nonostante avesse vinto si rintanò nella sua base e non ne uscì più fuori per il terrore di essere colata a picco per intero, e questo fa dedurre diverse cosette in merito alla sconfitta e alla nostra mirabile Marina da Guerra.....................a cui dobbiamo dare tanto di cappello sempre, per il passato, il presente e il futuro!!!!!!!!!

    Christian M.
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  9. #9
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    Re: 20 Luglio 1866 Battaglia navale di Lissa

    Citazione Originariamente Scritto da squalone1976
    Infatti Luigi, Persano ebbe un vitalizio, per il semplice fatto che fu un processo "sui generis" ovvero tutti sapevano che non era colpevole di nulla, ma per trovare e avere un capo espiatorio si scelse il Persano a cui Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele II, diede appunto un vitalizio, riconoscendolo in questo modo non colpevole, nella Storia di personaggi dichiarati incapaci o colpevoli di disastri militari ce ne sono infiniti, ma in concreto, poche volte erano veritiere tali accuse.

    I documenti e i libri che ho utilizzato per la mia Tesi dichiarano esattamente questo, la vittoria austriaca e stata nel suo insieme dovuta a errori degli altri capi squadra non del Persano, lui era in mezzo alla lotta e poi uscì dalla linea per richiamare le altre squadre all'intervento ma non ubbidirono, dichiarando poi che non avevano capito gli ordini etc.........in sintesi gli altri ammiragli volevano tagliarlo fuori dal comando dell'intera flotta e ci riuscirono alla perfezione; tieni conto luigi che la flotta austriaca, nonostante avesse vinto si rintanò nella sua base e non ne uscì più fuori per il terrore di essere colata a picco per intero, e questo fa dedurre diverse cosette in merito alla sconfitta e alla nostra mirabile Marina da Guerra.....................a cui dobbiamo dare tanto di cappello sempre, per il passato, il presente e il futuro!!!!!!!!!

    Christian M.
    Il Piemonte non aveva una grande marina, nè da guerra nè commerciale (a differenza dell'esercito). Il grosso della marina italiana era quello di origine borbonica, poi annesso dai vincitori. Ma comandato da piemontesi, pochissimi liguri, e praticamente nessun napoletano. Inoltre nessuno, data la mentalità continentale, aveva capito come far funzionare una flotta e il ruolo marittimo dell'Italia, salvo ordinare un mucchio disparato di corazzate in giro per il mondo. Ecco i risultati. Gli Schettino di allora stavano al nord, adesso purtroppo in tutta Italia e ne sono l'emblema.

  10. #10
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    Re: 20 Luglio 1866 Battaglia navale di Lissa

    Citazione Originariamente Scritto da squalone1976
    ... la flotta austriaca ... si rintanò nella sua base e non ne uscì più fuori per il terrore di essere colata a picco per intero ...
    L'Austria aveva vinto la battaglia, ripiegava sui porti di partenza e si rintanava a Pola terrorizzata dall'idea di poter essere affondata dagli sconfitti?
    Su Squalone1976, un po' di obiettività, la marina italiana era nata da pochi anni ed aveva appena preso una bastonata da una marina che, pur con armamenti inferiore e naviglio in buona parte obsoleto, le era largamente superiore.

    Plinio

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