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Discussione: 23 marzo 1944

  1. #1
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    23 marzo 1944

    Oggi ricorre il 65° anniversario dell'attentato di via rasella, a Roma, in cui persero la vita 33 uomini, provenienti dalle zone dell'Alto Adige, dell'undicesima Compagnia del terzo Reggimento della Polizia "Bozen", nonchè due civili, per mano dell'attentatore Rosario Bentivegna travestito da netturbino con un carretto della N.U. imbottito di tritolo.
    Questo post non vuole essere un attacco politico a chicchessia ne una dimostrazione di parte ne alcunché di polemico, ma solo un ricordo di quei trentacinque che comunque sia non avevano chiesto di fare quella fine.

    Saluti
    Die Nadel
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  2. #2
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    Re: 23 marzo 1944

    Questi sono gli orrori della guerra! E a seguito di quei 33 ne morirono altri e moltiplicati per 10 volte!

  3. #3
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    Re: 23 marzo 1944

    Qui mi permetto un piccolo OT, verissimo ciò che dici Peo ma solo che si ricordano solo coloro che perirono di conseguenza a questi fatti ma non si concede mai un pensiero anche a quei 35.
    Sempre senza polemica questo mio intervento, ma una semplice constatazione.

    Saluti
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  4. #4
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    Re: 23 marzo 1944


  5. #5
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    Re: 23 marzo 1944

    un pensiero ai caduti .
    ma non fu' un attentato bensi' un atto di guerra (http://www.uni.net/anfp/rasella.htm ) mentre fu rappresaglia il massacro delle ardeatine .

  6. #6
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    Re: 23 marzo 1944

    Beh la cosidetta "arma" della rappresaglia era, e se non sbaglio è tutt'ora, ammessa dalle leggi di guerra e dalla convenzione dell'Aia;
    Poi c'è sempre stata una controversia tra storici negli anni se considerarlo atto di guerra o attentato in quanto comunque, (e quì ribadisco sempre ancora l'ennesima volta che non c'è polemica ne attacco politico di alcun genere ma un semplice ribadimento storico), non si può considerare alla pari di un attacco militare inteso come un assalto di fanteria alla trincea avversaria oppure una battaglia tra carri armati o un duello aereo, perché comunque sia Bentivegna era con una falsa divisa da netturbino, (falsa nel senso che lui non era un netturbino), e l'ordigno che uccise i 35 era nascosto all'interno di un carretto dedito alla raccolta di immondizia della N.U.
    Io poi vorrei sottolineare che in questo topic non si parla degli eventi che susseguirono a questo, ne ai conseguenti morti, che comunque sia meritano di essere ricordati, ma ai morti di questo evento storico preciso e all'evento in se.

    Saluti
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  7. #7
    Moderatore L'avatar di Italien
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    Re: 23 marzo 1944

    Caduti di guerra o di rappresaglia, riposino in pace tutti. Adesso tocca ai vivi dare il buon esempio...
    LA MIA PAGINA "FORTIFICATA" SU FACEBOOK©: http://www.facebook.com/pages/Italien/323925510817

    Nel mezzo del cammin di questa vita, mostrassi alfin la truce metà oscura...
    ché la pazienza mia era finita, e lo baston calassi su ogne testa dura.


    Fatti non fummo, a viver come inermi... bensì pello inimico, far divorar dai vermi.


  8. #8
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    Re: 23 marzo 1944

    Bravo Fritz, è difficile trattare di questi argomenti con le dovute "precauzioni" ma i tuoi post dimostrano cognizione di causa. Purtroppo da una scintilla può nascere un incendio, via Rasella ahinoi ne è un esempio, ma il buonsenso talvolta permette di spegnere anche le scintille.
    <<< Nec videar dum sim >>>

  9. #9
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    Re: 23 marzo 1944

    Non facciamo i finti ingenui.
    Non è possibile scindere i fatti di Via Rasella dalle Fosse Ardeatine....

    Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi furono dappertutto aggressori ed invasori, non facciamo finta di dimenticarlo....

    Pur con la dovuta umana pietà* per tutti coloro che pagarono con la propria vita, e quasi sempre molto giovani.

    Ma i morti di Via Rasella, se esiste un aldilà*, se la dovrebbero prendere più con Hitler, che ce li aveva mandati, in Via Rasella, che con i GAP o Bentivegna, che in conclusione erano a casa loro.

  10. #10
    Utente registrato L'avatar di Alpino X
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    Re: 23 marzo 1944

    Caro piesse, non nascondo che sono rammaricato dalle tue parole, in particolare dalle ultime due righe, perchè usando questa logica allora mi verrebbe da pensare che anche i sovietici erano a casa loro quando lasciavano morire di fame i nostri soldati nei Gulag, oppure anche gli iraqeni erano a casa loro il giorno della strage di Nassirya, a mio modo di vedere non è il corretto modo di ragionare.
    Continuo a pensare (ed a dire) che sono passati troppo pochi anni da quei fatti e purtroppo, parere personale, continuo a vedere che la gente di fronte ad un Caduto ragiona in termini di divisa indossata, talvolta neanche perchè la divisa non veniva portata, ed allora guai a chi li tocca.
    Un saluto a te piesse ed a tutti.
    <<< Nec videar dum sim >>>

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