30 aprile 1945
Le forze sovietiche, comandate dal maresciallo Zhukow, sono arrivate a 50 metri dalla nuova cancelleria del Reich, in Voßstraße, a Berlino;
intanto nel Fuhrerbunker il cancelliere della Germania, Adolf Hitler, insieme a sua moglie si suicidava mediante colpo d'arma da fuoco; poco dopo i corpi del Fuhrer e della sua consorte venivano portati all'esterno del bunker, nel giardino della sovracitata cancelleria, e posati in un foro scavato da un esplosione e cosparsi di benzina a cui poi fu data fuoco; pochi istanti dopo un massiccio attacco d'artiglieria sovietica spazzo tutto il giardino costringendo i presenti alla "cremazione" a rifugiarsi di gran carriera nel bunker; così sparirono i pochi resti del corpo dell'uomo che aveva guidato negli ultimi dodici anni la Germania.
La sera stessa, alle 22.50, uomini della 150° divisione sovietica, dopo aver sfondato le forze della Volksturm poste a sua difesa, issarono la bandiera rossa sul Reichstag.
Due giorni dopo, il 2 maggio, il comandante della difesa di Berlino, Generale Helmut Weidling, dichiarava ufficialmente la resa delle forze armate tedesche presenti nella città*.
Nella Battaglia di Berlino perirono circa 300.000 tedeschi, tra civili e militari, contro i 150.000 circa delle forze armate sovietiche.
Nella fornace di quella battaglia trovarono la morte gli avanzi di alcune delle migliori e piu celebri divisioni dell'esercito tedesco, tra cui la Wiking, la Nordland, la Charlemagne e la LSSAH, per non parlare degli oltre 25.000 ragazzi della Hitlerjugend morti nel solo Olympiastadium, massacrati dai colpi di mortaio sovietici.
Ancora oggi è considerata una delle piu cruente battaglie di tutto il secondo conflitto mondiale.

Saluti
Die Nadel