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Discussione: 5 Maggio 1821

  1. #1
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    5 Maggio 1821

    Il 5 Maggio 1821 si spegneva sull'isola di Sant'Elena l'uomo che aveva guidato l'impero di Francia per oltre 16 anni. Napoleone Bonaparte.
    Incoronato, o meglio incoronatosi, Imperatore di Francia nel 1799 Napoleone allargò il suo impero in modo esponenziale, che si estendeva dalle porte di Mosca al nuovo mondo, dall'Italia al deserto egiziano.
    Forse la sua piu grande vittoria fù la battaglia di Austerlitz, 2 dicembre 1805, in cui sbaragliò le forze Austro/russe guidate dal generale Kutuzov.
    E per controparte la sua piu grande sconfitta, che ne segnò anche la fine come uomo politico e imperatore, fù la battaglia di Waterloo, 18 giugno 1815, nella quale le sue forze furono praticamente annientate dalla coalizione di tutti i paesi suoi avversari, guidati dal generale Wellesley.
    Credo che un personaggio di tale calibro debba essere ricordato con tutti gli onori possibili.

    Saluti
    Die Nadel
    Komm mein Schatz, denn wir fahren nach Croce D’Aune

    Canale youtube: http://www.youtube.com/user/Feldgragruppe?feature=mhee

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    Pagina facebook: http://www.facebook.com/Feldgraugruppe

  2. #2
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    Ciao hai ragione e grazie di avermelo ricordato...volevo inoltre fare solo una precisazione :nella battaglia di waterloo se non fosse arrivato il maresciallo Bluher con i suoi prussiani (tutti lo credevano morto in un precedente scontro)Napoleone avrebbe proabilmente vinto anche lì e quella srebbe stata la sua più grande vittoria in assoluto.
    [ciao2][ciao2]Franz
    scavare è bello!
    E’ un mondo difficile: vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto...

  3. #3
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    Ei fu. Siccome immobile,
    dato il mortal sospiro,
    stette la spoglia immemore
    orba di tanto spiro,
    così percossa, attonita
    la terra al nunzio sta,
    muta pensando all'ultima
    ora dell'uom fatale;
    né sa quando una simile
    orma di pie' mortale
    la sua cruenta polvere
    a calpestar verrà*.
    Lui folgorante in solio
    vide il mio genio e tacque;
    quando, con vece assidua,
    cadde, risorse e giacque,
    di mille voci al sònito
    mista la sua non ha:
    vergin di servo encomio
    e di codardo oltraggio,
    sorge or commosso al sùbito
    sparir di tanto raggio;
    e scioglie all'urna un cantico
    che forse non morrà*.
    Dall'Alpi alle Piramidi,
    dal Manzanarre al Reno,
    di quel securo il fulmine
    tenea dietro al baleno;
    scoppiò da Scilla al Tanai,
    dall'uno all'altro mar.
    Fu vera gloria? Ai posteri
    l'ardua sentenza: nui
    chiniam la fronte al Massimo
    Fattor, che volle in lui
    del creator suo spirito
    più vasta orma stampar.
    La procellosa e trepida
    gioia d'un gran disegno,
    l'ansia d'un cor che indocile
    serve, pensando al regno;
    e il giunge, e tiene un premio
    ch'era follia sperar;
    tutto ei provò: la gloria
    maggior dopo il periglio,
    la fuga e la vittoria,
    la reggia e il tristo esiglio;
    due volte nella polvere,
    due volte sull'altar.
    Ei si nomò: due secoli,
    l'un contro l'altro armato,
    sommessi a lui si volsero,
    come aspettando il fato;
    ei fe' silenzio, ed arbitro
    s'assise in mezzo a lor.
    E sparve, e i dì nell'ozio
    chiuse in sì breve sponda,
    segno d'immensa invidia
    e di pietà* profonda,
    d'inestinguibil odio
    e d'indomato amor.
    Come sul capo al naufrago
    l'onda s'avvolve e pesa,
    l'onda su cui del misero,
    alta pur dianzi e tesa,
    scorrea la vista a scernere
    prode remote invan;
    tal su quell'alma il cumulo
    delle memorie scese.
    Oh quante volte ai posteri
    narrar se stesso imprese,
    e sull'eterne pagine
    cadde la stanca man!
    Oh quante volte, al tacito
    morir d'un giorno inerte,
    chinati i rai fulminei,
    le braccia al sen conserte,
    stette, e dei dì che furono
    l'assalse il sovvenir!
    E ripensò le mobili
    tende, e i percossi valli,
    e il lampo de' manipoli,
    e l'onda dei cavalli,
    e il concitato imperio
    e il celere ubbidir.
    Ahi! forse a tanto strazio
    cadde lo spirto anelo,
    e disperò; ma valida
    venne una man dal cielo,
    e in più spirabil aere
    pietosa il trasportò;
    e l'avviò, pei floridi
    sentier della speranza,
    ai campi eterni, al premio
    che i desideri avanza,
    dov'è silenzio e tenebre
    la gloria che passò.
    Bella Immortal! benefica
    Fede ai trionfi avvezza!
    Scrivi ancor questo, allegrati;
    ché più superba altezza
    al disonor del Gòlgota
    giammai non si chinò.
    Tu dalle stanche ceneri
    sperdi ogni ria parola:
    il Dio che atterra e suscita,
    che affanna e che consola,
    sulla deserta coltrice
    accanto a lui posò.
    ciao
    lo squadrista
    -------------
    Và nuova Italia, combatti!
    Stringi in un sol destino quanti hanno la bella tua lingua!
    Pianta le insegne romane sui limiti antichi di Roma!
    -------------
    Cerco materiale del ventennio e italiano della 2^GM - cerco anche materiale del 7° Rgt. di Artiglieria di Corpo d'Armata e foto su Siena nel periodo 1919-1945
    www.rabem.it
    www.arsmilitaris.altervista.org

  4. #4
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    La battaglia di Waterloo,se non sbaglio,la perse xchè alcuni suoi ufficiali presero l'iniziativa "caricando" quando non dovevavo farlo,disobbedendo a Napoleone e dando così inizio alla sua fine.

  5. #5
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    La battaglia di waterloo, la perse soprattutto per colpa del tereno che dopo la pioggia dei giorni prima era molto alentato e la sua artiglieria che era una dei suoi vati non riesci a stroncre il nemico le palle no rotolavano e si impiantano nel fangio questa è una delle cause oltre a altri come dici tu anche Franz dice bene [^]

    DE TOUTE FACON W NAPOLEON

  6. #6
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    Si è vero,una battaglia di quelle dimensioni è stata causata da molte variabili,oltre a quelle già* citate da noi aggiungo anchè la tenace resistenza del primo sbarramento,la casa "rurale" che ancora oggi è visitabile,dove circa 1500 inglesi sbarrarono la strada per diverse ore prima di capitolare,almeno mi sembra che i numeri siano questi...che storia cmq,e che battaglie....e la "Vecchia guardia"????
    Come dissero-"Merd"-...
    Onore!

  7. #7
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    E' stato un insieme di cause: Blucher, la pioggia, i suoi ufficiali, tutti contribuirono a loro modo. Sarebbe bastato che una sola di queste cause fosse mancata ed egli avrebbe vinto ancora una volta annientando definitivamente ciò che restava dei suoi nemici. Vi consiglio di cercare in internet un documento dal titolo: La pioggia di Waterloo, è molto bello e scritto col cuore, cosa abbastanza rara! [ciao2]
    [center:377uncav]La sera risuonano i boschi autunnali
    di armi mortali, le dorate pianure
    e gli azzurri laghi e in alto il sole
    più cupo precipita il corso; avvolge la notte
    guerrieri morenti, il selvaggio lamento
    delle lor bocche infrante.
    Georg Trakl[/center:377uncav]

  8. #8
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    Solo due persone hanno fatto la storia intesa anche come modo di concepire la vita e la politica: Gesù Cristo (se proprio vogliamo chiamarlo solo persona) e Napoleone.
    Gli altri sono solo precursori o epigoni.
    Guglielmo

  9. #9
    Utente registrato L'avatar di Armata Sarda
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    Re:

    Citazione Originariamente Scritto da guglievan
    Solo due persone hanno fatto la storia intesa anche come modo di concepire la vita e la politica: Gesù Cristo (se proprio vogliamo chiamarlo solo persona) e Napoleone.
    Gli altri sono solo precursori o epigoni.
    Guglielmo
    Ci metto la firma! Grandissimo! Vive l'Empereur!
    Le imbecillità in Italia fanno sempre rumore. (Indro Montanelli)

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