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Discussione: 66 anniversario del d-day

  1. #21
    Utente registrato L'avatar di Hetzer
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    Re: 66 anniversario del d-day

    Bella foto quella postata herr!!...giÓ* salvata e archiviata!!!...i soldati italiani sembrano pi¨ uomini al servizio della Todt pi¨ che ad unitÓ* combattente. Nn dimentichiamo che l'organizzazione impiegava migliaia di militari italiani alla costruzione del famoso Vallo Atlantico.
    Oh certo che nn ha un'aria rassicurante il G.I. che li tiene sotto tiro con garand e baionetta inestata!!!...

    Circa i soldati italiani combattenti, che furono tanti, a fronte di tante migliaia che si diedero immediatamente prigionieri, posto quest'interessante articolo apparso ormai tanti anni fa e che magari giÓ* conoscete...

    Quegli irriducibili nell`isola-bunker che non volevano cedere agli Alleati

    di Gianluca Di Feo


    Quella mattina sulle coste della Normandia c`erano anche loro. Una piccola armata di italiani che per scelta, per convenienza o per obbligo era schierata dalla parte dei tedeschi. Migliaia di uomini impegnati lungo il ┬źvallo atlantico┬╗: ventimila secondo alcune stime, addirittura 40 mila secondo altre. Basta guardare alle spiagge del primo sbarco: all`alba del D-Day negli scacchieri di Omaha, Utah, Juno e Gold c`erano almeno cinque unitÓ* italiane in armi. Invece gli alpini della ┬źTrento┬╗, costretti a lavorare per l`organizzazione Todt, approfittarono del caos e fuggirono verso casa. ┬źE` stato un inferno - ricorda Antonio Cipriani -. A mezzanotte sembrava di essere in pieno giorno tante le bombe che cadevano: i morti non si contavano. Nella confusione dell`attacco, io e tre miei compaesani siano scappati┬╗. Durante i raid si diedero alla macchia anche i camionisti piemontesi che per uscire dal lager avevano accettato di servire con la colonna mobile della 716ma divisione. Invece i mitraglieri aggregati al 736mo granatieri, quasi tutti bersaglieri, tentarono un disperato contrattacco. E gli artiglieri del 1261mo restarono ai pezzi, sparando contro la pi¨ grande flotta di tutti i tempi. Nel settore Utah, in un bosco dietro al forte di Marcouf, la quarta batteria - personale italiano e comando tedesco - distrusse un cacciatorpediniere: ┬źCentrammo un colpo dopo l`altro - ha scritto il colonnello Triepel -. Uno spezz˛ il timone, perchÚ la nave cominci˛ a sbandare. Poi sprofond˛ di prua┬╗.

    STORIA DIMENTICATA - La storia di questi soldati si Ŕ dissolta, persa nel grande caos seguito all`armistizio. Esiste un`unica traccia certa: gli archivi della Feldpost, il servizio postale germanico che permettono di ricostruire movimenti e composizione delle forze armate hitleriane. Uno storico - Gianni Giannoccolo - Ŕ riuscito a selezionare un elenco di unitÓ* tedesche composte anche da militari italiani. Evidenzia almeno 60 reparti attivi sul fronte atlantico. Berlino dopo l`8 settembre aveva inquadrato gli ┬źalleati┬╗ in piccoli nuclei, compagnie o al massimo battaglioni. I compiti erano scelti in base all`affidabilitÓ*. In prima linea chi si era immediatamente mostrato fedele al Reich: in Normandia armavano ben 24 batterie di artiglieria pesante. Chi invece aveva ┬źaderito┬╗ alla Rsi dopo la cattura, andava nella contraerea o nei trasporti. I prigionieri leali ai Savoia invece finivano nei cantieri della Todt: furono loro a costruire la fortezza di Longues sur Mer - oggi trasformata in museo - che tenne sotto tiro Omaha e Gold. Parecchi autisti italiani guidavano le colonne dei rifornimenti. Persino le tre divisioni corazzate delle SS mandate da Hitler per ┬źricacciare in mare┬╗ l`armata anglobritannica avevano dei contingenti di volontari di Sal˛. E in tanti non tornarono. Tra il 19 e il 27 giugno a Montebourg tre reggimenti di artiglieria (1261, 1262 e 1709) furono distrutti nel tentativo di fermare i tank inglesi: un terzo dei soldati erano italiani.

    IL COMANDO DI BETASOM - Dopo l`8 settembre l`unica eccezione alla dispersione dei ┬źcollaborazionisti┬╗ riguard˛ la base sottomarini di Bordeaux, in codice Betasom. Diecimila uomini guidati da Enzo Grossi - con una discussa fama di asso dei sommergibili - che si erano guadagnati la stima dell`ammiraglio Doenitz. Gli fu concesso di arruolare altri volontari: 4.000 figli di immigrati, giovani cresciuti in Francia che del fascismo avevano conosciuto solo la propaganda. GiÓ* dall`autunno del `43 crearono la ┬źDivisione atlantica┬╗ e il battaglione ┬źLongobardo┬╗ di fanteria di marina. Le foto mostrano file di ragazzi con divise improvvisate e sguardi poco marziali. Ma nelle settimane successive allo sbarco anche la ┬źDivisione atlantica┬╗ - come ha ricostruito Marino Perissinotto su ┬źStoria e Battaglie┬╗ - venne smembrata.

    L`ISOLA DI FUOCO - La battaglia pi¨ sanguinosa fu combattuta a CÚzembre, l`isoletta-bunker che ┬źcopriva le spalle┬╗ alla cittadella di St. Malo: una Maginot in miniatura, con tre livelli di sotterranei. Lunga 500 metri e larga poco pi¨ di 250, ha conquistato il terribile primato di ┬źterra pi¨ bombardata della storia┬╗: in un mese 120 mila tonnellate di ordigni. Nonostante questo inferno, l`isola difesa da tedeschi e marinai di Sal˛ ha continuato a fare fuoco sugli americani.
    L`assedio cominci˛ ai primi di agosto: navi, obici semoventi, bombardieri la bersagliano senza sosta. Il 17 agosto Saint Malo alza la bandiera bianca, ma l`isola resiste ancora. Ó? a questo punto che gli alleati decidono di usare un`arma mai sperimentata prima: il napalm. Molti italiani sono terrorizzati: il 20 agosto tre mar˛ disertano e raggiungono la costa a nuoto. Descrivono agli americani le condizioni della guarnigione: nei rifugi ci sono 277 feriti, tra cui 17 repubblichini, manca l`acqua potabile e scarseggia il cibo. Eppure, il 28 i bunker rispondono con l`artiglieria a una nuova richiesta di cedere le armi. Dicono che Patton fosse infuriato: il generale ordina di spazzare via CÚzembre. Due giorni dopo, l`apocalisse: 265 bombardieri sganciano migliaia di bombe perforanti e barili di napalm. Dall`isola si leva una nuvola di fuoco, simile al fungo di un`atomica: il calore piega persino le canne dei cannoni, cancella ogni forma di vita dalla superficie. Il 1░ settembre l`ammiragliato germanico dÓ* il permesso di resa al presidio. Dalle caverne escono anche 69 italiani: ┬źCamminavano a testa bassa come gente che viene dall`altro mondo, parevano degli zombie┬╗. Appena arrivati sulla spiaggia, gli americani rendono l`onore delle armi a questi ┬źuomini che sembravano delle ombre┬╗. Molti dei loro commilitoni rimasero nei cunicoli devastati. E mai pi¨ esplorati: ancora oggi CÚzembre Ŕ ┬źuna terra desolata┬╗, vietata a tutti per la presenza di mine e ordigni inesplosi.
    In uno dei fortini crollati, sotto una croce incisa nel cemento - riporta uno speleologo francese - c`Ŕ una scritta spezzata da una granata: ┬źGiovanni F...┬╗. Poi un numero e la parola ┬źNap...┬╗. Forse l`ultimo saluto a uno di quei marinai senza nome.

    Un saluto
    Io non ho girato il mondo ma il mondo ha girato intorno a me.

  2. #22
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    Re: 66 anniversario del d-day

    Grazie Hetzer, si tratta di testimonianze preziose e interessantissime di cui non ero a conoscenza. E cosý anche noi italiani abbiamo fatto la nostra parte nel D-Day, e non parlo solo di quelli che provenivano da Brooklyn!

  3. #23
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    Re: 66 anniversario del d-day

    Belle immagini

    Interessante integrazione Hetzer
    luciano

  4. #24
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    Re: 66 anniversario del d-day

    Un doveroso ricordo a tutti gli uomini che vi persero la vita.

    Bellissime le immagini.

  5. #25
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    Re: 66 anniversario del d-day

    immagini sensazionali cosi' come gli approfondimenti sulla presenza italiana nei luoghi dello sbarco.davvero non ne ero proprio a conoscenza.

  6. #26
    Utente registrato L'avatar di leon1949
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    Re: 66 anniversario del d-day

    bellissime foto e notevole integrazione storica grazie a chi ha collaborato

  7. #27
    Utente registrato L'avatar di Blaster Twins
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    Re: 66 anniversario del d-day

    Bravissimi, Ragazzi! Ottimo lavoro!
    A/F 505 PIR 82ND AIRBORNE DIVISION "ALL AMERICAN"
    H-MINUS
    ALL THE WAY!

    www.progetto900.com

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