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Discussione: 8 settembre 43 di mio padre

  1. #1
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    8 settembre 43 di mio padre

    8 settembre è sempre stato per me un giorno importantissimo , sicuramente inculcato da mio padre che questa data l'ha vissuta in prima persona .
    Era militare a Trento in fanteria meccanizzata nella caserma " Armando Diaz" (qualcuno mi sa dire qualcosa di questa caserma? ) e gli ultimi 2 mesi li passò in pratica a guardia del Brennero dove assistette impotente all'attuazione del piano "Alarico" ,piano che i tedeschi misero in pratica subito dopo la caduta del fascismo.Mi diceva che era impressionante il numero di mezzi e materiali che ,con il benestare del nostro governo,quotidianamente vedeva passare senza che nessuno potesse intervenire.La sera dell'armistizio era rientrato da poco dalla settimana di guardia sul valico e si apprestava a raggiungere la mensa quando il tenente chiamò la compagnia a rapporto.Mi disse che parlò loro come a dei fratelli con queste testuali parole- ragazzi,pare sia stato firmato l'armistizio,dico pare perché non credo che i tedeschi ne saranno contenti.Gli ordini sono di cessare il fuoco e di sparare solamente a chi ci attaccherà da qualsiasi parte arrivi l'attacco.Questi sono gli ordini.Ora però vi dico la mia idea-io la vedo male,se volete scappare fatelo ora e nessuno di noi vi fermerà,state attenti e lontani dalle strade.Buona fortuna a chi va e a chi resta
    .Mio padre decise di andare insieme ad altri 2 compagni,si tenne sempre alla larga dalle strade viaggiando di notte e nascondendosi di giorno.Dopo 2 giorni si fermò in un casale e fece scambio di abiti con dei contadini.Arrivato all'altezza di Verona vinto dalla stanchezza chiese ospitalità ad una famiglia della zona che lo sfamò e gli diede la possibilità di dormire in un fienile per poi dover scappare perché avvertiti dalla famiglia stessa che era in atto un rastrellamento e che era appena stato catturato il loro figlio.Se ne andarono ringraziando quella povera gente .
    Arrivato sul ponte di barche sul fiume Po aspettarono il momento giusto per poter passare perché la zona era già piena di tedeschi .Dopo 11 giorni e 220 km a piedi arrivò finalmente a casa.. Dopo qualche mese venne richiamato tramite il bando Graziani ma scelse la strada dei monti e divenne partigiano.Dopo una vita onesta e laboriosa è venuto a mancare 4 anni fa e sino all'ultimo giorno si è sempre ricordato di questa data storica..
    grazie.
    Salus rei publicae suprema lex esto

  2. #2
    Utente registrato L'avatar di H
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    Re: 8 settembre 43 di mio padre

    Grazie per avere condiviso i ricordi della tua famiglia.

    «ogni storia è storia contemporanea»
    H/Haflinger

  3. #3
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    Il mio decollò protetto dall'antiaerea germanica e atterrò con l'antiaerea germanica che gli sparava contro...

    Rawa Ruska
    Tutto considerato, un militare non è altro che un uomo rubato alla sua abitazione. (Il buon soldato Sc'vèik)

  4. #4
    Collaboratore L'avatar di Il Cav.
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    Il mio (terzo scaglione cl. 1924) dopo aver fatto la premilitare a Roma dove lavorava, secondo la cartolina precetto avrebbe dovuto presentarsi alla caserma dei Bersaglieri di Trastevere per essere arruolato il giorno 10/9/43... naturalmente visti i noti eventi se ne guardò bene ed assistette da civile all' occupazione di Roma confidando fino al giugno '44 nella aleatoria protezione datagli dal suo lavoro in un ente "indispensabile allo sforzo bellico. Il suo ricordo dell' 8 settembre è quello di un anziano scritturale tedesco: costui, convinto che l' armistizio italiano avrebbe significato la fine della guerra anche per la Germania, girava per le case vicine cercando insistentemente acquirenti per il materiale da ufficio affifatogli (macchine da scrivere, cancelleria, mobilio).
    "Chissà a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

  5. #5
    Utente registrato L'avatar di gotica68
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    belle storie di vita....grazie di averle condivise.

  6. #6
    Utente registrato L'avatar di fama78
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    Mio nonno mi raccontava sempre che dopo l'8 settembre fu subito catturato dai tedeschi e portato in Germania a lavorare. Visto che amo mangiare le patate cotte in qualsiasi modo, mi ricordo che mi diceva sempre in modo affettuoso "Eh, saresti stato bene prigioniero in Germania durante la guerra; ci davano da mangiare patate a colazione, pranzo e cena, tutti i giorni". Ciao nonno.

  7. #7
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    Io abito davanti a una ex caserma del Genio. In questa casa ci sono nato nel 58", prima di me mio padre nel 30". Noi abitiamo qui da sempre. La caserma ha un ingresso sulla nostra via e un altro sulla parallela. L'8 settembre nella caserma c'erano 1.400 soldati con i loro ufficiali. Mia zia Carla che era del 21" era sul terrazzo del 1° piano e teneva in braccio mia cugina Tiziana di sei mesi. Alle 7,30 del mattino si presentò un sidecar tedesco con a bordo un guidatore e un sottufficiale. Mia zia guardava tranquilla e non capiva cosa stava succedendo, mia cugina in braccio non voleva smettere di piangere. Il sottufficiale scese dal sidecar abbandonando la mitragliatrice e batté forte più volte al portone, guardando in alto mia zia vide che da un buco che avevano aperto nel tetto, un gruppo di soldati stavano uscendo in fretta e camminando sul colmo si dirigevano in fila indiana verso il campanile della chiesa vicina . La porticina nel portone si aprì piano e il sottufficiale la spalancò con un calcio urlando in tedesco e puntando il mitra nell'apertura ( tutte le volte che frau Bauer mi faceva ripetere il glossar al liceo rivedevo questa scena e odiavo lei e la lingua che ero costretto a studiare) . Un soldato maldestro fece cadere una tegola sulla strada, oramai molti erano riusciti a infilarsi nella finestra intermedia del campanile, il sottufficiale attraversò urlando la strada all'indietro e arrivato con le spalle al muro di casa mia fece partire una raffica verso il tetto. I ragazzi sul tetto rimasero impietriti, mia zia urlò come una sirena, il tedesco tirò un'altra raffica più verticale. La zia scappò in casa e i soldati scesero dal buco da cui erano usciti. Dopo un'ora in fila indiana , con le mani intrecciate sul capo, esclusi i 22 rifugiati nei sotterranei di S.Antonio , accompagnati da 2 sottufficiali e 2 soldati attraversarono i giardini pubblici , arrivarono al piazzale della stazione ferroviaria e sparirono nel nulla.......
    p.s.
    Contemporaneamente all'Elba catturavano mio zio ufficiale di una batteria costiera, il marito della urlatrice e il giorno dopo caricavano anche lui su un treno a Piombino ma questa è un'altra storia.....

  8. #8
    Utente registrato L'avatar di stecol
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    Gordon Pasha, che ne diresti di fare un salto nella stanza delle PRESENTAZIONI ?

    Hai un MP.

    stecol
    É difficile volare con le aquile quando hai a che fare con i tacchini ....

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