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Discussione: Aiuti ai prigionieri di guerra.

  1. #1
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    Aiuti ai prigionieri di guerra.

    Buonasera a tutto il forum, desidero sapere se corrisponde al vero che, attraverso la croce rossa, l'Italia mandava aiuti "alimentari" ai prigionieri di guerra rinchiusi nei campi di concentramento, sia ww1 che ww2. Qualcuno ha notizie?o è solo una favola?
    grazie anticipate a tutti.

  2. #2
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    Per la I G.M. ti posso dire che lo stato sabaudo non mandò niente ai prigionieri degli Austroungarici.
    Per la II G.M. non ho notizie serie in merito.
    sven hassel
    duri a morire

  3. #3
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    All’inizio del 1915 i governi di Austria-Ungheria e Germania furono costretti a informare le potenze dell’Intesa, tramite la Svizzera neutrale, che il blocco economico imposto loro dagli avversari provocava già grandi difficoltà nell’assicurare i rifornimenti alimentari ai propri soldati e alla popolazione civile, e che presto sarebbe stato impossibile nutrire le centinaia di migliaia di prigionieri di guerra francesi, britannici e russi.

    Sempre tramite
    la Svizzera venne raggiunto quindi un accordo per garantire un rifornimento continuo di viveri e generi di conforto riservato esclusivamente ai prigionieri, sotto il controllo della Croce Rossa Internazionale.

    I prigionieri di guerra italiani andarono incontro invece a un destino particolarmente tragico.

    Il governo italiano e le autorità militari consideravano i prigionieri alla stregua di traditori e quindi non aderirono agli accordi internazionali per i rifornimenti alimentari. Il ministro degli esteri Sidney Sonnino fu il più feroce oppositore a ogni forma di aiuto destinato ai prigionieri. ostacolando in ogni modo anche l’invio di viveri e di generi di conforto raccolti privatamente dalle associazioni dei familiari e dalla Croce Rossa Italiana.

    Per quanto riguarda la WWII non ho notizie in proposito, ma lo escluderei.

    Per questo motivo 100.000 prigionieri italiani su 600.000 morirono letteralmente di fame nei campi di prigionia in Austria-Ungheria e Germania, e molti sopravvissero solamente grazie all’aiuto dei prigionieri delle altre nazionalità. che dividevano fraternamente le loro risorse, anche con gli stessi soldati avversari che dovevano sorvegliarli.

    La propaganda italiana all’epoca e durante il regime fascista incolpò i crudeli carcerieri e aguzzini austro-ungarici della morte per fame e fatica dei poveri prigionieri italiani, e ancora oggi molti libri riportano come vero questo clamoroso falso storico.

    Per quanto riguarda la WWII non ho notizie, ma lo escluderei.
    Comincio un sacco di cose e non ne finisco nes

  4. #4
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    Ringrazio sentitamente per le risposte. saluti

  5. #5
    Utente registrato L'avatar di Hetzer
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    Anni fa organizzammo come amministrazione comunale, una bella mostra in occasione del 90 anniversario della fine della Grande Guerra. Furono esposti cimeli appartenenti alle famiglie rolesi e cimeli appartenenti ad alcuni collezionisti locali, tra cui un interessante sacco della Croce Rossa destinato ad un ufficiale prigioniero in Germania, in un campo che diventerà tristemente famoso nella seconda guerra mondiale, questo.....

    u52b.jpg

    come descritto, solamente gli ufficiali potevano ricevere i pacchi, i soldati no, probabilmente per non "incentivare" la resa delle truppe!
    Non va dimenticato che tale condizione era solamente destinata ai soldati italiani presi prigionieri e, una volta terminata la guerra in Italia verranno di nuovo imprigionati e spesse volte processati per codardia di fronte al nemico. In Emilia Romagna sorgeranno molti di questi campi....non furono processati quei delinquenti di Cadorna o Badoglio invece che avrebbero meritato di finire davanti al plotone di esecuzione!!!
    Io non ho girato il mondo ma il mondo ha girato intorno a me.

  6. #6
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    Ottima testimonianza, grazie per averla condivisa.

  7. #7
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    May 2008
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    prov. di Savona
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    durante la 2^g.m. i soldati Italiani in mano ai tedeschi NON avevano la qualifica di "prigioniero di guerra", che gli avrebbe permesso di ricevere conforti dalla CRInternazionale ai sensi della Convenzione a loro tutela stipulata a fine della 1^ GM (visti i nefasti esiti delle sanzioni che si erano riversati per primi sui prigionieri), ma "internati militari" per cui furono obbligati al lavoro coatto anche in aziende belliche e NON potevano ricevere aiuti dalla CRIntern. la CRItaliana era autorizzata solo a "contatti epistolari" mentre le famiglie potevano inviare pacchi recapitati nel 10% dei casi...

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