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Discussione: Alcuni oggetti di un partigiano di una Bg Garibaldi operante in Umbria

  1. #1
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Alcuni oggetti di un partigiano di una Bg Garibaldi operante in Umbria

    Qualche anno fa' fotografai questi cinque oggetti tra le cose di un vecchio partigiano umbro.La
    famiglia me ne voleva fare dono sapendo il mio interesse per la militaria d'epoca.Presi solamente
    la fondina , gli occhiali e il portamappe tedesco.
    Il primo oggetto e' cio' che rimane di una baionetta del Mauser, trasformata in coltello:
    MAU45.JPG
    Il secondo e' una fondina di cuoio realizzata artigianalmente e mai adoperata di cui avevo gia'
    chiesto notizie sul forum:
    Fotografia holster part fro.jpgFotografia holster part rear.jpg
    Il terzo, e' una noccoliera artigianale, in duralluminio, fatta partendo da un pezzo di
    aereo alleato caduto nel 1943 nella zona di Nocera Umbra:
    pugno.jpg
    Il quarto, e' un paio di occhiali britannici, probabilmente da neve, con custodia:
    goggles GB ski.jpg
    L'ultimo, e piu' spettacolare, e' un portamappe,( mi pare ) Mod. 1935 tedesco con timbri
    interni della Div. Hermann Göring , che stazionando a Rieti, fu di passaggio in Umbria
    durante la ritirata del 1944.
    foto 2002 422.jpgfoto 2002 423.jpgfoto 2002 425.jpgfoto 2002 426.jpg

    PaoloM

  2. #2
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    Se ricordo bene all'epoca avevamo ipotizzato che la fondina fosse per una Colt 1911.
    Oggi aggiungerei anche vari "cloni" su disegno Browning, dalla Ballester-Molina alla Llama, dalla Kongsberg (rarissima da noi ma possibile) alla Radom,...... per non parlare della Browning HP35.
    Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

  3. #3
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    mettici anche la tokarev,arrivarono i ppsh e le nagant quindi e' possibile anche quella

  4. #4
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Difficile che in Umbria siano state lanciate armi sovietiche.In zona la guerra fini' ad estate del 1944, e gli Alleati, in tutto fecero pochissimi lanci (si contano nelle dita di una mano).Inoltre, gli stessi Alleati non si fidavano troppo dei molti montenegrini, ex prigionieri di guerra fuggiti dal campo di concentramento di Colfiorito/Plestia che avevano taglieggiato spesso la popolazione civile e dei partigiani, quasi tutti comunisti. A fine guerra si videro per lo piu' in mano alla Resistenza, armi corte e lunghe di fabbricazione britannica ed armi tedesche o italiane catturate al nemico. PaoloM

  5. #5
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    Le armi arrivavano in mano ai partigiani attraverso infinite vie, non solo con il lanci: quelle russe erano arrivate negli zaini dei pochi reduci dell'Armir ed anche nelle fondine dei tedeschi.
    Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

  6. #6
    Moderatore L'avatar di maxtsn
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    quelle russe erano arrivate negli zaini dei pochi reduci dell'Armir ed anche nelle fondine dei tedeschi
    __________________________________________________ __________________________________________________ __

    Max

    Frangar non flectar

  7. #7
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Ho i miei dubbi, tuttavia e' plausibile. PaoloM

  8. #8
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    Non si rifericono espressamente a pistole, però vi trascrivo alcune righe da un libro di N. Revelli:

    pag. 120: .... spedisco per bagaglio i due parabellun e la pistolmachine (sarebbe "maschinenpistole", ma concediamo la licenza letteraria.....), avvolti in un telo tenda. Viaggeranno per conto loro, così eviteranno le eventuali ispezioni sulla tradotta.
    pag. 124: Conservo gelosamete le mie tra armi automatiche russe: la ho ripulite da poco. sono ben munizionate. Sento che spareranno contro i tedeschi.
    pag. 137: .....nel mio zaino ho i due parabellum e la pistol machine..........
    Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da kanister Visualizza Messaggio
    Non si rifericono espressamente a pistole, però vi trascrivo alcune righe da un libro di N. Revelli:

    pag. 120: .... spedisco per bagaglio i due parabellun e la pistolmachine (sarebbe "maschinenpistole", ma concediamo la licenza letteraria.....), avvolti in un telo tenda. Viaggeranno per conto loro, così eviteranno le eventuali ispezioni sulla tradotta.
    pag. 124: Conservo gelosamete le mie tra armi automatiche russe: la ho ripulite da poco. sono ben munizionate. Sento che spareranno contro i tedeschi.
    pag. 137: .....nel mio zaino ho i due parabellum e la pistol machine..........

    Il signore deve essere stato molto fortunato poiché, rispondo citando "La ritirata di Russia" di Egisto Corradi, ufficiale di collegamento della Julia "andarono persi il 70% dei fucili e l'80% dei mitra" e "nessuno pensava a nulla, andavamo avanti come automi" e ancora dice che ai russi prevalentemente fregavano i valenki, gli usanka e abiti più adatti al rigido inverno russo, nel libro non menziona armi catturate.

  10. #10
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    Le armi russe vennero anche...dai russi stessi!!! Nella nostra zona operarono tra la fine del 1944 e il 1945 i cosacchi, i famosi "mongoli" usati dai tedeschi prevalentemente in azioni antipartigiane. La gente li ricorda ancora come persone particolarmente feroci e sanguinarie, dediti al saccheggio e alla razzia....
    Ma tanti finirono uccisi in scontri contri i partigiani, questi soldati alla fine non risultavono poi così letali in combattimento e molti di loro ancora giacciono sepolti da quale parte nelle nostre valli.
    Mi raccontava il vecchi partigiano Olmes di quando "fermò" un ufficiale cosacco, siccome al cosacco le armi ormai non servivano più, se le prese. Aveva un mitra col caricatore a tamburo, quello chiamato comunemente "parabellum" e una pistola. Il mitra poi fu cambiato e il suo posto lo prese un Mp40, ma la pistola, una lucente Radom Vis, regolarmente denunciata e detenuta, è ancora custodita gelosamente.....

    Immagine 077rid.jpg
    Io non ho girato il mondo ma il mondo ha girato intorno a me.

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