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Discussione: altra mitragliatrice da bombardiere

  1. #1
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    altra mitragliatrice da bombardiere

    Anche questa mitragliatrice (quasi) misteriosa è stata recuperata da un crash di bombardiere. Si evince dal fatto che è piegata ad arco.
    Il calibro è 12.7 mm (0.5 pollici)
    Finora c'è una notevole incertezza sul modello.... Graditi gli interventi degli esperti che ringrazio con anticipo.
    Cesare


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    Cesare

  2. #2
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    Siamo sicuri sia una mitragliatrice degli Alleati?
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  3. #3
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    MG 131, prodotta dalla fzs (Waffenfabrik H. Krieghoff, Suhl)matricola Nr. 17995. Può bastare?
    Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da kanister

    MG 131, prodotta dalla fzs (Waffenfabrik H. Krieghoff, Suhl)matricola Nr. 17995. Può bastare?
    Quoto Kanister senza esitazioni, in più aggiungo che può venire sia da un bombardiere (Ju87 Stuka, ultime serie, usati in italia fino alla fine dallo Nsg/9) che da un ricognitore (Ju88 e Ju188, impiegati a profusione in italia dallo F/122 e altri) che da un caccia (Me-109 G fino alla serie K e Fw190). Da dove viene questo? (anche in MP, DANKE!)
    Mick

  5. #5
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    Come prevedevo non si trattava di una mitragliatrice degli Alleati.Adesso sposto il topic nell'apposita Sezione.
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  6. #6
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    gran bella mitragliatrice mi piace molto una bella ripulitina e tornera come nuova!
    Non chiedetevi cosa la Patria deve fare per voi ma cosa voi dovete fare per la Patria!

  7. #7
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    Che bella si è conservata molto bene [ciao2]

  8. #8
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    Certo che è messa bene![self]
    Portala da me in officina e la facciamo tornare drìtta e lùstra come un fuso![]
    Il resto dell'aereo chi se lo è fregato? (insieme al coperchio dell'alimentazione.....)
    Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
    Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione;
    e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
    E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
    È tempo di morire. (Blade Runner)

  9. #9
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    Riapro il topic perchè ho alcune sensazionali notizie circa quest'arma.
    Le ricerche storiche condotte dall'amico Stefano hanno portato alla seguente identificazione:
    Si ritiene con ragionevole certezza si possa trattare di una delle mitragliatrici di bordo dell'aereo (un Messerschmitt Bf-109 G-6) pilotato dal giovane aviatore Leandro Bonara (1920-1945), venticinquenne istriano di Pola caduto in quello che rimarrà* l'unico tentativo, nel corso dell'ultima Guerra, di difendere dal cielo un obiettivo legnaghese dagli attacchi aerei alleati. Queste, in breve, le premesse che introducono i fatti di seguito descritti.

    La copertura dell'intero settore nordorientale è affidata ad un'ampia rete di realtà* aeroportuali, che comprende le basi di Ghedi (Brescia) e Villafranca (Verona) ed i campi di Aviano (Pordenone) ed Osoppo (Udine), in territorio friulano. In una di queste ultime unità* operative, la 6^ Squadriglia di Aviazione da Caccia, presta servizio il giovane volontario Leandro Bonara, tenente pilota dell'ANR.

    Nel corso della giornata di Lunedì 12 febbraio 1945 gli squadroni del 57th Fighter Group, l'unico gruppo da caccia in grado di operare regolarmente, sono impegnati sulla valle del Po in azioni contro ponti, linee ferroviarie e postazioni di artiglieria. Proseguono anche le azioni tattiche operate da gruppi di bombardamento medi e leggeri contro infrastrutture di comunicazione e stabilimenti industriali: sono previsti in mattinata consistenti attacchi contro il ponte ferroviario di Ala (Trento) e contro una raffineria di zucchero convertita nel veronese in impianto per la produzione di combustibili di sintesi.

    Poco dopo le ore 11 del mattino, 18 B-25 appartenenti al 310th Bombardment Group decollano dalla base americana di Ghisonaccia, nella Corsica orientale, dirigendosi in formazione alla volta della costa italiana. Obiettivo prioritario della missione assegnata alle tre squadriglie del Gruppo è la raffineria legnaghese, la cui importanza strategica è da tempo nota all'intelligence alleata. Poco dopo le ore 13, il capo marconista della base di Osoppo riceve la segnalazione di una formazione da bombardamento in avvicinamento, in direzione della costa tirrenica: una decina di minuti più tardi 3 squadriglie del 2° Gruppo Caccia dell'ANR ricevono l'ordine di decollo. Attorno alle ore 13:30, la formazione si unisce ad altre quattro squadriglie del 2° Gruppo, decollate poco prima dalla base di Aviano; schierati in formazione, i 22 Messerschmitt BF-109 della forza italiana sono guidati via radio sul teatro dell'incursione alleata.
    Attorno alle ore 15, i B-25 sono in vista dell'obiettivo: pochi minuti più tardi le postazioni mobili di artiglieria antiaerea aprono il fuoco sui velivoli che, parzialmente occultati dal cielo coperto, si apprestano ad iniziare le operazioni di bombardamento sulla raffineria.

    Nel corso del primo attacco, i bombardieri alleati hanno il tempo di sganciare ben 44 bombe da demolizione all'RDX del peso di 500 libbre sullo stabilimento, arrecando gravissimi danni ad interi reparti di vitale importanza per la produzione, prima che la squadra italiana, recuperato il ritardo maturato sugli antagonisti, giunga sul teatro dell'incursione.
    Raggiunto l'assetto e schieratisi in formazione da combattimento, i piloti italiani si accodano alle squadriglie nemiche, investendo con tutta la potenza di fuoco disponibile i velivoli incursori. Inizia così una furiosa quanto impari battaglia aerea, che termina con l'allontanamento delle formazioni americane.
    Il primo a saggiare la potenza di fuoco dei bombardieri alleati è il maresciallo Carlo Cavigliano, comandante di una delle squadriglie: raggiunto da raffiche di mitragliatrice al motore, il suo Me BF-109 modello G10 con livrea grigio-bruna (lo standard riservato ai più alti graduati), matricola n° 491320, diviene ben presto ingovernabile. L'olio che ricopre il deflettore impedisce inoltre la visuale al pilota, che spinge pericolosamente il velivolo oltre le linee nemiche. Accortosi in tempo del pericolo, il maresciallo Cavigliano è costretto a tentare una picchiata per sfuggire dalla morsa degli aerei incursori. Recuperato l'assetto, riesce ad abbandonare il velivolo, atterrando con il suo paracadute nei pressi di Montagnana (Padova). Poco dopo, anche il sergente maggiore Giacomo Bianchini, il cui aeroplano è ripetutamente colpito dal fuoco nemico, si vede costretto a tentare un atterraggio di fortuna. Rimasto senza uno dei carrelli, tenta un atterraggio planato sulla pista d'appoggio di Bovolone, distruggendo il velivolo (Me BF-109 G-10 con livrea grigio-bruna) ma riuscendo comunque a salvarsi la vita. Delle 7 formazioni che prendono parte alla controffensiva, la 6^ Squadriglia Caccia risulta la maggiormente colpita: i tre velivoli, gravemente danneggiati, tentano di rientrare alla base. Mentre due degli aerei riescono fortunosamente ad atterrare ai campi di partenza, il Me BF-109 modello G6 con livrea standard grigio chiaro pilotato dal giovane tenente Leandro Bonara, completamente crivellato dalle raffiche nemiche, perde rapidamente quota, schiantandosi poco dopo nelle campagne di Minerbe con il suo pilota a bordo.
    I primi soccorritori giunti sul luogo dello schianto non possono che constatare la morte del pilota

    Al termine dello scontro, pur tenendo conto dell'evidente disparità* delle forze in campo, la statistica della missione si rivela impietosa nei confronti dell'azione italiana: il bilancio finale della controffensiva, su un totale di 22 apparecchi, sarà* di 3 aerei abbattuti, 4 gravemente danneggiati o costretti a rientrare in anticipo alle basi di partenza. Tra i 22 uomini si conta una perdita (Bonara), un pilota atterrato in territorio amico (Cavigliano), uno atterrato in campo amico (Bianchini), diciannove rientrati ai campi di partenza. Cinque i feriti, due dei quali seriamente. Dei 18 velivoli incursori, tutti regolarmente rientrati alla base, pare invece che soltanto uno abbia subito danni giudicati "rilevanti". Lo zuccherificio di Legnago, irrimediabilmente compromesse le sue funzioni fondamentali (nel bombardamento del 12 febbraio '45 vengono totalmente distrutti i reparti della desaccarizzazione e della raffineria, l'intera officina e gran parte del magazzino centrale, gravemente danneggiate le reti elettrica, telefonica e del gas, completamente interrotte le connessioni al sistema ferroviario, ecc...
    Cesare

  10. #10
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    Complimenti per il pezzo e per la spiegazione..
    Gigi "Viper 4"

    "...Non mi sento colpevole.. Ho fatto il mio lavoro senza fare del male a nessuno.. Non ho sparato un solo colpo durante tutta la guerra.. Non rimpiango niente.. Ho fatto il mio dovere di soldato come milioni di altri Tedeschi..." - Rochus Misch dal libro L'ultimo

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