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Discussione: ancora su cinghie Sten

  1. #11
    Utente registrato L'avatar di kanister
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    Quella dei fucili monocolpo italiani usati in Abissinia nel 1896 è una storia più che risaputa. A giudicare dai racconti in cui viene riportata sembra che ne sia stato lanciato qualche milione. Conosco un capo partigiano che racconta di una beffa compiuta ad una missione inglese appunto con fucili di questi.
    Tornando agli sten, la manetta di armamento mobile veniva premuta verso il basso ed una sua appendice andava ad inserirsi nel foro sulla sinistra del castello, bloccando così l'otturatore in chiusura e costituendo un'ulteriore sicura.
    Ciao
    Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

  2. #12
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    ah ok ho capito sei stato chiarissimo grazie!!domani chiederò a mio nonno come era il suo,se può farti piacere...

  3. #13
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    Bene, potrebbe essere una conferma alla mia teoria. Ciao
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  4. #14
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    ok,è vera la storia che alla fine della guerra gli alleati lanciavano armi senza il percussore?per paura?

  5. #15
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    quest'ultima non l'ho mai sentita. Ciao
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  6. #16
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    grazie

  7. #17
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    Ieri sera, alla solita cena del secondo giovedi, chiacchieravo con amici dei lanci ai partigiani e uno di loro, ben addentro ai misteri delle pubbliche amministrazioni, ha avanzato un'ipotesi circa i fucili monocolpo. La sua idea è che qualche addetto all'intendenza si sia venduto gli sten o le altre armi di pregio ed abbia sostituito quelli destinati ai lanci con qualche fondo di magazzino recuperato presso caserme italiane, sperando così di non doverne mai più rendere conto. Non avevo pensato a tale ipotesi, però in effetti, conoscendo un poco l'ambiente, non mi sembra del tutto peregrina. Quindi si tratterebbe di un semplice imbroglio "commerciale" e non di una volontà* degli alleati di non aiutare la resistenza. E comunque, dato il numero relativamente limitato di lanci non possono essere stati inviati i milioni di fucili monocolpo che tutti raccontano. Ciao
    Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

  8. #18
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    Adesso che me lo fai venire in mente, una spiegazione c'è: Il materiale destinato ai lanci (a parte quello di provenienza inglese) proveniva quasi esclusivamente dal ricco bottino fatto dagli inglesi in nordafrica. Questo non tanto per la solita supponenza Britannica, quanto per un mero fatto logistico: In effetti la maggior parte dell'armamento partigiano era italiano, e così per le possibili fonti di approvvigionamento di munizioni (i depositi fascisti). Niente di strano quindi che nel mucchio destinato ai lanci siano finiti anche i vetusti Vetterli 70 razziati in Africa Orientale. Aggiungo due aneddoti documentati: alle reiterate richieste di munizioni cal. 7,92 per armi tedesche, il comando alleato di Bari faceva sapere che il CLNAI era più vicino ai depositi tedeschi di loro, e che se le andassero a prendere da soli!!! Appena la trovo posterò una foto di un distaccamento di Fiamme Verdi in servizio d'ordine a Reggio Emilia. Accusate in più occasioni di essere favorite nei lanci di armamenti rispetto ai Garibaldini, in questa immagine i baldi e giovani partigiani ostentano con evidente orgoglio dei fucili Lee Metford 1888 alti quanto loro!!!
    Mick

  9. #19
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    Sono capitato su questo post per puro caso raccogliendo info sullo sten per un amico...e sono rimasto impietrito nel leggere la storia dei fucili monocolpo....
    Ora... mio padre a fine '43-primi 44 (a 15 anni) è entrato nei garibaldini nelle Langhe. E' sempre stato un tipo riservato e pur avendo io il pallino della storia e della guerra fin da piccolo non ha mai e poi mai raccontato nulla della sua esperienza. Silenzio assoluto, questa esperienza deve averlo segnato e soprattutto disilluso in maniera nefasta sopratutto nel dopoguerra. Pensate che nelle Langhe, pur abitando a poche decine di chilometri e pur avendovi amici e parenti non è mai più tornato. Conto dunque sulle dita di una mano alcuni rarissimi aneddoti che si lasciò sfuggire sulla sua esperienza bellica. Essendo stato amante della fotografia imprecava per non aver avuto in quei frangenti una macchina a disposizione perchè ricordava copme qualcosa di stupendo una notte in cui i quadrimotori pesanti inglesi vennero sulla neve a luna piena a lanciare ai partigiani. Lavorarono per più notti a diseppellire i grossi contenitori per poi fare l'amara scoperta (e doverli poi risepellire) dei famosi fucili monocolpo etiopici.
    Essendo questo uno dei pochi aneddoti raccontati l'ho sempre considerato assolutamente veritiero....che poi la cosa si sia allargata e divenuta leggenda, niente di più facile in tempo di guerra...sapeste quante ne ho sentite su napoleone e l'oro dei soldati..(quale che non avevano che pulci?)

  10. #20
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    Ciao Chione, anch'io ho sentito raccontare dal protagonista la famosa beffa del pranzo a base di fagioli e del picchetto di guardia armato dei cosidetti Makalè, episodio che comunque è riportato su molti libri, di cui uno scritto da lui e recentemente riedito.
    Pensa che durante una mostra questo personaggio, a cui avevo affidato per esaminarlo uno dei miei sten, quasi si mise a piangere per l'emozione.
    Se ti interessano notizie circa gli sten telefonami pure, credo di avere qualche informazione.
    Ciao
    Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

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