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Discussione: ARTE FASCISTA

  1. #11
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    ciao..

    Aeropittura Futurista?!..o cosa , di chi è?

    nulla da dire..molto bello
    Roma i fori imperiali e il Duce..

    aggiungo..

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    ed anche..

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    ps:relativamente al fuori Topic..a me non sembra
    Sironi è un esponente di questo periodo storico
    dovrebbe aver addirittura combattuto insieme a Marinetti..
    inoltre fece un ritratto (dipinto) della Sarfatti..quindi daje, posta..che la cultura fa bene a tutti..
    logicamente scherzo..(fai come vuoi)

    ciao
    digjo
    Ciao
    digjo

  2. #12
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    - Aerorittratto. Che occhio!!

    autore: - A. G. Ambrosi -


    Bello quello che hai postato.
    Per il resto vedo se ho tempo nel week end.
    Pero' nessuno raccoglie la proposta "manifesti"......

    Ciao.
    Val
    VALCHIRIA76
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  3. #13
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    Vi propongo questa versione critica dell`Argan,sintetizzata da me per voi nel week end,cronologicamente corretta ,ma della quale non condivido tutto.
    Come al solito mi astengo dall`esprimere giudizi,lasciando a voi eventuali spunti di riflessione.
    (Digjo lascio a te il futurismo:quale appassionato riusciresti certamente a darne un`immagine piu` vivida e sentita!)

    Il ritorno all'ordine

    Negli anni '20 del XX secolo, dopo la fioritura del cubismo, del futurismo e della metafisica, si fa strada una corrente che ripropone la centralità* della tradizione e della storia, del classicismo. In Italia il ritorno all'ordine viene intuito soprattutto da Margherita Sarfatti, intellettuale italiana di origine ebraica, cheÂ*organizzerà*, in diretto contatto con Mussolini, una serie di esposizioni sotto il nome di "Novecento" italiano.

    1922-1943 Arte del consenso

    Nel 1922, con la marcia su Roma, Mussolini porta al potere il fascismo. Si instaura un clima di fibrillazione culturale: è l'arte del consenso sostenuta da artisti convinti assertori dell'ideologia fascista. Per l'arte del consenso notevole importanza assumeÂ* l'opera di Sironi.


    Mario Sironi - Manifesto della pittura murale

    "Il Fascismo è stile di vita: è la vita stessa degli Italiani. Nessuna formula riescirà* mai a esprimerlo compiutamente e tanto meno a contenerlo. Nello Stato Fascista l'arte viene ad avere una funzione educatrice. Essa deve produrre l'ètica del nostro tempo. Deve dare unità* di stile e grandezza di linee al vivere comune. L'arte così tornerà* a essere quello che fu nei suoi periodi più alti e in seno alle più alte civiltà*: un perfetto strumento di governo spirituale. .....
    L'Arte Fascista rinnega le ricerche, gli esperimenti, gli assaggi di cui tanto prolifico è stato il secolo scorso. Rinnega soprattutto i "postumi" di essi esperimenti, che malauguratamente si sono prolungati fino al nostro tempo. .....La pittura murale è pittura sociale per eccellenza. Essa opera sull'immaginazione popolare più direttamente di qualunque altra forma di pittura, e più direttamente ispira le arti minori. L'attuale rifiorire della pittura murale, e soprattutto dell'affresco, facilita l'impostazione del problema dell'Arte Fascista. Infatti: sia la pratica destinazione della pittura murale (edifici pubblici, luoghi comunque che hanno una civica funzione), siano le leggi che la governano, sia il prevalere in essa dell'elemento stilistico su quello emozionale, sia la sua intima associazione con l'architettura, vietano all'artista di cedere all'improvvisazione e ai facili virtuosismi. Lo costringono invece a temprarsi in quella esecuzione decisa e virile......
    L'artista deve rinunciare a quell'egocentrismo che, ormai, non potrebbe che isterilire il suo spirito, e diventare un artista "militante.....Le nostre grandi tradizioni di carattere prevalentemente decorativo, murale e stilistico, favoriscono potentemente la nascita di uno Stile Fascista".



    Sironi partecipò attivamente alla "Mostra della rivoluzione fascista" a Roma nel 1933, i cui aspetti diventarono i canoni di riferimento per una vasta schiera di operatori artistici, tutti legati da un grande conformismo ideologico e da una produzioneÂ* propagandistica interessante soprattutto come documentoÂ* storico.



    " Margherita Sarfatti"

    Quando Mussolini assume la direzione dell'"Avanti!" a Milano, Margherita Sarfatti ,donna colta ed erudita,e` collaboratrice del giornale. Nasce subito una simpatia reciproca che si trasforma presto in relazione amorosa. Scoppiano però anche furiose liti di gelosia perché Mussolini, ultramaschilista dichiarato, non intende interrompere le altre sue relazioni amorose. I rapporti tra i due restano così su un piano di "libertà* socialista" per alcuni anni.
    Alla fine della guerra, Margherita, espulsa come Mussolini dal partito socialista per interventismo, collabora attivamente al "Popolo d'Italia". Il legame con Mussolini si fa sempre più stretto, in politica e in amore.
    Durante tutti questi anni la loro relazione resta però ufficialmente segreta. Sposati entrambi, anche se nessuno dei due nasconde al rispettivo coniuge la relazione, ritengono tuttavia opportuno non ostentarla. sue tradizioni.
    Negli anni ‘20 Margherita raggiunge il massimo della sua fama. Morto il marito Cesare nel 1924, inizia a scrivere la biografia di Mussolini. Il libro esce infatti in Inghilterra nel settembre 1925 come The Life of Benito Mussolini. L'anno dopo la Mondadori lo stampa in italiano col titolo Dux. Seguiranno ben 17 ristampe in Italia mentre all'estero verrà* tradotto subito in 18 lingue comprese il turco e il giapponese. In Giappone ne verranno vendute più di 300.000 copie.
    I rapporti con Mussolini sono sempre molto stretti. Margherita è ormai per tutti "la donna del Duce". I tempi però stanno cambiando. Le trattative per il Concordato con la Chiesa consigliano Mussolini di sposare in chiesa Rachele e poi di far arrivare a Roma questa famiglia "dimenticata". Nel '29, quando Rachele e i figli arrivano a Villa Torlonia, assistiamo alla buffa commedia delle due "mogli" che entrano ed escono alternativamente da porte diverse, guidate dall'abile regia del maggiordomo che deve impedire che si incontrino. Dopo la morte di Arnaldo Mussolini, consigliere ascoltato di moderazione, il clima cambia . Margherita viaggia negli Stati Uniti tentando di allontanare Mussolini dalle seduzioni hitleriane per avvicinarlo a Roosevelt. Le cose però precipitano e, con l'entrata in famiglia di Galeazzo Ciano, la freddezza di Mussolini nei suoi confronti diventa ostilità*, mentre si avvicina il momento delle leggi razziali.


    1938 Le leggi razziali

    Dopo la promulgazione delle leggi razziali in Italia (193, il governo fascista decide di mettere ordine anche nel campo dell'arte figurativa. Sull'esempio della Germania, si cerca di predisporre una lista per l'arte "degenerata", relativa a pittori dell'avanguardia italiana, esaltando nel contempo quell'arte "sana" che avrebbe dovutoÂ* rappresentare i valori della razza italica. A Milano per esempio l'israelita Arrigo Minerbi fu costretto a sospendere l'esecuzione di una delle porte del Duomo e la portò a termine solo alla fine della seconda guerra mondiale.
    Tuttavia i risultati furono molto contradditori e molti si opposero a questa divisione, non in termini antifascisti, ma solo per la difesa di opere importanti di artisti quali De Chirico, Rosai, Morandi e Carrà*. In particolare movimenti come Corrente e la cosiddetta Scuola Romana, paradossalmente si ispirano al vituperato espressionismo tedesco per aggiornare il proprio linguaggio figurativo, come dimostrano Scipione e Mafai e come dimostrerà* Guttuso con la sua "Crocifissione".

    La campagna per un'arte fascista "pura" porta da un lato alla nascita nel 1939 del premio Cremona, patrocinato da Farinacci, con le finalità* di sostenere e di promuovere un'arte fascista vera e propria con iconografie ed elementi di esplicita propaganda.
    Basta citare alcuni titoli di opere per rendersi conto dei temi affrontati dagli artisti: "Ascoltazione alla radio di un discordo del Duce" 1939; "La battaglia del grano" 1940 e "La Gioventù Italiana del Littorio" 1941, suggeriti direttamente dal Duce.
    Della giuria facevano parte Carena, Ferrazzi, Bucci e Tosi e tra i partecipanti non compare nessun artista di alto livello.

    Per contro, sempre nel 1939 si istituì il Premio Bergamo, voluto e sostenuto dal ministro della cultura Giuseppe Bottai; iniziativa, questa, che vide partecipare artisti di ben altro livello, come De Pisis e Guttuso. Secondo Bottai, che è contro un'idea di arte di regime, lo Stato non può dettare le norme relative ai temi e al linguaggio dell'arte, che per essere tale, deve essere necessariamente libera.
    VALCHIRIA76
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  4. #14
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    L'espressionismo"

    Ed ecco l'espressionista riaprire all'uomo la bocca: fin troppo ha ascoltato tacendo, l'uomo: ora vuole che lo spirito risponda". (H. Bahr, 1906).


    L'espressionismo, dunque, nasce su di una base di protesta e di critica alle contraddizioni, alla crisi che covava nella società* europea.
    Largo movimento dalle mille sfaccettature che difficilmente si può racchiudere in una definizione, l'espressionismo coinvolge la letteratura, la musica, il teatro, le arti figurative, la scenografia;


    "L'artista espressionista non guarda: vede;

    non racconta: vive;

    non riproduce: ricrea;

    non trova: cerca".



    "Chiamiamo a raccolta la gioventù, vogliamo conquistarci libertà* d'azione e di vita. Accogliamo tutti coloro che riproducono il loro impulso creativo".

    Le parole del 1913 di Kirchner ben sottolineano l'importanza dell'immediatezza espressiva e dell'istinto quasi violento e primordiale nella creazione di un'opera che si oppone all'arte ufficiale.

    Nel 1905 nasce così il gruppo Die Brücke (Il Ponte) al cui primissimo nucleo formato da Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Karl Schmidt-Rottluff, Fritz Bleyl, si unisce Emil Nolde, Max Pechstein, Otto Müller.

    Intanto, nel 1911, Wassily Kandinsky e Franz Marc fondano Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro) che, non cerca un contatto fisiologico con il primordiale quanto, piuttosto, un modo di cogliere l'essenza spirituale della realtà* .

    Dopo le ferite laceranti della prima guerra mondiale, dell'espressionismo prende corpo un nuovo
    espressionismo-realistico. George Grosz, Otto Dix e Max Beckmann esasperano dell'espressionismo il realismo drammatico, creando opere di satira e di denuncia negli anni che precedono l'avvento del nazismo.



    Il mio preferito:

    Otto Dix

    Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Dix si arruolò entusiasticamente volontario nell'esercito tedesco.
    In qualità* di sottufficiale combatté sia sul fronte occidentale, contro gli eserciti inglese e francese, che sul Fronte Orientale, contro l`esercito russo;
    nel corso della guerra fu ferito e decorato più volte: una parte importante dell`opera di Dix rifletterà* proprio quel tragico periodo
    .


    Solo dopo molti anni arriverà* a mettere su tela un documento di valore eccezionale come il "trittico sulla guerra", realizzato a Dresda nei primi anni trenta, dopo un lungo periodo di incubazione, ad appena un anno dalla salita al potere di Hitler.
    Nel pannello centrale, tra corpi maciullati ed in decomposizione, emerge una unica figura viva, uno spettrale soldato con maschera antigas; sovrasta il tutto uno scheletro impigliato fra travi d'acciaio, che sembra puntare l'indice della mano destra verso qualcuno o qualcosa.

    Addirittura successivo cronologicamente è "Le Fiandre", dipinto nel 1936, ultima opera sulla grande guerra, una drammatica esemplificazione della vita dei soldati in trincea.

    Nel 1933, con la presa di potere nazista, Dix fu considerato un artista degenerato, perse l`incarico di professore all`Accademia di Dresda e gli venne proibito di esporre le proprie opere, alcune delle quali furono esibite nell`esposizione nazista d`arte degenerata e furono poi bruciate!!!!


    In quanto veterano pluridecorato della Prima Guerra Mondiale, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Dix fu nuovamente richiamato nell`esercito tedesco; catturato dalle truppe francesi, fu rilasciato nel 1946.


    La sua opera,nota come Verismo Sociale,
    e`una spietata, implacabile critica satirica della borghesia tedesca, indaga e rappresenta con lucida spietatezza e con esplicita ferocia la miseria morale e sociale della Germania dopo la prima guerra mondiale e la dolorosa condizione di un'umanità* vittima e vinta.

    Richiama ad una funzione sociale dell'arte;
    ha i toni amari di una cronaca raccontata da un punto di vista neutrale e sofferto, senza cinismo, ma lontana da ogni approccio sentimentale,che si esprime attraverso una figurazione concisa e seccamente narrativa, spesso con un cromatismo acceso e violento,talvolta con deformazioni in chiave caricaturale, in una intenzionale volgarità* di linguaggio che sconvolge ed emoziona.
    Personaggio di grande spessore morale, con gusto trasgressivo,

    testimone implacabile del suo tempo, Otto Dix ritrae, con atteggiamento freddamente analitico ma anche empatico, una realtà* che non ha bisogno di essere enfatizzata dall'urlo espressionista perchè ha già* in sè una carica emozionale dirompente.





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    Vi risparmio Picasso e "la Guernica" ,ma naturalmente se volete ,potete continuare voi.
    VALCHIRIA76
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  5. #15
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    ciao...
    come da te accennato..anche io non concordo sulla sintesi di alcune esternazioni di Argan..(nulla togliendo al critico)

    relativamente all'unificare i vari manifesti "futuristi" come intimamente collegati con l'idea "Classica" della Sarfatti ..anche qui ho i miei pareri contrari!
    il Futurismo non ha nulla a che fare con il Classicismo..

    se si parte dalla sintesi Cubista e da quella Impressionista nella rappresentazione pittorica,
    si arriva al concetto Futurista di velocità*, movimento, azione.
    il fermare l'immagine in movimento come fece Balla spezzandolo attraverso una serie di piccoli frammenti legati alla geometria(cubista)
    e al colore (impressionismo)..(Dinamismo di un cane al guinzaglio o, ragazza che corre al balcone) nulla ha a che vedere con il Classicismo della Sarfatti.
    tutt'altra vena è quella Metafisica del De Chirico, che invece si aliena dalla realtà* con una sua rappresentazione statica di quest'ultima, portando anche Lui, però, una ventata di innovazione nella rappresentazione del reale.

    le critiche al Futurismo, sempre secondo me, possono vertere sulla poca estensione della stessa corrente a livello di Architettura, e alle altre Arti, che pur incluse non ebbero altrettanti numerosi rappresentanti..più che altro non riuscirono ad imporsi ai cambiamenti epocali del tempo che gli succedette.(parlo degli anni 50 in poi)

    per non generalizzare, il numero di pittori che seguirono il Regime, creando quel filone filo-Fascista di rappresentazioni della realtà*..sono solo una corrente del Futurismo, legata sopratutto alle conoscenze personali di molti di loro che uniti da vicende belliche della prima guerra mondiale
    videro nell'esaltazione dei concetti di Nazione Progresso Socialità*
    la amalgama che serviva a superare gli incerti e duri anni del primo dopoguerra..(non per niente proprio gli anni che permisero al movimento Fascista di imporsi sugli altri partiti, fino agli anni trenta e quaranta
    in cui L'Italia primeggiava con le principali Nazioni europee e non)

    Aeropittura, simbologia, nuovo lettering, senso della velocità*..sono le cose che amo in questa corrente pittorica..così come altre cose le sintetizzo positivamnente in correnti diverse..

    segue qualche esempio

    ciao
    digjo
    Ciao
    digjo

  6. #16
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    ecco alcuni esempi di Opere
    non specificatamente legati ad un atteggiamento politico "Futurista"..


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    [img]http://www.milistory.net/Public/data/digjo/2008526142237_Boccioni

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    (non so quante effettivamente si vedano, e quante no!..è vero che ci ho messo veramente troppo tempo per postarle..non so ben dire quali siano i problemi di lentezza miei o di chicchessia..)prendetele per buone..

    ciao
    digjo
    Ciao
    digjo

  7. #17
    Utente registrato L'avatar di Alexderome
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    Re: ARTE FASCISTA

    Grazie per l'integrazione sul Colosso del Fascismo (c'è piu di un anno che cerco un disegno o una plastica). Ordinato da Renato Ricci insieme un grande progetto dell'Arengo della Nazione.
    Interessante.
    Alessandro
    http://hongrie2gm.creer-forums-gratuit.fr/
    Eravamo 3O d'una sorte, 31 con la morte. G. d'Annunzio

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