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Discussione: Artigiano nei guai: Arsenale di bombe in casa

  1. #11
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    Re: Artigiano nei guai: Arsenale di bombe in casa

    Mah, 'ste cose mi lasciano sempre molto perplesso, troppe interpretazioni e (soprattutto) troppi interpretatori, basta spostarsi di "questore" e tutto cambia. Proprio per questo mi limito a uniformi elmetti e equipaggiamento, dalle mie parti anche un intertizzato con certificato dell' arsenale di Terni farebbe storcere il naso.

  2. #12
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    Re: Artigiano nei guai: Arsenale di bombe in casa

    grazie peo

  3. #13
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    Re: Artigiano nei guai: Arsenale di bombe in casa

    Vi posso dar notizia che in Ancona, a seguito di un quesito presso la Questura, l'ufficio competente ha risposto che tutto il materiale, simulacri di residuati bellici o post bellici, sono detenibili in qualsiasi quantità*, senza obbligo di denuncia, a condizione che il loro stato di simulacro sia certificato da personale qualificato all'uopo (con patenti riconosciute).
    ermanno

  4. #14
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    Re: Artigiano nei guai: Arsenale di bombe in casa

    grazie teller67

  5. #15
    Utente registrato L'avatar di kanister
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    Re: Artigiano nei guai: Arsenale di bombe in casa

    Citazione Originariamente Scritto da TELLER67
    Vi posso dar notizia che in Ancona, a seguito di un quesito presso la Questura, l'ufficio competente ha risposto che tutto il materiale, simulacri di residuati bellici o post bellici, sono detenibili in qualsiasi quantità*, senza obbligo di denuncia, a condizione che il loro stato di simulacro sia certificato da personale qualificato all'uopo (con patenti riconosciute).
    Ciao Teller, come sappiamo l'Italia è una congrega di repubblichette in cui ogni ufficio, più o meno competente, fa il bello e cattivo tempo a proprio piacere:
    Un amico appassionato di disattivati come me ha ricevuto una visita ispettiva. La prima cosa che ha fatto è stata di tirar fuori tutti i certificati di disattivazione e la risposta è stata: quelli non contano niente tanto sono tutti falsi, sequestriamo tutto e poi il perito dirà* se sono regolari.....
    Ti lascio immaginare cosa gli è costato di avvocati e periti prima che il tutto gli venisse restituito, e pure senza un minimo di scuse.
    Scusami quindi se non condivido il tuo ottimismo.
    Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

  6. #16
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    Re: Artigiano nei guai: Arsenale di bombe in casa

    quindi anke per una sipe ti romponi le p....?????? e ti costa anche!!!

  7. #17
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    Re: Artigiano nei guai: Arsenale di bombe in casa

    vedendo le foto di un post precedente intitolato mostrate le vostre collezioni
    leggendo quanto sopra mi chiedo se tutti quei pezzi sono disattivati e certificati

    non me ne intendo molto perchè mi limito a collezionare qualche gavetta, elmetti, pinze e simili ( ho pochi pezzi perchè ho cominciato da poco a frequentare i mercatini di militaria).

    però ho letto con molto interesse questi articoli che potrebbero interessare a questa discussione

    http://www.earmi.it/diritto/giurisprudenza/gusci.htm

    http://www.earmi.it/diritto/giurisprudenza/ananas.htm

    buona lettura

  8. #18
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    Re: Artigiano nei guai: Arsenale di bombe in casa

    Citazione Originariamente Scritto da TELLER67
    ....(con patenti riconosciute).
    Quali patenti.... esiste una patente di perito "in simulacri" ? sarebbe una novità*, già* il perito balistico è una figura astratta senza alcun riconoscimento, non esiste, che io sappia, una scuola o un diploma che lo certifichi o si?

  9. #19
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    Re: Artigiano nei guai: Arsenale di bombe in casa

    grazie mille herossm..........................

    jacopo

  10. #20
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    Re: Artigiano nei guai: Arsenale di bombe in casa

    Ciao Norby, ho avuto modo di incontrarti a Ferrara giusto oggi, e vorrei rispondere alle ultime domande riguardo a perplessità* giustamente sorte.
    Intanto mi piacerebbe conoscere la natura del materiale disattivato citato da kanister: armi o simulacri di residuati?
    La differenza è sostanziale, in quanto per le armi ci vogliono dei certificati prodotti da: per armi comuni da armaioli autorizzati; per le armi da guerra da fabbricanti di armi da guerra tipo Adler, Beretta, ecc. Se la certificazione e la disattivazione sono avvenute all'estero potrebbero non essere valide, per cui occorre rivolgersi sempre a referenti italiani. Questa è la norma in materia.

    Però a mia conoscenza ci sono stati casi in cui la Polizia Giudiziaria, procedente in perquisizioni ecc., abbia sequestrato un mortaio da 81 mm inertizzato dal Polo Mantenimento Armi Leggere di Terni e da esso acquistato. Il mortaio poi è stato restituito, chiaramente di scuse non se è parlato.
    Sempre per mia conoscenza, alcuni amici, per evitare quanto sopra, hanno prodotto la copia del certificato di inertizzazione, allegato ad una comunicazione di detenzione, agli organi di Pubblica Sicurezza (Carabinieri o Polizia di Stato) ed essendo una comunicazione, e non denuncia, è stata accettata.

    Poi, per quanto riguarda le patenti, come è avvenuto nel caso di Ancona, da me citato, la certificazione è stata prodotta da un artificiere d'artiglieria, che ha la conoscenza del materiale in questione e che tra l'altro è stato per anni consulente della Magistratura inquirente in materia esplosivistica.

    Nell'eventualità* che la Polizia Giudiziaria che interviene nelle indagini non dovesse riconoscere la validità* di un simile documento avrebbe l'obbligo di nominare un ausiliario di polizia giudiziaria (artificiere o esperto in materia) per controllare l'esatta corrispondenza di quanto certificato ed in caso contestare, non al detentore ma al dichiarante, il quale saprà* ben difendersi o confrontarsi con l'ausiliario. Questo senza procedere ad un sequestro con asportazione del materiale, bensì, in attesa dei sopracitati controlli, un sequestro conservativo, lasciando il materiale in custodia al proprietario.
    ermanno

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