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Discussione: Berretto per Console della Legione Alpina Friulana

  1. #11
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    Ringrazio a Tutti Voi per i complimenti e per aver precisato la sottopannatura dei fregi e dei gradi.

    possiedo
    un berretto da Colonello paracadutista che presenta la stessa
    caratteristica il fregio e' sottopannato robbio ma il grado e'
    senza sottopanno
    Perchè non lo posti....sono molto curioso di vedere militaria PARA' italiana...la mia passione!!!!
    CERCO MILITARIA DELLA M.V.S.N. NELLO SPECIFICO: DISTINTIVI DIVISIONALI DELLA MILIZIA, MEDAGLIE DIVISIONALI PERIODO 40/43, PUGNALI DA MARCIA E NON, FOTO FRONTE GRECO/ALBANESE, JUGOSLAVO E RUSSO, SCUDETTI DA BRACCIO, TESSERE MVSN E MEDAGLIE AL VALORE CONFERITE AD APPARTENENTI ALLA MILIZIA E NON. IN PARTICOLARE CERCO MILITARIA DELLA 167° LEGIONE CC.NN. "ETNA".

  2. #12
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    anche perchè non se ne trovavano con i filetti intermedi rossi
    Veramente c'erano eccome i gradi con il filetto intermedio, ad esempio il robbio per la Milizia ...
    Alfiere Federale
    ************************************************** *************
    Cerco Materiale di Granducato di Toscana, Ducato di Lucca, Squadrismo e Fascismo Fiorentino, Milizia Forestale.
    ************************************************** ************

  3. #13
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    Confermo quanto asserito da Alfiere Federale...
    I gradi sottopannati di robbio esistevano, anzi, mi sento di asserire che erano molto più comuni di quelli non sottopannati.
    Avendo collezionato materiale MVSN (e PNF) di alti gradi per anni posso dire che stragrande maggioranza dei berretti da console comandante sicuramente originali(e questo dovrebbe essere da console comandante, se così non fosse avrebbe anche il fregio in sottopanno nero)hanno anche i gradi sottopannati del "colore del comando".
    Ciò viene sancito dalla circolare n°47 del 22 gennaio 1938 che prevede la sottopannatura anche per primi seniori e seniori con incarico di comando legioni. Tale norma viene confermata al punto 37 dell'Istruzione del 1941. Per cui la norma prevede galloni di grado e fregio sottopannati di panno robbio.
    Non so a quale regolamento si stesse facendo riferimento, ma questa è la normativa ufficiale.
    Francesco

  4. #14
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    Bisognerebbe verificare il berretto in questione, 167 Legio asserisce che il pezzo è genuino e non rimontato, credo che essendo un esemplare tardo in fase di allestimento si sia semplificato tutto mantenendo il robbio solo per il sottopanno, a ragion di logica secondo il regolamento del 38 dovrebbe avere il filetto nero sulla tesa e anche la fascia nera sotto i gradi e anche i gradi stessi inframmezzati dal filetto nero (per i non comandanti di legione), può essere che a guerra iniziata si sia seguito il regolamento RE che in effetti non prevedeva il robbio per i gradi.
    Il cappello è tardo pare un m.40 quindi rettificando quanto detto precedentemente potrebbe essere stato allestito anche dopo il 1943 in quanto la 55° legione restò operativa dalle nostre parti fino a fine guerra.
    Se così non fosse ci si troverebbe di fronte a un rimontaggio dove come base di partenza è stato scelto un normale cappello m.40 RE, dalle foto , l'ossidazione della canottiglia pare omogenea (si potrebbe fare un puntiglio al primo 5 che pare meno ossidato dell' altro ma potrebbe essere solo questione di flash)e sulla fascia di grado non compaiono segni di precedenti cuciture.
    Io vi posto un cappello truppa all' alpina sempre della stessa legione con fregio metallico con tondo stampato non smontabile.
    Cerco "avidamente" copricapi italiani, soprattutto Alpini, ed austro-tedeschi fino al 1945 nonchè foto italiane e austriache della Zona Carnia, Alto Isonzo e occupazione austro tedesca del Friuli I° guerra mondiale, foto Alpini divisione Julia e occupazione tedesca Friuli fino al 1945.

  5. #15
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    Ecco il cappello all' alpina con fregio metallico (dovrebbe trattarsi di un modello 27 o 31 non so precisamente la data di adozione di tale fregio, questo dovrebbe seguire in senso stretto il regolamento

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    Cerco "avidamente" copricapi italiani, soprattutto Alpini, ed austro-tedeschi fino al 1945 nonchè foto italiane e austriache della Zona Carnia, Alto Isonzo e occupazione austro tedesca del Friuli I° guerra mondiale, foto Alpini divisione Julia e occupazione tedesca Friuli fino al 1945.

  6. #16
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    Visto che non ha le profilature nere della tesa e sottopanno del tamburo...
    Visto che non ha il sottopanno robbio dei galloni di grado...
    Visto che non credo che possa essere del periodo '43-'45 anche perchè la MVSN fu inquadrata nella GNR, per cui avrebbe dovuto avere almeno il fregio specifico...
    Idem dicasi per il Corpo delle CC.NN. inquadrate nell'ENR che ebbero con il Regolamento Provvisorio sull'Uniforme del '44 il loro fregio specifico composto da un gladio contornato da due fronde e probabilmente anche le fronde sottostanti il fregio...
    E' vero che tutto può essere ma nella migliore delle ipotesi si tratta di un pezzo totalmente fuori dai canoni normativi e costruttivi dell'epoca...
    Se si tratta poi di un rimontaggio partito da un berretto R.E.I. da colonnello non comandante a cui è stato successivamente applicato fregio e bottoncini, questo non sta a me dirlo...
    Sarebbe utile vedere anche una foto dettagliata del fregio...se fosse possibile...
    Francesco

  7. #17
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    Si tutto può essere ma quanto ai regolamenti repubblicani in tema di berretti e fregi il tutto è da discutere ( molto meno invece per elmi ed uniformi) soprattutto per ciò che riguarda le unità* minori formatesi dopo il settembre '43, a onor della cronaca la 55° legione restò attiva tanto che alla fine di settembre esisteva un comando con tutti i servizi logistici attivi, emetteva anche bandi di arruolamento e di presentazioni di ufficiali, sottuff e militari del disciolto REI presso la sede del comando che era proprio a Gemona, all' epoca il comandante era il I° seniore Igino Miollo, successivamente fu creata la 5° legione MDT ( operante in Friuli) comandata dal colonnello De Lorenzi, a tale proposito posto 2 foto dell' ottobre del '44 dove nella prima (al centro della foto) si vede un milite della MDT con tanto di spalline SS, grado al braccio, steil alla cintura e fiamme nere al bavero, la seconda foto ritrae De Lorenzi (girato) con una bustina m.42 dove si vede ancora chiaramente il fregio tipico della milizia e non della GNR.
    Quanto ai fregi repubblicani di nuovo tipo con fronde di quercia, se ne sono visti parecchi nelle solite fiere e mercatini ma ahimè nessuno di quelli visti lo avrei fatto entrare in casa!
    Non escludo comunque che delle partite siano arrivate sui berretti.
    Quanto al cappello di 167 Legio non segue ovviamente il regolamento stretto, e se acquistato presso fiere o simili non può essere valutato come uno che presenti tutti i canoni richiesti ma valutato in merito a osservazioni oggettive riguardo lo stato di conservazione, l'originalità* dei pezzi ecc ecc.

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  8. #18
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    Se Vincenzo potesse fare una bella foto del fregio frontale forse potremmo trarre qualche altro elemento utile.
    Comunque non me la sentirei proprio di collocarlo in ambito RSI. Anche perchè, seppur documentato in qualche foto, l'utilizzo del berretto a visiera rigida di fattura RSI non era tipico. Riciclare ed utilizzare berretti pre-esistenti si, ma se fosse pre-esistente dovrebbe seguire il regolamento. A mio avviso è la storia del cane che si morde la coda. Sempre di un console comandante stiamo parlando. Più comune vedere berretti da campo mod.42 o mod.44.
    Francesco

  9. #19
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    Si questo è anche vero, ciò succede sempre per gli oggetti che non seguono un regolamento preciso, e questo in tutti i campi della militaria, gli oggetti strettamente da regolamento sono molto più facili da esaminare e non lasciamo dubbi di sorta, o sono così o sono tutt'altro, ovviamente il materiale da truppa è quello che segue più strettamente i regolamenti, perchè di fornitura dell' amministrazione militare che dava gli appalti ai costruttori con precisi capitolati di spesa, cosa che per gli ufficiali non avvenniva in quanto si rifornivano presso unioni militari e/o sartorie private.
    Per i nuovi collezionisti potrebbe essere un suggerimento quello di preferire sempre pezzi sicuri e facilmente esaminabili che non lasciano dubbi di interpretazione, per esperienza ovviamente tali oggetti sono anche i più costosi e difficili da reperire, per svariati motivi, vuoi perchè sono i più richiesti vuoi perchè effettivamente sono stati i più utilizzati nei periodi bellici e quindi quelli che sono stati più soggetti ad usura o distruzione, un esempio banale potrebbero esserte le calzature, in esempio perchè spesso vengono spacciate calzature sia italiane che austriache I° guerra che non trovano mai riscontri nei modelli che si trovano da scavo? Poi che se le comprassero privatamente perchè le altre si distruggessero dopo poche settimane è un'altra questione, ma certamente non si può parlare di un oggetto che effettivamente faceva parte del corredo standart militare.
    Per il cappello di 167 Legio il discorso è un po differente, l'oggetto potrebbe essere buono ma non seguire il regolamento descritto dalla circolare, non potendolo esaminare dobbiamo far affidamento solo sullo spirito critico e di osservazione del proprietario, Se è un oggetto di prima mano obbiettivamente potrebbe essere un copricapo perfettamente genuino anche se differente da come dovrebbe essere!
    Cerco "avidamente" copricapi italiani, soprattutto Alpini, ed austro-tedeschi fino al 1945 nonchè foto italiane e austriache della Zona Carnia, Alto Isonzo e occupazione austro tedesca del Friuli I° guerra mondiale, foto Alpini divisione Julia e occupazione tedesca Friuli fino al 1945.

  10. #20
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    Questa volta concordo pienamente con te Lafitte. Trovo che il tuo discorso non faccia una piega.[]
    Francesco

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