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Discussione: Bulgaria, linea fortificata "Kralj Marko", torretta T34/85

  1. #1
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    Bulgaria, linea fortificata "Kralj Marko", torretta T34/85

    Altra immagine interessante, e ciò che mi ha ispirato (sempre con materiali di recupero)...

    - - - Aggiornato - - -

    Torretta ZVEZDA, Uaz TRUMPETER e soldati bulgari addetti alla manutenzione (parti MODEL VICTORIA e HORNET).
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  2. #2
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    Segue testo esplicativo...

  3. #3
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    Nel 1947, gli STUG III e PZ IV dell' esercito bulgaro furono sostituiti da materiali di fabbricazione sovietica e riutilizzati come centri di fuoco permanenti, interrati nei pressi dei villaggi di frontiera di Fakiya, Voden e Sharkovo, linea di difesa statica indicata col nome in codice "Krali Marko", a sua volta integrata nel cosidetto triangolo della morte, un' area compresa tra Grudovo (oggi Sredets), Elhovo e Zvedets. Il Patto di Varsavia assegnò alla Bulgaria la difesa della propria frontiera sud dai secolari nemici turchi, divenuti parte della NATO. La dottrina militare dell' epoca prescriveva in caso di invasione, la resistenza a oltranza, in attesa del soccorso di una Armata di 1,5 milioni di uomini normalmente di stanza in Ucraina. Ciò spiega l' importanza attribuita ai vecchi panzer interrati - cui si sarebbero affiancate negli anni successivi torrette di T34/85 - grazie ai quali i coscritti avrebbero bersagliato il nemico a oltranza, fino alla morte o all' esaurimento delle munizioni. Per questo tutti i mezzi in questione erano regolarmente manutenzionati e otturatori, ottiche e munizioni normalmente stoccati in depositi militari. Sarebbero stati rimontati sui carri in caso di mobilitazione del personale, in massima parte abitanti della zona. La linea difensiva era circondata dal segreto militare e tutta la zona di frontiera era tagliata fuori dal resto della Bulgaria. I civili per entrarvi o uscirne necessitavano di uno speciale permesso (OTKRIT) rilasciato dalle autorità: per ottenerlo non era sufficiente avere una valida ragione per viaggiare, ma bisognava sottoporsi a una approfondita indagine sulla "affidabilità politico-ideologica". A metà degli anni '70 forse per motivi economici, forse per obsolescenza oggettiva dei carri, la manutenzione cessò. Pure restando off limits, pastori e cacciatori della zona vi si rifugiavano per sfuggire al maltempo e a volte giocavano con l' alzo dei cannoni. Con il crollo del regime comunista tutte le parti facili da smontare furono asportate e portate allo squaglio in fonderia per pochi centesimi al chilo. Non sfuggì al saccheggio nemmeno il carro denominato "Regina", dono personale di Hitler a Giovanna di Bulgaria. Nel 2004 il paese aderì alla NATO e un gruppo di entusiasti locali iniziò a censire i mezzi superstiti per musealizzarli e preservare la memoria del passato. I carri e semoventi tedeschi della "Krali Marko" hanno ispirato moltissimi modellisti. Personalmente non amo i modelli rugginosi, così ho raffigurato una torre di T34 operativa durante l' ultima manutenzione degli anni '70.

  4. #4
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    Pezzo veramente interessante e grazie per le ottime informazione storiche per me completametne nuove.
    sven hassel
    duri a morire

  5. #5
    Moderatore L'avatar di maxtsn
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    Informazioni anche per me nuove.

    Ottimo progetto! Ma prima o poi ce ne farai vedere uno finito?
    __________________________________________________ __________________________________________________ __

    Max

    Frangar non flectar

  6. #6
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    Dai, lo sapete che sono come l' acquedotto pugliese: molto dispersivo
    Parlando seriamente, ho iniziato un metodo a catena di montaggio per finire vecchia roba che mi girava in casa da anni. Pazientare, o villici, e presto li vedrete finiti, più belli e più superbi che pria!

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