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Discussione: Buonanotte, amore

  1. #11
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    Re: Buonanotte, amore

    Citazione Originariamente Scritto da manuel zauli
    perchè se ti facevi disarmare da un ufficiale ti davano 3 anni di galera?
    Ricordo che esiste anche il reato di forzata consegna che cito:
    Il militare, che in qualsiasi modo forza una consegna, è punito con la reclusione militare da sei mesi a due anni. Se il fatto è commesso in alcuna delle circostanze indicate nel secondo comma dell'articolo 118, la pena è della reclusione militare da due a sette anni. Se il fatto è commesso con armi, ovvero da tre o più persone riunite, o se ne è derivato grave danno, la pena è aumentata. (Capo II Art. 140 codice penale militare)
    In pratica se l'ufficiale tenta di sottrarre l'arma al militare o cerca di raggirare una sentinella incorre appunto nel reato di forzata consegna.

    Quanto alla durata delle pene rimando alla consultazione del Codice Penale militare di pace.
    La conoscenza non è nulla se non viene condivisa (Seneca)

  2. #12
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    Re: Buonanotte, amore

    Credo che reclamre il reato commesso dall'ufficiale fosse difficile. Era più facile sparargli che non ti punivano certamente.
    sven hassel
    duri a morire

  3. #13
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    Re: Buonanotte, amore

    Citazione Originariamente Scritto da sven hassel
    Credo che reclamre il reato commesso dall'ufficiale fosse difficile. Era più facile sparargli che non ti punivano certamente.


    La conoscenza non è nulla se non viene condivisa (Seneca)

  4. #14
    Moderatore L'avatar di Centerfire
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    Re: Buonanotte, amore

    Citazione Originariamente Scritto da sven hassel
    Bellissimo ricordo caro Alvise. E anch'io sono tornato ai tempi della mia naia prima a Salerno e poi a Napoli nel 1985.
    La mia caserma di CAR era stata oggetto di attacco terroristico con caduto e quando si usciva per i tiri o altro servizio le guardie sui camion e gli autisti erano veramente sul chi vive. Personalmente ricordo una notte di piantone armeria con l'incubo dell'ispezione del tenente che si sapeva tentare di fregarti la baionetta.
    Alla fine non riuscivo nemmeno più a piegare la mano.
    A Napoli essendo una scuola il clima era più rilassato, ma è capitato lo stesso che una guardia abbia sparato al capomuta con cambio non avendolo riconosciuto e capito (veniva dall'Alto Adige e parlava quasi solo tedesco).
    Grazie per i bei pensieri

    Quanti ricordi...
    Sven, hai fatto la mia stessa trafila, solo che io l'ho fatta tre anni prima di te e quel ragazzo caduto a Salerno era il magazziniere delle mia compagnia al CAR, poveretto...
    Poi come te sono stato trasferito alla SCUST di S. Giorgio a Cremano, dove sono rimasto come graduato fino al congedo sevendo come quadro permanente presso l'ufficio del Comandante 1° Battaglione.

    Anche io anni fa ho ritrovato alcune note che conservo tutt'ora gelosamente, insieme ad alcune lettere che avevo spedito ai miei.

    Avete fatto un guaio con questo topic, adesso vi tocca leggere la mail che inviai a MAX qualche annetto fa, cercavano testimonianze di vita militare per un libro...

    ***************************

    Firenze 01 novembre 1998
    Ciao Redazione, ho letto sul numero di ottobre di Max la vostra richiesta di testimonianze scritte sulla vita militare e dopo molteplici ripensamenti metto mano alla tastiera per fornirvi qualche stralcio di vita vissuta.
    Le cose che riporto fanno parte di lettere spedite a casa e di note che all’epoca riportavo su di un libro a fumetti, compagno di sventura durante i turni di piantone.
    Il Servizio l’ho svolto alla Scuola Specializzati Trasmissioni di S. Giorgio a Cremano presso Napoli nel periodo giugno 1982 - giugno 1983, per quanto conosco adesso questa caserma non esiste più, accorpata alla Cecchignola di Roma.
    Il mio incarico prevedeva che rimanessi come Caporale Istruttore presso il C.A.R. di Salerno ma essendo in eccedenza venni trasferito alla SCUST dove fatto il corso per il passaggio di grado venni proposto dal Capitano della IV° compagnia come impiegato presso l’ufficio del Comando I° Battaglione che richiedeva personale fidato per le proprie necessità. Il primo brano parla di uno dei tanti momenti che insieme ai colleghi passavo nei locali dell’ufficio dopo le ore di lavoro (era per noi la “stanza privata” che ci garantiva un minimo di privacy nei momenti di libertà).

    “27 febbraio 1983
    Giornata di noia, oggi, talmente umida che scioglierebbe i muri.
    I programmi stavolta sono andati tutti in fumo; cosa fare: nulla.
    Scrivere, forse, ascoltando musica da una radio stitica che mescola le emittenti ed impasta i suoni in buffi stridolii convulsi. Qualcosa si prende, allora è il momento magico; per brevi istanti il mondo, la realtà, spariscono nel vortice di note e di parole.
    Forse è solo malinconia, forse pazzia..... perché no! Non sono tutti pazzi oggi, è di moda, fa chic.
    Invece per noi affogati in questo buco no, non è divertimento, è lotta, istinto di sopravvivenza, anche rabbia.
    Impossibile definire questi sentimenti ora; posto balordo, momento strano, la radio che strangola le orecchie con vagiti penosi e la noia, ohh quanta, troppa tutta insieme, come si fa a sopportarla.
    Casa, voglio tornare; il mondo qui sta diventando stretto, non ci sto più.
    Ufficio e fumo, coppia inseparabile; quando sentirò il profumo di tabacco da pipa ricorderò sempre questa stanza, la sua strettezza ed i suoi colori: crema il muro, marrone le scrivanie, grès rosso il pavimento.
    Le macchine da scrivere. Antiche, no vecchie, ma funzionanti; le innumerevoli copie battute sopra, gli errori, tanti, anche adesso. Pure Colmayer si è messo a fare il pazzo; rutta e canta a squarciagola e quel segaligno di Lomolino che continuamente chiacchiera in barese o quasi e conta e riconta i giorni di stecca, ma quanti ne devi vivere ancora pivellino!
    Alienamento, forse si; qui si dice scoppiamento, però è sempre la solita cosa.
    Atteggiamenti informali: il tempo rivela l'animo di ognuno, corrode la scorza che ci costruiamo attorno come il vento consuma le rocce del deserto; così rimaniamo a nudo, noi, come siamo fatti e come nessuno dovrebbe mai vederci. Buffo, a questo livello ci comprendiamo tutti; cadono i formalismi, si perdono i modi di dire, torniamo originali e ci comprendiamo. Non è un linguaggio di parole ma di sentimenti, di stati d'animo e di risate.
    Ed intanto il tempo si sbriciola lentamente.....”

    Altra lettera ed altro momento, il servizio di guardia armata alla Caserma dura 24 ore, il mio ruolo come Caporale era di Capomuta…..

    “S. Giorgio a Cremano, 13-11-1982
    Ho ricevuto la tua lettera giovedì, appena smontato di guardia.
    Una guardia tremenda, questa, stavo sulla branda ancora tutto vestito; erano le una del pomeriggio ed avevo mangiato da poco, velocemente perché la mensa chiudeva.
    Una guardia dura, come ti ho detto; la prima dei nuovi arrivati, inesperti ed intimoriti dalle novità.
    Sette allarmi; sette, improvvisi ed inutili; un capoposto febbricitante ed un cambio ogni due ore. In tutto avrò riposato un'ora, forse qualcosa di più.
    Voglio descriverti cos’è un allarme; prendilo come un esercizio di scrittura, un flash di vita militare di cui forse nessuno ha mai parlato ma che tutti qui conosciamo.
    Durante questo turno si dorme pochissimo e la stanchezza pesa su gli occhi ; quando sei disteso sulla branda polverosa del corpo di guardia la tentazione è troppo grande, non senti più l'odore dolciastro del sudore, il peso dell'elmetto sul fianco, i piedi doloranti negli stivali coperti di grasso e di polvere.......
    La sirena è violenta, acuta, persistente.... chiusa con noi nel Corpo di Guardia. Ti rovesci giù dalla branda ed afferri il fucile che hai appeso poco prima; quei brevi attimi convulsi con l'ululato nelle orecchie bastano per farti riacquistare la lucidità.
    Sbrandi due uomini, un'occhiata al pannello degli allarmi e li scaraventi fuori e poi corri, corri, Dio se corri! Con il cinturone che ti stringe il fianco ogni passo che fai, l'elmetto che picchia con violenza sull'anca quando ti sfugge dalla mano, l'aria che ti soffia nei polmoni e ti fischia fra i denti stretti, le gambe che si appesantiscono sempre di più man mano che la notte avanza e gli allarmi si susseguono.
    Poi la rabbia, repressa dalla rassegnazione e dalla stanchezza, ancora una volta non c'era nulla di speciale; la notte gioca dei brutti scherzi alle sentinelle.”

    Vita da soldato semplice. Dalle note scritte a penna negli spazi bianchi del libro:
    “Salerno 29 agosto 1982 ore 17 e 08
    Stanotte finalmente la tensione è esplosa.
    Il mio turno di piantone iniziava alle 03 e 40, ma sono stato svegliato bruscamente alle 02. Con me erano presenti nell’atrio della Compagnia tutti gli altri piantoni indifferentemente dai turni assegnati. Dopo qualche naturale risentimento da parte nostra data l'ora tarda il Sergente di Giornata ci spiega la situazione: poco prima la fureria aveva ricevuto una telefonata con la quale il Comandante responsabile alla difesa della Caserma ordinava di raddoppiare gli uomini a causa di una telefonata minatoria che aveva scatenato l’allarme.
    Dato che adesso in Compagnia siamo rimasti in pochi qualcuno ha dovuto fare quattro ore di servizio, io no, visto che sono comandato di servizio anche oggi. In più questa mattina hanno riunito quattro caporali e, completamente armati, hanno iniziato il loro addestramento per rispondere ad un eventuale attacco, sarà dura per questi ragazzi!”

    Questi sono frammenti sciolti di un anno particolare ed intenso, vissuto in un periodo difficile del nostro Paese dovuto ai frequenti attacchi da parte di gruppi terroristici ai danni di colonne ed installazioni militari. Durante uno di questi tristi momenti il magazziniere della compagnia presso la quale svolgevo il C.A.R. a Salerno venne ucciso nel tentativo di reagire all’assalto…. e noi dovevamo difendere dall’esterno anche quella parte d’Italia che ci uccideva da dentro.
    Le esperienze da raccontare sarebbero molteplici ma nel mio caso riguardano in maggioranza i momenti di aiuto ed amicizia passati con i compagni di leva, ricordi nostalgici di comunione vera per affrontare problemi comuni.
    Alla fine rimane anche l’orgoglio per l’opera svolta: dovevamo farlo, tanto valeva farlo bene! Nel mio caso mi fu presentata più volte la prospettiva di trasformare la Leva in Ferma Permanente da parte dei miei superiori. Rifiutai ringraziando, avevo un posto in fabbrica che mi aspettava a casa, mi congedai con i gradi da Sergente e la stima di chi mi aveva avuto sotto il suo comando.
    Traete da questa lettera le parti che vi possono interessare con l’unica limitazione a non snaturare il senso della stessa che rimane sostanzialmente positivo .
    Con i migliori saluti

    ***************************


    Ve la siete cercata...
    Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
    Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione;
    e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
    E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
    È tempo di morire. (Blade Runner)

  5. #15
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    Re: Buonanotte, amore

    ...Però.
    Complimenti Centerfire, e grazie. Peccato che "questa" guerra sia stata in gran parte dimenticata. Il terrorismo era già finito, e i soldatini di leva non lo sapevano ma restavano di guardia con il fucile in mano, a difesa della Patria e delle Libere Istituzioni, che non si curavano di loro.

    Ho controllato, il "mio" bigliettino non ha data, ma è di fine febbraio 1983.

    Hai fatto benissimo a conservare i tuoi pensieri di allora, e ancora più bene hai fatto a condividerli. Ho letto con la pelle d'oca.
    Grazie ancora, ciao
    Al

  6. #16
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    Re: Buonanotte, amore

    Bello... da militare avevo una radiolina "a saponetta" erano di moda allora, anni '70. Stava giusta giusta tra la calotta del mio '33 e la cuffia, ideale per i turni di guardia all'eliporto di Pollaine, Aosta... mamma che freddo, nonostante il cappottone da scolta! e quel turno poco dopo l'alba, col primo sole... mi sono addormentato sui ciocchi di una legnaia tiepida...

    Rawa Ruska
    Tutto considerato, un militare non è altro che un uomo rubato alla sua abitazione. (Il buon soldato Sc'vèik)

  7. #17
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    Re: Buonanotte, amore

    Citazione Originariamente Scritto da jampi
    Citazione Originariamente Scritto da manuel zauli
    perchè se ti facevi disarmare da un ufficiale ti davano 3 anni di galera?
    Ricordo che esiste anche il reato di forzata consegna che cito:
    Il militare, che in qualsiasi modo forza una consegna, è punito con la reclusione militare da sei mesi a due anni. Se il fatto è commesso in alcuna delle circostanze indicate nel secondo comma dell'articolo 118, la pena è della reclusione militare da due a sette anni. Se il fatto è commesso con armi, ovvero da tre o più persone riunite, o se ne è derivato grave danno, la pena è aumentata. (Capo II Art. 140 codice penale militare)
    In pratica se l'ufficiale tenta di sottrarre l'arma al militare o cerca di raggirare una sentinella incorre appunto nel reato di forzata consegna.

    Quanto alla durata delle pene rimando alla consultazione del Codice Penale militare di pace.
    nel 1985, inverno, caserma di san Giorgio a Cremano (Napoli), ci abbiam passato 3 mesi per il corso di radiotelegrafisti per poi tornare alla caserma dei parà di Livorno...
    il sottotenente di fanteria entra nella casermetta dove si stava di guardia, fatti i vari ghirigori per entrare in ispezione, rimane un po' lì con noi che aspettavamo il turno di guardia. Addirittura si fuma e si beve cordiale...uno si appisola, il sottotenente schiaccia l'occhiolino al gruppo di "svegli" e tenta di fregare il fucilone del dormiente, appoggiato al muro vicino alla brandina, ,,,,
    in un attimo si è trovato 4 canne di fucile puntate alla pancia. Lo stronzo a quel punto sorrideva, dicendo che tanto son armi scariche, perchè si caricano quando usciamo. e che lui scherzava. Uno abbastanza sveglio e incazzato di noi (chi???? mah) tira indietro l'otturatore e gli chiede: "sicuro tenente???? proviamo?"-----morale, in sottotenentino rompimaroni ha deposto l'arma del tipo che intanto si era svegliato, ed è tornato alla sua porta centrale.
    quanti bei ricordi,,,,grazie a chi ha aperto la discussione, anche se il tema iniziale mi pare fosse più dolce

  8. #18
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    Re: Buonanotte, amore

    Citazione Originariamente Scritto da GDF
    nel 1985, inverno, caserma di san Giorgio a Cremano (Napoli), ci abbiam passato 3 mesi per il corso di radiotelegrafisti per poi tornare alla caserma dei parà di Livorno...
    il sottotenente di fanteria entra nella casermetta dove si stava di guardia, fatti i vari ghirigori per entrare in ispezione, rimane un po' lì con noi che aspettavamo il turno di guardia. Addirittura si fuma e si beve cordiale...uno si appisola, il sottotenente schiaccia l'occhiolino al gruppo di "svegli" e tenta di fregare il fucilone del dormiente, appoggiato al muro vicino alla brandina, ,,,,
    in un attimo si è trovato 4 canne di fucile puntate alla pancia. Lo stronzo a quel punto sorrideva, dicendo che tanto son armi scariche, perchè si caricano quando usciamo. e che lui scherzava. Uno abbastanza sveglio e incazzato di noi (chi???? mah) tira indietro l'otturatore e gli chiede: "sicuro tenente???? proviamo?"-----morale, in sottotenentino rompimaroni ha deposto l'arma del tipo che intanto si era svegliato, ed è tornato alla sua porta centrale.
    quanti bei ricordi,,,,grazie a chi ha aperto la discussione, anche se il tema iniziale mi pare fosse più dolce
    Ben fatto!
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  9. #19
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    Re: Buonanotte, amore

    Citazione Originariamente Scritto da Rawa Ruska
    Bello... da militare avevo una radiolina "a saponetta" erano di moda allora, anni '70. Stava giusta giusta tra la calotta del mio '33 e la cuffia, ideale per i turni di guardia all'eliporto di Pollaine, Aosta... mamma che freddo, nonostante il cappottone da scolta! e quel turno poco dopo l'alba, col primo sole... mi sono addormentato sui ciocchi di una legnaia tiepida...
    Ricordo quei cappottoni.
    Quando dicono la temperatura rilevata ad Aosta, in realtà è quella dell'eliporto di Pollein, almeno 5 gradi sotto a quella della città.
    Lì d'inverno si arriva anche a -20.

    @Rawa Ruska - Facevi parte dell'ALE?
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  10. #20
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    Re: Buonanotte, amore

    mi sono venuti i brividi a leggere il tuo topic e in un attimo sono ritornate alla mente fatti ormai lontani nel tempo,
    la mia è stata una naia fortunata ero nei carabinieri.Dove ero io toccavano quasi sempre ai nuovi arrivati e qualche guardia di notte sulla garitta l'ho fatta e ricordo bene il timore che arrivasse l'ufficiale di picchetto che cercava di sorprenderti se eri addormentato,oppure non abbastanza "sveglio",
    ma ricordo bene anche le notti di piantone alle camerate dove avevi un pò di tempo per scrivere alla ragazza lontana e speravi che passasse alla svelta per poter tornare da lei,a quella vita che ti apprteneva e dalla quale eri stato portato via controvoglia.
    Allora le reazioni erano queste,ma oggi rifarei tutto,sarebbe bello poter tornare a 19 anni.......................
    era il 1985..........
    ho visto che parecchi di quelli che sono intervenuti l'hanno fatto più o meno in quegli anni,
    un saluto,enrico

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