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Discussione: A caccia dei segreti del mare

  1. #1
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    A caccia dei segreti del mare

    Riporto l'articolo pubblicato, il 02/02/2009, sul sito della Gazzetta del Mezzogiorno on line, dall'indirizzo http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/ ... ategoria=1

    ^ ^ ^

    Bari, un «siluro» giallo a caccia di bombe e di segreti nel mare di NICOLà? CARNIMEO

    BARI - Il piccolo siluro giallo dopo 5 ore di lavoro riappare dalle acque grigie del porto di Bari: gli uomini del Nurc (Nato Undersea Research Centre), un centro ricerche della Nato, lo affiancano a bordo di un gommone grigio. Tra poco potranno essere scaricate sul pc le immagini raccolte del piccolo sottomarino AUV (Autonomous Underwater Vehicle) una specie di siluro giallo dotato di un sonar a scansione laterale che è capace di fornire una visione tridimensionale e dettagliata del fondale. Nei tre uomini della Nato, Federico Cernic, Francesco Baralli e il comandante della Royal Navy Robin Cornick c`è attesa dopo che le investigazioni nei giorni scorsi hanno rilevato una vistosa gobba che potrebbe appartenere ad un relitto sommerso e almeno due oggetti di forma cilindrica che assomigliano a ordigni della seconda guerra mondiale. A terra li aspetta il resto dei componenti la missione guidata da Luigi Alcaro ricercatore dell`ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) che da qualche tempo lavora al monitoraggio e alla bonifica di alcuni siti pugliesi contaminati da ordigni bellici della seconda guerra mondiale. «Lavoriamo a Bari da una settimana - inizia Alcaro – ma la nostra investigazione si estende anche al porto di Molfetta, Manfredonia e Torre Gavetone (n.d.r. sulla costa tra Molfetta e Giovinazzo).

    Il progetto finanziato con 5 milioni di euro dal ministero dell`ambiente e gestito dalla Regione Puglia prevede il monitoraggio e la messa in sicurezza di questi siti che sono stati particolarmente colpiti durante il secondo conflitto mondiale. Bari, in particolare, ha subito due terrificanti bombardamenti, quello del 2 dicembre 1943 dove affondarono 17 navi di cui almeno una conteneva bombe d`a e re o americane caricate con l`iprite, un episodio che grazie alla contaminazione di quel terribile gas provocò la morte di centinaia di persone. E poi l`esplosione del 9 aprile 1945 della nave Charles Henderson. Le bonifiche sono state effettuate nel dopoguerra e le quantità* recuperate all`epoca erano ingenti, ma non sono state fatte con tecniche sofisticate. Riteniamo che qualche ordigno si sia perso, specie quelli carichi di iprite». Per questo il piccolo siluro giallo AUV, il cui tragitto è predeterminato al computer, seziona in lungo e largo il bacino del porto ad una velocità* di due nodi e registra anche i più piccoli oggetti sul fondo.

    A seguire le imprese del robot c`è anche uno dei documentaristi e subacquei più celebri in Italia, Roberto Rinaldi, che a fine missione girerà* un filmato sulla missione per conto dell`ISPRA. Terminato il lavoro in mare il gruppo si riunisce in un capannone della Capitaneria di porto di Bari che ha fornito supporto logistico alle operazioni. Qui, un fitto capannello rimane di fronte al monitor del pc per studiare le immagini, e pare quasi che l`AU V abbia funzionato come una specie di macchina del tempo capace di far riemergere dalle profondità* marine storie dimenticate. La consistenza del fondale è rielaborata dal computer che ne fornisce una visione d`insieme unendo un fitto reticolato in più dimensioni: ecco, semisommersi, due corpi di forma cilindrica la cui forma assomiglia a bombe d`aereo e poi la gigantesca gobba di diciotto metri (ci troviamo ad una ventina di metri dalla "dighetta") che ha la forma di una carcassa di nave con la poppa sommersa. I tecnici ISPRA hanno inviato sul presunto relitto un ROV – robot subacqueo - prelevando una scheggia di legno da quelle che sembrano le ordinate ("costole") della nave. Non è stato accertato se appartengano a quelle di un comune peschereccio o di un antico veliero. Le ricerche appurareranno la realtà*. Questi i risultati della prima fase del monitoraggio barese. A breve, una seconda fase con l`ausilio di un magnetometro per rilevare gli oggetti metallici. Poi, in base alla mappa degli oggetti ritrovati, i sub scenderanno a controllare se si tratta di ordigni prima di affidare l`eventuale bonifica all`ef - ficientissimo gruppo SDAI della Marina.

    2/2/2009

  2. #2
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    Re: A caccia dei segreti del mare

    Grazie interessante segnalazione, sarà* altrettanto interessante vedere le immagini riprese.
    luciano

  3. #3
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    Re: A caccia dei segreti del mare

    Citazione Originariamente Scritto da cocis49
    Grazie interessante segnalazione, sarà* altrettanto interessante vedere le immagini riprese.
    Quoto

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