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Discussione: calibri per armi lunghe italiane

  1. #1
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    calibri per armi lunghe italiane

    Salve a tutti.
    Mi appassiona leggere i vostri quesiti e le vostre risposte nei vari forum.
    Stavolta tento di inserirmi con una domanda forse peregrina, non essendo io un esperto in balistica, ma la vedo più dal punto di vista organizzativo-logistico in quel panorama di destandardizzazione che fu tipico dell' armamento italiano nella II G.M.; il quesito è il seguente:
    quali vantaggi reali si ottenevano nel passaggio dal calibro 6,5 al calibro 7,35 per i fucili e i moschetti del Regio Esercito?
    E perchè proprio 7,35? Perchè era il massimo che una canna del genere potesse reggere?
    Ancora: era previsto "convertire" al 7,35 tutti i tipi di arma che prima utilizzavano il 6,5 oppure la cosa si era pensata solo per i fucili e le carabine (moschetti)?
    L' esercito del II dopoguerra aveva ancora in dotazione sia fucili mod. '91 che moschetti. Conservando entrambi i calibri?
    Grazie sin d' ora
    Baffobruno

  2. #2
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    Depressione di Al Qattara ????? ???????
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    Ciao B.B. Per quanto ne so,di Carcano in 7,35 ne sono stati prodotti 60/70.000 pezzi.....la maggior parte dei quali,spediti alla Finlandia. Prendi ciò che ti dico con le pinze...potrei clamorosamente sbagliare!!

    Per avere qualche maggiore informazione al riguardo,prova a dare un occhiata su questo bel sito: www.il91.it dovresti sicuramente trovare qualcosa. []
    [center:28kubiwb]"Li ho visti i ragazzi del '99.Andavano in prima linea cantando.Li ho visti tornare in esigua schiera.Cantavano ancora" (Armando Diaz)[/center:28kubiwb]
    [center:28kubiwb]...chi non ha spada,venda il mantello e ne compri una... (Luca,22 1 71)[/center:28kubiwb]
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  3. #3
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    Si passo' al 7,35 perche' il calibro perfetto non esiste... e bisogna comunque arrivare ad un compromesso.
    Deve prendere poco spazio, per poterne trasportare di piu'.
    Deve essere abbastanza potente da uccidere il nemico.
    Deve essere abbastanza POCO potente da non avere un rinculo proibitivo.
    Eccetera, eccetera.
    I giapponesi ad esempio abbandonarono il 6,5 Arisaka per passare al 7,7 Arisaka perche' si accorsero che in Mongolia, sparando a soldati lontani con spessi cappotti, a volte il colpo feriva appena.
    Il 6,5 Carcano era una munizione balisticamente superata nel 1938, con quella palla round nose che non poteva competere con le spitzer, e con un calibro che non aveva piu' ragione di esistere.
    Il 7,35 era un gran bel calibro, con ottime caratteristiche balistiche.
    Si utilizzava su un fucile piu' corto (e nel giro di pochi anni tanti altri avrebbero accorciato i propri fucili!), senza piu' bisogno della rigatura progressiva troppo costosa.
    Sarebbe dovuto diventare il calibro unico per le armi lunghe da fianco italiane, ma la guerra arrivo' troppo presto ed il progetto fu abbandonato.
    Come ha scritto giustamente Paolone, quelli che non vendemmo alla Finlandia (che comunque non li uso') finirono alla GIL (Gioventu' Italiana del Littorio).
    Una fine ingloriosa per un calibro che aveva ottime caratteristiche balistiche.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da baffobruno

    Salve a tutti.
    Mi appassiona leggere i vostri quesiti e le vostre risposte nei vari forum.
    Stavolta tento di inserirmi con una domanda forse peregrina, non essendo io un esperto in balistica, ma la vedo più dal punto di vista organizzativo-logistico in quel panorama di destandardizzazione che fu tipico dell' armamento italiano nella II G.M.; il quesito è il seguente:
    quali vantaggi reali si ottenevano nel passaggio dal calibro 6,5 al calibro 7,35 per i fucili e i moschetti del Regio Esercito?
    E perchè proprio 7,35? Perchè era il massimo che una canna del genere potesse reggere?
    Ancora: era previsto "convertire" al 7,35 tutti i tipi di arma che prima utilizzavano il 6,5 oppure la cosa si era pensata solo per i fucili e le carabine (moschetti)?
    L' esercito del II dopoguerra aveva ancora in dotazione sia fucili mod. '91 che moschetti. Conservando entrambi i calibri?
    Grazie sin d' ora
    Baffobruno
    Ciao, interessante la tua domanda. Senza avere la presunzione di esaurire con queste righe un discorso che è ben più lungo ed articolato, in base alle mie conoscenze in materia, posso affermare che:la cartuccia in 6,5 era nata con una palla molto pesante rispetto al calibro per garantire stabilità* e potere lesivo anche a grande distanza, poichè le dottrine del tempo prevedevano l'impiego collettivo anche a distanze molto superiori a quelle normali di ingaggio. L'introduzione della mitragliatrice e le esperienze del primo conflitto mondiale avevano reso superate le citate teorie; secondo quelle nuove un soldato doveva poter sparare ad un bersaglio a distanze non superiori a 300 mt lasciando il compito di coprire distanze maggiori alle armi automatiche di reparto. Ecco quindi l'introduzione di un fucile corto, leggero, con tacca di mira fissa tarata a 300 mt., con una munizione dal rinculo non esagerato che sparava una palla leggera ad una velocità* di circa 750 mt al secondo, arma facile da costruire ed usare da tutti. Aggiungo che in una logica di risparmio il nuovo fucile si poteva ricavare da tutti quelli vecchi semplicemente alesando la canna al nuovo diametro di palla ed altre modifiche di lieve entità* se si esclude la sostituzione della cassa. Insomma con poca spesa stavano ammodernando le armi in dotazione individuale del fante.
    Non solo: anche la Breda 30 è stata modificata per il 7,35, infatti era sufficiente alesare la canna al nuovo calibro ed il gioco era fatto.
    Il precipitare degli eventi e l'entrata in guerra dell'Italia ha fatto saggiamente desistere dal continuare a costruire le citate armi ed il progetto è stato annullato.
    Nel dopoguerra le armi in 7,35 rimaste sono state immagazzinate negli arsenali e periodicamente sottoposte a controlli come testimoniano gli attrezzi verificatori costruiti negli anni 50.
    Personalmente uso in poligono i fucili e moschetti in 7,35 e debbo dire che a parte il sistema di mira non molto idoneo ad un tiro di precisione, per il resto sono ottime armi, affascinanti, robuste ed efficienti ed anche in termini di precisione non sono affatto disprezzabili.
    Insomma Baffobruno, a questo punto ne devi acquistare uno !!! ciao. Carcano

  5. #5
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    Grazie di cuore a tutti voi, Absolut, Paolone e Carcano.
    Adesso posso dire di vederci più chiaro. Chiedo anche venia per il ringraziamento collettivo ma sono un pigrone di chiara fama, fatto stà* che sin da quando frequento il forum non sono ancora riuscito a capire come inserire un' immagine nel messaggio, nonostante gli sforzi di moderatori e webmaster.
    Ab illo tempore...
    Assolvetemi, prego!
    Scherzi a parte, un' altra delle famose "occasioni perdute" tipicamente italiane, se non ho capito male.
    Ma approfitto dell' occasione per tormentarvi ulteriormente, essendo nata la mia passione per la ricerca storica sulle armi da una mia passione di sempre (sono un vecchiaccio, classe 1947, e credo di aver preso in mano per la prima volta a 3 anni i miei due oggetti di culto principali: una pistola e una macchina fotografica, che allora erano di quelle a soffietto). Il quesito è il seguente:
    sapete se esistono in giro immagini relative all' impiego aeronautico da parte germanica o austro-ungarica del fucile automatico FSK (altrimenti noto come Mondragon)? Ho l' impressione anche se non suffragata da dati certi che la sua apparizione sulla scena bellica della G. G. sia stata come quella di una stella cadente. L' unica immagine che mi sovviene, chiara e nitida come se l' avessi dinnanzi agli occhi, è sulle spalle di un carabiniere a cavallo spagnolo nel film "Per chi suona la campana". Ma si trattava di una guerra ben successiva.
    Dico male?
    Hasta la vista a todos y tambien muchas gracias.
    Bruno "baffobruno" (bèh, almeno forse una volta, bruno). Intendo dire il baffo...

  6. #6
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    Credo che l'occasione perduta non sia stata quella del 7,35 ma quella di molti anni prima.
    Tra la fine del'800 e il primo decennio del 900 quasi tutti gli eserciti adottarono una pallottola detta "spitzer" per il munizionamento standard, Svezia, Norvegia, Giappone, Germania, Impero Inglese, USA e via dicendo.
    Le superiori qualità* balistiche di questa pallottola, ogivale o biogivale, fecero si che non ci fosse bisogno di sostituire le armi in dotazione, (la Svezia ha sostituito il 6,5x55 negli anni 70 e il Karl Gustaff nel suo calibro originale è un apprezzatissimo fucile da caccia anche se datato 1800)
    Noi e pochissimi altri, Olanda e Austria-Ungheria rimanemmo fedeli alla pallottola round-nose. Chissà* per quale motivo non siamo riusciti a modificare la ns. pallottola nemmeno dopo la seconda guerra?
    Forse se lo avessimo fatto ci saremmo risparmiati un sacco di problemi e un sacco di soldi spesi per nulla.

  7. #7
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    E' interessante notare che tutti gli studi attuali, effettuati negli U.S.A., stanno portando ad un calibro compreso tra il 6,5 ed il 7,5. tant'è che alcuni fucili sono già* stati sperimentati dalle SOF direttamente in medio oriente
    Quando si dice corsi e ricorsi
    Ciao Giò

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