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Discussione: Campini - Caproni

  1. #1
    Utente registrato L'avatar di Uboat59
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    Campini - Caproni

    Ciao a Tutti !

    Ho pensato di pubblicare una foto del Campini-Caproni, perchè quando ho scoperto che anche in Italia avevamo sviluppato un caccia a reazione, sono rimasto sbalordito.
    Non ho notizie precise, a quanto ho capito, non si è fatto in tempo ad andare oltre il prototipo.


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  2. #2
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    Siamo stati tra i pionieri della propulsione a getto assieme ad inglesi e tedeschi...anzi un certo italiano Stipa è stato il precursore dei jet!
    Di questi prototipi ne furono costruiti due, quello nella foto volò da Guidonia (Roma) fino a Milano.
    Aveva quanche problema con il compressore volumetrico che era azionato da un motore a scoppio.
    Oggi è conservato al museo di Vigna di Valle sul lago di Bracciano, mentre il relitto della fusoliera del secondo si trova presso il museo della scienza e della tecnica di Milano.
    Appena trovo il libro che possiedo sui jet italiani inserirò ulteriori informazioni.

    Bellissima la foto!
    [:264]

  3. #3
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    Questo è il bellissimo esemplare di CC1 esposto al museo di Vigna di Valle,esteriormente fà* un grande effetto vederlo ma se non sbaglio le sue prestazioni non furono quelle sperate in quanto non era in grado di raggiungere alte velocità*



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    Parlò per tutti quel giorno,ma parlò soprattutto per chi non poteva più farlo,per i soldati di ghiaccio rimasti sotto la neve di Russia,ò per le sentinelle in un mare di sabbia a fare la guardia al sogno di una grande Patria

    Saluti,
    Francesco

  4. #4
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    Gli esemplari costruiti furono due, più la fusoliera che era esposta al Museo Scienza e Tecnica di Milano, dei due esemplari completi, uno è quello esposto a Vigna di Valle, dell'altro si sono perse le tracce in Inghilterra dove fu portato per studiarlo.
    Non era una grande macchina, il volo Milano-Roma fu fatto a non più di 200 Kmh. e non ne era prevedibile uno sviuluppo, visto che non era dotato di un vero motore a reazione.
    Stipa non inventò nulla, costruì solamente un velivolo con elica intubata, niente di più e non fu nemmeno il prima, molti anni prima Mattioni propose un velivolo simile.
    Il guadagno di spinta era dell'ordine del 10% ed era inversamente proporzionale allo spazio che rimaneva tra l'elica e l'apertura della fusoliera.
    e gira, gira l'elica. . .

  5. #5
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    Pipistrello hai perfettamente ragione sulle vicende dei prototipi.
    Non convengo sul fatto che non fosse una grande macchina...difficile comunque dirlo di qualsiasi prototipo ai suoi primi voli. Effettuò il volo Milano-Roma (pilotato dall'asso Mario De Bernardi) alla velocità* media di 217,147 perchè non venne usato il post-bruciatore, quindi volò a freddo. Non lo utilizzarono per timore di non giungere a destinazione causa i forti consumi di carburante ( da solo l'Isotta Fraschini Delta a 12 cilindri a V 900Cv, utilizzato per il compressore, beveva un bel pò.
    Il grosso problema fu proprio il compressore per il quale non c'erano all'epoca i metalli strategici (Nikel e cromo) per costruire le palette dello stesso che fossero resistenti alle alte temperature e alla forza centrifuga visto l'alto numero di giri nel quale lavoravano.

    Mattioni con il suo velivolo ad elica intubata ricercò per primo di creare la differenza di densità* dell'aria per ottenere la spinta, ma poi Stipa avvalendosi degli studi del suo predecessore e aggiungendo anche nel condotto dei fili metallici resi incandescenti, ottenne un incremento sensibile della spinta.

    Che poi fosse o meno "appena" del 10% ricordiamoci che eravamo ai primordi di questo tipo di propulsione (1930), e che di solito tutte le scoperte ed invenzioni richiedono anche molti anni di studi, sperimentazioni e aggiustamenti.[]

  6. #6
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    quando furono provati e resi pubblici molti paesi pensarono fossimo i primi ad avere un aereo a reazione e ci mandarono felicitazioni all ambasciata,ma non sapevano che in segreto i tedeschi avevano già* sviluppato il salamander dall e prestazioni nettamente superiori
    cerco e scambio materiale wehrmacht e afrikakorps!!!

  7. #7
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    Belle immagini.
    ho letto con interesse quanto da voi ben spiegato e pertanto resta poco da aggiungere.
    A metà* strada in ordine cronologico tra lo He.178 tedesco e lo E.28/39 inglese si inserì il primo aviogetto italiano il suo primo volo come avete già* detto fu effettuato il 27 agosto 1940.
    Il velivolo italiano però non faceva ricorso a differenza dei prototipi britannico e germanico, alla nuova unità* motrice, il turbo reattore, che avrebbe reso possibili eccezionali prestazioni, invece il Campini con il motoreattore (che avete già* spiegato) non avrebbe mai potuto avere elevate prestazioni, dato che nessun motore alternativo sarebbe mai stato in grado di fornire la vistosa potenza necessaria per portare a pressione adeguata, il cospicuo flusso d'aria da eiettare per ottenere una spinta ragguardevole.
    Tra l'altro il suo peso era di 4.200Kg.
    Questa volta non si superarono i limiti di un onesto artigianato.
    Dopo qualche mese di prove non conclusive venne abbandonato ed il motoreattore non trovò altre applicazioni, dati i suoi insuperabili limiti di peso, ingombro e modeste prestazioni



    luciano

  8. #8
    Utente registrato L'avatar di silent brother
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    Molto interessante questo topic! Non sapevo dell'esistenza di questo velivolo italiano, l'ho letto con molto interesse!
    DANIELE
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  9. #9
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    Re: Campini - Caproni

    BELLISSIMO TOPIC...
    ANCHE GLI INGLESI AVEVANO IL LORO AEREO A REAZIONE..
    I TEDESCHI OLTRE AL SALAMANDER AVEVANO L'ME 262, L'163 ( CHE A DIRE IL VERO ERA UN AERORAZZO... COME IL BACHEM BA 149 PER MISSIONI SEMI SUICIDE....)... E FURONO GLI UNICI AD AVERE UN BOMBARDIERE A REAZIONE.
    CHE CMQ NON EBBE MODO DI ENTRARE IN MISSIONE...
    AT-TENTI

  10. #10
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    Re:

    Citazione Originariamente Scritto da silent brother
    Molto interessante questo topic! Non sapevo dell'esistenza di questo velivolo italiano, l'ho letto con molto interesse!
    Quoto, ottime integrazioni.

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