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Discussione: CAPO MANIPOLO DON GIUSEPPE RUSSO

  1. #1
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    CAPO MANIPOLO DON GIUSEPPE RUSSO

    Ciao,
    Qui di seguito posto delle foto appartenute al Cappellano Militare della Milizia Don Giuseppe Russo da Gela (Caltanissetta).
    E' stato chiamato in armi per seguire la sua 90ªLeg. d'assalto di Pisa.
    Qui di seguito le foto che lo ritraggono in Germania, Pisa, Napoli e Portu Lussergiu in aiuto per la difesa costiera.

    La cartolina per la chiameta alle armi

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    Alla caserma di Pisa

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    QUI CON DON MICHELE RUBINO ISTETTORE DEI CAPPELLANI DELLA MILIZIA

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    QUESTE E' FATTA A NAPOLI NEL 1941

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    IN GERMANIA PER IL MATRIMONIO DEL CONSOLE

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    AD IMPERIA CON LA 33ªLEGIONE ALPINA NEL VENTENNALE DELLA MILIZIA

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    LA PREGHIERA CHE SCRISSE DON MICHEL RUBINO AL DUCE

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    Ciao

    Vincenzo
    CERCO MILITARIA DELLA M.V.S.N. NELLO SPECIFICO: DISTINTIVI DIVISIONALI DELLA MILIZIA, MEDAGLIE DIVISIONALI PERIODO 40/43, PUGNALI DA MARCIA E NON, FOTO FRONTE GRECO/ALBANESE, JUGOSLAVO E RUSSO, SCUDETTI DA BRACCIO, TESSERE MVSN E MEDAGLIE AL VALORE CONFERITE AD APPARTENENTI ALLA MILIZIA E NON. IN PARTICOLARE CERCO MILITARIA DELLA 167° LEGIONE CC.NN. "ETNA".

  2. #2
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    dimenticavo la foto di Poto Lussergiu....penso che sia giusto, chiedo scusa agli amici Sardi se ho sbagliato a scriverlo.

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  3. #3
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    Bellissime foto Vincenzo!!!
    Anche queste messe in archivio[]!!!
    Sai per caso se ha proseguito con la RSI?
    un saluto e grazie,
    Max

  4. #4
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    Penso proprio di si.........per fortuna, nell'elenco dei preti non risulta di quelli uccisi dai partigiani.
    Questa è una delle uniche foto che ho trovato della RSI!!!

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    Ciao

    Vincenzo
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  5. #5
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    Don Giuseppe Amateis. Parroco di Coassolo (Torino), ucciso a colpi di ascia dai partigiani comunisti il 15 marzo 1944, perché aveva deplorato gli eccessi dei guerriglieri rossi.

    Don Gennaro Amato. Parroco di Locri (Reggio Calabria), ucciso nell'ottobre 1943 dai capi della repubblica comunista di Caulonia.

    Don Ernesto Bandelli. Parroco di Bria, ucciso dai partigiani slavi a Bria, il 30 aprile 1945.

    Don Vittorio Barel. Economo del seminario di Vittorio Veneto, ucciso il 26 ottobre 1944 dai partigiani comunisti.

    Don Stanislao Barthus. Della Congregazione di Cristo Re (Imperia), ucciso il 17 agosto 1944 dai partigiani perché in una predica aveva deplorato le "violenze indiscriminate dei partigiani".

    Don Duilio Bastreghi. Parroco di Cigliano e Capannone Pienza, ucciso la notte del 3 luglio 1944 dai partigiani comunisti che lo avevano chiamato con un pretesto.

    Don Carlo Beghè. Parroco di Novegigola (Apuania), sottoposto il 2 marzo 1945 a finta fucilazione che gli produsse una ferita mortale.

    Don Francesco Bonifacio. Curato di Villa Gardossi (Trieste), catturato dai miliziani comunisti iugoslavi l'11 settembre 1946 e gettato in una foiba.

    Don Luigi Bordet. Parroco di Hà´ne (Aosta), ucciso il 5 marzo 1946 perché aveva messo in guardia i suoi parrocchiani dalle insidie comuniste.

    Don Sperindio Bolognesi. Parroco di Nismozza (Reggio Emilia), ucciso dai partigiani comunisti il 25 ottobre 1944.

    Don Corrado Bortolini. Parroco di Santa Maria in Duno (Bologna), prelevato dai partigiani il 1° marzo 1945 e fatto sparire.

    Don Raffaele Bortolini. Canonico della Pieve di Cento, ucciso dai partigiani la sera del 20 giugno 1945.

    Don Luigi Bovo. Parroco di Bertipaglia (Padova), ucciso il 25 settembre 1944 da un partigiano comunista poi giustiziato.

    Don Miroslavo Bulleschi. Parroco di Monpaderno (diocesi di Parenzo e Pola), ucciso il 23 agosto 1947 dai comunisti iugoslavi.

    Don Tullio Calcagno. Direttore di Crociata Italica, fucilato dai partigiani comunisti a Milano il 29 aprile 1945.

    Don Sebastiano Caviglia. Cappellano della G.N.R., ucciso il 27 aprile 1945 ad Asti.

    Padre Crisostomo Ceragiolo o.f.m.. Cappellano militare decorato al valor militare, prelevato il 19 maggio 1944 da partigiani comunisti nel convento di Montefollonico e trovato cadavere in una buca con le mani legate dietro la schiena.

    Don Aldemiro Corsi. Parroco di Grassano (Reggio Emilia), assassinato nella sua canonica, con la domestica Zeffirina Corbelli, da partigiani comunisti, la notte del 21 settembre 1944.

    Don Ferruccio Crecchi. Parroco di Levigliani (Lucca), fucilato all'arrivo delle truppe di colore nella zona su false accuse dei comunisti del luogo.

    Don Antonio Curcio. Cappellano dell'11° Btg. Bersaglieri, ucciso il 7 agosto 1941 a Dugaresa da comunisti croati.

    Padre Sigismondo Damiani o.f.m.. Ex-cappellano militare, ucciso dai comunisti slavi a San Genesio di Macerata l'11 marzo 1944.

    Don Teobaldo Dapporto. Arciprete di Castel Ferrarese (diocesi di Imola), ucciso da un comunista nel settembre 1945.

    Don Edmondo De Amicis. Cappellano pluridecorato della prima guerra mondiale, venne colpito a morte dai "gappisti", a Torino, sulla soglia della sua abitazione, nel tardo pomeriggio del 24 aprile 1945, e spirò dopo 48 ore di atroce agonia.

    Don Aurelio Diaz. Cappellano della Sezione Sanità* della divisione "Ferrara", fucilato nelle carceri di Belgrado nel gennaio del '45 da partigiani "titini".

    Don Adolfo Dolfi. Canonico della Cattedrale di Volterra, sottoposto il 28 maggio 1945 a torture che lo portarono alla morte l'8 ottobre successivo.

    Don Enrico Donati. Arciprete di Lorenzatico (Bologna), massacrato il 23 maggio 1945 sulla strada di Zenerigolo.

    Don Giuseppe Donini. Parroco di Castagneto (Modena). Trovato ucciso sulla soglia della sua casa la mattina del 20 aprile 1945. La colpa dell'uccisione fu attribuita in un primo momento ai tedeschi, ma alcune circostanze, emerse in seguito, stabilirono che gli autori del sacrilego delitto furono i partigiani comunisti.

    Don Giuseppe Dorfmann. Fucilato nel bosco di Posina (Vicenza) il 27 aprile 1945.

    Don Vincenzo D'Ovidio. Parroco di Poggio Umbricchio (Teramo), ucciso nel maggio '44 sotto accusa di filo-fascismo.

    Don Giovanni Errani. Cappellano militare della G.N.R., decorato al valor militare, condannato a morte dal Comitato di Liberazione Nazionale di Forlì, risparmiato dagli alleati e deceduto in seguito a causa delle sofferenze subite.

    Don Colombo Fasce. Parroco di Cesino (Genova), ucciso nel maggio del '45 dai partigiani comunisti.

    Padre Giovanni Fausti, superiore generale dei Gesuiti in Albania, fucilato il 5 marzo 1946 perché italiano. Con lui furono trucidati altri sacerdoti dei quali non si è mai potuto conoscere il nome.

    Padre Fernando Ferrarotti o.f.m.. Cappellano militare reduce dalla Russia, ucciso nel giugno 1944 a Champorcher (Aosta) dai partigiani comunisti.

    Don Gregorio Ferretti. Parroco di Castelvecchio (Teramo), ucciso dai partigiani slavi ed italiani nel maggio 1944.

    Don Giovanni Ferruzzi. Arciprete di Campanile (Imola), ucciso dai partigiani il 3 aprile 1945.

    Don Achille Filippi. Parroco di Maiola (Bologna), ucciso la sera del 25 luglio 1945 perché accusato di filofascismo.

    Don Sante Fontana. Parroco di Comano (Pontremoli), ucciso dai partigiani il 16 gennaio 1945.

    Don Giuseppe Gabana. Della diocesi di Brescia, cappellano della VI Legione della Guardia di Finanza, ucciso il 3 marzo 1944 da un partigiano comunista.

    Don Giuseppe Galassi. Arciprete di San Lorenzo in Selva (Imola), ucciso il 1 maggio 1945 perché sospettato di filofascismo.

    Don Tiso Galletti. Parroco di Spazzate Sassatelli (Imola), ucciso il 9 maggio 1945 perché aveva criticato il comunismo.

    Don Domenico Gianni. Cappellano militare in Jugoslavia, prelevato la sera del 21 aprile 1945 e ucciso dopo tre giorni.

    Don Giovanni Guicciardi. Parroco di Mocogno (Modena), ucciso il 10 giugno 1945 nella sua canonica dopo sevizie atroci da chi, col pretesto della "lotta di liberazione", aveva compiuto nella zona una lunga serie di rapine e delitti, con totale disprezzo di ogni legge umana e divina.

    Don Virginio Icardi. Parroco di Squaneto (Aqui), ucciso il 4 luglio 1944, a Preto, da partigiani comunisti.

    Don Luigi Ilarducci. Parroco di Garfagnolo (Reggio Emilia), ucciso il 19 agosto 1944 da partigiani comunisti.

    Don Giuseppe Jemmi. Cappellano di Felina (Reggio Emilia), ucciso il 19 aprile 1945 perché aveva deplorato gli "eccessi inumani" del movimento partigiano.

    Don Serafino Lavezzari. Seminarista di Robbio (Piacenza), ucciso il 25 febbraio 1945 dai partigiani, insieme alla mamma e a due fratelli.

    Don Luigi Lenzini. Parroco di Crocette di Pavullo (Modena), trucidato il 20 luglio 1945. Nobile, autentica figura di Martire della fede. Prelevato nottetempo da un'orda di criminali, strappato dalla sua chiesa, torturato, seviziato, fu ucciso dopo lunghissime ore di indescrivibile agonia, quale raramente si trova nella storia di tutte le persecuzioni. Il processo, celebrato in un¹atmosfera di terrore e di omertà*, non seppe assicurare alla giustizia umana i colpevoli, mandanti ed esecutori dell'orribile delitto.

    Don Giuseppe Lorenzelli. Priore di Corvarola di Bagnone (Pontremoli), ucciso dai partigiani il 27 febbraio 1945, dopo essere stato obbligato a scavarsi la fossa.

    Don Luigi Manfredi. Parroco di Budrio (Reggio Emilia), ucciso il 14 dicembre 1944 perché aveva deplorato gli "eccessi partigiani".

    Don Dante Mattioli. Parroco di Coruzzo (Reggio Emilia), prelevato dai partigiani rossi la notte dell'11 aprile 1945.

    Don Fernando Merli. Mensionario della Cattedrale di Foligno, ucciso il 21 febbraio 1944, presso Assisi, da jugoslavi istigati dai comunisti italiani.

    Don Angelo Merlini. Parroco di Fiamenga (Foligno), ucciso il medesimo giorno dagli stessi, presso Foligno.

    Don Armando Messuri. Cappellano delle Suore della Sacra Famiglia in Marino, ferito a morte dai partigiani comunisti e deceduto il 18 giugno 1944.

    Don Giacomo Moro. Cappellano militare in Jugoslavia, fucilato dai comunisti "titini" a Micca di Montenegro.

    Don Adolfo Nannini. Parroco di Cercina (Firenze), ucciso il 30 maggio 1944 da partigiani comunisti.

    Padre Simone Nardin o.s.b.. Dei benedettini olivetani, tenente cappellano dell'ospedale militare "Belvedere" in Abbazia di Fiume, prelevato dai partigiani jugoslavi nell'aprile 1945 e fatto morire tra sevizie orrende.

    Don Luigi Obid. Economo di Podsabotino e San Mauro (Gorizia), prelevato da partigiani e ucciso a San Mauro il 15 gennaio 1945.

    Don Antonio Padoan. Parroco di Castel Vittorio (Imperia), ucciso da partigiani l'8 maggio 1944 con un colpo di pistola in bocca ed uno al cuore.

    Don Attilio Pavese. Parroco di Alpe Gorreto (Tortona), ucciso il 6 dicembre 1944 da partigiani dei quali era cappellano, perché confortava alcuni prigionieri tedeschi condannati a morte.

    Don Francesco Pellizzari. Parroco di Tagliolo (Aqui), chiamato nella notte del 10 maggio 1945 e fatto sparire per sempre.

    Don Pombeo Perai. Parroco dei SS. Pietro e Paolo di città* della Pieve, ucciso per rappresaglia partigiana il 16 giugno 1944.

    Don Enrico Percivalle. Parroco di Varriana (Tortona), prelevato da partigiani e ucciso a colpi di pugnale il 14 febbraio 1944.

    Don Vittorio Perkan. Parroco di Elsane (Fiume), ucciso il 9 maggio 1945 da partigiani mentre celebrava un funerale.

    Don Aladino Petri. Parroco di Pievano di Caprona (Pisa), ucciso il 2 giugno 1944 perché ritenuto filo-fascista.

    Don Nazzareno Pettinelli. Parroco di Santa Lucia di Ostra di Snigallia, fucilato per rappresaglia partigiana l'1 luglio 1944.
    Don Umberto Pessina. Parroco di San Martino di Correggio, ucciso il 18 giugno 1946 da partigiani comunisti.

    Seminarista Giuseppe Pierani. Studente di teologia della diocesi di Apuania, ucciso il 2 novembre 1944, sulla Linea Gotica, da partigiani comunisti.

    Don Ladisalo Pisacane. Vicario di Circhina (Gorizia), ucciso da partigiani slavi il 5 febbraio 1945 con altre dodici persone.

    Don Antonio Pisk. Curato di Canale d'Isonzo (Gorizia), prelevato da partigiani slavi il 28 ottobre 1944 e fatto sparire per sempre.

    Don Nicola Polidori. Della diocesi di Nocera e Gualdo, fucilato il 9 giugno 1944 a Sefro da partigiani comunisti.

    Don Giuseppe Preci. Parroco di Montalto (Modena), chiamato di notte col solito tranello, fu ucciso sul sagrato della chiesa il 24 maggio 1945.

    Don Giuseppe Rasori. Parroco di San Martino in Casola (Bologna), ucciso la notte sul 2 luglio 1945 nella sua canonica, con l'accusa di filo-fascismo.

    Don Alfonso Reggiani. Parroco di Amola di Piano (Bologna), ucciso da marxisti la sera del 5 dicembre 1945.

    Seminarista Rolando Rivi. Di Piane di Monchio (Reggio Emilia), di 16 anni, ucciso il 10 aprile 1945 da partigiani comunisti, solo perché indossava la veste talare.

    Don Giuseppe Rocco. Parroco di Santa Maria, diocesi di San Sepolcro, ucciso da slavi il 4 maggio 1945.

    Padre Angelico Romiti o.f.m.. Cappellano degli allievi ufficiali della Scuola di Fontanellato, decorato al valor militare, ucciso la sera del 7 maggio 1945 da partigiani comunisti.

    Don Leandro Sangiorgi. Salesiano, cappellano militare decorato al valor militare, fucilato a Sordevolo Biellese il 30 aprile 1945.

    Don Alessandro Sanguanini. Della Congregazione della Missione, fucilato a Ranziano (Gorizia) il 12 ottobre 1944 da partigiani slavi per i suoi sentimenti di italianità*.

    Don Lodovico Sluga. Vicario di Circhina (Gorizia), ucciso insieme al confratello.

    Don Luigi Solaro. Di Torino, ucciso il 4 aprile 1945 perché congiunto del federale di Torino Giuseppe Solaro anch'egli trucidato.

    Don Emilio Spinelli. Parroco di Campogialli (Arezzo), fucilato il 6 maggio 1944 dai partigiani sotto accusa di filo-fascismo.

    Padre Eugenio Squizzato o.f.m.. Cappellano partigiano ucciso dai suoi il 16 aprile 1944 fra Corio e Lanzo Torinese perché impressionato dalle crudeltà* che essi commettevano, voleva abbandonare la formazione.

    Don Ernesto Talè. Parroco di Castelluccio Formiche (Modena), ucciso insieme alla sorella l'11 dicembre 1944.

    Don Giuseppe Tarozzi. Parroco di Riolo (Bologna), prelevato la notte sul 26 maggio 1945 e fatto sparire. Il suo corpo fu bruciato in un forno di pane, in una casa colonica.

    Don Angelo Taticchi. Parroco di Villa di Rovigno (Pola), ucciso dai partigiani jugoslavi nell'ottobre 1943 perché aiutava gli italiani.

    Don Carlo Terenziani. Prevosto di Ventoso (Reggio Emilia), fucilato la sera del 29 aprile 1945 perché ex-cappellano della milizia.

    Don Alberto Terilli. Arciprete di Esperia (Frosinone), morto in seguito a sevizie inflittegli dai marocchini, eccitati da partigiani, nel maggio 1944.

    Don Andrea Testa. Parroco di Diano Borello (Savona), ucciso il 16 luglio 1944 da una banda partigiana perché osteggiava il comunismo.

    Mons. Eugenio Corradino Torricella. Della diocesi di Bergamo, ucciso il 7 gennaio '44 ad Agen (Francia) da partigiani comunisti per i suoi sentimenti d'italianità*.

    Don Redolfo Trcek. Diacono della diocesi di Gorizia, ucciso il 1 settembre 1944 a Montenero d'Idria da partigiani comunisti.

    Don Francesco Venturelli. Parroco di Fossoli (Modena), ucciso il 15 gennaio 1946 perché inviso ai partigiani.

    Don Gildo Vian. Parroco di Bastia (Perugia), ucciso dai partigiani comunisti il 14 luglio 1944.

    Don Giuseppe Violi. Parroco di Santa Lucia di Medesano (Parma), ucciso il 30 novembre 1945 da partigiani comunisti.

    Don Antonio Zoli. Parroco di Morra del Villar (Cuneo), ucciso dai partigiani comunisti perché, durante la predica del Corpus Domini del 1944, aveva deplorato l'odio tra fratelli come una maledizione di Dio.

    Spero che l'elenco dei preti sia completo, perchè già* sono troppi!!!!

    Ciao

    Vincenzo
    CERCO MILITARIA DELLA M.V.S.N. NELLO SPECIFICO: DISTINTIVI DIVISIONALI DELLA MILIZIA, MEDAGLIE DIVISIONALI PERIODO 40/43, PUGNALI DA MARCIA E NON, FOTO FRONTE GRECO/ALBANESE, JUGOSLAVO E RUSSO, SCUDETTI DA BRACCIO, TESSERE MVSN E MEDAGLIE AL VALORE CONFERITE AD APPARTENENTI ALLA MILIZIA E NON. IN PARTICOLARE CERCO MILITARIA DELLA 167° LEGIONE CC.NN. "ETNA".

  6. #6
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    Saluti a tutti,
    mi dispiace e chiedo scusa a tutti, ma non l'accetto!
    Anche tu 167legio, mi spieghi il senso di un topic come il tuo?
    Mi rendo conto che rischio di attivare un vespaio ma, ad affrontare argomenti così importanti con questa superficialità* limitandosi ad elencare nominativi, siano essi di preti o donne o bambini indifesi, finiti trucidati o torturati non ci vuole molto e non è sicuramente costruttivo. Potrei riempire pagine del forum. Ma avrebbe un senso in questo contesto?
    Molto educatamente e rispettando le sue idee, vorrei dire a 167legio che topic come il suo danneggiano, ghettizzandolo, il forum e ciò significherebbe la preclusione ad ulteriori sviluppi di questa tribuna. Soprattutto si snaturerebbe l'essenza, l'anima, che è nostro comune denominatore: la passione per la militaria.
    Non mi pare che questo fosse l'intento e l'obiettivo degli amministratori nel momento in cui ne hanno tracciato il regolamento.
    Non voglio farla troppo lunga e concluderei senza offesa per nessuno con le parole di Giampaolo Pansa, autore del libro "Il sangue dei vinti" che tanto scalpore ha suscitato per avere trattato l'argomento delle crudeltà* partigiane:
    "...Il marcio che pure vi fu tra le file partigiane non cancella le pagine eroiche. E non azzera la distinzione tra le due parti in lotta: gli uni combattevano per la libertà*, gli altri al fianco della dittatura nazifascista. La guerra civile è una scuola terribile per tutti. Ti abitua alla violenza disumana. Chi sostiene che soltanto una parte s'è macchiata di pratiche bestiali sa di dichiarare il falso."
    Saluto tutti
    Dimonios

  7. #7
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    non vedo nulla di cosi' eclatante in cio' che ha scritto 167,casomai non capisco un attacco cosi incredibile da parte tua.io non voto da quando avevo 20 anni,e quindi non colleziono determinate cose,x spirito politico come fanno tanti,ed anche in questo non vedo nulla di strano,scrivo questo x chiarire che se ho scritto cio' non e' x spirito di parte.Ma la la fesseria che la guerra civile,debba essere fatta in maniera bestiale,mi e' sempre sembrata na fesseria.Se una delle parti e' quella che dice di difendere la liberta',la democrazia,e tutte le altre belle cose,com'e' che poi hanno trucidato qualche decina di migliaia di italiani?E' dove sono ora Le loro anime e i loro corpi?Spariti ,cancellati con un fil di penna.-per me se un uomo e' tale,lo resta anche nelle peggiori situazioni,e non da fuoco a bambini xche' figli di quelli che non si levarono la divisa x vilta'.E questa e' la mia idea.Io accetto la tua come ,spero, tu accetti la mia,sensa cominciare ad aggredirci,tanto ogn'uno rimane poi della propria idea.saluti

  8. #8
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    Certo che accetto e rispetto la tua idea! Coloro che si sono sacrificati per la libertà*, è per questo che lo hanno fatto...
    Permettimi un solo appunto: il mio intervento non è un attacco e tantomeno eclatante. E'semplicemente un discorso di opportunità* nel contesto di questo forum.
    Saluti
    dimonios

  9. #9
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    se fossi una bella donna ti manderei un bacio.vedi, questo dimostra ,cosi' come e' successo in tanti altri topic poi degenerati,che magari si intenda la stessa cosa,o che si voglia affrontare l'argomento da una diversa angolatura,dicendo in sostanza le stesse cose,o magari no',ma non avendo l'interlocutore davanti,il fraintendimento e' sempre dietro l'angolo.saluti

  10. #10
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    Aaarg! Devo confessarti che mi ero illuso che tu fossi una bella donna, pazienza...
    Baci a parte, condivido e sottoscrivo quanto da te scritto.
    Un saluto
    Dimonios

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