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Discussione: CAPPELLI ALPINI

  1. #1
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    CAPPELLI ALPINI

    Ragazzi che ne dite di aprire un topic su questo interessante settore collezionistico? Avanti aprite armadi e vetrinette e fotografate gli amati gioielli di famiglia!!! Non siate gelosi!!
    L'argomento può risultare complesso e interdisciplinare infatti il discorso può riguardare più epoche e corpi e tipi di copricapi, ma insieme potremmo vedere come svilupparlo!
    Venghino siore e siori, venghino![][]
    Cerco "avidamente" copricapi italiani, soprattutto Alpini, ed austro-tedeschi fino al 1945 nonchè foto italiane e austriache della Zona Carnia, Alto Isonzo e occupazione austro tedesca del Friuli I° guerra mondiale, foto Alpini divisione Julia e occupazione tedesca Friuli fino al 1945.

  2. #2
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    ahh quante spine nel fianco!!! argomento intricatissimo!

    purtroppo io possiedo solo il mio del periodo di servizio e sono a caccia di uno da tenente artiglieria alpina WWII da tempo e non ne ho scovato nessuno. credo dipenda più dal valore affettivo che i singoli o le famiglie pongono al famoso cimelio... e le "case non si aprono"... meglio così!

    posso però postare una bella uniforme m35 con i medesimi requisiti del cappello che cerco. appena riesco a fare le foto [:I]


    ciao a tutti!
    OHH PARERE PERSONALE EEH

  3. #3
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    Bene bene, come scritto sul topic RSI purtroppo al momento ho ancora qualche problema con i programmi del pc, poi mi riprometto di postare qualche esemplare!
    Direi che un tenente artigliere si può anche trovare, sull' uniforme ci va il cappello da servizio in feltro fine grigio con attributi in filo metallico, dal 34 in poi per gli ufficiali con tondo nero!
    Si è vero che chi lo ha in collezione difficilmente se ne separa ma non è introvabile ancora per fortuna!
    Io ad esempio cerco un' aquila in filo metallico da genio alpino per completare il trittico (truppa, ufficiale filo metallico, ufficiale filo nero m.40) e li si che sono veramente C@@@i!!!
    Cerco "avidamente" copricapi italiani, soprattutto Alpini, ed austro-tedeschi fino al 1945 nonchè foto italiane e austriache della Zona Carnia, Alto Isonzo e occupazione austro tedesca del Friuli I° guerra mondiale, foto Alpini divisione Julia e occupazione tedesca Friuli fino al 1945.

  4. #4
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    mmmh... cosa dici, meglio un berretto M34 un cappello alpino per la mia uniforme? la distinzione nell'accostamento all'uniforme era la medesima che vige oggi in base ai servizi?

    perdona la bestialità* ma non ne so molto in proposito!



    ps: se venissi a conoscenza di qualche ten. artigliere in vendita... []
    OHH PARERE PERSONALE EEH

  5. #5
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    Ehh dipende come la vuoi fare! Personalmente se ne avessi l'occasione recuperei entrambi per completezza storica! Si grosso modo le disposizioni erano le stesse del giorno d'oggi! Spesso, anzi quasi sempre, i cappelli all' alpina con fregi in filo metallico vennero utilizzati anche al fronte, evidentemente l'aquila nera m.40 non era molto gradita! Ciò ne spiega la sua effettiva rarità*!
    Cerco "avidamente" copricapi italiani, soprattutto Alpini, ed austro-tedeschi fino al 1945 nonchè foto italiane e austriache della Zona Carnia, Alto Isonzo e occupazione austro tedesca del Friuli I° guerra mondiale, foto Alpini divisione Julia e occupazione tedesca Friuli fino al 1945.

  6. #6
    Utente registrato L'avatar di H
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    Ciao!
    Vorrei aprire il discorso fregi da truppa.
    Nel periodo bellico, nella stragrande maggioranza (tutte) delle foto che ho visto,la truppa aveva questo fregio.Piccolo,in filo nero,secondo le disposizioni uscite per la guerra.

    foto presa dal sito wwww.glialpini.com
    Molto spesso vedo in giro cappelli ,dalla foggia decisamente anni 30 in questo caso, che hanno un fregio diverso,di solito definito "fine guerra", fatto a macchina su tessuto che sembra "giusto" ma con le ali decisamente più grandi.Tutti uguali.

    questo addirittura ha la fascetta di cuoio marrone...anni 20/30?
    (foto presa da Caricat!...spero di non contravvenire a nessuna regola postando queste foto.)
    un altro esempio,cambia la forma del fondo ma la forma dell'ala destra "lunga" è identica.

    Parlando con diversi collezionisti, mi sembra che ognuno abbia la propria idea a riguardo.Insomma,sti fregi, sono post bellici?
    La mia sensazione,nessuna prova,è che siano stati fatti immediatamente dopo la guerra e che capitasse che venissero montati su dei cappelli fondo di magazzino bellici o ,addirittura,pre bellici.

    Cosa ne pensate?
    H/Haflinger

  7. #7
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    Caro H hai toccato un tasto dolente! allora piccola info sulla prima foto postata: il fregio è troppo lontano ma sembrerebbe che il cappello alpino abbia l'aquila con il becco rosso e il tondo verde erba (solitamente poi con la luce si schiarisce e diventa quasi bianco, anche su quelli nuovi purtroppo!) se effettivamente fosse così ci troveremo di fronte al primo tipo di fregio ricamato a macchina il m.36, se invece fosse più stilizzato cioè privo di inserti policromi pur mantenendo la grosso modo la grafica e il tondino in teletta verde si tratterebbe del classico fregio da guerra m.40 per truppa, tale fregio equipaggiò la quasi totalità* dei cappelli alpini bellici!
    Sulle altre 2 foto ti posso dire senza vena di smentita che entrambe le aquile sono post belliche (io le chiamo ali a "V") entrate in uso all' inizio degli anni 60 e durate per un buon decennio fino all' introduzione delle aquile in plastica gommosa (credo dal 72 al 74) spesso tali aquile finirono con delle belle cuciture a macchina sui cappelli bellici da magazzino,(quelli con le cuciture sul frontino, alcuni in distribuzione fino alla fine degli anni 90!!! della serie non si butta nulla) da qui la nascita dell' equivoco sulla datazione.
    Negli anni 50 si ricorreva all' uso delle aquile m.40 ricamate a macchina su panno grossolano grigio verde, nell' immediato dopoguerra, pur mantenendo la grafica a volte cambiava il supporto (panni grigioverdi di varie consistenze e sfumature)
    Cerco "avidamente" copricapi italiani, soprattutto Alpini, ed austro-tedeschi fino al 1945 nonchè foto italiane e austriache della Zona Carnia, Alto Isonzo e occupazione austro tedesca del Friuli I° guerra mondiale, foto Alpini divisione Julia e occupazione tedesca Friuli fino al 1945.

  8. #8
    Utente registrato L'avatar di H
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    Bene! Una risposta chiara,finalmente.
    Per quanto riguarda i fregi bellici o pre bellici,la cucitura sul cappello era fatta al di sotto della fodera nera,direttamente sul cappello oppure non c'è una regola precisa?Ad ogni modo ,la cucitura è sempre fatta a mano?

    A grandi linee il fregio 16 e il 35/40 sono simili come dimensioni ( adesso mi uccidete[:I]).Tra il 18 e il 35 erano sempre uguali oppure erano diventati un pochino più grandi?

    questa foto è nel mio archivio da un pezzo.
    Potrebbe essere il fregio da ufficiale in filo nero m.40?


    ciao!
    H/Haflinger

  9. #9
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    Allora nella quasi totalità* dei cappelli esaminati il fregio era quasi sempre cucito a mano sui truppa spesso i punti oltrepassavano la fodera (e anche il marocchino!!), anche quelli da ufficiale erano cuciti a mano a volte ( credo anche per non rovinare il ricamo esegito sempre su una matrice di cartone) erano più curati in quanto si cercava di risparmiare la fodera, ma dipende da caso a caso e soprattutto da chi cuciva il fregio!!!

    A grandi linee il fregio 16 e il 35/40 sono simili come dimensioni ( adesso mi uccidete).Tra il 18 e il 35 erano sempre uguali oppure erano diventati un pochino più grandi?
    i fregi I guerra e quelli II guerra non sono paragonabili, cambiano sia di forma che di dimensioni Solitamente in periodo I guerra tendevano ad essere più grandi (vedi i vari post nella sezione militaria italiana I guerra, sul topic: i fregi da berretto italiani, ce ne sono di belle e interessanti).
    Ecco il topic:
    http://www.milistory.net/forumtopic.asp? ... hichpage=2
    Per l'aquila purtroppo la risposta è negativa ( anche se un po sfocata e scura non permette di apprezzare al meglio il ricamo)trattasi di un'aquila da congedante coeva per utilizzo al modello con ali a V se ne trovano anche con ricami dorati, spesso tali rapaci vengono venduti come modello da combattimento per ufficiali, si riconoscono facilmente perchè il ricamo è molto semplice (è formato da semplici passaggi di filo parallelo sul corpo del volatile!).
    Non escludo però che qualche volontario in ferma la utilizzasse per distinguersi dai trupponi di leva, ma non è un fregio regolamentare!
    Le aquile nere per ufficiale hanno un ricamo molto curato, a volte se ne possono trovare anche ricamate direttamente su panno castorino grigiastro per addattarsi ai capelli da servizio.
    L'esemplare postato ha per di più il numeretto sicuramente post bellico lo si riconosce per la bordatura liscia e per i gancetti piatti sporgenti sull' asse del numero stesso, i numeri bellici avevano sempre in filo metallico a sezione tonda stagnato sul retro, non presentavano mai la bordatura liscia ma la zigrinatura (che voleva stilizzare il ricamo in canottiglia) proseguiva fino al bordo stesso.
    Cerco "avidamente" copricapi italiani, soprattutto Alpini, ed austro-tedeschi fino al 1945 nonchè foto italiane e austriache della Zona Carnia, Alto Isonzo e occupazione austro tedesca del Friuli I° guerra mondiale, foto Alpini divisione Julia e occupazione tedesca Friuli fino al 1945.

  10. #10
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    Non me ne intendo di questo settore. Mi sembra abbia il portapiume. Lo ho trovato su una bancarella settimana scorsa per 10 euro...e allora l'ho preso. Ditemi voi.
    Andrea
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    andrea

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