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Discussione: Carabinieri 1943-1945

  1. #1
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    Carabinieri 1943-1945

    Un piccolo racconto.
    Gli alleati ne permisero la rinascita conoscendo la tradizionale lealtà* dell`Arma agli organi costituzionali

    Catania 4 dicembre 1944, un migliaio di giovani assalta il Distretto Militare al grido "No al richiamo alle armi. Abbasso la guerra viva la pace", appicca il fuoco al Municipio, devasta il Tribunale e altri uffici pubblici.
    Il 15 dicembre a Giarratana, provincia di Ragusa, un centinaio di giovani attacca e occupa la caserma dei Carabinieri, dà* alle fiamme il Municipio e il Dazio.
    Nei giorni successivi la sommossa si estende al Ragusano, al Siracusano, al Agrigentino.
    Il 31 dicembre, a Piana degli Albanesi, si proclama la Repubblica Popolare.
    Secondo i dati ufficiali, nell`ultimo scorcio del 44, in Sicilia, ci sono 24 Carabinieri uccisi, tra cui un ufficiale e 3 sottufficiali e 35 feriti tra cui due ufficiali.
    Tra il 5 e il 7 gennaio 1945 tutta Ragusa si solleva contro il richiamo alle armi delle classi dal 1914 al 1924.
    Ma questi incidenti siciliani di fine dicembre, non sono che la tragica coda di una lunga serie di scontri che hanno attraversato tutta la Sicilia tra il marzo e l`ottobre del 44.
    Questa volta però l`eco degli ultimi disordini siciliani non giunge solo a Roma, ma anche a Londra e a Washington ed è quello che si può ricavare da una lunga serie di dispacci conservati al " Public Record Office" di Londra, infatti tra le carte del " Directorate of Military Operation and Intelligence" e dell`"Allied Force Qeadquarters", fin dai primi del 1945, tra i vari comandi alleati si andarono via via infittendo i cablogrammi relativi al problema dell`ordine pubblico in Italia e all`Arma dei Carabinieri in particolare.
    Insomma la rivolta siciliana fu proprio la molla decisiva perché fosse riesaminato nel suo complesso tutto il discorso relativo alle Forze Armate italiane e quindi ai Carabinieri, come componente maggioritaria delle forze preposte all`ordine pubblico.
    In effetti, già* dopo la crisi del settembre 43, gli alleati avevano individuato subito nell`Arma quel corpo che poteva offrir loro le migliori garanzie di immagine e di tradizionale fedeltà* alle istituzioni, per adempiere ai difficili compiti di ordine pubblico nei territori liberati.
    D`altra parte la Polizia, l`altro corpo specificatamente preposto a compiti di pubblica sicurezza, era stata infiltrata molto più dei Carabinieri, da elementi fascisti, per cui non poteva essere impiegata in funzione di ordine pubblico.
    I carabinieri al contrario, nati molto prima del fascismo, si presentavano punto di riferimento ideale per le necessità* dei Comandi Alleati.
    Già* il 12 settembre 1943, il colonnello Romano Dalla Chiesa (padre del Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa) comandante della Legione Carabinieri di Bari , aveva costituito in quella sede il Comando Carabinieri Italia Meridionale, che comprendeva i reparti dell`Arma della Puglia, Calabria, Basilicata e dei territori a mano a mano liberati, ma in quei giorni così difficili non riuscirono ad attuare collegamenti efficaci con i reparti in Sicilia e Sardegna.
    Ma gli alleati poterono contare subito sulla maggior parte dei Carabinieri, che per il loro senso dello Stato e per l`alta dedizione al dovere, erano portati spontaneamente ad assolvere ai loro tradizionali compiti.

    Un avviso in una città* dell'Italia meridionale e come si vede la traduzione dall'inglese è inesatta
    [attachment=5:1lmsdn41]mina.jpg[/attachment:1lmsdn41]

    Il 15 novembre del 43 era già* in funzione il Comando Carabinieri Italia Liberata.
    Il 20 luglio del 44, a poco più di un mese dalla liberazione della capitale, venne istituito a Roma il Comando Generale dell`Arma.
    Nel novembre dello stesso anno usciva il nuovo periodico mensile "Il Carabiniere della Nuova Italia".
    Ma alla fine del 44, di fronte alle accentuate esigenze di ordine pubblico, il Quartiere Generale Alleato, si accorse che il tetto assegnato all`"Arma" dagli accordi dell`armistizio, era insufficiente.
    La forza dell`esercito italiano era stato fissato in 124.000 uomini in armi e all`interno di questa forza, il tetto massimo per i Carabinieri era in 55.000 uomini, ma a cavallo tra il 1944 e il 45 gli alleati si accorsero appunto come quel limite non poteva più rispondere alle necessità* di ordine pubblico.

    Cablogramma con cui gli americani approvano l'inquadramento di 10.000 Carabinieri
    [attachment=4:1lmsdn41]cablo.jpg[/attachment:1lmsdn41]

    Messaggio inglese dove si dà* notizia che un forte contingente dell'Arma muove, in vista della liberazione, verso l'Italia del nord
    [attachment=3:1lmsdn41]mess inglese.jpg[/attachment:1lmsdn41]

    Infatti i Carabinieri, venivano impiegati in tutti i posti di blocco, nella prevenzione delle attività* clandestine connesse al mercato nero, nel pattugliamento congiunto delle aree metropolitane e in servizio di ordine pubblico nei campi profughi.
    Specie nel Sud, ai Carabinieri fu affidato anche il compito che sino ad allora non era mai rientrato nelle loro specifiche competenze, ma che era diventato molto importante in relazione al mantenimento della pace sociale nell`Italia Meridionale: l`applicazione delle norme relative all`ammasso del raccolto.

    Il maresciallo Alexander passa a rassegna un reparto di Carabinieri nel marzo 1945

    [attachment=2:1lmsdn41]Alexander.jpg[/attachment:1lmsdn41]

    Per finire, nel 1945 fu affidato a un migliaio di Carabinieri anche il controllo delle frontiere.
    A fronte di tutti questi impegni nell`Italia già* liberata, c`era da parte alleata, anche la pratica di insidiare contingenti di Carabinieri già* inquadrati e in genere provenienti dal Sud, nei territori che si andava liberando.

    Contro il banditismo sardo transitano per Villanova, un paesino del Nuorese
    [attachment=1:1lmsdn41]villanova.jpg[/attachment:1lmsdn41]

    Una battuta notturna antimafia in provincia di Palermo
    [attachment=0:1lmsdn41]palermo.jpg[/attachment:1lmsdn41]
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    luciano

  2. #2
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    Re: Carabinieri 1943-1945

    Ottimo,Cocis!!!Hai aperto un super topic,di quelli degni di te!!!
    Domanda:il Carabiniere ha il copricapo coperto da un qualche telino,oppure tale copricapo veniva prodotto in tale tessuto e colore per quel tipo di uniforme?
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  3. #3
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    Re: Carabinieri 1943-1945

    Ciao Alex quelli vicino all'italiano non so dirti se il tessuto fosse per quel tipo di uniforme, anche se credo di si, ma sono certo che altri potranno essere più precisi.
    Spero che ci possa essere integrazione.
    luciano

  4. #4
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    Re: Carabinieri 1943-1945

    Complimenti Luciano.. ottima documentazione..
    PS.
    Il cappello chiamato "lucerna", aveva un telino in grigioverde dotato di fregio in filo nero - (questa tipologia di copertura fu adottata inizialmente nel settembre del 1915)
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  5. #5
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    Re: Carabinieri 1943-1945

    Sapevo che durante la Grande Guerra la lucerna veniva coperta da un telino per motivi di mimetismo,non sapevo però che questo telino fosse rimasto in uso fino al periodo della WWII.Grazie della spiegazione,Viper 4!!!
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  6. #6
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    Re: Carabinieri 1943-1945

    Interessante, ottimo lavoro Cocis

  7. #7
    Moderatore L'avatar di Furiere Maggiore
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    Re: Carabinieri 1943-1945

    ... il cappello da carabiniere è impropriamente definito lucerna.

    ... il cappello per ufficiale dei carabinieri è impropriamente definito feluca.


    Un caro saluto

    Furiere Maggiore :P :P :P
    E' la somma che fa il totale.

  8. #8
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    Re: Carabinieri 1943-1945

    Come bisogna chiamarli,Furiere Maggiore di Fanteria?
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  9. #9
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    Re: Carabinieri 1943-1945

    Citazione Originariamente Scritto da Furiere Maggiore (Fante71)
    ... il cappello da carabiniere è impropriamente definito lucerna.
    ... il cappello per ufficiale dei carabinieri è impropriamente definito feluca.
    Un caro saluto Furiere Maggiore :P :P :P
    Per quanto mi è dato sapere il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri descrive così la Grande Uniforme Storica (GUS):
    La Grande Uniforme Speciale è costituita da: cappello con pennacchio (feluca con pennacchio per gli ufficiali lucerna per Sottufficiali e Carabinieri); abito di Grande Uniforme con decorazioni e cordelline; pantaloni con bande (e sottopiedi nella versione per ufficiali); camicia bianca con colletto diritto inamidato; guanti bianchi; stivaletti neri (con fascette metalliche di sperone per i soli ufficiali) e, se necessario, cappotto impermeabile (mantello dipanno nero per gli ufficiali).

    Il cappello da carabiniere, popolarmente chiamato "lucerna", ha origini lontane, che risalgono alla prima metà* del XVII secolo, allorché ne venne introdotto l'uso in sostituzione del pesante ed ingombrante "morione", elmo tardo-rinascimentale. Da un originario copricapo a falde larghe, attraverso successivi aggiustamenti per renderlo più idoneo alle necessità* militari, si giunse alla fine del '600 al "tricorno", sul cui lembo sinistro apparve, in corrispondenza dell'occhio, un bottone o un fiocchetto di nastri detto "ruban", antesignano della coccarda. Dal tricorno, modificato a più riprese, si giunse alla lucerna, caratterizzata dalla calotta semisferica e dalle tese ripiegate anteriormente e posteriormente verso l'alto, in modo da assumere la forma di un bicorno. Il primo cappello da carabiniere aveva uno sviluppo verticale quasi doppio di quello attuale, che venne attenuato progressivamente, fino a stabilirsi sulle misure definitive all'epoca della Prima Guerra d'Indipendenza. Unitamente al mantello, altro elemento caratteristico dell'uniforme da carabiniere, la lucerna è sempre stata il simbolo di una "scrupolosa esattezza della tenuta militare", come si legge nel Regolamento del 16 ottobre 1816, che ha contribuito "con decoroso ed imponente esteriore al sostegno della forza morale, sulla quale più che su ogni altro mezzo si appoggia il disimpegno delle loro funzioni". Un'affermazione veramente profetica, mai smentita dai fatti.
    Copricapo integrante la grande uniforme degli ufficiali dei Carabinieri. Fu adottato con il supplemento n. 7 del Giornale Militare 1864 in sostituzione del cappello portato originariamente dagli stessi ufficiali (v. Uniforme).

    La feluca introdotta nel 1864 era uguale nella forma a quella degli ufficiali dello Stato Maggiore delle Piazze, dalla quale si differenziava per avere il cappietto d'argento a due lastre fatte a squame, fermato in fondo da una granata in argento recante le iniziali del sovrano, in metallo dorato come la fiamma.
    Si completava del pennacchio - penne lunghe 0.250, superiori di colore scarlatto, inferiori di colore turchino - infisso per mezzo di un gambo di filo di ferro robusto in un largo passante di cuoio cucito all'interno della tesa destra corrispondente al centro della ganza (cappietto).
    Fonte del Comando Generale dei Carabinieri

    Cordialmente Viper 4
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  10. #10
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    Re: Carabinieri 1943-1945

    Su U&A numero 141 di Gennaio 2008,viene presentato un Brigadiere dei Reali Carabinieri ed il copricapo che indossa viene indicato proprio come lucerna.
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