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Discussione: Casa d'Aste con regola ambigua

  1. #11
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    dove non sarei mai finito se fosse dipeso solo da me
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    Citazione Originariamente Scritto da Me ne Frego Visualizza Messaggio
    Ti do' pienamente ragione. La frasologia adottata nelle varie descrizioni puo' dare un clue, tipo... "Inequivocabile patina del tempo", "da esaminarsi", "normali tracce d'uso", "in buone condizioni" e cosi' via. Perche' pero' discriminare ed applicare la regola "as is" solo su oggetti dei regimi nazista e fascista? La risposta la conosciamo tutti, sta' di fatto che cio' a mio parere a lungo andare gioca a sfavore della reputazione della casa d'aste. La frasologia adottata e' .... xxxx ribadisce di non assumersi alcuna responsabilita' in merito all'autenticita' dei materiali relativi a questo periodo". Cosa migliore sarebbe, visto che molti utenti non hanno l'opportunita' di esaminare l'oggetto di prima persona, fare uso della perizia degli esperti a disposizione prima ed offrire un rimborso dopo, se non soddisfatti. Cio' si applica solo su falsi d'arte. Come stanno le cose, uno ha piu' protezione sul famigerato noto sito d'aste che su cosidette "rinomate e reputabili" case d'aste..... Mi chiedevo, sintetizzando, dove sia l'apporto degli esperti se il loro giudizio non e' avallato dalla stessa casa d'aste?
    Sì, bisogna saper leggere fra le righe, come hai acutamente osservato. Purtroppo viviamo tempi in cui guardiamo solo le foto e leggiamo poco: fretta, distrazione e superficialità si pagano . Anche i Tedeschi sono maestri nell'elaborare criptiche definizioni per dire quel che non s'è detto (o viceversa).
    La regola "as is" si applica sui cimeli nazi-fascisti perché sono quelli più inflazionati dalla piaga delle riproduzioni e più costosi (il che é vero sino ad un certo punto, prova a studiarti le militaria dell'Indocina francese, gli elmetti M1 USA "fregiati", i cimeli "airborne" etc.etc.). Senz'altro sono quelli più facilmente oggetto di contestazioni, ad onor del vero spesso campate per aria, grazie anche al dogmatismo ed all'ortodossia ai limiti (quando non già oltre) della salubrità mentale manifestata da certi personaggi in certi fora.
    Permettimi di dissentire sulla maggior tutela accordata sul "famigerato noto sito d'aste". Per quanto ne so, l'altrettanto noto sito di transazioni elettroniche ti rimborsa solo ove accertato che l'oggetto acquistato non ti sia stato spedito (e prova a dimostrare che hai ricevuto un mattone del peso di 1,2 kg. invece dell'elmetto da 1,2 kg. che ti eri aggiudicato). Né PP né eB , per quanto mi consta, si fanno parte diligente in un contenzioso sull'originalità. Credo , anzi, che siano ben felici di tenersene fuori. Alcuni venditori, non tutti, accettano la riserva di gradimento ... tutto qui.
    Esperto significa colui che ha esperienza e conosce. Non significa garante e sarebbe sciocco, oltre che presuntuoso, se si ritenesse onniscente ed infallibile. Quanto approfondita sia la sua esperienza e fondata la sua conoscenza, non é facile saperlo o stabilirlo. Diciamo che un esperto dovrebbe essere sempre in grado di dimostrare oggettivamente i propri argomenti. A mio avviso, l'apporto degli esperti é finalizzato ad una catalogazione degli oggetti il più possibile corretta formalmente e qui si ferma. Non ci può essere avallo della casa d'aste perché ciò implicherebbe obbligazioni e per di più solidali.
    MP

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Me ne Frego Visualizza Messaggio
    ....Perche' quindi non dichiarare chiaramente pezzi dubbi invece di giochicchiare sul significato di certe frasi tipo...... "da esaminarsi"....!!
    Potrebbero classificare gli oggetti come "Origine certa", "Origine dubbia" e "Copia" e lasciare all'acquirente la libera scelta se rischiare o no.
    Hai giustamente accennato alle aste piu' recenti come in costante discesa, il numero di oggetti sempre piu' ridotto.... chissa' perche'....
    Sei a digiuno di psicologia commerciale.
    Le classificazioni che suggerisci sono corrette, sul piano etico, ma improponibili sul mercato. Attenuano, quando non tolgono, la speranza (o l'illusione) di poter fare un buon affare su un pezzo discutibile. Inoltre, fin da subito allontanano i puristi e spaventano gl'incerti e gl'ignoranti /nel senso di coloro che conoscono poco o affatto la materia).
    MP

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Karlfran2 Visualizza Messaggio
    Tra l'altro è da mesi che non sono più attivi e nelle ultime aste proprio poca roba rispetto a qualche anno fa.
    ...
    Non so a quali aste tu ti riferisca, forse al famigerato, noto sito mai chiamato con il suo nome . Perché le altre, da Hermann Historica ad Aiolfi, comprese le meno note, mi sembrano molto, molto attive. In questi ultimi temnpi si sono venduti almeno un paio di musei militari collezioni storiche come la Theffo o quella di John Pepera ed il lascito dell'avv. Wilson.
    MP

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Karlfran2 Visualizza Messaggio
    Data lla poca esperienza chiedo a voi in merito ad un'altra casa d'aste.
    Ho guardato sul loro sito che non segnala in tempo (quasi) reale se un oggetto è stato venduto o meno. Entro quanto contattano il vincitore del lotto? Inoltre visto che siamo in "critica", peccato nonostante sia stato chiesto esplicitamente tramite mail, non aver possibilita d'essere contattato telefonicamente durante l'aggiudicazione del lotto per il quale ho fatto offerta secondo procedura. Insomma il 25 da me ed il 16% dal proprietario, penso consentano una ,due, dieci telefonate ...
    Non mi sembra che le modalità di partecipazione all'asta c'entrino molto con le regole ambigue nelle condizioni di vendita. Se non sappiamo di che Casa si tratta, non posso condividere le mie esperienze. Ad ogni modo, non credo che abbiano le signorine telefoniste genere call-center per informare il folto pubblico sull'esito delle offerte. A me é sembrata spesso una cosa un po' triste, con solo un battitore ed un paio di tuttofare pagati ad ore che portano gli articoli dentro e fuori dalla saletta ...
    MP

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Console Generale Visualizza Messaggio
    Condivido pienamente le vostre analisi e perplessità.
    Io ho acquistato nel passato alcuni copricapo della Milizia presso una casa d'aste, copricapo che ho avuto la fortuna di poter visionare personalmente. Onestamente da una ditta seria non mi aspetterei di vedere in asta e sui cataloghi, come purtroppo è accaduto, oggetti di militaria fascista oggettivamente impresentabili ed improponibili con la semplice dicitura "da osservarsi attentamente"; precisazione che altro non è che una implicita conferma circa la loro consapevolezza della non autenticità di alcuni oggetti comunque messi in vendita a soli fini economici.
    Anch'io condivido (più le perplessita che le analisi).
    Cosa é che una casa d'aste prenda le sue cautele, che piacciano o non, e si manlevi da responsabilità, altro é che si giunga quasi a negare l'evidenza ed offendere l'intelligenza altrui. E' , in primo luogo, una mancanza di stile .
    Però mi chiedo quali altri fini abbia un'attività commerciale se non quelli economici. Mi sembra che abbiamo troppe aspettative da queste case d'asta, tipo finalità culturali o filantropiche. Che non hanno mai pensato di avere.
    MP

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Karlfran2 Visualizza Messaggio
    Dal momento che denuncio facilmente le cose che puzzano (con le riserve del posto in cui mi trovo) avendo precedentemente dichiarato in merito all'altra casa, devo rendere merito che anche se tutto quanto scritto resta valido, nonostante fosse domenica, in ufficio erano al lavoro ed hanno risposto alle informazioni richieste. Bravi !
    Le case d'asta lavorano solo in certi periodi dell'anno concentrati. Vorrei ben vedere se non si danno da fare anche nei week-end per emettere le fatture, verificare le aggiudicazioni, imballare e spedire ... non é poi gente così malvagia ...
    MP

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Me ne Frego Visualizza Messaggio
    Ciao a tutti, vorrei una vostra opinione su quanto segue........
    Una nota casa d'aste vende, tra le molte cose, militaria di tutti i generi e periodi, partendo da sciabole e corazze a moschetti, fino a materiale del XXI secolo.
    Ho notato che nel regolamento da loro stralciato, la suddetta casa d'aste non garantisce, visto a loro detto, il numero di riproduzioni in circolazione, l'autenticita' del materiale del secondo conflitto mondiale, in particolare del Terzo Reich e del Ventennio Fascista.
    Allora, dico io, visto che in campo di militaria, questo e' proprio dove il mercato ha piu' seguaci, e' corretto e legale che cio' avvenga?
    Ti dico quello che penso io: purtroppo è legale, ma non è professionalmente corretto.
    Questo genere di accordo secondo me è valido e comprensibile tra privati: "guarda che secondo me è buono" oppure "penso che sia stato rimontato/ritoccato/mal restaurato..." e tutte le altre possibili varianti del genere. Chiaramente ciò avrà un "valore" di mercato, dato che sarà difficile pretendere rimborsi da un privato, che perlatro non è tenuto ad essere competente, ma proprio per questo in fase di trattativa o di "scelta" del prezzo si fanno, o si dovrebbero fare, da ambo le parti, proposte ragionevoli che "già scontano" i dubbi e la loro impossibilità di risolverli.
    Tempo fa mi è stato proposto un elmetto mimetico della Xa MAS, secondo me originale nel guscio, ma rimontato nell'imbottitura (professionalmente e con materiale più che consono): il venditore, in piena onestà, condivideva almeno il dubbio se non la certezza del rimontaggio. Ma per questo motivo già il prezzo dell'oggetto era buono o consono, se vogliamo, quindi già scontato del "problema". Per una serie di motivi, non solo collezionistici, ho rinunciato e cmq l'oggetto è stato venduto. Immagino che l'acquirente sia stato consapevole del dei pro e dei contro.
    Questo non dovrebbe valere per casa d'aste, che ha pretesa di professionalità, perchè non è un mediatore qualunque: è un mediatore professionale.
    Prende ricche commissioni da chi vende e da chi compra, e dunque è un professionista tenuto a garantire della qualità della merce trattata, ovvero dei suoi vizi o dei suoi pregi.
    Altrimenti non ci sarebbe bisogno di un mediatore professionale, ma ne basterebbe uno genrico e imperito, ovvero non servirebbe proprio un mediatore.
    A che serve un perito se non perizia? Perchè pagare cachè professionali a dei non professionisti? Questa è la domanda che dovrebbe farsi chi compra.
    Infatti non mi pare che la merce offerta in asta senza essere garantita, abbia prezzi che scontino questa mancanza di garanzia, nè che il costo delle commissioni sconti la manzanza di perizia e dunque di responsabilità (fatto che dovrebbe essere il solo valore aggiunto di un mediatore professionale come una casa d'aste).
    Nè mi pare che i compratori abbiano sempre questa coscienza quando il prezzo sale più del ragionevole, specie appunto se mancano le garanzie e pure - spesso - la possibilità (geografica) di visionare personalmente i lotti.
    Secondo me l'unica difesa è nello scartare aste che non diano garanzie: è un problema di mercato perchè solo il mercato può punire i commercianti scorretti. Se il mercato è immaturo, la colpa è dei collezionisti. Ora non trovo accettabile che dei professionisti o presunti tali scarichino le responsabilità proprie della professione: questo valore aggiunto è pagato in asta, ma se non c'è, perchè pagarlo?
    Il collezionismo di ogni genere è un campo minato, e io sono il primo ad ammettere di aver preso sonore sòle da venditori di fregature: ma ovviamente non pretendevano di essere dei professionisti della materia (lo erano di altro campo, le sòle appunto) e naturalmente la proposta appariva un affare. Ma uno è consapevole del rischio. Ma perchè pagare un perito che non perizia e non rimborsa una potenziale fregatura?
    Poi è vero che purtroppo pecunia non olet e dunque - in qualunque campo - ci sono periti disposti a trasformare, per esempio, una qualunque crosta in un Caravaggio in cambio di "tornaconti", chiamiamoli così. E purtroppo anche le fondazioni che curano l'autenticità delle opere degli artisti non più viventi, spesso in cambio di "tornaconti" autenticano patacche di commercianti compiacenti. E lì c'è un marchio di autenticità senza autenticità, ma questo è un altro discorso.

  8. #18
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    Non riesco a rispondere adnogni punto dei diversi msg , forse semplicemente punti di vista differenti. Che siano in piena attivita' non lo so ed in particolare quella a Nord rispetto agli anni scorsi è di parecchio diminuita sia come numero ,,che come pezzi proposti . Alle volte l'asta vale la pena anche per un solo pezzo ma visto che si citano tratti di psicologia commefciale, il banco ricco e ben fornito attira sempre di più rispetto a quello vuoto, a meno che non si trattk di un "diamante" unico al mondo!Condivido la frase iniziale del precedente msg che cita la professionalità che per ovvie ragioni non posso aspettarmi da piattaforme commerciali che permettono semplicemente l"unione tra chi ha qualcosa da vendere ed un potenziale acquirente.Ahimè ne su queste piattaforme ,ne presso le case d'aste possiamo aspirare all'estromissione dei cosiddetti alzatori a tutela. Tutelare l'investimento della propria materia collezzionistica pare sia in crescita e questo a mio parere si ritorcera' contro agli stessi alzatori che in entrambi i casi possono celerarsi nell'anonimato!! Un vero peccato....

  9. #19
    Moderatore L'avatar di coloniale
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    conoscere ciò che si compra ....4 semplici parole che ti permettono di comprare a cuor leggero nelle aste online, da case d'aste blasonate e non , da privati e da commercianti.
    ciao Nicola
    "coloniale"

    SUMMA AUDACIA ET VIRTUS!

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da coloniale Visualizza Messaggio
    conoscere ciò che si compra ....4 semplici parole che ti permettono di comprare a cuor leggero nelle aste online, da case d'aste blasonate e non , da privati e da commercianti.
    Sì Coloniale, è giusto e doveroso in ogni collezionismo. Però non pensi che sia pure lecito a un qualunque cliente, che magari è un collezionista sporadico od occasionale, di rivolgersi ad una casa d'aste per avere un oggetto garantito a prescindere dalle sue proprie conoscenze?
    Se la casa d'aste non garantisce, che senso ha rivolgersi ad un mediatore "professionista" che non fa il proprio mestiere, e pagarlo per un servizio aggiunto "professionale" che non fornisce?
    Qui è il problema. Anche perchè come sai, e lo sai meglio di me, ci sono alcuni commercianti che proprio per garantire il loro operato, firmano dichiarazioni - con tanto di foto - di garanzia assoluta dell'oggetto venduto. E ne rispondono. Nella militaria come nell'antiquariato come nel collezionismo in genere. Perchè se lo fanno alcuni commercianti non lo possono fare anche le case d'asta? Il fatto è che dovrebbero essere i collezionisti a disertare i mediatori professionali che non danno alcun valore aggiunto, e dunque non sono professionali anche se si fanno pagare per tali, mentre operano da meri semplici mediatori.

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