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Discussione: Casa d'Aste con regola ambigua

  1. #1
    Utente registrato L'avatar di Me ne Frego
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    Casa d'Aste con regola ambigua

    Ciao a tutti, vorrei una vostra opinione su quanto segue........
    Una nota casa d'aste vende, tra le molte cose, militaria di tutti i generi e periodi, partendo da sciabole e corazze a moschetti, fino a materiale del XXI secolo.
    Ho notato che nel regolamento da loro stralciato, la suddetta casa d'aste non garantisce, visto a loro detto, il numero di riproduzioni in circolazione, l'autenticita' del materiale del secondo conflitto mondiale, in particolare del Terzo Reich e del Ventennio Fascista.
    Allora, dico io, visto che in campo di militaria, questo e' proprio dove il mercato ha piu' seguaci, e' corretto e legale che cio' avvenga?
    In poche parole, la casa d'aste dice ad un potenziale acquirente..... guarda noi siamo pronti a riceveri i tuoi quattrini ma non siamo disposti ad offrirti nessuna garanzia che il materiale sia autentico, nonostante si abbia un team di "esperti" in materia, tutti doverosamente elencati ad apertura catalogo.
    E' tutto cio' legale e se no, puo' uno rifarsi sui suoi diritti di compratore e richiedere un risarcimento ?????
    I love the smell of Napalm in the morning.

  2. #2
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Il tuo ragionamento non fa' una grinza, tuttavia ti posso dire che sta prendendo piede in Italia il sistema anglo-sassone dell' "as is". Ovvero ti cedono l'oggetto cosi' com'è a prescindere dal fatto che possa essere originale o meno. Se l'oggetto e' provvisto di 'lifetime guarantee' lo dichiarano nell'offerta all'incanto ed assieme ad esso ottieni un certificato scritto di un perito iscritto ad un tribunale.Il problema puo' sussistere se il certificato e' estero (in genere USA o dei paesi dell'ex Est):
    in questo caso chi ti dice che non sia contraffatto o stampato in serie? (com'è avvenuto qualche tempo fa' in una rinomata asta britannica).Insomma e' un bel problema che si puo' evitare solamente dopo accurato studio dell'oggetto,preso in mano e valutato secondo le proprie cognizioni. PaoloM

  3. #3
    Utente registrato L'avatar di Me ne Frego
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    Ti do' pienamente ragione. La frasologia adottata nelle varie descrizioni puo' dare un clue, tipo... "Inequivocabile patina del tempo", "da esaminarsi", "normali tracce d'uso", "in buone condizioni" e cosi' via. Perche' pero' discriminare ed applicare la regola "as is" solo su oggetti dei regimi nazista e fascista? La risposta la conosciamo tutti, sta' di fatto che cio' a mio parere a lungo andare gioca a sfavore della reputazione della casa d'aste. La frasologia adottata e' .... xxxx ribadisce di non assumersi alcuna responsabilita' in merito all'autenticita' dei materiali relativi a questo periodo". Cosa migliore sarebbe, visto che molti utenti non hanno l'opportunita' di esaminare l'oggetto di prima persona, fare uso della perizia degli esperti a disposizione prima ed offrire un rimborso dopo, se non soddisfatti. Cio' si applica solo su falsi d'arte. Come stanno le cose, uno ha piu' protezione sul famigerato noto sito d'aste che su cosidette "rinomate e reputabili" case d'aste..... Mi chiedevo, sintetizzando, dove sia l'apporto degli esperti se il loro giudizio non e' avallato dalla stessa casa d'aste?

  4. #4
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    Mi accodo concordando pienamente ancor più che la valutazione di partenza ovvero base d'asta , dovrebbe poggiare sull'elemento principe, originale o copia?
    Questo è un annosso problema perché le expertise molto spesso sono anch'ess criticabili ma tant'è.
    Soluzione come accennato potrebbe essere con il "garantito a vita" , anche se mi vien da domandarmi , quando mai l'intermediario garantisce qualcosa di altrui proprietà?
    Tra l'altro è da mesi che non sono più attivi e nelle ultime aste proprio poca roba rispetto a qualche anno fa.
    Concludo non per prendere le parti di nessuna "casa" ma sui regolamenti si potrebbero scrivere tante righe...

  5. #5
    Utente registrato L'avatar di Me ne Frego
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    Citazione Originariamente Scritto da Karlfran2 Visualizza Messaggio
    Mi accodo concordando pienamente ancor più che la valutazione di partenza ovvero base d'asta , dovrebbe poggiare sull'elemento principe, originale o copia?
    Punto validissimo, tant'e' vero che alcuni oggetti, chiaramente copie e non originali, sono catalogati come tali.
    Perche' quindi non dichiarare chiaramente pezzi dubbi invece di giochicchiare sul significato di certe frasi tipo...... "da esaminarsi"....!!
    Potrebbero classificare gli oggetti come "Origine certa", "Origine dubbia" e "Copia" e lasciare all'acquirente la libera scelta se rischiare o no.
    Hai giustamente accennato alle aste piu' recenti come in costante discesa, il numero di oggetti sempre piu' ridotto.... chissa' perche'....
    I love the smell of Napalm in the morning.

  6. #6
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    Data lla poca esperienza chiedo a voi in merito ad un'altra casa d'aste.
    Ho guardato sul loro sito che non segnala in tempo (quasi) reale se un oggetto è stato venduto o meno. Entro quanto contattano il vincitore del lotto? Inoltre visto che siamo in "critica", peccato nonostante sia stato chiesto esplicitamente tramite mail, non aver possibilita d'essere contattato telefonicamente durante l'aggiudicazione del lotto per il quale ho fatto offerta secondo procedura. Insomma il 25 da me ed il 16% dal proprietario, penso consentano una ,due, dieci telefonate ...

  7. #7
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    Condivido pienamente le vostre analisi e perplessità.
    Io ho acquistato nel passato alcuni copricapo della Milizia presso una casa d'aste, copricapo che ho avuto la fortuna di poter visionare personalmente. Onestamente da una ditta seria non mi aspetterei di vedere in asta e sui cataloghi, come purtroppo è accaduto, oggetti di militaria fascista oggettivamente impresentabili ed improponibili con la semplice dicitura "da osservarsi attentamente"; precisazione che altro non è che una implicita conferma circa la loro consapevolezza della non autenticità di alcuni oggetti comunque messi in vendita a soli fini economici.

  8. #8
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    Dal momento che denuncio facilmente le cose che puzzano (con le riserve del posto in cui mi trovo) avendo precedentemente dichiarato in merito all'altra casa, devo rendere merito che anche se tutto quanto scritto resta valido,nonostante fosse domenica, in ufficio erano al lavoro ed hanno risposto alle informazioni richieste. Bravi !

  9. #9
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    dove non sarei mai finito se fosse dipeso solo da me
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Marzetti Visualizza Messaggio
    Il tuo ragionamento non fa' una grinza, tuttavia ti posso dire che sta prendendo piede in Italia il sistema anglo-sassone dell' "as is". Ovvero ti cedono l'oggetto cosi' com'è a prescindere dal fatto che possa essere originale o meno. Se l'oggetto e' provvisto di 'lifetime guarantee' lo dichiarano nell'offerta all'incanto ed assieme ad esso ottieni un certificato scritto di un perito iscritto ad un tribunale.Il problema puo' sussistere se il certificato e' estero (in genere USA o dei paesi dell'ex Est):
    in questo caso chi ti dice che non sia contraffatto o stampato in serie? (com'è avvenuto qualche tempo fa' in una rinomata asta britannica).Insomma e' un bel problema che si puo' evitare solamente dopo accurato studio dell'oggetto,preso in mano e valutato secondo le proprie cognizioni. PaoloM
    Paolo, non bisogna confondere istituti derivanti dalla "common law" con le peculiarità della "civil law", ossia la normativa di matrice anglosassone con i princìpi del diritto romano. L'adozione della formula "as is" non aiuta, nemmeno per il fatto che stia prendendo piede nel nostro paese. La "lifetime guarantee", poi, é una sciocchezza giuridica per il solo fatto che non é dato di sapere se le obbligazioni rinvenienti dalla garanzia siano riferite alla vita dell'acquirente , del cedente od entrambi. Se il venditore schiatta qualche mese dopo la vendita, il certificato di garanzia a vita posso pure incorniciarlo ed appenderlo al muro. Idem possono fare gli eredi dell'acquirente scomparso prematuramente. Il fatto, poi, che si ponga il problema dell'autenticità finanche del certificato, lo trovo spassoso. Alla fine, l'ultima frase che hai scritto é la regola, non rassicurante, ma all'atto pratico sempre valida.
    MP

  10. #10
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    dove non sarei mai finito se fosse dipeso solo da me
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    Citazione Originariamente Scritto da Me ne Frego Visualizza Messaggio
    Ciao a tutti, vorrei una vostra opinione su quanto segue........
    Una nota casa d'aste vende, tra le molte cose, militaria di tutti i generi e periodi, partendo da sciabole e corazze a moschetti, fino a materiale del XXI secolo.
    Ho notato che nel regolamento da loro stralciato, la suddetta casa d'aste non garantisce, visto a loro detto, il numero di riproduzioni in circolazione, l'autenticita' del materiale del secondo conflitto mondiale, in particolare del Terzo Reich e del Ventennio Fascista.
    Allora, dico io, visto che in campo di militaria, questo e' proprio dove il mercato ha piu' seguaci, e' corretto e legale che cio' avvenga?
    In poche parole, la casa d'aste dice ad un potenziale acquirente..... guarda noi siamo pronti a riceveri i tuoi quattrini ma non siamo disposti ad offrirti nessuna garanzia che il materiale sia autentico, nonostante si abbia un team di "esperti" in materia, tutti doverosamente elencati ad apertura catalogo.
    E' tutto cio' legale e se no, puo' uno rifarsi sui suoi diritti di compratore e richiedere un risarcimento ?????
    Anzitutto, ti conforti sapere che la questione non riguarda solo le militaria né la "nota casa d'aste", ma si ripropone in altri settori, dalle monete ai quadri, in Italia come in Germania. In linea di principio ciò é corretto e legale, ed anche abbstanza logico (secondo i punti di vista, solitamente non quelli dell'acquirente).
    La normativa d'ispirazione anglosassone, ma anche il caro vecchio codice civile italiano (che é ancora valido ove non trovi applicazione il c.d. codice del consumatore) consentono di limitare od escludere pattiziamente la garanzia. Ed entra in gioco la validità della clausole vessatorie, ossia di quelle "regole" predisposte nel contratto a favore di uno dei contraenti. Ma qui mi fermo per risparmiarvi le finezze giurisprudenziali della contrattualistica nazionale e straniera. La quale, per certe fattispecie particolari, esclude addirittura la garanzia. Questo basti per rispondere alla domanda "può uno rifarsi sui suoi diritti di compratore".
    La spiegazione logica é che una casa d'aste, al pari di un qualsiasi mandatario o intermediario, non vende oggetti suoi ma di altri e la sua "mission" è vendere. Ma non può farsi carico di situazioni , diciamo, poco chiare o "artifizi" opera dei committenti di cui potrebbe, realisticamente, anche non avvedersene. Altrettanto logicamente, non si può pensare che un soggetto terzo debba risponda per l'intero importo dell'articolo eventualmente contestato quando la somma, al netto delle commissioni d'asta, é del committente.
    Il "comitato scientifico" di esperti, di più o meno chiara fama, di cui una casa si avvale, non ha alcuna valenza giuridica.
    Lascia perdere, infine, la questione "risarcimento", da non confondersi con la restituzione del prezzo pagato. Il risarcimento é un'altra cosa, é un compenso per danni materiali (economici) , fisici o psichici subiti. Credimi , molto più facili a dirsi che a dimostrarsi.
    Ma, alla fin fine, sono tutti discorsi che lasciano il tempo che trovano. Le regole quelle sono. O ti ci adegui, con la consapevolezza dei rischi che comportano, o fai acquisti altrove. Quando ho iniziato ad occuparmi di queste cose (militari), le case d'asta di militaria le contavi sulle dita delle mani e t'assicuro che non ne sentivo la mancanza. Anche se ci ho comprato diverse cose e con soddisfazione.
    MP

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