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Discussione: CASCHI COLONIALI, database

  1. #721
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    Per caso qualcuno sa a quale corpo apparteneva questo stemma?

  2. #722
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    Servizi Chimici.
    Sarebbe inoltre buona educazione passare dalla stanza delle presentazioni quando si entra in un consesso.
    Grazie
    Massimiliano
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    Max

    Frangar non flectar

  3. #723
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    Porgo le mie scuse, il mio nome è Leonardo . Ho un cappello coloniale a casa di mio nonno che fece la guerra in etiopia... vorrei sapere un po di più sullo stemma per sapere un pò di più su mio nonno... sarei felice se mi aiutate a sapere il più possibile sui battaglioni gli impieghi degli stessi e quant'altro, grazie!

  4. #724
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    per Arcano,lo stemma è del servizio chimico

  5. #725
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    Citazione Originariamente Scritto da Arcano Visualizza Messaggio
    Porgo le mie scuse, il mio nome è Leonardo . Ho un cappello coloniale a casa di mio nonno che fece la guerra in etiopia... vorrei sapere un po di più sullo stemma per sapere un pò di più su mio nonno... sarei felice se mi aiutate a sapere il più possibile sui battaglioni gli impieghi degli stessi e quant'altro, grazie!
    Come già detto da me il 23 è ripetuto da Enrico in data odierna il fregio è quello del servizio Chimico. Visto l'ordinamento particolare di tale branca servirebbero ulteriori informazioni relative al servizio sotto le armi di tuo nonno.
    La presentazione andrebbe fatta nella sezione apposita, non qui. Questo il link: http://www.milistory.net/forum/presentazioni-vf63/
    Grazie
    Max
    VA
    Max

    Frangar non flectar

  6. #726
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    Ops,non mi ero accorto che anche Max aveva già risposto.
    Magari quando hai tempo posta altre foto del casco,che sembra interessante

  7. #727

  8. #728
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    E' un bel Mod.28 "classico". Le informazioni su tuo nonno sono a dir poco insufficienti pertanto ti riporto un paio di estratti, uno relativo al Servizio Chimico in AO ed uno relativo al Servizio in generale.

    Il S.C.M. in A.O. (Ref. Il S.C.M. 1923-1945 Storia, ordinamento, equipaggiamento Ed. S.M.E. Uff. Storico) Tomo I Pag.45
    ...La guerra contro l'Etiopia rappresentò, anche per il S.C.M., un importante banco di prova. Vi parteciparono, sotto la direzione di un Comando truppe chimiche: 2 compagnie chimiche; 4 plotoni chimici; 4 nuclei chimici e 7 squadre d'appoggio alla R. Aeronautica dislocate presso i propri aeroporti. Per un totale di: 49 ufficiali; 81 sottufficiali; 1583 uomini di truppa. In più operarono 37 sezioni lanciafiamme...

    Il S.C.M. (Ref. Il Regio esercito e i suoi archivi Ed. S.M.E. Uff. Storico) Pagg. 232-234
    L’impiego su larga scala degli aggressivi chimici nel corso della Prima guerra mondiale rese necessaria la creazione di organi per lo studio e la preparazione dei mezzi d’offesa con i gas e di difesa contro i gas. L’ordinamento dell’Esercito in vigore negli anni Trenta del Novecento contemplava, fra i suoi elementi, il servizio chimico militare che provvedeva anche per i bisogni della Regia marina e della Regia aeronautica e comprendeva la Direzione del servizio chimico militare e il Gruppo chimico militare. La Direzione del servizio chimico militare era tenuta da un generale di brigata alle dipendenze dirette del Ministero della guerra. A lui spettava di dare l’indirizzo generale agli studi e alle ricerche che interessavano il servizio; vagliare tutte le necessità che potevano emergere dagli studi, dalle esperienze e dalle applicazioni pratiche, anche in relazione a quanto in materia veniva fatto e pubblicato all’estero; seguire lo sviluppo delle industrie nazionali che interessavano il servizio; collaborare alla soluzione delle questioni di ordinamento e di mobilitazione del servizio. La Direzione, internamente, era articolata sulle sezioni Chimica, Fisiopatologia e terapia, Tecnica e sul Laboratorio sperimentale. In particolare, alla Sezione chimica spettava di compiere studi ed esperienze per definire la natura delle sostanze chimiche offensive, fumogene e incendiarie, per le quali era prevedibile l’impiego da parte dei vari stati; fornire alle altre sezioni quanto ad esse occorresse per assolvere ai loro speciali compiti; provvedere al collaudo di quelle sostanze e materiali chimici per i quali venissero ordinati la produzione o l’acquisto, rispondendone sulla qualità dei prodotti. La Sezione fisiopatologia e terapia era competente in materia di studio dell’azione fisiologica delle sostanze chimiche sulle persone e sugli animali e delle conseguenti alterazioni anatomiche e funzionali sui tessuti, organi e sistemi e in materia di formulazione delle relative terapie; inoltre, coadiuvava le altre sezioni negli studi e nelle esperienze per definire i mezzi protettivi individuali e collettivi e nei relativi collaudi per accertare l’efficacia protettiva dei suddetti mezzi. La Sezione tecnica, con il concorso delle altre due Forze armate e delle armi di Fanteria, Artiglieria e Genio, doveva studiare e definire l’impiego, con i vari mezzi militari, delle sostanze chimiche offensive, fumogene e incendiarie. Il Gruppo chimico militare era costituito, come per tutto il servizio, da ufficiali appartenenti alle varie armi e corpi dell’Esercito; era, tramite il Deposito, centro di mobilitazione degli speciali organi assegnati ai vari comandi al fine di sovrintendere all’impiego dei mezzi chimici di guerra e delle speciali unità costituite per compiti aggressivi e protettivi. La sua struttura comprendeva il Comando il cui comandante, in base alle istruzioni ricevute dal direttore del servizio chimico militare, doveva provvedere all’impianto e alla manutenzione di un campo sperimentale e alle esperienze e applicazioni pratiche interessanti il servizio e, ancora, coadiuvare il personale della Direzione nello svolgimento di speciali corsi, secondo modalità opportunamente stabilite; il citato Deposito, composto dal Comando, Compagnia deposito, dagli uffici Mobilitazione e matricola, Amministrazione, Materiale (con magazzino) e Vestiario ed equipaggiamento (con magazzino); la 1ª Compagnia per l’impiego dei proietti, dei lanciafiamme e degli apparecchi d’emissione dei gas e la 2ª Compagnia per le attività di contaminazione e di bonifica del terreno e d’impiego dei mezzi fumogeni e dei mezzi di protezione collettiva. In guerra al servizio chimico competevano il rifornimento di materiali tecnici, protettivi, delle materie di consumo ai reparti dell’arma chimica e alle truppe dell’Esercito operante; la rimessa in efficienza dei materiali del servizio cui non necessitavano grandi riparazioni; lo sgombero dei materiali occorrenti di grandi riparazioni o, previa disinfezione, da recuperare sugli stabilimenti territoriali; il mettere le truppe in condizione di eseguire la bonifica del terreno e degli ambienti assoggettati all’azione di aggressivi chimici a carattere persistente e la bonifica delle armi e relative buffetterie, dei materiali di vestiario ed equipaggiamento, dell’acqua, dei viveri e foraggi infettati; gli studi e le ricerche inerenti alla specialità chimica. Per l’attuazione dei suoi compiti, il servizio chimico disponeva, come organi coordinatori, del sottocapo di Stato maggiore dell’Esercito presso l’Alto comando dell’Esercito, dell’intendente d’armata, del comando di corpo d’armata, del comandante di divisione e di quello di corpo o di reparto. Organi direttivi erano la Direzione del servizio chimico militare presso l’Alto comando dell’Esercito, la direzione del servizio chimico d’armata, gli uffici chimici di corpo d’armata e di divisione e l’ufficio per la difesa chimica presso il corpo o reparto. Infine, la mansione esecutiva spettava al Deposito centrale chimico presso l’Alto comando dell’Esercito, al magazzino materiale chimico d’armata e, presso i corpi o i reparti, al personale appositamente addestrato. Gli organi direttivi del servizio dovevano provvedere, sulla base degli ordini dati dall’organo coordinatore da cui dipendevano, al funzionamento del servizio in relazione alle esigenze succitate e richiedere al comando dell’unità cui appartenevano i trasporti per l’esecuzione dei movimenti di materiale da rifornire o da sgombrare. In materia di rifornimenti dei materiali per il servizio chimico, ogni comando, corpo, reparto e servizio doveva inoltrare le richieste al comando della propria grande unità che, a sua volta, inoltrava le richieste dei materiali occorrenti all’ufficio del capo di Stato maggiore dell’intendenza d’armata. Quest’ultimo provvedeva, a mezzo della direzione chimica d’armata, ai rifornimenti con l’invio, da parte del magazzino materiale chimico d’armata, dei materiali occorrenti direttamente ai singoli corpi, reparti e servizi interessati. Il rifornimento dei magazzini d’armata era invece effettuato direttamente dagli stabilimenti territoriali sulla base delle richieste fatte dall’Alto comando dell’Esercito alla Direzione del servizio chimico militare. All’esecuzione delle bonifiche del terreno, degli indumenti, delle armi, dei materiali, dell’acqua, dei viveri, ecc., provvedevano, secondo gli ordini dei comandi da cui dipendevano, i corpi, reparti e servizi, con il personale addestrato a tale scopo e con i mezzi di cui disponevano nel caso di bonifiche semplici ed elementari per le quali non era richiesto l’impiego di speciali mezzi e reagenti; le unità chimiche per le bonifiche più importanti e impegnative. Il materiale del servizio non più utilizzabile veniva versato dai corpi, reparti e servizi al magazzino chimico d’armata che eseguiva le disinfestazioni dei materiali ricevuti, effettuava le riparazioni di minore entità e, a sua volta, versava i rimanenti materiali agli stabilimenti territoriali designati dall’Alto comando dell’Esercito

    Max
    VA
    Max

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  9. #729
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    Era siciliano non so se può essere d'aiuto; cosa strana in una foto che avevo impugnava uno sten... essendo una pistola mitragliatrice inglese, si può dedurre che avesse a che fare con battaglioni britannici...

  10. #730
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    Era siciliano non so se può essere d'aiuto; cosa strana in una foto che avevo impugnava uno sten... essendo una pistola mitragliatrice inglese, si può dedurre che avesse a che fare con battaglioni britannici...
    La foto era stata fatta in A.O.? Era datata? Tieni conto che, se non ricordo male, lo sten entrò in servizio nel 1941.
    Le domande possono essere molteplici e così le risposte (arma di preda bellica, possibile partecipazione a gruppi partigiani, ecc..)
    Di sicuro non ci furono rapporti fraterni fra l'Esercito di Sua Maestà ed il nostrano Regio Esercito dal 1936 fino almeno alla seconda metà inoltrata del 1943.
    La cosa migliore per avere delle risposte sarebbe avere dei dati certi e sicuramente non mi sembra che tu ne abbia.
    Il miglior consiglio che ti posso dare, per ottenere dei dati dai quali può partire una ricerca seria, è quello di richiedere il foglio matricolare.
    Immaginando che tuo nonno non fosse un ufficiale puoi richiedere il foglio matricolare all'Archivio di Stato di competenza ovvero all'A.S. della città/provincia dov'era residente tuo nonno all'atto del richiamo. Tale richiesta la puoi fare tranquillamente via mail comunicando i dati di tuo nonno (generalità, data e luogo di nascita) ed il motivo della ricerca.
    Una volta ricevuto il tutto potrai analizzarlo secondo questi criteri Analisi di un Foglio Matricolare e poi potremo iniziare a capirci qualcosa di più.
    In poche parole: aiutateci ad aiutarvi (ovvero fornire dati certi per una successiva ricerca).
    Spero di essere stato esauriente.
    Max
    Max

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