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Discussione: C'ERANO UNA VOLTA..........

  1. #61
    Utente registrato L'avatar di btgak47
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    Vorrei scrivere un libro o comunque un opuscolo su questa storia: qualcuno può darmi qualche consiglio o qualche dritta?
    Sogna come se dovessi vivere per sempre. Vivi come se dovessi morire oggi. (James Dean)

  2. #62
    Utente registrato L'avatar di nelson
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    Bravo, bravo, bravo...conserva la memoria...ottima iniziativa...
    amo le STORIE di quelli che non hanno fatto la Storia.

  3. #63
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    Leggo solo ora questa appassionante storia, complimenti per l'eccezionale lavoro di ricerca.

  4. #64
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    Qui di seguito riporto un po’ di storia dei due fratelli che sono riuscito a raccogliere grazie a varie fonti, soprattutto lettere manoscritte, fotografie e documenti militari.
    Il periodo che precede l’entrata dell’Italia in guerra è cruciale per le sorti dei due fratelli perché ne determinerà inesorabilmente il destino.
    Infatti entrambi intraprendono la carriera militare: Prospero per primo nel 1934 giunge presso il 20° Reggimento Fanteria “Roma” - 6° Compagnia - di Reggio Calabria ove frequenta un corso di radiotelegrafista.
    Domenico invece nell’ottobre del 1935 parte come allievo Ufficiale di complemento presso il 39° Reggimento (Scuola) Fanteria “Bologna” (motto AUDACE e TENACE) di Salerno ove vi rimane per tutto il 1936 mentre nel 1937 parte per Trieste prima presso il 151° Reggimento “Sassari”- 8° Compagnia - e poi presso il neo-costituito (9 maggio 1937) 69° Reggimento Fanteria “Ancona” (motto ARDENTE E TENACE) inquadrato nella Divisione di Fanteria “Sirte” (61°) e subito inviato in Africa settentrionale (Tarhuma).
    E’ questo forse il periodo più ricco di belle fotografie scattate nel deserto da Domenico insieme a suoi commilitoni e popolazione locale ove vi rimane per certo fino all’1938.
    La passione per la fotografia di Domenico è ben testimoniata dalle numerose foto rinvenute che lo ritraggono in diversi momenti della sua vita militare ma anche privata specialmente negli anni tra il ’36 e il ’38.
    Purtroppo la sua macchina fotografica è andata perduta per sempre mentre un treppiede della Kodak è ciò che rimane della sua attrezzatura da fotografo.
    Merita un piccolo ex-cursus questo periodo vissuto da Domenico in Africa dove molte foto testimoniano meglio di mille pagine di manoscritti tanti episodi.
    Innanzitutto è documentata la visita del Duce avvenuta nel 1937 dove appare anche il governatore Italo Balbo (deceduto a bordo del suo aereo a Tobruk il 28 giugno 1940 abbattuto per errore dalla contraerea italiana).
    Dopo la visita al governatorato di Tripoli si vede il Duce fotografato in varie fasi quando si reca a Tarhuma per assistere a una danza araba, quando passa in rivista gli arabi e infine quando riparte a bordo della sua auto.
    Al rientro dalla Tripolitania (Libia) in Italia nell’aprile-maggio 1938 va a Roma ed incontra il fratello Prospero che nel frattempo ha iniziato a frequentare la Scuola Tecnica di Polizia - IV Reparto - II° Battaglione Motociclisti - sita in via Guido Reni.
    Evento da segnalare è la visita di Benito Mussolini a Cosenza il 30 marzo 1939 ove forse il padre Vincenzo si sarà recato.
    All’entrata in guerra dell’Italia (10 giugno 1940) il S.Ten. Domenico si trova presso l’isola di Rodi Egeo, colonia italiana, in forza la 9° Reggimento Fanteria “REGINA” - 7° Compagnia II Battaglione Mitraglieri Costieri.
    Il 9° Rgt Fanteria “Regina” (motto Sicut te candidi candidissima Regina) viene così denominato il 15 ottobre 1871, fra il 1895 ed il 1896 invia personale in Eritrea mentre nel 1908 è a Messina in soccorso alle popolazioni colpite dal maremoto dove ottiene una Medaglia d'Argento di Benemerenza.
    Prende parte alla prima guerra mondiale nelle battaglie dell’Isonzo ove, nel 1916, ottiene la medaglia d’oro dopo la settima e l’ottava battaglia, e si distingue anche nella battaglia del Piave.
    ll 1° giugno 1924 il reggimento è destinato a presidio delle isole italiane dell'Egeo; prende sede a Rodi.
    In esecuzione della legge 11 marzo 1926 sull'ordinamento dell'esercito, che prevede la costituzione delle brigate su tre reggimenti, il 30 settembre assume il numero ordinativo di XXIII Brigata di Fanteria e assume alle dipendenze, oltre al e al 10°, anche il 47° Rgt. Fanteria della disciolta Brigata Ferrara. Successivamente la XXIII Brigata e il 14° Rgt. Artiglieria Divisionale entrano a far parte della Divisione Militare Territoriale di Bari (23a) e nel 1934 assume, per estensione, il nominativo di Brigata di Fanteria delle Murge (XXIII), allorché tale nominativo viene attribuito alla Divisione Militare Territoriale di Bari.
    Nel 1938 la Brigata delle Murge (XXIII) trasferisce il e il 10° Rgt. Fanteria Regina che entrano a far parte del Comando Truppe delle Isole Italiane dell'Egeo e assume alle proprie dipendenze, oltre al 47° Fanteria già in forze, anche il ricostituito 48° Rgt. Fanteria. Il 1° marzo 1939 il Comando Truppe Regio Esercito delle Isole Italiane dell'Egeo - che fino all'ottobre 1935 coincideva con quello del 9° Rgt. Fanteria Regina, ivi dislocato dal 1924, e in coincidenza con la guerra d'Etiopia era diventato un comando a livello brigata (9° e 34° Rgt. Fanteria, 28° Rgt. Artiglieria per Divisione di fanteria) - si trasforma in Divisione di Fanteria Regina (50a) ed inquadra il 9° e 10° Rgt. Fanteria ed il 50° Rgt. Artiglieria Divisionale.
    Impiegato nelle Isole dell'Egeo, partecipa all'occupazione di Creta dove resta di presidio con la Divisione contro gli attacchi daparte di unità da sbarco greche e inglesi.
    Si scioglie l'11 settembre 1943, a seguito degli eventi bellici successivi all'armistizio, nell'isola di Rodi.
    Suo fratello invece con molta probabilità è già in servizio presso la Questura di Trieste.
    La permanenza di Domenico presso l’isola una volta italiana si protrae alla metà del 1942 dopo di che si perdono le sue tracce.
    Il Dodecaneso è un insieme di isole, tra cui Rodi appunto, che fu conquistato dall’Italia nel 1912 al termine della guerra con l’impero ottomano combattuta fin dal 1911 in Libia.
    Pertanto da quell’anno l’intero arcipelago passò dalla bandiera con la mezzaluna a quella tricolore e ciò portò molti cambiamenti che modificarono l’aspetto dell’isola con la costruzione di palazzi, strade, acquedotti, caserme nonché con restauro di vecchi castelli e edifici.
    Questi cambiamenti portarono la popolazione totale dalle 102.669 unità del 1922 alle ben 130.855 del 1931.
    Ciò fu dovuto grazie all’opera meritoria dell’ambasciatore e poi senatore del regno Mario Lago che dal 1923 al 1936 resse il Governo con equilibrio, umanità e grande rispetto per le componenti etniche non italiane del territorio lasciando di sé un ottimo ricordo.
    Ben diverso fu il governatorato dal 1936 al 1940 di Cesare Maria De Vecchi: fascista della prima ora, quadriumviro della marcia su Roma, poi governatore della Somalia (1923) e quindi Ministro dell’ Educazione Nazionale (1935-36), De Vecchi governò il Dodecaneso con eccessiva durezza, con un rispetto pedante del cerimoniale e dell’ideologia fascista ed una forte tendenza all’accentramento gerarchico.
    Anche Domenico testimonierà l’incontro con il governatore De Vecchi in una serie di fotografie scattate durante le cerimonie per la ricorrenza dell’Anniversario dell’Impero il 9 maggio 1940, a un mese dall’inizio della guerra quando già sulle isole si contavano circa 50.000 militari.
    In particolare tre fotografie è documentato un momento di svago degli Ufficiali dell’unità mentre giocano al lancio del cerchio con cui centrare tre bottiglie di vetro.
    Nelle didascalia dell’ultima foto, scritta a mano con penna stilografica, al termine di tale gara il comandante, Ten.Col. Luigi Pozzuoli, procede alla distribuzione dei premi.
    In tutte e tre le fotografie è presente Domenico che, particolare curioso, si contrassegna con un piccolo x a matita appena sopra la sua testa.
    Di per certo il 4 settembre 1940 Domenico si trova ancora a Rodi e precisamente vicino il campo di , ove alle ore 03:38 riporta di suo pugno con la matita su un foglio di carta la scritta “mattino all’alba”.
    Alla data dell'armistizio (8 settembre 1943) il comando italiano a Rodi ordinò di non iniziare atti ostili nei confronti dei tedeschi, ordine che tramutò il 12 settembre in cedere le armi all'ex alleato.
    Tutti gli italiani vennero fatti prigionieri e trasferiti, nel tempo, in Grecia da dove proseguirono per i campi di prigionia in Germania.
    Da questo momento si perdono le tracce di Domenico che sicuramente, fatto prigioniero dai tedeschi, gli sarà lasciata la facoltà di scelta se continuare la guerra a fianco dei tedeschi nella neonata Repubblica Sociale Italiana (R.S.I.) oppure rimanere nella condizione di prigioniero di guerra.
    Domenico e Prospero non ci pensano due volte e, al motto “PER L’ONORE D’ITALIA”, continuano la guerra a fianco dei vecchi alleati tedeschi contro gli Alleati ma anche contro gli italiani che hanno deciso di seguire il re: da qui in poi in Italia si potrà parlare chiaramente di guerra civile.
    Nel novembre del 1943 la costituzione della G.N.R. avvenuta con la fusione della M.V.S.N., dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia Africana Italiana (P.A.I.) ebbe per la Venezia Giulia una diversa denominazione per volere delle autorità tedesche di sicurezza, poiché venne chiamata Milizia Difesa Territoriale (M.D.T.).
    Vengono formati 4 Reggimenti M.D.T.: 1° Rgt M.D.T. – Trieste, 2° Rgt M.D.T. – Pola , 3° M.D.T. – Fiume, 4° Rgt M.D.T. – Gorizia e 5° Rgt M.D.T. – Udine.
    Domenico nel frattempo finisce nel campo tedesco di Grafenwhor (posta militare ) dove può riprendere i contatti col fratello attraverso corrispondenza postale.
    La guerra civile scoppiata in Italia dopo l’8 settembre 1943 travolgerà le sorti di molti italiani e non risparmierà in questo caso neanche Domenico e Prospero quando poco più che trentenni verranno dichiarati dispersi in guerra.
    Questo è un breve riassunto ma molto lavoro c’è da fare e forse pian piano, prima della pensione o forse dopo, riuscirò a pubblicare qualcosa con l’obiettivo, si spera, sia di cristallizzare una testimonianza storica sia di trasmettere alle future generazioni un monito a non ripetere gli errori del passato e di riscoprire quei sempre più dimenticati valori di fratellanza e di pace ma anche di amor patrio.
    Sogna come se dovessi vivere per sempre. Vivi come se dovessi morire oggi. (James Dean)

  5. #65
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    Bellissimo lavoro. Complimenti.
    sven hassel
    duri a morire

  6. #66
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  7. #67
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    Ecco alcune foto dei due fratelli e di loro uniformi ed effetti:
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