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Discussione: come sverniciare un tarocco

  1. #11
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    Ho già* avuto modo anch'io di apprezzare l'ottimo lavoro di Celtico, ne condivido metodologia e filosofia e anch'io in diverse occasioni ho eseguito operazioni del genere.

    Ma il discorso che vorrei fare è un altro, anche questo discorso già* fatto altrove ma sempre poco considerato, non capisco perché.

    Ed è questo: da dove viene la convinzione che le verniciature alla nitro sono sicuramente postbelliche?
    Io mi diletto un po' in restauro di veicoli d'epoca e per esempio so perchè lo dicono le locandine pubblicitarie dell'epoca, come titolo di vanto e qualità*, che la Balilla era verniciata con vernice alla nitrocellulosa, così come la primissima Volkwagen voluta da Hitler.

    Basta fare una piccola ricerca in internet e si può scoprire che la nitrocellulosa fu isolata o sintetizzata a metà* dell'800 (mi sembra 1846) da un chimico svizzero.

    Di più, una delle più grosse Ditte del settore, la tedesca Spies & Hecker, tutt'oggi esistente e facente parte di una delle maggiori multinazionali del settore, comincio con successo a produrre vernici alla nitro nel 1912, per uso automobilistico; la grande guerra rallentò ovviamennte l'industria dell'auto civile, con ciò la Spies & Hecker crebbe grandemente durante gli anni del conflitto, grazie ai contratti militari (perché no vernice per elmetti?).

    Continuò a crescre e prosperare durante gli anni 20 e 30 tanto da divenire una grossa industria con sede a Colonia e filiali un po' in tutta la Germania e paesi tedescofili.

    Superò perfino la guerra, nonostante i bombardamenti che la misero in ginocchio, ma era ancora operante a Colonia all'8 maggio del 45, se pur ridotta ad un organico di otto dipendenti, e comunque risultavano ancora attive numerosi sedi decentrate; e produceva vernici alla nitro, e aveva numerosi contratti con le forze armate.

    Parlo di questa Ditta perché è l'unica per ora sulla quale mi sono levato lo sfizio di fare una ricerca, ma sicuramente non sarà* l'unica.

    Inoltre va tenuto presente che, parlando di elmetti, nessuno ci garantirà* mai che specialmente per le riverniciature, sia in arsenale che da campo, in particolar modo per i mimetici, non sia stato usato di tutto, dal minio antiruggine, alle vernici per panchine e persiane, alle vernici murali o per legno, specie nei convulsi anni della seconda metà* della guerra.

    Io penso, confortato in questa idea dal'opinione di diversi carrozzieri, anche anziani e/o specializzati in restauro, che per quel che riguarda gli elmetti (o comunque qualunque altro oggetto metallico verniciato in maniera simile), la verniciatura di fabbrica appare più resistente e coriacea all'azione dei solventi soprattutto perché si tratta di verniciature essiccate al forno, e non tanto per via della loro composizione.

    Si potrebbe disquisire sulla qualità* delle varie vernici, secondo il periodo o il produttore, sulla presenza o meno di determinati elementi chimici nella composizione dello smalto, ma ritengo che si scivolerebbe nel discorso delle famose e costosissime analisi da laboratorio, giustificabili per un affresco di Raffaello, ma decisamente spropositato per quel che riguarda il nostro settore.

  2. #12
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    quoto.
    fabio

  3. #13
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    Visto il riaccendersi di questa molto interessante discussione mi permetto di condividere pienamente e completamente quanto detto da piesse che ha disquisito sulle vernici in maniera professionale e sulle verniciature.In particolare sulle vernici(anche tipo calce) usate all'occorrenza sui campi di battaglia. Una decina di giorni fà* ho fatto vedere al solito amico competente molto più di me l'elmetto prima e dopo la cura e secondo lui come avevo pensato sarebbe stato meglio lasciare la camo li dove era. Personalmente non amo il diluente che pur togliendo la vernice superiore ha opacizzato quella sottostante.
    luciano

  4. #14
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    Io purtroppo non sono in grado di "reggere" il confronto dopo una disamina attenta e puntigliosa come quella di Piesse,ma mi soffermo su un fatto che in ogni "dimensione" della Wehrmacht provoca discussioni.E' risaputo infatti che i militi della WH erano soliti fare di tutto e di più con uniformi ed equipaggiamento,quindi,il dubbio che mi assilla da tanto tempo,è se mai si riuscirà* a trovare un punto d'arrivo o partenza per le cosiddette "produzioni artigianali".
    Poi,un'altra cosa ho anche notato,troppo spesso si parte sempre con il piede sbagliato in certe discussioni,nel senso che troppo spesso si parte "senza il beneficio del dubbio" dando per scontato che se qualcosa non è text book,non sia buono.
    Io sono sempre molto aperto alle cirtiche e le accetto ben volentieri usandole e facendole mie come studio ed esperienza per il prossimo acquisto,ma questo modo di vedere le cose sempre "tarocche" a volte non lo capisco.
    Ora,è chiaro che certi pacchi sono "palesi" come nel caso di "conii" mal fatti,errori nei materiali d'uso etc,ma chi può stabilire con certezza se certi "tarocchi buoni" siano d'epoca o moderni,come nel caso di Celtico,anche se questo magari non è il caso?
    Sia ben chiaro che non cerco nessuna discussione fuori luogo o polemica,ho solo "pensato a voce alta ed in chiaro".
    E' una valutazione del tutto personale che può essere più o meno opinabile.

  5. #15
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    Caro Mulon la mia disamina non è che sia particolarmente approfondita, sono solo informazioni facilmente reperibili con un quarto d'ora di ricerca, grazie anche a questo strumento che usiamo per comunicare.

    Tutto ciò è semplicemente una riflessione per esortare a non gettare indiscriminatamente nella spazzatura qualunque oggetto ci pare insolito: ciò che è catalogato, o text book come si dice, è più confortante per un collezionista, certo, ma diciamo anche che "text book" è ciò che si conosce, ma non tutto ancora si conosce e forse non si conoscerà* mai.

    D'altra parte ciò non giustifica tutto, ci mancherebbe, però un po' di prudenza, o di possibilismo, in un senso e in un altro, penso non guasti; e non parlo solo di roba tedesca.

  6. #16
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    Hai ragione anche questa volta Piesse,a riguardo del discorso della ricerca.Purtroppo ogni tanto mi perdo,e se devo essere sincero,non sono nemmeno un gran intenditore della materia in questione.
    Però ti quoto in pieno.

  7. #17
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    Ho già* esposto in un altro topic e fatalità* sempre su elemetto germanico quanto detto da piesse pertanto lo quoto in toto.
    luciano

  8. #18
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    Tutto molto interessante, soprattutto ovviamente la tua tesi Piesse sulle vernici nitro, se si riuscisse ad essere certi che sia nella 1agm che nella 2a gm entrambi gli schieramenti italiano e tedesco usavano per gli elmi anche vernici a base nitro ovviamente tutto il mio discorso è spazzatura. Personalmente non ho studiato nè dati scientifici nè la storia delle vernici nel tempo, ma solo mi sono attenuto ai consigli ed ai suggerimenti di alcuni amici, vecchi collezionisti, a mio avviso attendibili. Devo dire a onor del vero che ho provato il solvente nitro sia su elmi tedeschi e austriaci e italiani prima guerra mondiale originali, ed anche su elmetti tedeschi ed italiani seconda guerra mondiale anch'essi originali e nel mio caso non si sono affatto sverniciati ma sono rimasti intatti e inalterati. Non so che pensare, potrebbe essere che le eventuali vernici nitro utilizzate all'epoca nel tempo si siano cementificate ed alterate al punto da non sciogliersi con il solvente, chissà*? Può essere. Tutto è possibile. Forse chi avesse la possibilità* di effettuare un'analisi chimica di vari campioni di vernici su elmi attendibili d'epoca magari ci schiarirebbe molto le idee. ciao. Celtico

  9. #19
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    Caro Celtico, lungi da me dire che il tuo discorso sia spazzatura, anzi!
    Anch'io penso, a lume di naso, che hai fatto bene a togliere il mimetismo ai tuoi elmetti, che sicuramente hanno un'aria migliore adesso.

    Non so dire se le verniuci degli elmetti fossero o meno alla nitro.
    Posso dirti però che vernici d'epoca sicuramente alla nitro come la verniciatura che so dei Moto Guzzi anni 30 o delle Balilla o altre auto coeve, verniciati con procedimento industriale, col diluente e basta NON si sverniciano.

    Il motivo secondo me, l'ho già* detto, è sul fatto che le verniciature di fabbrica sono essiccate al forno, cosa che probabilmente fa variare la loro natura chimica e quindi i solventi nopn riecono ad agire.

    Ma tutto il mio discorso era semplicemente per evitare l'uso indiscriminato di solventi ogni qual volta ci sono dei dubbi.

    Per inciso se non sbaglio questo discorso sulle vernici l'ho tirato fuori proprio per esortarti a NON sverniciare un elmetto da parà* tedesco camo, che tu hai postato ritenendolo indubbiamente falso, perché attaccabile dal diluente, e che così a occhio invece mi sembrava molto bello e credibile.

    Tra l'altro qualche tempo fa qualcuno mi ha fatto notare che gli scudetti degli elmetti tedeschi sono composti da inchiostri serigrafici su supporto di celluloide; io non lo so, lo prendo per buono.
    Allora, per chi non lo sapesse la celluloide, il cui nome più scientifico è "nitrato di cellulosa", è un composto costituito da nitrocellulosa azotata (10/11% di azoto) e plastificata con canfora; secondo voi come reagirebbero i nostri stemmi "originali" di fronte ad un solvente nitro?

  10. #20
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    E dopo dicono che i forum non servono...sono le belle discussioni come questa che ci insegnano tante cose...un grazie infinito a Celtico ed a Piesse ed a tutti gli altri che sono intervenuti.

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