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Discussione: Contropropaganda: Italiani NON arrendetevi!...

  1. #1
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    Contropropaganda: Italiani NON arrendetevi!...

    ... Chè morite di fame e di stenti. Questo è il leit motiv della propaganda italica dopo Caporetto.
    Leggendo il materiale del ns ufficiale dell'uff. propaganda della VII armata, sono rimasto un po' sorpreso dalla banalità dei temi propagandistici da un verso (tedeschi e austriaci dipinti come criminali, assassini e saccheggiatori, in quest'ultimo caso a più buon ragione vista la situazione logistica austrotedesca) e dalla estrema semplicità concreta dall'altro. Ad esempio, c'è un solido minimo comun denominatore, forse l'elemento prevalente, nella propaganda destinata al soldato italiano per convincerlo a non arrendersi: "è inutile che ti arrendi perchè tanto moriresti di fame e malattia"; cosa che come sappiamo, non era poi tanto lontana dal vero. Posto questo volantino di contro-propaganda (credo che fosse diffuso in risposta a volantini austriaci invitanti alla resa) a titolo indicativo. Che ne pensate?
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  2. #2
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    Re: Contropropaganda: Italiani NON arrendetevi!...

    Che è molto interessante e che non ne avevo mai visto uno

  3. #3
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    Re: Contropropaganda: Italiani NON arrendetevi!...

    La propaganda italiana durante la grande guerra fu spesso puerile e inefficace.

    Ma ancora resistono certe trovate dell'epoca.

    I 100.000 progionieri di guerra italiani morirono di fame e di stenti (su 600.000) nei campi di prigionia austro-ungarici e tedeschi grazie alla politica estremista del governo italiano, sopratutto di Sonnino, nei loro confronti.

    Un mio testo utilizzato alcuni anni or sono per una mostra sulla disfatta-miracolo di Caporetto.

    I PRIGIONIERI

    Con la stipula della convenzione dell’Aia, all’inizio del secolo scorso, a tutela dei prigionieri venne riconosciuta una serie di diritti, veniva assicurato loro il nutrimento e le cure mediche e era vietato il loro impiego forzato in lavori di interesse militare. Gli ufficiali avevano diritto all’attendente e doveva essere loro corrisposta una indennità in denaro, corrispondente alla paga che ricevevano dal loro governo. Durante la prima guerra mondiale, però, questi accordi in pratica vennero spesso disattesi, anche se non furono mai toccati i limiti estremi raggiunti durante la seconda guerra mondiale. Il prigioniero non era più nessuno, non aveva più diritti, poteva essere derubato e maltrattato senza motivo, non era più un uomo ma solo una merce da esporre alle macchine fotografiche della propaganda, era spesso alla mercé completa del vincitore, una forza lavoro da impiegare senza risparmio.

    All’inizio del 1915 i governi di Austria-Ungheria e Germania furono costretti a informare le potenze dell’Intesa, tramite la Svizzera neutrale, che il blocco economico imposto loro dagli avversari provocava già grandi difficoltà nell’assicurare i rifornimenti alimentari ai propri soldati e alla popolazione civile, e che presto sarebbe stato impossibile nutrire le centinaia di migliaia di prigionieri di guerra francesi, britannici e russi. Sempre tramite la Svizzera venne raggiunto quindi un accordo per garantire un rifornimento continuo di viveri e generi di conforto riservato esclusivamente ai prigionieri, sotto il controllo della Croce Rossa Internazionale.

    I prigionieri di guerra italiani andarono incontro invece a un destino particolarmente tragico. Il governo italiano e le autorità militari consideravano i prigionieri alla stregua di traditori e quindi non aderirono agli accordi internazionali per i rifornimenti alimentari. Il ministro degli esteri Sidney Sonnino fu il più feroce oppositore a ogni forma di aiuto destinato ai prigionieri. ostacolando in ogni modo anche l’invio di viveri e di generi di conforto raccolti privatamente dalle associazioni dei familiari e dalla Croce Rossa Italiana.

    Per questo motivo 100.000 prigionieri italiani su 600.000 morirono letteralmente di fame nei campi di prigionia in Austria-Ungheria e Germania, e molti sopravvissero solamente grazie all’aiuto dei prigionieri delle altre nazionalità. che dividevano fraternamente le loro risorse, anche con gli stessi soldati avversari che dovevano sorvegliarli. La propaganda italiana all’epoca e durante il regime fascista incolpò i crudeli carcerieri e aguzzini austro-ungarici della morte per fame e fatica dei poveri prigionieri italiani, e ancora oggi molti libri riportano come vero questo clamoroso falso storico.
    Comincio un sacco di cose e non ne finisco nes

  4. #4
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    Re: Contropropaganda: Italiani NON arrendetevi!...

    Molto interessante Kleiner.
    Certo che il destino di noi italiani è quello di essere sempre governati da idioti-criminali eh?

    Cmq per quello che ne sapevo io l'estremismo del governo era un riflesso di quello delle alte sfere militari, a partire da Cadorna, che vedevano nei prigionieri degli imboscati tout court... In ogni caso, politica e/o militare, ecco un esempio lampante delle nefandezze della classe dirigente italyota...


    Angelo Bronzini nelle sue “Memorie di prigionia”, pubblicate nel 1920, scrisse:
    I prigionieri di guerra americani erano mantenuti dal loro governo con una larghezza principesca; gli inglesi ricevevano pure dal loro governo o da comitati privati anche il superfluo ed erano vestiti e calzati a nuovo; i francesi avevano tutti, senza distinzione e fin dal primo giorno della cattura, pane biscottato in abbondanza e ricevevano gratuitamente indumenti e viveri a sufficienza da comitati vari. Noi italiani fummo invece abbandonati completamente a noi, ed il patrio governo che pur sapeva le condizioni nostre, non intervenne mai se non a nostro danno: censurò la posta con criteri bizantini, ne limitò l’invio a sole cartoline, impose limitazioni infinite e difficoltà burocratiche d’ogni specie all’invio dei pacchi, vietò la spedizione di generi indispensabili, e per lungo tempo lesinò perfino i mezzi di trasporto dei pacchi stessi. Tale politica miope ed inumana diede però i suoi frutti: migliaia e migliaia di soldati nostri, gioventù balda che aveva dato tesori sui campi di battaglia, giacciono ora nei cimiteri tedeschi, altre migliaia sono tornati in patria rosi da un male terribile che non perdona. Il soccorso del governo giunse soltanto ridicolo e tardivo: dodici mesi circa dalla nostra cattura, qualche giorno prima dell’armistizio, quando già di migliaia di italiani morti di fame era seminata l’Austria, inviò per i prigionieri di guerra alcuni vagoni di galletta!.
    Dal canto suo il soldato Annibale Calderale ricordò che:

    I prigionieri inglesi ricevevano tutto quello che abbisognava ed in abbondanza. I francesi e belgi pure avevano il necessario, i russi erano soccorsi dai comitati della Croce Rossa, i serbi dal governo italiano. Solamente noi prigionieri italiani non avevamo niente da nessuno, solo dalle nostre famiglie.
    Non si sa, ancora oggi, dove siano morti, spesso di consunzione e di fame, molti dei 100.000 soldati italiani. L’Austria e la Germania non furono mai in grado di indicare il numero dei deceduti fuori dai campi d’internamento. Valga come metro di giudizio la conclusione alla quale giunse la Commissione per la violazione delle genti:

  5. #5
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    Re: Contropropaganda: Italiani NON arrendetevi!...

    D'altra parte, mettendosi nei panni di un Cadorna, cosa era possibile fare per impedire che i soldati italiani abbandonassero in massa le trincee, sapendo che da prigionieri avrebbero goduto quasi di una vacanza?

    Soprattutto dopo il primo anno di guerra, quando l'entusiasmo iniziale era morto sui fili spinati e il morale era sotto i tacchi.

    Bisognava scoraggiare OGNI comportamento disfattista con OGNI mezzo.
    Comincio un sacco di cose e non ne finisco nes

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