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Discussione: E' ora di sfatare....il certificato di disattivazione!

  1. #1
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    E' ora di sfatare....il certificato di disattivazione!

    Salve a tutti.
    Possedevo una bella Steyr Hahn in collezione.
    Come penso tutti sappiamo,all'arma che viene detenuta in collezione,viene proibita la detenzione del munizionamento relativo ed è impossibilita ad uscire dal luogo di detenzione...una specie di galera forzata.
    Niente poligoni,niente mostre...etc.etc.
    Visto lo speciale Status,dai la molla dell'elevatore ad un amico,dai la leva di scatto a quell'altro,via il pernetto della sicura,mi sono ritrovato con la pistola non più funzionante.
    Visto l'impossibilità* di trovarli,mi sono deciso per l'orrore:LA DISATTIVAZIONE.
    Contatto l'unica azienda(o una tra le poche)effettivamente autorizzata per tale operazione.
    Raggiunto l'accordo,tolgo l'arma dalla licenza di collezione e la porto al cimitero
    Come d'accordo,l'arma mi viene consegnata a casa puntualmente dal corriere,disattivata,con tanto di certificato.

    Carrello bloccato,cane bloccato,grilletto bloccato,sicura bloccata,pioncino bloccato.Le modifiche esteticamente risultano essere invisibili,essendo state fatte dall'interno.
    Unico neo,una lievissima cottura della brunitura dovuta al riscaldamento per saldatura.
    Ho fato la rima
    Mi reco alla questura col mio certificato per la depenalizzazione dell'arma.Il funzionario mi ha guardato come se fossi impazzito,poi però,mi toglie l'arma dalla denuncia.
    E' un simulacro ora,e la posso anche cedere a chi non ha nessun titolo di polizia.Anche ad un minorenne.Non è più arma ed in nessun modo lo potrà* ritornare.E' morta.
    Ringraziandolo,attendo che mi ridia il certificato.Visto che ero sempre lì ad osservarlo,mi chiede gentilmente se ho bisogno di qualcos'altro.
    Il cerficato,grazie,gli dico,e di rimando mi manda dal commisario capo.
    Non stò ad elencarvi tutto quello che mi ha detto,peraltro con un comportamento molto corretto,ma il succo stà* che il certificato non serve,che le autorità* preposte per il controllo sanno benissimo qundo un'arma è disattivata,che i certificati nazionali o esteri sono tutti business,non servono,a patto chiaramente che l'arma sia perennemente ed irreversibilmente disattivata.
    Mi dice,se lei ha un'arma disattivata con certificato,e poi lo smarrisce,la mettiamo in galera?
    Il certificato semplicemente certifica,come certifica anche il controllo.
    L'unico rischio in cui si incappa,è quello di un sequestro dell'arma per essere sottoposta a perizia,senza nessuna grana o imputazione a carico del proprietario,semprecchè la perizia dia buon esito,se l'agente che effetua il controllo non riuscisse a stabilirlo in loco.
    Tirando le somme,tutta l'operazione mi è costata quasi 200 euro tra marche da bollo,certificati,operazione,spedizione,etc.etc. che avrei potuto benissimo risparmiare disattivandola io stesso,solo che non ne avrei avuto l'autorizzazione.
    E il certificato l'ha tenuto la questura,per dimostrare come è logico,la disattivazione avvenuta.
    Ora,stando al parere di taluni frequentatori del forum,detengo un'arma disattivata senza certificato e quindi sto allegramente ammettendo di violare la legge.
    E' così?
    Grazie e scusate la lungaggine

  2. #2
    Utente registrato L'avatar di kanister
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    Re: E' ora di sfatare....il certificato di disattivazione!

    Ciao, senza annoiare con tutte le disquisizioni che sono state fatte sulla necessità* del certificato ti voglio raccontare cosa può succedere ad un onesto cittadino che lo dimentichi a casa.
    Ho un conoscente che, proprietario di una moto BMW R75 e di una Zundapp 750 ha pensato bene di completarle con una bella MG34, ovviamente disattivata. E' andato a diversi raduni in giro per il Nord Italia senza avere mai problemi, attirando sempre la curiosità* del pubblico e delle forze dell'ordine. .... finchè un giorno, in un paesette qui vicino ed a un raduno di serie "Z" un rappresentante delle forze dell'ordine, oltre ad ammirare la moto e la MG gli ha chiesto il certificato. Per combinazione lo aveva dimenticato a casa: conseguanza? La MG gli è stata momentaneamente sequestrata, lui è stato accompagnato in caserma come un delinquente, la moto l'ha dovuta abbandonare in un prato. Il tutto in attesa che qualche familiare, tornato a casa dalla spiaggia, riuscisse ad esibire il famigerato certificato. Dopo quasi una giornata di mal di fegato la faccenda si è risolta, però lui ha deciso di vendere la MG e di non partecipare più a raduni. E secondo te nessuno si era accorto che la MG era solo un ferro inoffensivo? Potresti spiegarlo tu a quel maresciallo tanto solerte che il certificato non è necessario?

    A scanso equivoci la MG era stata disattivata dalla Jager allora in Loano, con certificazione del Banco di Prova di Gardone, come usava in quegli anni, non si trattava quindi di una azienda magari poco nota, che poteva lasciare adito a dubbi.
    Non vediamo la storia per come è ma per come siamo.

  3. #3
    Moderatore L'avatar di Centerfire
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    Re: E' ora di sfatare....il certificato di disattivazione!

    Questo porta credito alla mia ventennale convinzione che ogni questura fà* "feudo" a sé....

    Anni fà* capitava anche con i permessi trasporto per le armi da gara, passavi una provincia ed eri onesto, in quella accanto delinquente, poi nella successiva di nuovo onesto... tipo lucetta dell'albero natalizio, ora sì, ora nò, ora sì, ora nò!

    Tutto fà* capo alla preparazione professionale ed alla passione nel proprio lavoro...

    Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
    Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione;
    e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
    E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
    È tempo di morire. (Blade Runner)

  4. #4
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    Re: E' ora di sfatare....il certificato di disattivazione!

    E il certificato l'ha tenuto la questura,per dimostrare come è logico,la disattivazione avvenuta.
    Ora,stando al parere di taluni frequentatori del forum,detengo un'arma disattivata senza certificato e quindi sto allegramente ammettendo di violare la legge.
    E' così?
    Ma non puoi fare una fotocopia e tenertela in casa, così risolvi ogni problema.

  5. #5
    Moderatore
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    Re: E' ora di sfatare....il certificato di disattivazione!

    Tirando le somme,tutta l'operazione mi è costata quasi 200 euro tra marche da bollo,certificati,operazione,spedizione,etc.etc. che avrei potuto benissimo risparmiare disattivandola io stesso,solo che non ne avrei avuto l'autorizzazione.
    E il certificato l'ha tenuto la questura,per dimostrare come è logico,la disattivazione avvenuta.
    Ora,stando al parere di taluni frequentatori del forum,detengo un'arma disattivata senza certificato e quindi sto allegramente ammettendo di violare la legge.
    E' così?
    Come dice Centerfire ogni Questura è una repubblica indipendente.
    Comunque la legge è abbastanza chiara: l'arma disattivata deve essere accompagnata dal certificato che dimostri l'avvenuta disattivazione effettuata da un ente/persona autorizzata
    nei dovuti modi.
    Sicuramente potrai sempre dimostrare che tutto è stato fatto secondo i crismi ma...
    se devi venderla a qualcuno? Se la stai trasportando e ti fermano per un controllo?
    Possono anche "stabilire" che è disattivata ma da chi? Dove?
    Come minimo perdi qualche ora
    Poi scusami, il certificato era tuo ( a caro prezzo anche): non era più semplice farne una copia chiedendo gentilmente che il funzionario della Questura apponesse la dicitura " copia conforme all'originale"?
    Tutto ciò IMHO ovviamente

  6. #6

    Re: E' ora di sfatare....il certificato di disattivazione!

    Se fossi in te ritornerei all'ufficio degli azzeccagarbigli con una stampata della circolare che trovi on line,

    "...Tale certificazione dovra' sempre accompagnare l'arma, anche in caso di cessione. Copia conforme all'originale del certificato deve essere consegnata a cura dell'interessato alla questura competente..."

    Potresti anche stamparti la pagina web del sito della Polizia di Stato che alla risposta di un utente dice:

    Domanda n. 136: Avrei intenzione di acquistare alcune armi disattivate in libera vendita in Francia. I certificati di disattivazione forniti dal venditore estero, sono validi in Italia?

    Risposta: Le modalità* per la disattivazione delle armi da fuoco sono state indicate nella circolare ministeriale nr. 557/B.50106.D.2002, del 20 settembre 2002, pubblicata sulla G.U. del 5 ottobre 2002. Tale disposizione, in materia di disattivazione, ha previsto che le operazioni tecniche necessarie per rendere un`arma da fuoco inerte in modo irreversibile, debbono essere compiute da soggetti titolari di una licenza di polizia per la fabbricazione o riparazione della tipologia di arma sulla quale si deve intervenire (da guerra o comune). Tali soggetti hanno l`obbligo di rilasciare all`acquirente una certificazione attestante le operazioni svolte, certificazione che dovrà* sempre accompagnare l`arma disattivata e copia della quale dovrà* essere consegnata alla questura del luogo ove il simulacro è detenuto. Ne consegue, quindi, che le uniche armi disattivate che possono liberamente circolare nel nostro Paese sono quelle regolarmente certificate in Italia, in quanto quelle inertizzate all`estero non possono essere, per ciò solo, accompagnate dalla certificazione di cui si è detto.

    Data: 16-01-2006

    Un consiglio, vai ed esigi una copia con un timbro loro: "Copia conforme all'originale" ed una bella firma con timbro del Dirigente.
    Se non ti accontentano, richiedi la copia tramite raccomandata!!!!

  7. #7
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    Re: E' ora di sfatare....il certificato di disattivazione!

    ciao, anche questo è interessante da leggere..

    http://www.earmi.it/diritto/giurisprude ... azione.htm

  8. #8
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    Re: E' ora di sfatare....il certificato di disattivazione!

    confermo in toto,che ogni "pollaio,ha il suo gallo"(mi e' venuta sul momento),e quindi sempre meglio sapere le leggi e come gli gira in un determinato territorio.dunque secondo quanto descritto sul Mori,anche se lo sapevo,ma e' sempre meglio vederlo scritto,se trovo i resti di un moschetto interrato,completamente bloccato,chiaramente butterato dalla ruggine,me lo tengo in casa sensa problemi,giusto?io comunque sempre perche' ho avuto brutte esperienze,(domani mattina 4^udienza)se si puo' faccio la denucia di possesso anche per i cosiddetti simulacri d'arma,visto il concetto da pollaio,soprascritto.saluti

  9. #9
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    Re: E' ora di sfatare....il certificato di disattivazione!

    ...quest'ultima soluzione mi sembra buona, se poi ci aggiungi alla denuncia che il certificato di disattivazione è stato trattenuto dal funzionario preposto, rimandi la palla in campo avversario e quindi tocca a loro eventualmente contraddirsi.
    Tienici informato, ciao Sal
    QUANTO MAIOR ERIS, TANTO MODERATOR ESTO

  10. #10
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Re: E' ora di sfatare....il certificato di disattivazione!

    Ho ritirato recentemente un'arma disattivata da un'armeria di quelle serie. L'unica raccomandazione che mi hanno fatto è stata riguardo al certificato con queste parole: Questo è il certificato di disattivazione ed è un' esemplare unico ed accompagna l'arma che ha passato tutte le trafile legali e che certifica che l'arma non è più un'arma. Non sono valide le copie ne le fotocopie. Io ti ho spiegato tutto ed adesso sai come regolarti.
    Attenzione che quando mi vende un fucile vero non la fa tanto lunga. Mi sono spiegato?
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

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