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Discussione: e questo l'avete mai visto? (Ciad)

  1. #1
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    e questo l'avete mai visto? (Ciad)

    Questo è un elmetto degli anni 80 e porta le insegne della Polizia Militare (almeno così credo) della Repubblica del Ciad.
    Risale al periodo di guerra fra Libia e Ciad, durata ben 12 anni, dal 1975 al 1987, e della quale praticamente non si sa niente; comunque quella regione, dal momento della sua indipendenza dalla Francia, nel 1960, è stata continuamente teatro di guerre e guerriglie che durano ancora oggi; un nome per tutti: Darfur, l'eterna guerriglia tra Sudan e Ciad che a oggi conta circa 200000 vittime oltre a disagi e miseria inaudite, esempio-simbolo di una delle tante vergogne socio-politiche del mondo contemporaneo.

    Ma al di là* di queste considerazioni, tornando al nostro oggetto, si tratta di un elmetto prodotto in Francia dalla ditta Gueneau, più famosa per i caschi da aviazione, che produsse questo modello oltre che per il Ciad anche per l'Iraq; si tratta di un singolare casco in resina molto robusta e pesante, una specie di kevlar, anche se dubito molto sulle capacita balistiche.
    Questo comunque è un ottimo e interessante esemplare, che porta scritto in rosso molto sbiadito un nome che pare essere Conard Christophe, quasi sicuramente un francese, probabilmente uno dei tanti mercenari ex legionari che nel calderone dei conflitti africani hanno trovato occasione di lavoro ben retribuito, anche se molto sui generis.

    Insomma, credo che ogni tanto divagare un po' dai soliti tedeschi sia anche interessante.
    O no?

    scomparse imageshack

  2. #2
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    Mi trovi perfettamente in sintonia con il tuo pensiero.Bravo.
    Tornando all'elmo,non l'ho mai visto.Però mi sorge una domanda,e ripeto,è una domanda,ne un'insinuazione ne un'affermazione,quindi,secondo te,il colore esterno dei rivetti è congruo con il resto dell'elmetto?Sull'interno e sul fregio non apro bocca per "manifesta incapacita" di fronte a questa "prima volta".
    Ciao!

  3. #3
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    In questo caso nessun problema fra rivetti e resto.
    L'elmetto è di resina e costruito da una parte, già* verniciato.

    I rivetti in metallo, costruiti altrove.
    Tecnologia attuale, assemblaggio di pezzi prodotti in vari luoghi.
    Niente di particolare.
    Notare il fissaggio di detti rivetti, assolutamente intoccato e notare anche la differenza di colore dei cinghiaggi esterni fra le parti coperte dal cuoio e quelle esposte.
    scomparse imageshack

  4. #4
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    Ancora, il fregio (e anche l'elmetto tutto) è assolutamente identico all'esemplare fotografato sul libro Elmetti 2003 di Paolo Marzetti, che ho consultato prima di acquistarlo.

  5. #5
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    Grande Piesse.Preciso come sempre!

  6. #6
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    Ciao piesse certo che possiedi una raccolta veramente notevole complimenti davvero. E' bello e interessante vedere di tutto anche fuori dai soliti canoni anche se io mi fermo al massimo al 45. Come primissima impressione l'interno sembra ma non del tutto come il sottoelmetto americano. Non era in ferro forse anche a causa delle temperature e del sole che a quelle latitudini è notevole. [ciao2]
    luciano

  7. #7
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    La particolarita dell'interno che la calotta è protetta da una calottina, dalle foto si apprezza poco costruita più o meno come i caschi tropicali, ovvero tela e un materiale interno che al tatto sembra spugnoso o meglio friabile, come lana di roccia o qualcosa del genere, ma fresco, evidentemente per motivi di isolamento termico; molto ben fatto devo dire.

  8. #8
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    Paolo, anche questo già* che ci sei[]

  9. #9
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    E' un bel pezzo, sicuramente raro a vedersi.Io non ne ho mai posseduto uno, tanto che per la prossima edizione di ELMETTI ho gia' 'catturato' due delle tue foto.
    Si conosce poco di esso, tranne che lo ha costruito la ditta Gueneau e che l'elmetto e' isotermico seppur balistico. Il fregio e' stato disegnato dagli atelier Arthus Bertrand di Parigi.
    [ciao2]PaoloM

  10. #10
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    Ultimamente ho reperito qualche nuova informazione riguardo a questo elmetto, che penso possano tornare utili, se qualcuno si imbatte in qualche esemplare.

    Innanzi tutto non è, come erroneamente ho detto all'inizio del topic, un elmetto degli anni 80; in quegli anni può essere stato ancora in servizio, senz'altro, ma la costruzione risale al periodo che va dalla fine degli anni quaranta alla fine dei cinquanta.
    Questi elmetti furono realizzati per la Gendarmerie Nationale e per la Géndarmerie Départementale e destinati soprattutto all'uso Oltremare.
    Quando alcune Colonie divennero indipendenti, restarono in servizio con le insegne nazionali, per esempio il Dahomey e appunto il Tchad come in questo caso.
    Inoltre furono forniti all'Irak che li impiegò anche nel lungo conflitto contro l'Iran.
    Furono costruiti in due versioni una che è questa che vi ho proposto, e che è il 2° tipo; il 1° tipo differisce per il tipo di imbottitura e per il fissaggio della stessa, che è con la cordicella perimetrale che passa attraverso i fori della calotta, un po' come i modelli inglesi Zuckermann della Civil Defense; inoltre il primo tipo non è dotato degli areatori circolari sulla cupola dell'elmetto.
    I due modelli comunque sono grosso modo contemporanei e costruiti in parallelo; all'inizio degli anni 60 si ebbe un "restyling" e nacque una versione modificata del 2° modello, che aveva il liner fissato con bulloncini e non rivetti, e quindi smontabile, e montava il soggolo del liner dell'OTAN M51, fissato con un solo rivetto, anziché i due del modello proposto in questo topic.

    Allego alcune foto tratte da una pubblicazione francese di R. Hennequin (Casques Militaires Francais du XX siècle).

    1° Modello


    2° Modello



    Due foto d'epoca, anni 50: la prima scattata in Nuova Caledonia, la seconda presumibilmente nel SudEst Asiatico francese (forse Laos o Vietnam)

    scomparse imageshack

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