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Discussione: Eben Emael

  1. #1
    Utente registrato L'avatar di Giarabub
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    Eben Emael

    A forma di diamante,(costruita tra il 1931 e il 1935 a nord di Liegi) Eben Emael misura 1.200 metri (1.092 metri), da nord a sud e 800 metri (728 metri) nel suo punto più ampio. à? una posizione di rafforzata artiglieria . La loro missione era di proteggere la rete del "Sud Gap Vise" , strade e ponti a nord, il canale di Albert ad est, e, infine, se necessario, il fianco ovest del Belgio. Per la difesa esterna è stato costruito un fossato d'acqua sul lato nord-ovest e un fossato anticarro da 20 piedi a sud. postazioni di cannoni antiaerei e casematte a completare la fortezza apparentemente impenetrabile.
    La fortezza, a ranghi completi di 1.322 uomini, aveva solo 1198 in servizio nel rapporto di forza dal 10 maggio 1940. Essi sono stati suddivisi in due gruppi di 500 artiglieri e 200 tecnici e amministrativi (i dati sono approssimativi, dal momento che i documenti sono stati distrutti prima della resa del forte). Jottrand Lucien Jean Fritz era il comandante del forte, e del Reggimento de la Fortezza di Liegi il quartier generale superiore. L'armamento del forte era suddiviso in due batterie.La batteria 1 consisteva in una cupola di artiglieria e bunker, mentre la batteria 2 era incentrata sulla difesa (bunker (i blocchi).
    La batteria 1 consisteva nella cupola 120,batteria non retrattile da 120 millimetri, con due cannoni a 360 gradi di rotazione con una gittata di 11 miglia,altre due cupole chiamato Nord e Sud, con due cannoni a scomparsa 75 millimetri ciascuno e 360 gradi, di 7 miglia, quattro bunker con tre cannoni 75 millimetri ciascuna in grado di sparare a 5 miglia, ma solo in un arco di settanta gradi, di seguito denominato Maastricht 1 e 2 a nord di fronte, e il vice 1 e 2 a sud.

    La batteria 2 consisteva in 10 blocchi con uno o due cannoni da 60 millimetri anti-tank serbatoio (ad eccezione di Mi-Mi-nord e sud), mitragliatrici calibro 30, proiettori, e una piccola cupola di osservazione. Nella parte superiore della fortezza ci sono sette batterie anti-aeree, tre cupole "false", e tre grandi cupole chiamato Eben 1, 2 e 3.All'interno si snodano sette chilometri di gallerie, è stato diviso in due livelli. Il piano terra conteneva i quartieri, i macchinari e generatori, sistemi di riscaldamento, aria condizionata, di decontaminazione, la pressione in eccesso e la depurazione delle acque e l'ospedale e pozzi "domestici". Il livello intermedio supportava direttamente le batterie nel controllo della direzione del fuoco, comando e controllo, e i deposito munizioni.
    il Forte Eben Emael era stata la chiave del sistema di difesa inespugnabile belga, una delle fortificazioni più forti in Europa.

    Il 27 ottobre 1939, il generale Kurt Student (comandante del 7 ° Divisione) andò a Berlino, convocato da Hitler. Rilevando il forte belga su una mappa, Hitler diede la seguente descrizione: "Il tetto è come un campo d'erba. In superficie ha alcune fortificazioni, cupole di pezzi d'artiglieria pesante, bunker e alcune mitragliatrici . Hitler chiede a Stundent se i parà* avrebbero potuto atterrare sul tetto della fortezza, utilizzando le "cariche a cava". .Questa carica cava è una novità*, in grado di distruggere tutte fortificazioni militari, sia in acciaio o cemento.Student "rielabora", plasmandolo il piano, dopo 48 ore di riunione è stato emesso l'ordine di attaccare per neutralizzare il Forte Eben Emael. Il suo nome in codice, Granito.
    Student convince Hitler che la missione non poteva essere compiuta dalle forze aerolanciate. gli JU-52 non poteva che portare 12 paracadutisti armati alla leggera, con una limitata capacità* di demolizione. Inoltre, i paracadutisti impiegano tre minuti di volo, dal momento del lancio, su una superficie di 300 metri,avrebbero avuto bisogno di ulteriori attrezzature, usando il sistema di contenitori, i soldati avrebbero poi dovuto individuare e rimuovere le loro attrezzature prima che la missione possa avere inizio, In breve lo convinse, ad usare gli alianti d'assalto del tipo DFS 230 capaci di portare 10 uomini e 1.200 kg di materiali. Questo tipo di alianti era trainato da JU-52 e dotato di punti di rottura programmati per rompersi per primi (Sollbruchstellen) in caso di collisione con il terreno o ostacoli. Mai usati
    Gli uomini della 7° divisione, sezione d'assalto "Granito" rappresentavano l'elemento chiave del piano messo dal generale Kurt Student,per sopraffare questo formidabile ostacolo alla conquista della Francia e dei Paesi Bassi. Facevano parte del più ampio gruppo d'assalto (Sturmabteilung) Koch, i cui obiettivi erano i ponti Kanne, Vroenhaven e Veltwezelt sul Canale Alberto. La sorpresa doveva essere conseguita facendo atterrare, grazie agli alianti, truppe d'assalto su ciascun obiettivo poche ore prima dell'arrivo della forza d'invasione principale. Il capitano Koch (dal momento che per le forze tedesche era indispensabile raggiungere simultaneamente tutti gli obiettivi fissati) divise il suo comando in due gruppi autonomi, ciascuno con il proprio compito specifico.
    Tre sezioni d'assalto dovevano catturare i ponti vitali: la "Ferro" agli ordini del sottotenente Schachter doveva assicurare l'attraversamento a Kanne; la "Calcestruzzo", guidata dal sottotenente Schacht, aveva il compito di conquistare il ponte in calcestruzzo sul canale a Vroenhaven; e la terza sezione, "Acciaio", agli ordini del tenente Altman, doveva assicurarsi il ponte in acciaio di Veltwezelt. La sezione d'assalto "Granito" era comandata dal tenente Rudolf Witzig, un geniere di 25 anni già* con una reputazione di ufficiale preparato e deciso.
    Dal novembre del 1939 gli uomini di Koch si erano preparati nella massima segretezza, addestrandosi negli assalti con gli alianti sulle fortificazioni di Gleiwitz catturate ai polacchi
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    " "Con simile gente si va in capo al mondo. Occorrerà frenarli, anziché sospingerli in battaglia"”

  2. #2
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    Re: Eben Emael

    Ottima storia Giarabub e belle immagini .
    Mi dai la possibilità* di aggiungere ancora qualcosa alle 30 ore che furono di Eben Emael.
    Ovviamente tralascerò quanto da te ottimamente raccontato e partirò dalla scelta del mezzo per giungere inosservati alla fortificazione.
    Metto per prima cosa la cartina del forte

    [attachment=4:1z88aqd6]Cartina originale.jpg[/attachment:1z88aqd6]

    Se Hilter può disporre di un grande aliante che fa al bisogno, lo deve all`alacre ingegnosità* dei tecnici tedeschi, i quali sin dal 1932 hanno studiato e prodotto un grande aliante capace di essere trainato ad alta quota.
    Lo realizza alla Wasserrkruppe la ditta Rhon-Rossitten, che poi lo cede nel 1933 all`istituto tedesco per le ricerche sul volo a vela.
    Qui l`osservatorio volante, affettuosamente battezzato "OS" incontra tre uomini di eccezione, Peter Riedel, Will Hubert ed Heini Dittmar.
    Alla fine del 1933 arriva all`istituto anche una donna, Hanna Reitsch, che diverrà* celebre durante e dopo la guerra, per essere stata il primo essere umano a pilotare un aereo a razzo e per aver tentato di salvare Hitler, nel suo ultimo giorno di vita, atterrando accanto alla Cancelleria, sotto il fuoco dei cannoni sovietici.
    Hanna è una donna riflessiva ed intrepida, propone ed ottiene di levarsi in volo alla guida di "OS", trainata da uno Ju 52.

    [attachment=3:1z88aqd6]hanna.jpg[/attachment:1z88aqd6]

    La cosa arriva alle orecchie di Ernst Udet, uno dei più capaci piloti della Grande Guerra, esso osserva l`"OS" in volo e ne intuisce immediatamente le grandi possibilità*.
    Quel silenzioso aliante può essere portato anche a 3.000 metri di quota e dopo lo sgancio può planare per decine o forse per centinaia di chilometri, depositando armi e armati.
    Per reclutare piloti-velisti, non c`è che l`imbarazzo della scelta, essendo la Germania stata privata della sua aereonautica a motore, aveva sviluppato l`addestramento del volo a vela già* da 10 anni.
    Immediatamente, Udet ne parla al generale von Greim (padre della nuova Luftwaffe segreta) il quale da disposizione all`istituto di progettare un aliante capace di trasportare 10 uomini in completo assetto.
    Nasce così il DFS-230 nel 1937.
    Esso pesa 900 kg. e può trasportare 10 uomini armati o un pezzo leggero d`artiglieria, oppure 100 cariche e proiettili di piccolo calibro.

    [attachment=2:1z88aqd6]alianti.jpg[/attachment:1z88aqd6]

    E dunque il mezzo c`è, ora occorre un piano.
    Il piano è preparato alla svelta ed è perfetto, perchè calcola ogni possibile accidente ed ogni variabile casuale.
    Esso è pensato in modo da raggiungere nello stesso momento 4 obiettivi, i 3 ponti e il forte, in tutto con 363 uomini e 41 alianti.

    [attachment=1:1z88aqd6]cartina.jpg[/attachment:1z88aqd6]

    Da notare il grado relativamente modesto degli ufficiali, tutti sottotenenti o tenenti, con la sola eccezione del comandante che è pur un semplice maggiore.
    La scelta degli uomini è stata particolare.

    [attachment=0:1z88aqd6]plotone.jpg[/attachment:1z88aqd6]

    L`addestramento del gruppo d`assalto è cominciato nel novembre 1939, nella caserma-fortezza di Hildesheim.
    I 400 selezionati con cura, vengono praticamente tagliati fuori dal mondo.
    Nessuna licenza, censura strettissima sulla posta, divieto categorico di parlare con soldati appartenenti ad altri reparti di truppa.
    Ogni uomo de commando è anche costretto a firmare una dichiarazione di questo tenore, "" Sono al corrente del fatto che verrò punito con la pena di morte se darò volutamente o anche per distrazione informazioni orali, scritte o disegnate sul mio posto di servizio e sui compiti che debbo assolvere""
    Durante l`addestramento 2 soldati si lasciarono andare ad una indiscrezione irrilevante e vengono subito condannati a morte,
    La sentenza, per loro fortuna, sarà* commutata dopo il successo strepitoso dell`operazione.
    Da principio, i sabotatori si addestrano su modelli di gesso e fotografie, imparando a riconoscere ogni minimo particolare.
    All`addestramento teorico segue quello pratico.
    L`intero gruppo si trasferisce nel sistema dei forti cecoslovacchi di Altvater, che in qualche modo somiglia a quello di Eben Emael.
    Per giorni e settimane i quattro gruppi, provano e riprovano, levandosi in volo, atterrando con ogni tempo.
    Narra il tenente Witzig "" Provammo molto rispetto per il piano che dovevamo eseguire, con il passare del tempo acquistammo fiducia, in esso e nelle nostre forze e, ben presto ci convincemmo che noi attaccanti ci saremmo sentiti più sicuri sullo spiazzo del forte, che i belgi dentro di esso""
    Grande problema il buio , in un`epoca in cui il volo strumentale non esiste e con riferimenti a terra inesistenti dato l`oscuramento.
    Ma poichè non si poteva correre il rischio di disperdere le singole unità* della spedizione, Hitler ordina che al suolo vengano disposti segnali luminosi molto potenti per indicare la rotta da Colonia ad Aquisgrana, per 73 km.
    Il primo è a Efferen, il secondo a Frechen, un altro a Luchenberg, sorvolandone uno i piloti vedono già* il successivo.
    Ad Aquisgrana, quasi sulla frontiera, il sentiero luminoso cessa e cessa anche il traino.
    Da qui gli alianti dovranno planare per 28 Km. sui loro obiettivi, arrivandovi nel preciso momento in cui vi è abbastanza luce per poter effettuare un buon atterraggio, ma non ancora troppa per essere scorti in volo.
    Per effettuare questa lunga planata, il calcolo dimostra che, sul punto di sgancio, ogni aliante dovrà* trovarsi a 2.600 metri di quota.

    SCUSATE MA QUESTA PARTE L'HO AGGIUNTA ADESSO PERCHE' IERI NON MI SI E' CARICATA

    Potrei continuare sempre che sia gradito salvo eventuali integrazioni di Giarabub.
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    luciano

  3. #3
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    Re: Eben Emael

    Ottimo, Giarabub, così come sono ottime le integrazioni di Cocis!!!
    A/F 505 PIR 82ND AIRBORNE DIVISION "ALL AMERICAN"
    H-MINUS
    ALL THE WAY!

    www.progetto900.com

  4. #4
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    Re: Eben Emael

    via alla grande cocis.. ho aperto la breccia
    " "Con simile gente si va in capo al mondo. Occorrerà frenarli, anziché sospingerli in battaglia"”

  5. #5
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    Re: Eben Emael

    Alla faccia della breccia

    Alle 4,30 precise del 10 maggio, la prima sezione di tre Ju 52 decolla trainando, con un lungo cavo d`acciaio gli alianti, che cominciano a muoversi.
    Lo Ju 52 è già* per aria, ma i sottoufficiali piloti tengono ancora il loro aereo inchiodato al suolo, occorre velocità* per la salita ed il coefficiente di carico è molto alto.
    Quasi alla fine del margine del campo, i piloti tirano su la pancia, l`aliante si impenna dolcemente e sale, e quindi lentamente ma sicuramente, i gruppi suddivisi su 41 alianti prendono quota.
    Il primo incidente, capita appena lasciata Colonia, quando il gruppo "Granito" è in vista del secondo segnale luminoso.
    Il pilota dello Ju 52, che traina l`undicesimo aliante, scorge con terrore venire incontro nel buio della notte, una fila di fiammelle azzurre e si rende conto che si tratta, di un apparecchio sconosciuto che vola alla stessa quota ma all`inverso, quindi il cozzo sembra inevitabile.
    Il pilota reagisce d`istinto, picchiando freneticamente verso sinistra.
    Il sergente Pilz, pilota dell`aliante intuisce la manovra e cerca di tener dietro, ma il cambio di rotta è stato troppo repentino e con una frustata secca il cavo d`acciaio si trancia.
    A questo punto Pilz vira sulla rotta di Colonia, varca il Reno e si posa su un prato.
    Il tenente Witzig ( è suo l`aliante di questa avventura ) appena balzato dal portellone, ordina ai suoi uomini di sgomberare il prato, poi di corsa, si dirige alla strada più vicina, ferma una macchina e si fa portare al campo di Ostheim, ma qui non trova nessun Ju 52.
    Telefona quindi, a tutti gli aeroporti della zona, a Gutersloh riesce a bloccare un apparecchio.
    Sono le 5,05 e tra 20 minuti i suoi uomini saranno sullo spiazzo del forte di Eben Emael e Witzig non intende per nessuna ragione rinunziare ad essere con loro.

    [attachment=7:1459s913]Tenente Witzig.jpg[/attachment:1459s913]

    Un secondo incidente avviene a 20 minuti dal decollo del gruppo.
    Capita all`aliante n° 2 del "Granito".
    Improvvisamente Brendenbeck (pilota) vede accendersi due deboli luci rosse sulla punta delle ali, il grosso Ju 52 dondola ripetutamente le ali, poi sgancia il cavo di traino e rientra a Colonia, si è saputo poi che uno dei motori non funzionava bene.
    Brendenbeck non si perde d`animo, con la quota che ha di soli 1.500 metri, riesce a portarsi nelle vicinanze di Duren a più di metà* strada dalla frontiera.
    Si procurano 3 automobili e via a tutto gas verso la linea del fronte.
    Arriveranno in tempo per la resa del forte.
    Il comandante di Eben Emael, è il maggiore Jottrand, che dipende dalla 7a divisione di fanteria belga.
    Alle 3,10 della notte fatale, il telefono squilla al posto di comando del forte, la 7a ordina lo stato d`allarme, ricevuto alle 3 esatte direttamente dal Quartier Generale di Bruxelles.
    Jottrand ci crede e non ci crede, in quanto altre volte era successo, ma erano privi di consistenza, ma da buon soldato schiaccia immediatamente il pulsante dell`allarme generale.
    In pochi minuti i 1.200 uomini del forte sono in piedi e raggiungono le postazioni assegnate.
    Alle 3,40 il forte è in perfetto assetto di guerra.
    Centinaia di occhi scrutano l`orizzonte, ma tutto tace per più di 1 ora e mezza.
    Alle 5,15 si odono in lontananza i colpi dei cannoni olandesi , si notano i deboli scoppi della contraerea, Jottrand comunica l`avvistamento alla 7a divisione che conferma, probabilmente si tratta forse del passaggio sul territorio olandese di aerei tedeschi .
    I minuti scorrono e gli animi si quietano nuovamente.
    All`improvviso però, nell`incerta luce dell`alba, si profilano le sagome di un gruppo di velivoli silenziosi ad una quota non superiore a 30 metri che di li a pochi secondi atterrano.

    [attachment=6:1459s913]Rara immagine.jpg[/attachment:1459s913]

    Non si ha neppure il tempo di dare l`allarme, i pezzi di artiglieria deprimono al massimo le volate, ma nessuno fa in tempo a spolettare a zero i colpi.
    Parte qualche colpo ma i proiettili esplodono a qualche chilometro di distanza.
    Il primo ad atterrare è l`aliante del sergente Lange che punta decisamente in mezzo ai 4 pezzi contraerei.
    Il portellone si apre e sbuca fuori il sergente Haug, seguito con rapidità* dagli uomini del 5° plotone.
    Un nutrito lancio di bombe a mano raffiche di mitra, persuadono i serventi dei pezzi ad arrendersi.
    Il 4° battaglione, atterra piuttosto duramente al centro di Ebel Emael, a fianco della casamatta 19 (un poderoso blockhaus in cemento armato.
    Il sergente Wenzel, si rende conto, che le feritoie sono ancora chiuse, con quattro balzi raggiunge l`opera, la scala e getto 1 kg. di esplosivo nel foro del periscopio, non ancora alzato.
    Dopo lo scoppio i suoi uomini accorrono con una carica di 50 kg. facendola aderire alla cupola, accendono la miccia, con un boato terribile esplode ma la cupola resta intatta.
    Attaccano allora, le feritoie con cariche da 1 kg. e due di esse cedono, vengono gettati grappoli di bombe all`interno, nessun soldato belga sopravvive.

    [attachment=5:1459s913]Soldato che mina una feritoia.jpg[/attachment:1459s913]

    Più a nord, il 6° e il 7° plotone attaccano due grandi opere , ma si accorgono che sono finte.
    Una volta ripresi dalla sorpresa, corrono verso sud, dove infuria una sparatoria.
    Qui, infatti, i tedeschi trovano un osso duro, la costruzione 25, dove è concentrata la maggior parte dei superstiti del forte e con loro il maggiore Jottrand.
    Nell`attacco cade il sergente Unger reduce di aver fatto saltare la torre binata con pezzi da 75, la numero 31.
    Nello stesso momento il 1° e 3° plotone eliminano i 6 pezzi delle due casematte 12 e 18.
    Sono passati 10 minuti e i 70 uomini hanno fatto tacere 10 opere, quasi tutte quelle dello spiazzo, però nessuna di quelle collocate ai piedi del muraglione del Canale Alberto.
    Con le sue linee telefoniche ancora intatte, Jottrand, ordina di innaffiare con le mitragliatrici l`intero spiazzo.
    La misura ha effetto, i tedeschi sono inchiodati.
    Una situazione di stallo, che rischia di diventare pericolosa.
    Alle 8,30 atterra da est l`aliante del tenente Witzig, che era riuscito a farsi rimorchiare sino all`obiettivo.
    Prende subito il comando e ordina di far saltare tutto in particolare le linee telefoniche.
    Per tutta la giornata la 7a divisione belga contrattacca disperatamente.
    Ma alle 12 sopraggiunge il battaglione contraereo del maggiore Aldinger, con i suoi micidiali pezzi da 88, che hanno il poter di arrestare le batterie belghe.

    [attachment=4:1459s913]Opera distrutta.jpg[/attachment:1459s913]

    A notte le fanterie tedesche prendono saldamente due ponti.
    Viene concertato un piano contro i centri di resistenza superstiti, che scatta alle 12 in punto.
    Per più di un`ora, vengono inserite in ogni buco e feritoia delle opere ancora attive, cariche esplosive.
    Finalmente da una feritoia dell`opera 3, esce uno straccio bianco.
    Sono le 13,15 dell`unici maggio, quando Jottrand esce dalle macerie e si consegna al tenente Witzig.
    Alle 13,40, a piccoli gruppi, gli avviliti soldati belgi, cominciano ad uscire dalle opere ancora in loro possesso e si arrendono.

    [attachment=3:1459s913]Paracadutisti che fumano.jpg[/attachment:1459s913]

    [attachment=2:1459s913]Tedeschi e prigionieri.jpg[/attachment:1459s913]

    Ormai il forte Eben Emael è conquistato

    [attachment=1:1459s913]Carri e cannoni.jpg[/attachment:1459s913]

    Sui ponti, sfilando sotto le possenti mura di Ebel Emael, sta marciando lla Wehrmacht, diretta verso il cuore della Francia.

    [attachment=0:1459s913]Hitler si congratula.jpg[/attachment:1459s913]
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    luciano

  6. #6
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Re: Eben Emael

    Luciano, riguardo alla terzultima foto sei sicuro? A me sembrano tutti soldati tedeschi.
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

  7. #7
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    Re: Eben Emael

    Ciao Andrea, la didascalia recita " Soldati tedeschi dopo la conquista di un forte.
    Accanto feriti belgi attendono di essere condotti nelle retrovie".
    A parte questo ti è piaciuto il topic di Giarabub e le mie integrazioni??
    luciano

  8. #8
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    Re: Eben Emael

    Non ho parole, ottimo topic con immagini eccezionali ed ottime spiegazioni.
    Avanti così

  9. #9
    Utente registrato L'avatar di leon1949
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    Re: Eben Emael

    ottimo articolo degno di una lettura attenta bravi !!!!!!!

  10. #10
    Utente registrato L'avatar di Andrea58
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    Re: Eben Emael

    Citazione Originariamente Scritto da cocis49
    Ciao Andrea, la didascalia recita " Soldati tedeschi dopo la conquista di un forte.
    Accanto feriti belgi attendono di essere condotti nelle retrovie".
    A parte questo ti è piaciuto il topic di Giarabub e le mie integrazioni??
    Perso nelle mie elucubrazioni me ne ero scordato .
    Si molto. Però continuo a cercare "sti belgi. ma forse sono quelli accucciati in fondo a sx perchè i due sulla dx mi sembrano crucchi.
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

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