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Discussione: Elmetti para' m.42

  1. #11
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  2. #12
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  3. #13
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    Mulon l'argomento è interessantissimo, mi spiace che non vi sia l'aspettato riscontro perchè anch'io vorrei finalmente capire l differenza tra i bellici e quelli post, probabilmente la colpa è del ferragosto e delle ferie! Comunque ti dico alcune mie riflessioni. Personalmente è da anni che cerco sia un parà* tedesco che uno italiano completi da aggiungere alla mia collezionee e dopo aver preso delle sane fregature su quello nazi ho allentato la morsa su entrambi e mi sono fatto MOLTO più prudente. Parliamo dunque del tuo mimetico. La vernice potrebbe essere una meravigliosa rarissima vernice RSI mint, ma francamente ho seri dubbi! Meriterebbe che tu controllassi e facessi delle fotografie all'interno dei rivetti copriforo d'aerazione, per vedere se sono stati rimontati, cosa importantissima per capire se l'elmo che hai tra le mani sia un remake recente con rivetti bellici magari tolti da un M33. Poi io sinceramente lo avessi qui, tanto per cominciare, gli farei il mio solito test della vernicie esterna con una pezzetta imbevuta di diluente nitro. Quindi ad occhi chiusi caccerei il naso dentro l'elmo e annuserei se odora di vecchio oppure di pelle, ti assicuro che se lo avessi fatto a suo tempo non mi sarei fatto fregare dagli imbroglioni che hanno ovviamente abusato della mia buona fede di un tempo. Poi controllerei la conservazione del caucciù, col tempo si indurisce e percil se odora di nuovo ed è bello elastico mi sa che è recente. Poi controllerei alla lampada di wood la pelle e le cuciture del paranuca e del sottogola. E poi ...... certamente che se già* la vernicie esterna ti facesse dubitare... [II] ciao.

  4. #14
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    Grazie per l'interesse Celtico.Sarà* che è estate,come dici tu,x cui aspettiamo altri pareri...cmq,dopo quello che hai scritto ho subito annusato e controllato il controllabile.
    Allora,l'odore che sento non è dei migliori,nel senso che puzza di gomma secondo me,i rivetti non mostrano alcun segno di manomissione e il caucciù non è uniforme nelle sua varie sezzioni,ma non so come spiegarti questa mia teoria.
    Cmq,ripeto che l'elmo non è mio e non mi interessa acquistarlo,l'ho postato solo xchè mi aveva molto incuriosito l'altra discussione.

  5. #15
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Ripeto e ribadisco che per me e' un elmetto bellico (2° tipo di paranaso, soggolo corretto, rivetti normali).Mi piacerebbe vedere l'elmetto alla luce del sole.La sopratinta cosi' non la conosco.
    Sebbene il famoso elmo di Bios possa essere preso a termine di paragone in questo contesto,non e' che di para' bellici non si trovino: ci sono e anche belli. Si trovano anche quelli rimontati
    che non e' facile scoprire, se non per la vernice esterna assolutamente non conforme all'originale e spesso con paranaso non
    regolamentari (a volte piu' corti e a volte anche esageratamente larghi, montati tra l'altro molto male).Su ebay ne sono apparsi alcuni recentemente, aventi questa caratteristica.Il soggolo doppio,
    di quelli rimontati ha meno spessore.Lo stesso dicasi per la gomma
    piuma interna, che dopo piu' di 60 anni non puo' essere esageratamente soffice. Volevo anche chiarire una cosa:fino agli anni'60 i vecchi elmetti M.42 sono rimasti in dotazione, ma non e' detto che fossero gli elmetti rimasti intatti dalla 2^GM!Per lo piu',
    onde evitare l'inconveniente della gomma piuma interna diventata
    troppo dura (per sudore, intemperie ecc.),tali elmetti sono stati tutti ricondizionati con adozione di nuova imbottitura conforme a quella originale, nuovo paranaso e nuovo soggolo doppio aventi le stesse caratteristiche di quello vecchio. Tinta kaki, e all'occorrenza
    nuovo fregio frontale con paracadute.NON SONO FALSI! Questo e' bene
    che lo teniate a mente:un esemplare della SMIPAR di Pisa:


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    Dal mio archivio fotografico,un elmetto sicuramente rimontato tra gli anni '70 e '80 (tra l'altro corredato di telino falso):si nota la vernice che si discosta notevolmente dal colore grigio verde regio,un paranaso corto, un soggolo di poco spessore e una gomma piuma del 'ragno', nuova di zecca;la vernice presentava delle pinticchiature (scrostature),per far vedere che era stato usato;notare i bulloni d'aereazione conformi a quelli originali applicati sullo scafo originale:


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    Ultima cosa, gli elmetti VAM azzurri:ne ho visti parecchi.Alcuni hanno
    il colore azzurro sull'originale g. verde, ed in genere sono elmetti
    originali. Qualcuno forse è stato rimontato d'arsenale con accessori
    nuovi, pero' sempre conformi.Sono ancora elmetti dal prezzo abbordabile, anche se proprio non a buon mercato.Dovendo scegliere,
    io opterei per quelli tinti all'esterno di color azzurro, che puo'
    coprire sia il paranaso che il soggolo doppio, e tinti all'interno d'origine g. verde.Eviterei gli altri, sicuramente rimontati (anche se
    d'arsenale).
    [ciao2]PaoloM

  6. #16
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    Che conclusione esaustiva! Era proprio quello che cercavo![ad]

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da marpo

    Ultima cosa, gli elmetti VAM azzurri:ne ho visti parecchi.Alcuni hanno il colore azzurro sull'originale g. verde, ed in genere sono elmetti originali. Qualcuno forse è stato rimontato d'arsenale con accessori nuovi, pero' sempre conformi.Sono ancora elmetti dal prezzo abbordabile, anche se proprio non a buon mercato.Dovendo scegliere, io opterei per quelli tinti all'esterno di color azzurro, che puo' coprire sia il paranaso che il soggolo doppio, e tinti all'interno d'origine g. verde.Eviterei gli altri, sicuramente rimontati (anche se d'arsenale).
    [ciao2]PaoloM
    Ciao Paolo,
    splendida disamina ma non avevo dubbi!
    Puoi togliermi un dubbio relativo agli elmetti "azzurri"?
    Non potrebbe trattarsi degli elmetti così approntati per il progettato reparto paracadutisti dell'Aeronautica che si tentò di costituire a metà* degli anni 70?
    In quel periodo ricordo quando venivano a Pisa alla 46^ a fare i lanci, ma li ho sempre visti lontani dalla linea volo e portavano il basco blù con giro di bitta.
    Ovvio che è solo una mia ipotesi non suffragata da alcunchè e quindi potrebbe benissimo essere sbagliata!
    Saluti!

  8. #18
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    grazie Marpo. ciao

  9. #19
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Il forum è stato fermo un paio di giorni, sicché non ho potuto rispondere in quanto non riuscivo proprio ad aprirlo.
    Carlo, io penso tu abbia ragione sugli elmetti VAM:in effetti negli
    anni '70 (primi) vi fu un gran fervore per abilitare ai lanci
    chi dell'AM avesse voluto ottenere il brevetto, e credo che quegli
    M.42, alcuni per la verita' immacolati, con accessori nuovissimi
    furono previsti per questo. Poi, a mia conoscenza, si presento' un
    numero incredibile di allievi paracadutisti, e la cosa in parte, fu
    riassorbita per motivi che non conosco, anche se so che poi, via via
    i brevetti furono ottenuti, scaglionati nel tempo, tanto che i paracadutisti militari dell'AM, vinsero anche uno o piu' campionati
    del mondo nelle varie specialita' di lanci.Gli M.42 finirono temporaneamente alla VAM, che li uso' pochissimo, giustamente preferendo l'M1 americano o il nostro M.33.
    Come ho promesso, a richiesta di utenti di questo e di altri forum,
    faccio un po' la breve storia degli elmetti da para' italiani postbellici, visto che la conosco:
    Dunque è assolutamente semplicissimo trattare degli elmetti italiani da para postbelici che sono, in ordine di uscita:
    -L'M.42 classico, usato approssimasivamente fino alla fine degli anni '50 con tinta kaki tipica del periodo postbellico, con o senza imbottitura originaria nel senso che se pelle e gomma piuma interna erano ancora rispondenti ai requisiti,
    potevano essere mantenuti.Se erano troppo duri, venivano sostituiti con gomma analoga o pelle analoga a quella del periodo bellico. Stesso discorso per il paranaso, di cui esistono due versioni, una di gomma ricoperta di pelle e una di crine di cavallo, ricoperta sempre di pelle, aventi pressoché la stessa forma.
    (questi due tipi di paranaso erano già* presenti nel periodo regio e RSI sebbene potessero assumere, nel periodo bellico quattro sottotipi di posizioni che andavano dal meno sporgente al piu' sporgente,cosa non piu' verificatasi con gli elmetti M.42 usati nel breve periodo postbellico in cui furono assegnati).In questo periodo
    vennero previsti solamente due tipi di fregi:il primo modello, in tutto e per tutto identico a quello sporadicamente usato nel periodo regio, ma senza corona e poi adottato anche dalla Brigata Meccanizzata Folgore per gli M.33 fino al 1969.Quando la Brigata Meccanizzata Folgore adotto' questo fregio,
    ai paracadutisti, per distinguerli, venne applicato il fregio classico e piu' moderno con ali e gladio nero con paracadute bianco,mantenuto anch'esso fino al 1969.
    Da notare in questo periodo che spesso gli elmetti da paracadutista erano dipinti di kaki anche sul paranaso, sul soggolo doppio e spesso anche sulla parte in pelle dell'imbottitura, dando all'insieme un'aspetto proprio ...schifoso (vedi foto precedentemente postate).A fine anni '50 prima di passare agli elmetti successivi venne tentato l'esperimento di modificare la durezza della gomma piuma interna (che era in realta' caucciu' grezzo) e quella
    del paranaso.Mi risulta che circa 200 elmetti di questo tipo, modificati con questi accessori piu' morbidi, e con sottogola doppi di tipo classico in cuoio naturale,
    vennero assegnati alla nuova specialita' degli Alpini Paracadutisti.Io ne ho un esemplare, purtroppo mancante di 'ragno interno'.
    -Il Casco da carrista M.32 vesti' i primi paracadutisti degli anni '50 in mancanza di scorte adeguate dell'M.42.Lo usarono anche il primo nucleo dei paracadutisti della Pubblica Sicurezza.In qualche foto si notano dei fregi dati forse a porporina,
    ma non ho trovato traccia sulla documentazione scritta.
    -L'elmetto M.42/47. L'approvvigionamento degli accessori era estremamente scarso nel primo dopoguerra che le scorte di accessori per modificare imbottiture, sottogola
    e paranaso, era pressoché nullo.Già* a fine anni '40 il servizio sperimentazione fu al lavoro per apportare modifiche agli M.42, ma avendo a disposizione innumerevoli scafi bellici, penso' bene di utilizzarli cosi' com'erano,applicando la nuova imbottitura (disegnata conformemente alla vecchia, ma con pelle e vera gomma piuma.non piu' caucciu'), il nuovo sistema di sottogola con tre ganci
    a scorrimento, uno destro, uno sinistro e uno posteriore, basato sul sistema britannico,e un nuovo paranaso, stavolta a forma 'semilunare' e piu' morbido di quelli vecchi.Il primo sottogola fu realizzato in pelle marrone scamosciata all'interno, ma evidentemente era troppo lusso, sicché per il soggolo con reggi-mento built-in venne preferita la comune canapa usata per i sottogola dei nuovi M.33. Quindi in sintesi, l'M.42/47 e' uno scafo classico M.41 o M.42,
    corredato della nuova imbottitura, del nuovo soggolo e del nuovo paranaso.
    -L'elmetto M.42/60,ormai lo conoscono tutti, e' un M.42/47 senza bordino,con le caratteristiche gia' dette. Da notare che sia M.42/47 sia M.42/60 hanno portato sino al 1969, il 2° tipo di fregio con ali, gladio neri e paracadute bianco già* detto. Sono elmetti in pratica coevi, i primi assegnati ad esaurimento, gli
    altri fino all'adozione dei vari kevlar, ma usati in addestramento anche oltre tale data.Se ne sono visti anche in Somalia.Per concludere,i primi scafi degli M.42/60 erano modificati dagli M.41
    o M.42 senza bordino. Successivamente, nacquero direttamente senza bordino perché poi vennero direttamente fatti cosi' (impossibile distinguere gli unidagli altri).
    Saluti a tutti[ciao2]PaoloM

  10. #20
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    Para' italiano M.42

    ...senza ragno interno. PaoloM
    [attachment=1:1vikk88n]paraIT Mod 40-42.jpg[/attachment:1vikk88n][attachment=0:1vikk88n]paraIT Mod 40-42 int.jpg[/attachment:1vikk88n]
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