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Discussione: Elmetto 33 dalle caratteristiche inconsuete

  1. #1
    Utente registrato L'avatar di adriano
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    Elmetto 33 dalle caratteristiche inconsuete

    Volevo condividere con voi questo elmetto e cercare di risolvere alcuni quesiti circa la sua collocazione temporale: l'elmetto si presenta colorato esternamente con un verde scuro che però non è il classico verde NATO, è molto più cupo, un verde tendente al grigio/marrone, l'interno invece è nel classico kaki oliva degli anni '60, il sottogola in tessuto color sabbia, ha la fibbia tinta con un colore che ricorda, per intenderci, il giallo fronte italiano usato dai tedeschi, i ribattini che lo fissano alle maglie trapezoidali sono color terra di Siena bruciata, rivetti del tipo post-bellico nella variante a buco stretto, codice S 112 cerchione marcato B 56, ma la cosa più notevole è l'evidente presenza di un altro fregio sempre dei Carabinieri coperto dall'attuale livrea, questo elemento oltre alla patina dell'elmetto, mi hanno convinto, pur trattandosi di una notevole anomalia, a prenderlo.

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    veniamo alla descrizione dei fregi, quello attualmente visibile è un fregio dei Carabinieri rispondente ad una tipologia a me sconosciuta, ha una bella forma armoniosa ma non corrisponde ai tipi già visti la fiamma è composta da lingue molto spesse, la bomba è divisa in tre segmenti è manca del collarino dal quale fuoriescono le fiamme,
    questo fregio realizzato sicuramente con una mascherina è tracciato con una bella pittura nera compatta e satinata, perfettamente integrata con la patina superficiale dell'elmo, la parte superiore, verso la periferia, è un poco sfumata come avviene quando la mascherina non ha aderito bene al momento della realizzazione; nel complesso escludo che sia stato realizzato di recente o a posteriori rispetto all'uso dell'elmetto.

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    L'analisi del secondo fregio di cui si percepisce piuttosto bene il dislivello è stata un poco più laboriosa, a tutta prima ero convinto fosse il solito fregio dei CC che si trova nel dopo-guerra, ed invece pure questo sembra avere caratteristiche difformi, intanto è di dimensioni più contenute nella fiamma, i segmenti che la costituiscono sono distribuiti secondo uno schema leggermente approssimativo, la bomba ha strane maniglie costituite da un trattino dritto ed il collarino della bocchetta è a forma di seme,

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    Questa ricostruzione è lacunosa nella parte centrale della fiamma dove, o c'è una mancanza, o lo spessore della pittura non consente di seguire i contorni, non metterei la mano sul fuoco circa il tracciato delle due lingue che ho lasciato sfumate, comunque ciò che si vede è sufficiente ad affermare che si tratta di una tipologia poco o punto nota.

    Un altro dettaglio che non ho potuto fare a meno di notare è la presenza di una riparazione presente sulla sommità del guscio, all'interno è presente un cordone di saldatura cui all'esterno corrisponde il segno di passaggi su una mola per rettificare, evidentemente, un'altra saldatura praticata esternamente per rendere il tutto più solido ed omogeneo, la riparazione non è recente ma è compatibile con la vita dell'elmetto, infatti all'interno la pittura kaki/oliva ricopre la saldatura ed il tutto è vistosamente stagionato, all'esterno i segni dell'abrasione sono sicuramente ricoperti dalla pittura verde e probabilmente anche dal sottostante kaki/oliva.

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    Altri dettagli significativi:

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    Posto che ufficialmente i fregi vennero aboliti nel 1969, durante il periodo in cui i fregi furono in vigore il colore degli elmetti generalmente era di vari toni di kaki, con l'adozione del Verde NATO (suppongo qualche tempo dopo l'entrata in servizio della combinazione da combattimento verde) i fregi erano da tempo stati abbandonati, allora o si ipotizza che nella seconda metà degli anni '60 per qualche motivo si decise di dotare questo elmetto di una livrea decisamente fuori dal comune, o dopo l'adozione del verde NATO si volle dotare l'elmetto di un fregio identificativo dell'arma.

    Sinceramente ritengo più plausibile la prima ipotesi, non sarà facile dare una spiegazione del perché si opto per questa tonalità di verde (che però differisce parecchio dal consueto verde NATO), ma le caratteristiche dell'elmetto e il regolamento sui fregi mi inducono a pensarla così, se qualcuno ha avuto modo di osservare esemplari analoghi o avendo più esperienza circa l'arma dei Carabinieri è in possesso di informazioni su elmi analoghi, sarei grado volesse dare seguito a questo topic, per inciso pare che l'elmetto provenga da un'abitazione della Garfagnana...
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  2. #2
    Moderatore L'avatar di Gertro
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    Re: Elmetto 33 dalle caratteristiche inconsuete

    Ciao, si tratta di un 33 davvero interessante. A mio avviso la livrea originaria, quella che e' presente all'interno dell'elmo, e' quella degli anni 60 e la livrea esterna e' anch'essa in oliva anni 60 ma di gradazione differente. Infatti la tonalita' di questo colore oliva non e' sempre uniforme ma presenta differenti gradazioni che vanno dall'oliva chiaro all'oliva scuro, dall'oliva ocra all'oliva piu' marcatamente nocciola e cosi' via. Sono colorazioni degli anni 60 e sono persistite anche dopo l'adozione del verde nato nel senso che in generale i 33 in colorazione anni 60 non sono stati opportunamnete adeguati alle uniformi da combattimento adottate all'inizio degli anni 70. La circostanza che l'elmo presenti due diverse tonalita' di oliva e' dovuta al fatto che l'elmo fu ricondizionato solo esternamente per ovviare, evidentemente, ad una verniciatura rovinata. Non e' una novita' la circostanza che 33 anni 60 (come anche 33 di altri periodi) presentino due differenti gradazioni di colore oliva interno/esterno frutto proprio di restauri adottati per la verniciatura esterna. E' probabile che l'elmo fu cosi' restaurato in una caserma e dotato di nuovo fregio. Perche' in caserma? Perche' la fibbia non e' stata opportunamente riverniciata ed adeguata al colore dell'elmo, indice quindi di un restauro generale dell'elmo un po' grossolano e probabilmente l'elmo era destinato ad espletare usi esclusivamente interni e non di ordine pubblico (servizi di guardia ed esercitazioni). Il fregio effettivamente presenta un disegno diverso dai soliti il che induce a ritenere plausibile la realizzazione di fregi anche a mascherina metallica non strettamente regolamentari. Infatti il fregio mi da l'idea di essere stato realizzato usando una mascherina metallica e non altri supporti. Infatti le linee sono ben disegnate e molto precise e il fregio e' molto armonioso nel suo insieme. Probabilmente fu disegnato e realizzato appositamente in caserma per fregiare questi elmi appartenenti chissa' a quale caserma. Spesso in caserma si realizzavano lavori del genere per sopperire a carenze. Il colore della fibbia e' in sabbia, colore usato anch'esso sui 33 CC dell'immediato dopoguerra. Evidentemente l'adozione di soggoli in canapa dev'essere retrotadata parecchio rispetto a quanto comunemente si ritiene proprio per questa tua fibbia dal colore sabbia caratteristico dell'immediato dopoguerra per i 33 CC. Questa fibbia, proprio per aver conservato il suo colore sabbia originario, rappresenta davvero un unicum nel panorama dei 33 postbelici. Non sappiamo se l'elmo sia frutto di un rimontaggio, tuttavia i differenti codici tra il cerchione (B) e il guscio (S) confermerebbe l'ipotesi di un assemblaggio non di fabbrica. Il produttore di elmetti S, infatti, produceva anche cerchioni. Un discorso a parte dovrebbe farsi per la fibbia che potrebbe provenire su questo elmo isolatamente oppure essere gia' presente sul soggolo e in questo caso potrebbe essere l'intero soggolo a provenire isolatamente sull'elmo unitamente al cerchione di altra provenienza. Di sicuro la fibbia e' indice che proveniva da un elmo nel medesimo colore sabbia e non sappiamo se questa fibbia era proprio del tuo elmo ma ne dubito. Infatti l'elmo ha ricevuto una riparazione con un cordone di saldatura. Per queste riparazioni l'elmo veniva smontato, sverniciato, riparato e ricolorato. Successivamente il tuo elmo e' stato ulteriormente ricolorato come ho gia' detto. Troppi passaggi per lasciare la fibbia nel colore sabbia. Penso pertanto ad una sostituzione della fibbia avvenuta in occasione della seconda riverniciatura del guscio senza troppi ripensamenti alla stonatura del colore della fibbia con il resto del colore dell'elmo, questo perche' l'elmo era destinato a compiti interni come ho gia' detto. Per la riparazione in genere quel tipo di intervento (cordone di saldatura poi levigato esternamente) era usuale sui 33 che con l'uso (in genere urti) si spaccavano lateralmente e in altri punti. Queste tendenziali spaccature del 33 erano dovute alla particolare lega acciaiosa dura con cui l'elmo era costruito. In genere spaccature sono rinvenibili lungo i bordi dell'elmo e sono lunghe da alcuni millimetri a qualche centimetro. Ciao e complimenti.

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