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Discussione: Elmetto giapponese da Iwo Jima

  1. #1
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    Elmetto giapponese da Iwo Jima

    Salve a tutti!
    Voglio mostrare a tutti voi questo stupendo pezzo di storia proveniente dalla famosissima isola di Iwo Jima.
    Prima di mostrarvi le foto vorrei fare dei brevi cenni storici riguardo alla battaglia.
    Iwo Jima definita in giapponese "isola di zolfo" per la presenza del vulcano Suribachi.
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    La battaglia di Iwo Jima fu una battaglia della seconda guerra mondiale che avvenne nel teatro di operazioni del Pacifico tra le forze statunitensi e quelle giapponesi.
    Iniziò il 19 febbraio 1945 e terminò il 26 marzo dello stesso anno.
    A causa della sua vicinanza con il Giappone sarebbe stata un'essenziale conquista da parte degli USA per poter rifornire i propri bombardieri.
    Prima della caduta di Saipan (giugno 1944), i giapponesi sapevano che Iwo Jima avrebbe dovuto essere rinforzata in maniera rilevante per poter essere mantenuta; si decise pertanto di inviare sull'isola un congruo numero di uomini e mezzi. Alla fine di maggio, il ten.gen. Tadamichi Kuribayashi fu convocato nell'ufficio del primo ministro, gen. Hideki Tojo, il quale lo informò che era stato prescelto per difendere l'isola ad ogni costo. L'8 giugno 1944 Kuribayashi era in viaggio per trasformare Iwo Jima in un'imprendibile baluardo.
    Il gen. Kuribayashi era determinato più che mai a vender cara la pelle, sebbene la mancanza del supporto aeronavale indicava che l'isola non poteva essere mantenuta all'infinito contro un invasore nettamente superiore. Infatti la flotta giapponese fu distrutta alle Marianne e tutti glia aerei presenti sull'isola furono inviati a difendere la capitale.
    Alla fine di luglio Kuribayashi evacuò i civili dall'isola. Rispetto al suo predecessore ten.gen. Hideyoshi Obata, il gen. Kuribayashi adottò una strategia diversa: anziché tentare di mantenere le spiagge, egli progettò di difenderle con una miriade di armi automatiche e di fanteria. Artiglieria, mortai e razzi sarebbero stati allocati ai piedi e sui pendii del monte Suribachi e sulle alture a nord della base aerea di Chidori.
    Una difesa duratura dell'isola richiedeva l'allestimento di un ampio sistema di grotte e gallerie, dato che i bombardamenti navali avevano chiaramente evidenziato che le strutture di superficie non potevano resistere ad un intenso cannoneggiamento. A tal proposito il Giappone inviò sull'isola degli ingegneri minerari, onde progettare degli elaborati tunnel, disposti su vari livelli, forniti di una buona ventilazione e capaci di ridurre gli effetti delle esplosioni di bombe o proiettili vicino gli accessi.
    I soldati sacavarono giorno e notte sotto i costanti bombardamenti che riducevano di molto il sonno, erano esposti a temperature dai 30 ai 50°C e a vapori di zolfo. Nonostante tutto questo riuscirono a costruire gallerie, bunker, case matte e 3 aeroporti.
    Prima dell'attacco i numero di soldati giapponesi impiegati sull'isola era di ben 20.000 uomini tra marina ed esercito.
    La battaglia iniziò alle ore 02:00 del 19 febbraio, i cannoni delle navi da battaglia segnalarono l'inizio delle operazioni. Subito 100 bombardieri attaccarono l'isola, seguiti da un'altra salva sparata dalle unità* navali. Alle 08:59 il primo marine metteva piede sull'isola.
    I militari americani si scontrarono subito con un pesante fuoco nemico proveniente dal monte Suribachi e combatterono su un terreno molto disagiato. Ciò nondimeno, alla sera 30.000 marines erano sbarcati ed avevano circondato la montagna. Ne sarebbero arrivati altri 40.000 circa.
    L'arrampicata in cima al Suribachi fu combattuta palmo a palmo. Il fuoco dei cannoni era inefficace contro i giapponesi, ma i lanciafiamme e le granate erano utili per bonificare i bunker. Infine, il 23 febbraio la sommità* fu raggiunta. Vi fu innalzata una bandiera USA, la quale fu poi rimpiazzata da un'altra più grande, in modo da conservare la prima per il battaglione. Fu quello il momento in cui il fotografo della Associated Press Joe Rosenthal scattò la famosa foto "Raising the Flag on Iwo Jima".
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    60,03*KB

    Con la messa in sicurezza dell'area di sbarco, più truppe ed equipaggiamento pesante giunsero sull'isola e l'invasione procedette verso nord per catturare gli aeroporti ed il resto di Iwo Jima. Molti soldati giapponesi combatterono fino alla morte. Nella notte del 25 marzo, una forza di 300 giapponesi lanciò un ultimo contrattacco presso l'aeroporto n. 2 combatterono fino al mattino, lasciando sul campo circa 100 uomini e subendo 200 feriti. Quasi tutti i soldati della forza giapponese caddero in combattimento. L'isola fu dichiarata sicura il giorno successivo.
    Dei 20.000 giapponesi di stanza sull'isola, ne perirono 18.000 e ne furono catturati 216. Le forze alleate subirono 26.000 vittime, di cui 7.000 caduti (circa un terzo dei marine morti durante la seconda guerra mondiale).
    Approposito del generale Tadamichi Kuribayashi


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    il 24 marzo gli americani ancora lo cercavano nelle caverne, ma il suo rifugio non fu mai trovato e il 26 marzo le cronache di guerra riportarono che, con l'isola interamente in mano americana e l'esercito giapponese annientato, probabilmente il generale si era tolto la vita con il rito del seppuku "una specie di hara-kiri", anche se il suo cadavere non fu mai ritrovato. Questo fatto lo consegnò alla leggenda.
    Spero sia stato di vostro gradimanto questo riassunto![]
    (Le immagini quì sopra sono state prese dal Web e per il riassunto mi sono aiutato con wikipedia).

    E ora passiamo alle foto del cimelio in mio possesso:

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    L'elmetto presenta ancora tutti i rivetti e la bellissima stella sul frontale, ma anche gran parte della vernice.

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    Questo cartellino datato 7 luglio 98 dice che l'elmetto è stato ritrovato durante dei lavori nell'aeroporto dell'isola di Iwo Jima.


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    All'interno dell'elmetto ho trovato incisa nel metallo questa lettera ormai gonfiata dalla ruggine. Sicuramente era il nome del propietario o un simbolo non sò di cosa...

    Spero che qualcuno di voi voglia intervenire con informazioni o materiale giapponese, qualsiasi commento sarà* gradito.
    Vorrei consigliarvi una cosa: se avete la possibilità* guardate i film "Lettere da Iwo Jima" che racconta la battaglia vista dalla parte dei giapponesi, ma anche "Flags of Our Fathers" la battaglia vista dalla parte degli americani. Tutti e 2 sono diretti dal magnifico Clint Eastwood.
    Grazie a tutti per l'attenzione [ciao2]

  2. #2
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    Porca miseria!!!Un pezzo che da solo fa una collezione!!!
    Complimenti!!!
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  3. #3
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    Un bel racconto a corollario di questo bel elmetto.
    La prima foto con la sabbia della spiaggia nera mi ha fatto venire in mente il film che hai citato "Lettere da Iwo Jima" un film molto bello con quella musica di sottofondo mentre si vedono i resti della difesa giapponese e proprio questo elmetto ritrovato lì mi ha fatto in parte immaginare la battaglia e mi ha dato delle sensazioni particolari.
    Iwo Jima non è altro di quanto rimane di un vecchio vulcano spento da millenni ed eroso dai venti e dalle acque, ha la forma di una pera ed il vulcano con il suo vasto cratere ne occupa la punta.
    Visto dal basso il monte Suribachi sembra uguale a tanti altri ma scalati i suoi 180 metri si scopre che si tratta appunto di una specie di tazzina da caffè a spigolo tagliente.
    Ho letto tempo fa da qualche parte (spero di ricordare bene) che il corpo degli alti ufficiali dopo il rito del hara-kiri doveva essere nascosto perchè non cadesse in mano nemica.
    Non sono uno specialista in elmetti e come ho detto mi piace molto e vorrei porre una domanda quei due forellini che non mi sembrano da ruggine a cosa potevano servire??
    Posto una foto tratta dal mio cartaceo di un aereoporto di Iwo Jima forse il n° 1 di Motoyama e forse dove è stato trovato quell'elmetto.
    Avevo dimenticato la foto
    [ciao2]

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    113,64*KB
    luciano

  4. #4
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    Sì,è vero,gli ufficiali dopo il seppuku dovevano essere nascosti perchè le loro spoglie non venissero prese dal nemico.
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  5. #5
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    I due forellini servivano per la traspirazione dell'aria "almeno credo"
    Cocis quello che hai descritto di provare tu lo sento anche io ogni volta che lo guardo penso alla storia, a quei poveri uomini con un grandissimo senso del dovere e dell'onore!
    Ed è rimasto sepolto fino a qualche tempo fa nell'isola, insieme a cissà* quanti altri reperti senza un nome...
    Cocis forse ti sei dimenticato di postare la foto.
    Un grazie anche a Blaster
    [ciao2]

  6. #6
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    Dovrebbe trattarsi di un elmetto Mod.1929,se non erro.
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  7. #7
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    Si scavo e trovo avevo dimenticato di postare la foto ora l'ho fatto vai alla mia risposta precedente l'ho modificata.
    Abbiamo le stesse sensazioni [^]
    Ho appena letto su un libro e ti confermo che i forellini servivano per l'aerazione.
    Blaster a me sembra un modello 1930-32
    [ciao2]
    luciano

  8. #8
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    complimenti..è molto bello.
    e grandi come sempre nelle spiegazioni e nelle foto.
    penso che all'interno dei Bunker del Suribachi tutt'oggi ci siano diversi soldati e ufficiali "dispersi" causa suicidio..o mine collocate dagli americani che fecero implodere le volte sopra di loro.

    ciao
    digjo
    Ciao
    digjo

  9. #9
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    Cavolo! scavo e trovo, un pezzo unico e certificato! Bellissimo, complimenti!
    DANIELE
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  10. #10
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    Splendido pezzo di storia!
    Chissà* come hanno fatto a bonificare l'isola negli anni a seguire!
    Certo che in quelle acque si deve trovare ancora di tutto, peccato che presentarsi con qualche ricordino al check-in crei qualche problema....
    Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
    Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione;
    e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
    E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
    È tempo di morire. (Blade Runner)

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