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Discussione: Elmetto Spagnolo Eibar

  1. #1
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    Exclamation Elmetto Spagnolo Eibar

    spagna04740_001.jpg


    Vorrei stimolare la discussione sugli spagnoli.
    Anche questi sono stati considerati per parecchio tempo elmetti di scarso interesse, soprattutto associando l'idea al fatto che gli Z42 in particolare sono stati troppo spesso spacciati per "tedeschi", magari malamente ritinti e addobbati (rovinando tra l'altro magari dei buoni esemplari originali spagnoli[])

    Poi la Spagna non ha fatto la 2gm e quindi tutto ciò che non ha le "stimmate" belliche (vedi anche gli ottimi elmetti svedesi, gli svizzeri o i portoghesi) perde subito d'importanza.

    Da un po' di tempo comunque si assiste ad una "rivalutazione" degli Spagnoli, siano essi di produzione nazionale, così come uno delle miriadi di tipi provenienti un po' da tutte le parti, impiegati durante la Guerra Civil e spesso ricondizionati durante il Governo Franchista.

    Fra gli elmetti di produzione locale uno di quelli meno comuni e anche un po' più "misteriosi" è il cosiddetto "Eibar".

    Di questo elmetto non si sa con certezza quando sia stato costruito, dove e in quanti esemplari.
    E' conosciuto sia come Mod.34, anno che dovrebbe essere quelllo di progettazione e studio, sia come Mod.38, anno di produzione o più probabile di concreto utilizzo sul campo.
    La costruzione dei gusci avvenne presso l' Arsenal National de Artilleria de Trubia, nelle Asturie presso Oviedo, utilizzando anche lamiere in acciaio italiane prodotte dalla Ansaldo.
    Il montaggio del rivestimento e del soggolo,oltre che nella fabbrica sopra citata, pare sia avvenuto anche in impianti della cittadina di Eibar, nei Paesi Baschi, proprio nel 1938 e nelle immediate retrovie del fronte, da qui il nome di Eibar.
    La produzione totale è incerta: si va da 1500 a 3000 pezzi costruiti.

    L'esemplare che vi presente comunque è un riconvertito Franchista, riverniciato in verde oliva, dotato di soporte e stemma e nuovo soggolo.
    In questa conformazione sono stati rimasti in servizio, sia pur per i riservisti, fino agli anni 70.

    scomparse foto

  2. #2
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    non mi piace proprio....[]nel senso l'elmetto in generale non il tuo in specifico[innocent][ad] per il tuo complimenti è in ottimo stato!!!

  3. #3
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    ragazzi oramai piesse è partito e non lo ferma + nessuno, tu sei veramente il COLLEZIONISTA DI ELMETTI (1 dei pocchi)non come molti che si definiscono ciò ma poi possiedono solo elmetti tedeschi, ti rinnovo i complimenti x la tua vera passione x gli elmi.[]
    affrontare l'impari lotta contro l'ocupante con tutte le conseguenze di sacrifici e di sangue che comportava, o rinunciare, per un lungo periodo di tempo, alla prospettiva di indipendenza nazionale e alla conquista di un regime democratico

  4. #4
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    ciao a tutti, mi permetto di dissentire amichevolmente su alcuni punti dal momento che sono appassionato della guerra civile spagnola e degli elmetti spagnoli in generale.
    in italia molti non sanno nemmeno che in spagna c'è stata una guerra civile, gli elmetti spagnoli, compreso quello di piesse, hanno equipaggiato soldati che hanno combattuto una delle guerre più sanguinose e ideologicamente importanti di tutti i tempi.
    in italia non sono ancora apprezzati (meglio per me che li colleziono), all'estero invece si pagano fior di quattrini.
    per quanto riguarda l'aspetto estetico, dal mio punto di vista sono molto belli. dell'eibar in particolare notate l'imbottitura assolutamente avveniristica per gli anni 30.
    io ne possiedo 2 del periodo guerra civile, dopo le vacanze ve li illustrerò nei minimi dettagli.
    intanto alll'esauriente spiegazione di piesse, posso aggiungere che sembra che il casco eibar dovesse equipaggiare reparti non destinati a un impiego in prima linea, lo si evince anche dal minor spessore dell'acciao rispetto al mod.26.
    inoltre oltre al classico color marrone ne esistono anche color sabbia, forse destinati ai reparti in africa?

    saluti

  5. #5
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    Non posso che ringraziare Piesse per l'ennesimo topic di cultura che ci ha fornito ed invitare Dudi a tornare prima possibile dalle ferie per postare i suoi gioielli.Ciò che mi ha colpito,è la piccola quantità* di elmi prodotti,che se corrisponde al vero,significa che Piesse e l'amico Dudi hanno non solo qualche rarità*,ma anche un piccolo patrimonio che col tempo non può che crescere di valore.
    Ho visto giusto?

  6. #6
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    Io sto cercando un'aquila come quella. Immagino che a sapere come si chiama se ne possa trovare qualcuna in rete. Ho cercato come "aguila". Qualcuno sa come si chiama esattamente?
    Baytown 1943 - Marcello

    "O, God, Thy sea is so great and my boat is so small"

  7. #7
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    Non mi appassiona questo genere di elmetti,però non posso fare a meno di farti i complimenti per questo esemplare che è davvero ottimamente conservato.
    A/F 505 PIR 82ND AIRBORNE DIVISION "ALL AMERICAN"
    H-MINUS
    ALL THE WAY!

    www.progetto900.com

  8. #8
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Come elmetti, gli spagnoli non sono né i migliori né i piu' belli,tuttavia a mio parere emanano un fascino notevole, specie quelli vissuti sul campo di battaglia della Guerra Civile, per lo piu' M.26.
    L'Eibar e' un tentativo di miglioramento dell'M.26 e l'imbottitura e' la piu' moderna per semplicita' concepita negli anni '30.Peccato che essendo sostenuta cupolarmente, sbilancia l'elmetto. Forse a questo non avevano pensato (come gli inglesi con i loro MKIII e MKIV)! Non vi lamentate se trovate ancora relativamente a basso prezzo gli elmetti spagnoli!In UK, frequentando le varie aste, gia' cominciano a chiedere prezzi stratosferici![ciao2]PaoloM
    PS:l'aquilotto con corona franchista ducale, da non confondere con la corona regale attuale, e' chiamato in gergo 'pollo'.

  9. #9
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  10. #10
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    Molto bello questo esemplare, "scampato" ai ricondizionamenti post guerra civil.
    L'unico particolare sotituito sembra il soggolo, ma per il resto è tutto in conformazione iniziale.

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