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Discussione: elmo DDR Mod. 1956

  1. #11
    Utente registrato L'avatar di silent brother
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    Molto bello Terry, anch'io ne ho uno come il tuo, più altri due in differenti versioni.
    Quando aprirai il topic nella stanza apposita, integrerò molto volentieri![]
    DANIELE
    "Ad unum pro civibus vigilantes"

  2. #12
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    Ciao Terry a giudicare dall'imbottitura dovrebbe essere l'ultimo modello...bella la retina a ganci, quella invece dovrebbe essere un modello un pò piu antecedente![]
    Al mondo ci sono persone che sanno tutto. E purtroppo, questo è tutto quello che sanno.

  3. #13
    Utente registrato L'avatar di piesse
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    Emetti DDR Mod.56 (VOPO)

    ddr-bandiera.png


    vorrei sviluppare un po' questo argomento.

    Tutti abbiamo presente il caratteristico elmetto della DDR, la Germania "al di là* del muro", lo consideriamo comune e poco apprezzabile, e in parte è così, ma faccio notare che ne esistono già* diverse versioni rare e ricercate, e di valore economico di tutto rispetto.

    Breve storia:
    l'elmetto in questione deriva dal misterioso progetto BII, elmetto progettato e forse realizzato negli ultimi mesi di guerra, forse addirittura usato in via sperimentale, ma dell'esistenza del quale fino ad oggi non esistono prove certe. Ne abbiamo parlato già*:

    Comunque, negli anni nei quali si cominciò a produrre di nuovo materiale militarie, mentre nella Germania Occidentale ci si rifaceva a modelli di ispirazione NATO e in particolare USA, all'Est si ripescò questo validissimo progetto e nacque appunto il Mod.56.

    Per la precisione prima di questo fu sviluppato un modello ispirato più da vicino al classico Stahlhelm, ma ancora più squadrato e semplificato nelle linee, denominato Mod.54.
    Si tratta di un elmetto oggi assai raro; tanto per fare un esempio ne ho visto uno qualche mese fa sul solito sito d'aste, tra l'altro la seconda versione (meno rara) che è stato quotato e venduto intorno ai 1000 euro; vi confesso che ero arrivato anch'io ad offrire una cifra molto vicina e l'ho perso (anche con un certo sollievo devo dire, a volte ci ci fa prendere un po' la mano...) per poche decine di euro.

    Ma torniamo al M.56.
    Schematizzando un po', possiamo dire che è stato realizzato in tre versioni principali.
    Il guscio è praticamente sempre lo stesso.
    La differenza si ritrova nell'imbottitura interna.

    Il primo modello montava una imbottitura sorretta da tre rivetti con un piccola testa rotondeggiante esterna; il cerchio era metallico, si rifaceva alla rara intelaitura bellica Mod.44, che non prevedeva più il classico controcerchio a lamelle, ma diveniva di tipo vagamente simile a quella degli elmetti italiani M33, tanto per capirsi; e su di esso era fissata la pelle a otto patte in tutto e per tutto simile alla classica Mod.31 degli stahlhelm bellici, sicuramente anche surplus bellici; se ne vedono anche con pelli a 8/9 patte senza forellini, del tipo osservato su elmetti Luftwaffe o Luftshutz, su M16 transizionali, su M34, Gladiator, ecc. soprattutto prebellici.
    Detto modello inizialmente montava un soggolo semplice, diverso però da quelli bellici, in particolare per i rivetti fissi e non asportabili, successivamente un soggolo con due attacchi per parte, uno classico laterale e uno nucale.

    Successivamente, nel 1966, uscì una versione modificata, sempre con tre bulloni di sostegno ma con armatura in materiale plastico rigido; la pelle rimaneva nelle prime serie di tipo analogo alla precedente, successivamente del modello poi utilizzato nella versione successiva, ovvero di tipo semplificato, a sei patte e senza forature; inoltre, fra cerchio e guscio vennero istallati quattro rettangoli in gomma con compiti di ammortizzazione; il soggolo era ormai standardizzato nel modello doppio.

    Nel 1976 infine apparve la terza versione; il guscio all'esterno appare completamente liscio e scompaioni i bulloni esterni; l'armatura di sostegno diviene in plastica flessibile e regolabile, molto simile a quelle che si vedono negli odierni elmetti da lavoro; la pelle è semplificata, in sei patte più grandi e non forate, con quella a contatto con la fronte realizzata separatamente e staccata, probabilmente per renderla facilmente sostituibile in quando considerata più soggetta a sudore e quindi usura; il soggolo è sempre di tipo doppio. In questa versione sono sempre presenti, nella zona frontale e nucale, due grossi pezzi di gommapiuma sagomata per rendere il tutto più comodo.

    Da notare che possono esistere esemplati "ibridi" come del resto succede spesso un po' con tutti i tipi di elmetti.

    Dal punto di vista collezionistico la 1^ versione è di gran lunga la più rara, specialmente se si tratta di esemplari fregiati con i simboli della Volskarmee o della Volkspolizei.
    Detti simboli ufficialmente cessarono di essere applicati nel 1960, per cui si trovano solo su elmeti del 1° tipo; esistono poi altri simboli per usi vari (Protezione Civile, Croce Rossa, Traffico Militare, ecc.), questi ultimi presenti anche su elmetti dopo gli anni 60.

    Eistono poi dei corrispettivi delle suddette versioni anche in resina o plastica, a volte corredati di telini colorati, per usi militari ma leggeri, direzione traffico, parate, guardia, ecc., e talvolta fregiati con adesivi dei vari corpi.

    Infine un'altra rarità* è la versione da esportazione, il Mod.82, o Gerat 605, di forma molto più tondeggiante e meno spigolosa, tanto che talvolta, superficialmente, viene confuso con lo Jugoslavo Neretva 44.

    Dopo questa lunga, ma spero non noiosa, introduzione, alcuni esempi di quanto detto.

    Comincio con uno standard Mod.56/76, la versione più recente.
    Continuerò prossimamente, se interessa, con altre versioni.

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  4. #14
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    Bello!

    ne ho uno identico anch'io, comprato nel '90, nuovo di magazzino, per 20.000 lire compreso di retina da attaccare tramite gancetti e telino mimetico con "zanzariera". All'epoca acquistai (40.000) divisa completa invernale, stivali, colbacco, borraccia e giubbino senza manche con portacricatori x ak.
    appena ho 2 minuti posto qualche foto

    ciao
    marcuzzo
    Il mio avatar è la foto di Arthur Kueger, Feldwebel ferito a Stalingrado, mancato nel gennaio 2009

  5. #15
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    Ottima spiegazione,Piesse!!!Peccato che io non possa contribuire in modo alcuno.Adesso attendiamo i pezzi di Marcuzzo,perchè devo dire che la curiosità* c'è ed anche parecchia.
    Ciao![ciao2]
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  6. #16
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    Che bel topic, anch'io aspetto i pezzi di Marcuzzo. [ciao2]

  7. #17
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    La tua disamina è come al solito molto particolareggiata. Io non ho niente che possa contribuire alla discussione se non una esclamazione che viene dal cuore " che brutto ". Senza nulla togliere all'indubbia funzionalità* trovo che sia uno dei più brutti elmetti mai prodotti, parlo da inesperto però. Ci sono oggetti che ti trasmettono delle sensazioni più o meno positive. Questo lo definirei un elmetto da Visitors, mi tramette una sensazione di "alienità*" che non so spiegare l'ho sempre trovato inquietante.
    Dette le mie personali pirlate aspetto il resto.
    Ciao
    Andrea
    Homo homini lupus. Draco dormiens nunquam titillandus
    lo spirito di Cesare, vagante in cerca di vendetta, con al suo fianco Ate uscita infocata dall'inferno, entro questi confini con voce di monarca griderà "Sterminio", e scioglierà i mastini della guerra, così che questa infame impresa ammorberà la terra col puzzo delle carogne umane gementi per la sepoltura.

  8. #18
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    Come avevo detto nel topic aperto da Terry, aggiungo i miei elmetti nel topic aperto ora da Piesse nella stanza giusta.


    Il primo, è un modello '56 della seconda versione, con imbottitura Mod.1931 montata su cerchione metallico a cui sono cuciti quattro cuscinetti di gomma e provvisto di soggolo doppio. Il guscio internamente è marcato "II 3 61" penso che corrispondano rispettivamente, il "II" alla taglia, il "3" al lotto o al mese di fabbricazione e il "61" all'anno di produzione.

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    Il secondo e' un guscio Mod.'56 di primo tipo a tre rivetti esterni, ricondizionato e adattato a una nuova imbottitura in pelle e gommapiuma montata su di un'armatura in plastica, fissata all'elmo tramite l'incastro su sei supporti metallici saldati elettricamente.
    La copertura era utilizzata dagli addetti al traffico militare.

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    Il terzo è la versione definitiva del mod.'56, l'imbottitura è quella del precedente ma montata su un guscio di nuova produzione senza rivetti esterni.
    La copertura mimetica era provista di rete mimetica facciale e di un paranuca, entrambi ripiegabili all'interno.

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    DANIELE
    "Ad unum pro civibus vigilantes"

  9. #19
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    Ottimo topic.
    Si vede chiaramente che è la naturale evoluzione dei più famosi Stahlhelm tedeschi.Doveva essere sicuramente più comodo e maneggevole.

  10. #20
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    Ottimi esemplari, Silent, e molto chiare come spiegazioni, bene.

    Fra l'altro hai accennato ad un particolare significativo che io avevo tralasciato.
    Si trovano molti esemplari con i tre bulloncini esterni, ma morti all'interno, rimasti solo per non lasciare buchi sull'elmetto, e dotati di imbottitura di ultimo tipo.
    Sono dei gusci "prima" e "seconda" serie (M56 e M56/66) ricondizionati allo standard della "terza" serie (M56/76) che quindi possono considerarsi "ibridi" a tutti gli effetti.


    Allo, continuo anch'io con un esemplare di M56, imbottitura tipo 31, soggolo doppio e cuscinetti in gomma.
    La particolarità* è il distintivo della Difesa Civile.



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