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Discussione: FIAT CR42 Falco

  1. #11
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    Re: FIAT CR42 Falco

    Questo caccia anacronistico venne costruito fino al '43 inoltrato, quando macchine molto più performanti erano già* e da tempo in linea, ovviamente a discapito di una maggior produzione di queste ultime.

    Gli esemplari ancora esistenti sono 3:
    Quello di Londra Hendon RAF Museum (no IWM) dalla livrea fantasiosa; quello svedese attualmente in restauro a Duxford (Inghilterra) per riportarlo in condizioni di volo; e quello di Vigna di Valle.
    Di uno in Sudafrica non ho mai sentito parlarne.

    Chiaramente ora sono dei bei cimeli dallo spiccato valore storico!

  2. #12
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    Re: FIAT CR42 Falco

    Citazione Originariamente Scritto da Peo
    Di uno in Sudafrica non ho mai sentito parlarne
    Ciao Peo,
    Un possibile esemplare Sud Africano l'avevo citato col beneficio dell'inventario, come si suol dire, in quanto a memoria mi pare di ricordare qualcosa circa il CR42 in quel Museo Aeronautico.. che ne abbiano delle parti staccate?
    conviene informarsi meglio.. :P
    Comunque sia sono sicuro che tu abbia ragione, quindi qualsiasi cosa abbiano in Sud Africa gli esemplari al mondo sono solo 3: due "originali" ed uno ricostruito sulla base di parti di parti di relitti e ricambi accantonati nei magazzini.
    Riguardo il caccia conservato in Gran Bretagna, atterrato praticamente intatto nel novembre 1940 su una spiaggia del Norfolk, esso apparteneva all'95°Squadriglia CT ed era pilotato al momento della cattura dal sergente Pietro Salvadori. Dopo lunghi anni in cui è stato esposto con la sua livrea originale durante un restauro hanno modificato "di fantasia" sia lo schema mimetico che i distintivi.. con un risultato davvero non all'altezza del valore del cimelio e dell'istituzione che ne è proprietaria..

    Un caro saluto :P :P
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    Non amo la spada per la sua lama tagliente, né la freccia per la sua rapidità, né il guerriero per la sua gloria. Amo solo ciò che difendo..

  3. #13
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    Re: FIAT CR42 Falco

    Bacchiola come dici tu può darsi che in Sudafrica sia conservata qualche parte dell'aereo.
    Il sergente Pietro Salvadori nel dopoguerra rientrato in Italia dalla prigionia, perì in incidente al decollo a bordo di un P47 Tunderbolth, se non ricordo male, al S. Giuseppe di Treviso.
    Al museo di Hendon ci sono stato 3 volte e in occasione della mia ultima visita ho scritto una Mail per criticare sia la livrea che lo sbaglio di collocazione del fascio in fusoliera della fiancata destra che presenta la scure rivolta verso la coda e non in avanti.
    Il direttore mi ha come sempre risposto molto cortesemente che in futuro è previsto un restauro completo ma non prossimamente ma più in là* nel tempo.

  4. #14
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    Re: FIAT CR42 Falco

    Nella gamma dei possibili avversari di inizio guerra non è che il CR42 fosse così superato.

    Gli inglesi avevano in linea ancora Gladiator e Gauntlet, biplani come il nostro e anche meno agili, seppur forse un pizzico più robusti.
    In A.O.I. è vero che noi avevamo ancora anche i CR32, ma dall'altra parte sopravvivevano Hawker Hart, Fury, Hartbee, Demon, i Fairey Gordon, i Vickers Virginia, Victoria e Valentia; anche i più moderni Vickers Wellesley o i Blenheim prime versioni non è che fossero avversari temibilissimi. Anche in A.S. inizialmente il confronto era accettabile, specie con gli aerei imbarcati quali Fairey Swordfish, Blackburn Skua o i gia citati Gloster Sea Gladiator.

    Sul fronte greco ci trovammo di fronte ancora qualche Gladiator, oppure i monoplani a parasole PZL P24 (versione a cabina chiusa del PZL 11 del 1928, quelli decimati dalla Luftwaffe nel 39) oltre a pochi Blenheim e Hurricane Mk.I, quelli ancora con elica bipala.

    Anche il panorama aeronautico Francese non è che brillasse, e a parte i più moderni caccia Dewoitine 520, o i "tuttofare" bimotori Potez serie 63 e i nuovi bombardieri bimotori LeO 45, ci trovammo di fronte come possibili prede, alcuni fra i più brutti e lenti aerei della storia dell'aviazione, quali i bombardieri Farman 223, gli Amiot 143 o i Bloch 210 o gli enormi idrovolanti Latecoère o Lioré-et-Olivier; la caccia che ci avrebbe dovuto contrastare era ancora basata su antiquati Dewoitine D501 e qualche Morane Saulnier 406, più moderni, ma ancora abbordabili per i nostri 42, oppure gli idrocaccia Laté 291, abbastanza moderni ma assolutamente non in grado di reggere il confronto manovrato coi nostri Falco. Anche i bombardieri leggerei Breguet 693 o Loire-Nieuport LN11 erano sostanzialmente prede alla portata.

    Gli Jugoslavi, a parte pochi Savoia Marchetti S79 versione bimotore, comprati in Italia, avevano pochi Rogozarski Fizir da impiego generale, qualche superato caccia Ikarus IkII con ala alta, alcuni idro Rozozarski SimXIV e un assortimento di vecchi biplani e monoplani ad ala alta, di disparata provenienza.

    Il teatro russo fu per fortuna risparmiato ai nostri valori biplani, ma specialmente all'inizio guerra l'aviazione sovietica era davvero demoralizzante (per loro) e esaltante per gli avversari: ciò spiega anche gli scores degli assi tedeschi fra il 1941 e il 1942.

    Certo, quando gli avversari cominciarono a chiamarsi Hurricane MkII e seguenti, Spitfire, Curtiss P40D, E e F, senza scomodare i poderosi e micidiali P47 Thunderbolt o P38 Lightning, non esisteva più confronto.

    Ma, ad onor del vero, non è che il CR42 anche se costruto fino al 43 e impiegato fino alla fine della guerra quando non anche oltre, fu utilizzato non certo in duelli aerei ma in operazioni di aerocoperazione tattica terrestre, anche notturna, e poi in compiti di addestramento e collegamento, parimenti a molti aerei anche inferiori qualitativamente per esempio nelle file della Luftwaffe (per esempio gli Henschel 123, i Bucker Jungmann, Jungmeister, Bergmann e altri ancora).

    Diciamo che fra i biplani da caccia il CR42 (ma anche il CR32) quasi a pari merito col Gloster Gladiator rappresentano il top e contemporaneamente il canto del cigno della categoria, ed erano tranquillamente in grado di reggere il confronto con quasi tutti i monoplani di prima generazione.

  5. #15
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    Re: FIAT CR42 Falco

    Molto interessante il tuo intervento piesse, un invito al confronto. Se consideriamo l`inizio del conflitto e i vari teatri di impiego immediato (o quasi) sono d`accordo con te su alcuni punti, meno su altri.

    Comincio da ovest: hai fatto un lungo elenco di velivoli francesi, ma tieni presente che i nostri cacciatori di 3° e 53° Stormo, quando ebbero scontri, li ebbero con i MS 406 (500 KM/H 1 cannone da 20mm e due mitragliartici), i Bloch 151 (490 KM/H e 4 mitragliatrici) e i Dewotine (550 KM/H 1 da 20mmm e da due a 4 mitragliatrici)... dura reggere il confronto, almeno sulla carta.

    A nord, esperienza del CAI (primo semestre di guerra)... meglio sorvolare, per carità* di patria e per rispetto a coloro che comunque su quel fronte combatterono.

    A est, fronte dei balcani, ci fu un po` di tutto, ma non sottovaluterei gli avversari. Ai greci, che avevano Gladiator e Bloch e PZL24, già* dalla metà* di novembre si sostituirono gli inglesi con i Blenhiem MKI in configurazione bomber e fighter e con i Gladiator MkII e con gli Hurri MKII del 33 Sq... Tutti aerei più armati e più veloci (a parte i Gladiator) dei nostri.
    Quanto agli Jugoslavi, noi li facemmo solo bombardamenti e antiguerriglia, niente scontri tra caccia.

    A sud: lascerei stare L`AOI, un teatro piuttosto anomalo per logistica e schieramenti, almeno da un punto di vista aeronautico. Mentre guardando all`Africa settentrionale, sono d`accordo con te, in una fase iniziale lo schieramento non mostrava svantaggi evidenti... ma solo in una fase iniziale. E questa parità* era purtroppo vanificata sul campo da tutta una serie di inadeguatezzeche i nostri non furono mai in grado di colmare: dalla logistica, alla mancanza di ausili indispensabili in quel teatro (filtri antisabbia), al servizio di manutenzione, alle linee di rifornimento, ai collegamenti radio... e se apriamo alla preparazione bellica dei piloti, il buio si fa ancora più fitto.

    Quanto agli impieghi secondari col proseguo della guerra: nel 1943, a pochi giorni dallo sbarco in Sicilia i CR42 andavano a fare i cacciabombardieri su Malta e sull`Algeria... prima linea. Sono convinto che decollare con le bombe da 50 chili sotto le ali nell`estate del 43, per andare a bombardare la flotta nemica, con gli stessi aerei, gli stessi ausili alla navigazione del 40, fosse eroismo puro.

    Chiudo dicendo che mentre il CR32 ha senza dubbio rappresentato l`apice del velivolo biplano, il suo fratello maggiore, il CR42, ne riproponeva i limiti, senza averne i pregi.
    Il canto del cigno della categoria fu la Spagna, dove i nostri sapevano che per potere ingaggiare i Rata ci doveva essere un grosso vantaggio di quota, ma non solo, sapevano che il tempo del duello manovrato era ormai superato dalla maggiore potenza, dall`armamento e dalle conseguenti nuove tattiche d`impiego dei velivoli monoplani. Dove alleati e nemici studiarono velivoli e tattiche da sviluppare, noi che facemmo?
    Credo che non avere tenuto conto delle indicazioni del campo di battaglia sia stato uno dei tanti comportamenti sciagurati e velleitari che ci caratterizzarono allora.

    saluti

  6. #16
    Utente registrato L'avatar di sidescanner
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    Re: FIAT CR42 Falco

    Segnalo agli appassionati di aerei questo interessante sito, molto interessante...

    http://www.preservedaxisaircraft.com/

    a quanto pare i CR 42 sono comunque 4 (o quasi...)
    Procura de moderare Barone sa Tirannia...

  7. #17
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    Re: FIAT CR42 Falco

    Citazione Originariamente Scritto da sidescanner
    a quanto pare i CR 42 sono comunque 4 (o quasi...)
    Molto interessante questo database, grazie Sidescanner per la segnalazione.. ad ogni modo non si parla di un eventuale esemplare in Sud Africa, dunque mi sono sbagliato su quell'informazione.
    Il 4° è in fase di ricostruzione in Gran Bretagna sulla base di pezzi provenienti dalla Svezia..
    Gli altri velivoli italiani presenti in Svezia, al tempo grande importatrice di nostro materiale bellico, sono un Reggiane Re2000 ed un simulacro di bimotore Ca314.
    La storia di quest'ultimo è particolare: fu ricostruito per un film di aviazione svedese ma, siccome già* nel progetto iniziale era stato deciso di donarlo al locale Museo dell'Aeronautica, fu utilizzata ogni accortezza possibile per avere una replica pressochè perfetta in ogni particolare, sia interno che esterno, motori compresi. Anche in questo caso furono utilizzati pezzi di aeroplani demoliti e parti di rispetto ancora esistenti nei depositi dell'Aeronautica Svedese (motori ed eliche mi pare). Il risultato finale è stato un aeroplano che non ha niente da invidiare al Fiat CR42 di Vigna di Valle ma che, non raggiungendo la percentuale di pezzi originali richiesta dagli organi internazionali, non può annoverarsi come "velivolo storico".
    Una bella iniziativa che da noi, nonostante i budget di alcune produzioni.. figuriamoci..
    In proposito c'è un esaustivo articolo su un vecchio numero di Storia Militare.

    Un caro saluto :P :P
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  8. #18
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    Re: FIAT CR42 Falco

    Il CR42 svedese non è in Inghilterra per restauro, in Inghilterra c'è invece l'esemplare ricostruito in Italia e che tornerà* in volo.
    Vero che in Francia fu recuperato un motore con elica, ma non è quello imbarcato sul CR42 del Museo AMI.
    In Svezia c'è anche un magnifico Macchi M7
    e gira, gira l'elica. . .

  9. #19
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    Re: FIAT CR42 Falco

    Citazione Originariamente Scritto da pipistrello
    Vero che in Francia fu recuperato un motore con elica, ma non è quello imbarcato sul CR42 del Museo AMI.
    Che il CR42 in mostra in Svezia e quello in Inghilterra per ricostruzione erano due esemplari differenti si era capito anche solo guardando le foto.. i lavori mi sembrano ben lungi dall'essere terminati..
    Del motore invece non sapevo, grazie dell'informazione: sai dove sia custodito quello trovato in Francia e se è stato poi restaurato?
    Ricordo benissimo che qualche anno fa fosse in programma il suo montaggio sul CR42 oggi esposto a Vigna di Valle (tanto è vero che tornò dalla Francia appositamente). Evidentemente ne è saltato fuori un esemplare da qualche magazzino.. confermi Pipistrello?
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  10. #20
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    Re: FIAT CR42 Falco

    L' A74 francese è ancora in possesso del GAVS sez. di Torino, non è mai stato restaurato.
    Non escludo invece che l'elica montata sull'esemplare esposto al museo AMI provenga dal relitto francese.
    La prima segnalazione di questo relitto sul fondo di un bacino idroelettrico risale a molti anni fa e fece sperare che in uno dei periodici svuotamenti per manutenzione, si potesse recuperare l'intero aereo, purtroppo si recuperarono solo il motore con elica e pochi e inutilizzabili pezzetti di ala.
    e gira, gira l'elica. . .

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