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Discussione: Film: BENGASI

  1. #11
    Utente registrato L'avatar di memento11
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    Questo mi manca, la trama sembra molto avvincente, grazie della segnalazione
    Ricordati di non Dimenticare

  2. #12
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    Carla, che inizialmente incolpa Enrico Berti di aver anteposto il suo dovere di ufficiale a quello di padre di famiglia, causando la morte del figlio, si riconcilia col marito e lo coadiuva nella rete "stay behind" capeggiata dall' Ingegner Colleoni.
    Giuliana rinuncia a rivedere quest' ultimo sapendo che l' Intelligence Service è sulle sue tracce. Filippo presto catturato, verrà fucilato affrontando stoicamente la morte
    "...IO HO FATTO IL MIO DOVERE, VOI FATE IL VOSTRO !"
    portandosi nella tomba la nomea di collaborazionista mentre invece era un agente del SIM.
    La prostituta Fanny nasconde nella casa di tolleranza un bersagliere toscano e lo salva a più riprese dagli inglesi finchè alla liberazione della città questi tornerà a combattere, ma ormai tra i due è nato un sentimento e lei ormai "redenta" secondo i canoni della morale del periodo, gli chiede di chiamarla col suo nome vero, Maria: si sposeranno.
    Della vecchia donna veneta abbiamo già detto: allì' inizio del film parte alla ricerca del figlio sicura che sia cosa da poco, questione di pochi giorni: alla fine si ritrova indurita dalle tragedie, senza più marito e col figlio cieco.
    Perfino le suore di Bengasi, all' inizio dipinte come un pò beghine, preoccupate di far scorta di cibo per far fronte agli eventi, di fronte alla fame della popolazione civile, dovuta alle razzie ed al ladrocinio degli occupanti escono di clausura lavorando alla mensa popolare istituita dal Podestà per assicurare agli italiani almeno una minestra al giorno.
    __________________

    Da notare la presenza di due personaggi minori che all' interno della trama subiscono anch' essi una evoluzione in positivo: uno è il "commendatore", rubicondo, pacioso, inizialmente benestante, poi derubato di tutto dagli inglesi: tipico esponente di quella borghesia contraria alla guerra contro cui Mussolini aveva a più riprese ironizzato. L' altro è "il comandante", marittimo, genovese, col tradizionale diritto al mugugno, ha viaggiato, visto il mondo, esalta ricchezza e stile di vita angloamericano, è il classico esempio di cosmopolitismo critico del regime. Costretti da un bombardamento in un rifugio antiaereo con gli altri personaggi, criticano l' esercito italiano che
    "...E' SCAPPATO LASCIANDOCI IN MANO AGLI INGLESI"
    e quasi giustificano il nemico per i suoi atti di crudeltà (distruzione di chiese, scuole, ospedali, ecc.)
    "...NONOSTANTE TUTTO GLI INGLESI SONO UN POPOLO CIVILISSIMO !"
    venendo aspramente rimbrottati e umiliati proprio dalle donne presenti con loro nel rifugio, vere custodi di italianità.
    Si comportano insomma da mormoratori da caffè, propalatori di notizie tendenziose, salvo poi, una volta caduti sotto il giogo britannico ricredersi amaramente e trarne le conseguenze: alla fine entreranno entrambi nella rete di spionaggio creata da Filippo Colleoni/Amedeo Nazzari.
    In particolare, il "comandante" trovandosi a colloquio con un ufficiale inglese mentre è in fila con altri donne vecchi e bambini affamati in attesa di ricevere uno scarso piatto di minestra, a questo che lo esorta a collaborare con loro in quanto conosce l' inglese ed è contro il fascismo risponde
    "AMMESSO CHE PRIMA VI FOSSERO ANTIFASCISTI, SONO BASTATI DUE MESI DI RAZIONAMENTO ALL' INGLESE PER FARLI ESTINGUERE. AVRETE UN BEL CERCARE IN TUTTA BENGASI. NON NE TROVERETE !"
    Insomma, davanti alla realtà dell' occupazione nemica entrambi capiscono che "si stava meglio quando si stava peggio" e tornano a fare il loro dovere di italiani prima ancora che di fascisti.
    "Chissà a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da memento11 Visualizza Messaggio
    Questo mi manca, la trama sembra molto avvincente, grazie della segnalazione
    Continua a seguire, c' è ben altro...
    "Chissà a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

  4. #14
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    Longevità del film.
    __________________

    Quando definisco "Bengasi" come IL FILM, mi riferisco anche alla sua eccezionale longevità in riferimento agli eventi politici, che lo videro quasi subito svincolato dall' ideologia e dallo schieramento che lo aveva prodotto inizialmente. Premiato con la Coppa Mussolini al Festival di Venezia del 1942, il film fu un vero blockbuster dell' epoca, invadendo i cinema nazionali (oltre ai paesi dell' Asse) in centinaia di copie per la gioia dei distributori, che sfruttarono i diritti producendo un albo a fumetti, un fotoromanzo e un disco 78 giri con i protagonisti della pellicola.
    Poichè il corso degli eventi in AS era quantomai variabile con avanzate e ritirate continue, nel 1942 fu realizzata una versione con finale alternativo nel quale si incitava a liberare la città ed all' odio anti inglese.
    Si racconta che i noleggiatori inviavano la mattina ai cinema la "pizza" di pellicola del primo tempo, aspettando il bollettino di guerra per mandare in bicicletta le "pizze" col secondo tempo adeguato, secondo se le nostre truppe avanzavano o si ritiravano.
    Dopo il maggio '43 con la caduta della Tunisia il Minculpop impose un prologo nel quale il film era presentato come
    "TESTIMONIANZA DEL VALORE ITALIANO NELL' OTTICA DELLA VITTORIA FINALE".
    Dopo l' 8 settembre con l' Italia spaccata in due e la guerra civile in corso, il destino del film fu diverso.
    Nel regno del sud fu epurato dalle autorità angloamericane e scomparve dagli schermi fino al 1946.
    Nella Rsi continuò ad essere programmato nelle seconde visioni con una postilla inneggiante alla
    "RISCOSSA DELLE ARMI REPUBBLICANE"
    finchè nel 1944 ne fu vietata la proiezione per motivi di ordine pubblico nel territorio della Rsi in seguito a un incidente citato anche nel libro di Giampaolo Pansa -IL GLADIO E L' ALLORO.
    Come riportato dal mattinale della GNR, durante la proiezione del film in un cinema di Parma
    "APPROFITTANDO DEL BUIO IN SALA IGNOTI APPLAUDIVANO ALLA SCENA DELL' INGRESSO DELLE TRUPPE INGLESI IN BENGASI, CON GRIDA INNEGGIANTI AL NEMICO"
    in seguito a ciò militi presenti alla proiezione esplosero colpi d' arma da fuoco alla cieca causando il caos tra gli spettatori.
    "Chissà a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

  5. #15
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    Il film rivide la luce nel primo dopoguerra quando, tra la liberazione dell' aprile '45 e la firma del trattato di pace nel '47 il giovane Giulio Andreotti, sottosegretario al cinema e spettacolo si era circondato di giovani funzionari dell' ex- Ministero Cultura Popolare fascista per ridar vita a Cinecittà e al cinema italiano. Allora si pensava ch gli alleati ci avrebbero lasciato almeno le colonie ottenute in epoca prefascista, cioè Eritrea, Somalia e (almeno in parte) Libia in condominio col Senusso. Si ritenne opportuno perciò rimettere in circolazione il film dopo aver espunto tutti i riferimenti più compromettenti al fascismo e, dopo il referendum istituzionale del giugno '46 alla monarchia. Infatti nella scena finale la maggior parte delle bandiere italiane fu privata dello stemma sabaudo, ma quelle tedesche con la svastica rimasero !
    "Bengasi" si avviava a diventare uno dei film più sforbiciati della storia, secondo solo a "CABIRIA" in Italia ed a "METROPOLIS" nel mondo.
    Perdute definitivamente le colonie il film fu rieditato ancora una volta, eliminando però quiasi ogni riferimento ai libici fedeli all' Italia ed al regime, che nel film originale collaboravano con i patrioti italiani contro gli inglesi e si spingevano fino a nascondere le donne dei coloni nei loro accampamenti per sottrarle agli stupri della soldataglia nemica. Rimane solo, nella versione ancora oggi reperibile, un discorso di fedeltà all' Italia pronunciato dai notabili libici nel palazzo del Podestà e l' episodio di un ex- sciumbasci che riconosciuto per strada Berti/Andrea Checchi non lo denuncia, ma si offre di aiutarlo.
    Ulteriori tagli furono attuati nel 1954, all' entrata dell' Italia nella NATO, il cui comandante generale era allora il Feldmaresciallo Montgomery, Visconte di El-Alamein, nonchè nostro ex- nemico.
    Sparirono allora tutti i riferimenti ai crimini di guerra compiuti dagli inglesi e documentati già nel 1942 dal libro CHE COSA HANNO FATTO GLI INGLESI IN CIRENAICA: uso di proiettili esplosivi (dum-dum), bombe al fosforo, bombardamenti indiscriminati, uccisioni di prigionieri e civili, stupri di gruppo contro donne italiane e arabe, spoliazione di chiese e moschee, predazione dei tombe delle MOVM caduti nel 1911 in cerca della medaglia, asportazione di merci da magazzini pubblici e privati, distruzione di infrastrutture, trasporto via nave in Egitto di mobilia sottratta da case private, materiale ospedaliero, persino le ambulanze, i carri funebri, le autobotti dei VV.FF., i camion della Nettezza Urbana e della Centrale del Latte...
    Rimangono solo la frase sprezzante del generale inglese all' interprete Nazzari
    "... IO DOVERE IMPARARE BENE ITALIANO...PER DARE ORDINI AGLI ITALIANI !"
    e la frase anti inglese scritta su un muro di Bengasi
    "CI STARETE POCO... E CI STARETE MALE !"
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  6. #16
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    Prendeva così forma il film nella versione definitiva, che ancora oggi è reperibile in dvd e che è stata più volte visibile al pubblico in proiezioni organizzate - le più recenti negli anni '90 - dall' allora MSI e dalla Associazione Rimpatriati dalla Libia che raccoglie i nostri concittadini scacciati da Gheddafi negli anni '70. Come detto il visto censura più recente è del 1956, ma già un anno prima, a cura di Marco Carlo Bassoli venne rieditata una ulteriore versione del film intitolata "BENGASI ANNO '41" cui furono aggiunte alcune scene recitate da Vivi Gioi, Fedele Gentile e Laura Redi, che interpretano gli stessi personaggi del film originario e da Peter Trent, nel ruolo del comandante inglese Charles Wilson.
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    TRAMA DI "BENGASI ANNO '41"

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    Una donna ancor giovane, Giuliana, si reca in pellegrinaggio ad El Alamein: l'accompagna un ufficiale inglese, Charles, che vorrebbe sposarla. Giuliana sostiene che il loro matrimonio è impossibile: c'è di mezzo tra loro troppo sangue, troppo dolore. A conferma della sua asserzione Giuliana rievoca alcuni episodi dell'occupazione inglese di Bengasi, durante l'ultima guerra mondiale. Giuliana, che allora è una studentessa di chimica e si trova a Bengasi, rimane bloccata dall'avanzata inglese. Unico suo conforto è la conoscenza di un ingegnere, Filippo, per il quale ha subito provato una viva simpatia, mutatasi in dolore quando la ragazza, come la maggioranza degli italiani rimasti a Bengasi, ha il sospetto che l'ingegnere sia al servizio dell'invasore. Filippo è in realtà un ufficiale italiano in servizio di controspionaggio: nello svolgimento della sua azione fa capo ad un nucleo di resistenza, comandato dal cap. Berti. Nel corso degli avvenimenti, che portano alla caduta di Bengasi, il cap. Berti perde un braccio e vede morire il suo figlioletto, falciato da un mitragliamento. La città sopporta con fierezza l'occupazione inglese. Perfino le inquiline di una casa di malaffare offrono fraterna ospitalità ai soldati sbandati. Mutano le sorti della guerra: tornano gli italiani. Berti ritrova l'affetto per la consorte, dalla quale era diviso da mutua incomprensione. Filippo, catturato dagli inglesi, viene fucilato poche ore prima dell'arrivo delle truppe liberatrici. Quando Giuliana termina il suo racconto, Charles, notando che nel grande cimitero i morti sono affiancati senza distinzione di nazionalità, rinnova l'offerta di un amore, che sia pegno di pace e di comprensione. Giuliana accetta la sua offerta.
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    Si noti che una parte dell' azione si svolge nel Cimitero Italiano di Q. 33 realizzato da Paolo Caccia Dominioni, ma quelle scene sono ricostruite in studio grazie a anche a gigantografie, ciò spiega come mai gli attori si aggirano tra le tipiche croci di legno presenti nel primo cimitero, mentre in realtà all' epoca PCD era già impegnato nella realizzazione della TORRE/SACRARIO nella sua forma definitiva come rimasto anche oggi...
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  7. #17
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    Particolare curioso, nota di costume dell' epoca: nel film "BENGASI ANNO '41" ricompaiono anche due personaggi minori, il bersagliere toscano e la prostituta bolognese: ormai sposati (in omaggio alla morale democristiana dell' epoca) hanno un figlio già grande e lo portano in pellegrinaggio ad El -Alamein sulla tomba di un commilitone del padre. A un certo punto il ragazzo, con spiccato accento toscano chiede
    "O BABBO, VA BENE TU CHE ERI SOLDATO, MA LA MAMMA, A BENGASI, ICCHE' CI FACEVA ?"
    il padre guarda la moglie, poi il figlio, gli mette le mani sulle spalle e dice
    "FACEVA L' INFERMIERA, ED ERA LA PIU' BRAVA DI TUTTE !"
    Vi lascio immaginare i frizzi e lazzi che provocava nei cinema di periferia questa battutaccia, tenuto conto che il pubblico aveva in massima parte già visto la pellicola originale quindici anni prima ...
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  8. #18
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    BENGASI NEL PACIFICO...
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    Pochi sanno che "Bengasi " fu anche all' origine di un film di guerra diventato poi un classico made in Usa: "GLI EROI DEL PACIFICO", titolo originale "Back to Bataan", sul quale non mi dilungherò in quanto già presentato sul forum.

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    In base ad un decreto presidenziale emanato da Franklin Delano Roosevelt nel 1942, gli USA avevano il diritto di sfruttare ogni invenzione, brevetto, o prodotto dell' ingegno umano ideato, realizzato, prodotto o registrato in stati nemici o da sudditi nemici per tutta la durata della guerra e per vent' anni nel dopoguerra, in deroga alle normative internazionali sui brevetti e il diritto d' autore. In questo modo gli Usa misero le mani su una enorme, incalcolabile ricchezza lucrandovi sopra fino alla metà degli anni '60. Dai ritrovati dell' industria tedesca alla tecnologia atomica, aerospaziale (Von Braun compreso), chimica, petrolifera, ecc. Anche il copione di "Bengasi" prese la via di Hollywood e nel 1944 vide la luce un film che doveva molto alla pellicola italiana di due anni prima.

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    Qualche coincidenza...

    In "EROI DEL PACIFICO" c' è un territorio oltremare fortemente urbanizzato con forte componente di abitanti bianchi, occupato da un nemico crudele - come in "BENGASI"
    In "EROI DEL PACIFICO" ci sono militari sbandati che resistono all' invasore creando una rete di spionaggio - come in "BENGASI"
    In "EROI DEL PACIFICO" un collaborazionista è disprezzato dalla popolazione bianca finchè alla fine si rivela un patriota - come in "BENGASI"
    In "EROI DEL PACIFICO" un bambino muore a seguito del ribaltamento di un camion militare - come in "BENGASI"
    In "EROI DEL PACIFICO" un colonizzatore è trucidato dai soldati nemici - come in "BENGASI"
    In "EROI DEL PACIFICO" gli indigeni combattono gli occupanti a fianco dei bianchi - come in "BENGASI"
    In "EROI DEL PACIFICO" prima della "liberazione" i resistenti insorgono contro l' occupante - come in "BENGASI"



    ...che forse non è una coincidenza !
    __________________


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  9. #19
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    Ultima curiosità: mentre nella "fascista e razzista" Italia i personaggi arabi e indiani erano interpretati da veri libici e indiani, negli Usa "democratici" i filippini erano interpretati da attori bianchi truccati da asiatici (il giovane Anthony Quinn in primis) perchè secondo il famigerato Codice Hayes erano considerati "colored", come d' altro canto le "scimmie gialle" giapponesi...
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  10. #20
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    Premiazione Coppa Mussolini
    Cartolina di propaganda
    Fotoromanzo illustrato
    Immagini dal film
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