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Discussione: Film:Generation War (Unsere Mütter,unsere Väter)

  1. #41
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    ho visto solo la prima puntata. Onestamente l'ho trovato gradevole, ma forse leggermente polpettonesco.

  2. #42
    Utente registrato L'avatar di Hetzer
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    Rispetto alla versione vista alcuni mesi fa in tedesco su Youtube, mi sono accorto che nella puntata di ieri sera alcune scene son state tagliate: quando l'ufficiale sotto shock si allontana dal campo di battaglia trova rifugio dentro ad un T34 fuori uso, dove all'interno giace il carrista russo orrendamente buciato ma vivo....ieri sera nn si è vista, come anche la scena dell'ufficiale ormai degradato che è comandato a bruciare la casa con all'interno due anziani contadini che mangiano, anche quella nn si è vista, forse lo hanno fatto per accorciare un pò il film.....chissà...
    Amaro poi il finale: la cantante famosa fucilata e il fratello buono, diventato una "belva di guerra" che si fa uccidere a guerra ormai finita....
    ....e il maggiore delle SS che, bruciata l'amata divisa, passa poi a lavorare con gli americani, con buona pace del famoso motto "Il mio onore si chiama lealtà".
    Rimane comunque il film di altissimo livello, come purtroppo ormai nn se ne fammo quasi più.

    volker-bruch-tom-schilling-dreharbeiten-zdf-unsere-muetter-vaeter.jpg
    Io non ho girato il mondo ma il mondo ha girato intorno a me.

  3. #43
    Utente registrato L'avatar di LAUF
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    Citazione Originariamente Scritto da Hans 98 Visualizza Messaggio
    Comunque di contraddittorio non mi pare di aver visto nulla...
    Sì parliamo di sottigliezze comunque, mica gli orripilanti guardaroba delle produzioni nostrane.
    ---

  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da LAUF Visualizza Messaggio
    Sì parliamo di sottigliezze comunque, mica gli orripilanti guardaroba delle produzioni nostrane.
    Hehehehehe, hai ragione...
    Sono anche su Facebook: German militaria collezionismo

  5. #45
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    Io ho visto solo i due tempi della versione italiana e devo dire che mi è piaciuta molto. ho trovato tutto
    molto realistico e ben fatto, anche la trama ( finalmente qualcosa di diverso ) insolita e toccante.
    Peccato per i tagli, sono davvero dei cani quelli della RAI, bisognerebbe tagliare loro lo stipendio.

  6. #46
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    Quello che mi era saltato agli occhi erano le decal in rilievo molto vistoso e i rivetti che sembrato quasi tutti lenti quando fanno vedere i primi combattimenti nel 41. Gli stessi elmetti rimangono bidecal anche fino alla battaglia di Kursk (dopo l'ordine di togliere almeno lo scudetto). Altri amici avrebbero visto giacche modello 42 anche nei combattimenti del 41.
    Il tutto ovviamente rimane di un livello complessivo più che soddisfacente.
    Siamo anche curiosi di sapere (io e qualche amico) se le camicie brune sotto la divisa da SS al fronte e del maggiore a Berlino sno corrette o meno:
    sven hassel
    duri a morire

  7. #47
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Da quanto so, tutta la militaria di questo film è stata realizzata in Polonia. PaoloM

  8. #48
    Moderatore L'avatar di der graf
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    Da appassionato del settore, non mi sono certo perso il film “Generation War” trasmesso ieri e l’altro ieri su Rai Tre, come del resto, presumo, la maggior parte dei collezionisti di militaria tedesca e i cultori della materia, visto che già da tempo se ne parlava.
    Ho apprezzato molto il film nelle due parti, sia come storia intrecciata dei protagonisti non banale, sia per le emozioni anche crude e coinvolgenti e di “phatos” che il film ha suscitato in me, sia per la precisa e corretta ricostruzione uniformologica non comune a vedersi. Avvincenti, reali ed emozionanti anche i combattimenti.

    Sicuramente è un film aderente alla realtà che attraverso la storia dei protagonisti, ci mostra tutta la crudezza della guerra, riuscendo ancora a farci porre interrogativi su come tutto possa essere veramente successo e su come il male possa ever dominato in quegli anni turbinosi sconvolgendo gli animi e favorendo le efferatezze che tutti conosciamo.

    Ma, in prospettiva, e parlando comodamente dall’anno 2014, è proprio questo sconvolgimento generale che, a volte, e come collezionisti di militaria, con quel“rispetto”del periodo che ci contraddistingue, ci affascina pur prendendo le (ovvie) posizioni contro quelle ideologie negative che furono alla base di tutto; è proprio questo humus deteriorato che fu terreno fertile per ogni tipo di azione laddove quell’Europa ancora di stampo ottocentesco fuoriusci’ alla fine del conflitto ferita e umiliata, ma finalmente “moderna”.

    Il film si stacca, per fortuna, dal solito filone dei film cui ci avevano (ahimè) abituato e dove i tedeschi rappresentavano il male assoluto, privi di ogni sentimento, depravati e vigliacchi, goffi nelle loro uniformi linde e pinte e dagli elmi sempre troppo lucidi.

    D’altronde la storia la scrivono i vincitori e anche il cinema è stato per lungo tempo un mezzo di comunicazione e propaganda ideologica atto a rafforzare nella coscienza di tutti che il “male” fu solo di parte tedesca e che il bene poi finalmente trionfo’ sotto quelle bandiere che conosciamo. Personalmente mi sono sempre discostato da questi luoghi comuni, comunque non facili da rimuovere, in nome di una sorta di osservazione storica più pacata, razionale, equilibrata ed obiettiva e penso che molto ancora sarebbe da scrivere sulla questione della Germania Nazista e della Seconda Guerra Mondiale.

    Benvengano quindi rappresentazioni cinematografiche più consone dimensionalmente alla realtà, dalle quali al di là dei popoli andrebbe demonizzata solo ed esclusivamente la “guerra” come fenomeno negativo delle società in sé e non le genti e gli uomini che sono sempre tutti uguali e chi è senza peccato scagli la prima pietra.

    Tralasciando l’aspetto critico-cinematografico o l’aspetto morale che tende a diventare un punto di vista personale, fors’anche dai risvolti “politici”, da cultore e collezionista di militaria tedesca ho potuto assaporare il film sotto questo interessante aspetto, gustandone i particolari e leggendone la ricostruzione storica.
    Anche sotto questa angolazione, infatti, la situazione è stata ottimale e più che sufficente nel film in questione, con buona pace e soddisfazione di chi ricerca il particolare uniformologico e ciò è fors’anche dovuto in virtù di una ricercatezza veristica storica più accurata che possiamo già assaporare in film come “Salvate il soldato Ryan” o “Shindler list” ( Spielberg insegna ).
    Penso che cio’ sia anche dovuto inoltre alla coscienza ed esigenza collezionistica consolidatasi negli ultimi anni come fenomeno culturale.

    Finalmente abbiamo visto uniformi “sudate” ed “elmetti sporchi”, tagli di capelli azzeccati e anche personaggi “giusti” nei tratti somatici.
    Interessanti le ricostruzioni computerizzate con i carri Tigre, e la “luce” delle riprese del film che ci rimandava quasi a filmati d’epoca in un’atmosfera scenografica coinvolgente e reale.
    Intelligente ed apprezzata l’evoluzione uniformologica dalla Feldbluse mod.36 alle mod.43 di pari passo con lo scorrere degli anni di guerra rappresentati.
    Anche le decorazioni presenti sulle “bluse” manifestavano tutto sommato una certa coerenza con l’evolversi delle campagne di guerra.
    Corretto l’equipaggiamento e la disposizione sull’uomo, basto ad “A” compreso e bene in evidenza in varie scene. Buona la configurazione della Tarnjacke di tipo reversibile con mimetica “splinter” con annesso telino, gradi corretti, azzeccati i waffenfarbe come anche le insegne di sanità sulle spalline dell’ufficiale medico direttore dell’ospedale.
    Copricapi azzeccati, dall’”AlterArt”fanteria del tenentino alle bustine Feldmutze mod.34 munite di Farbe e ai più tardi mod.43”Einheitsfeldmutze”.
    Buone e in efficienza le armi e con il “loro giusto suono” (MG 42, Luger, P 38, k98, MP40) anche se mi sarei aspettato qualche Sturmgewehr a fine corsa.
    Qualche difettuccio l’ho comunque notato: ad esempio c’era una inquadratura dove un soldato punta il suo k98 ma l’otturatore non è chiuso….e ancora l’ ufficiale che va a degradare il “nostro”tenente ha un cinturone con fibbia in colore “oro” non corretta per un ufficiale del suo rango; e ancora, maggioranza di mostrine-litzen di primo tipo con filetti waffenfarbe e di tipo generico verdi scuro anche su giacche tarde….per contro assoluta mancanza di litzen grigio topo che avrebbero dovuto essere le più indossate.
    Nei primi anni di guerra del film, appaiono fucili k98 con ferramenta in lamiera saldata di tipo tardo e non manca qualche fucile di fabbricazione ceca postbellica riconoscibile per il ponticello del grilletto maggiorato.
    Giusti anche i soprabiti e i “bottoni”, anche delle camicie ( a due fori ).
    Corrette le camicie brune al di sotto delle uniformi dei servizi di sicurezza.


    Insomma, nel complesso un bel lavoro, senz'altro appagante uniformologicamente parlando, che meriterebbe una seconda visione per una maggiore disamina e analisi dei contenuti.
    "Unsere Mauern brachen aber unsere Herzen nicht"
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    "der graf" ist Carlo Cicconi-Massi

  9. #49
    Utente registrato L'avatar di gotica68
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    Bellissima disamina der graf l'ho letta tutta d'un fiato complimenti, pur non essendo io un esperto del settore ma solo un appassionato mi sento di condividerla in toto. Solo una cosa mi ha "stonato" fin dall'inizio, il fatto che due fratelli, di cui uno ufficiale, abbiano potuto combattere nelle stesse fila per così tanto tempo!

  10. #50
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    Bellissimo film

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