Un film di Samuel Fuller. Con Richard Basehart, Gene Evans, Michael O'Shea, James Dean
Titolo originale
Fixed Bayonets.
Guerra, b/n durata 92' min. - USA 1951
Durante la guerra in Corea un plotone di soldati americani è costretto alla ritirata di fronte all'avanzare delle truppe nemiche. Una retroguardia di pochi uomini viene lasciata a coprire la fuga del reggimento. Senza ufficiali, con poche munizioni e con il morale a terra, i soldati scelti per la missione suicida sono guidati da un caporale che deve superare il pericolo più grande: la paura. Tesissimo e realistico film di guerra con un ritmo ed una concitazione da documentario. Fuller a parte la retorica dell'eroe (nel finale troppo esagerata e propagandistica, la parte più discutibile della pellicola) non si interessa dei diversi schieramenti, dei motivi politici, ma prendendo spunto da un combattimento lo analizza militarmente e umanamente, rimanendo sempre attaccato ai soldati, alle loro paure (esemplare la sequenza a giro dei pensieri della truppa). La morte arriva improvvisa e casuale, la follia della guerra è totale e solo il cameratismo e l'accettazione del destino tragico permette di uscirne vivi. Pochi film possiedono azioni militari con tempi così perfetti e tecnicamente realistici, tanto da rischiare di girare un war-movie su di una singola operazione (breve), dove gli scontri sono rapidi e la maggior parte della durata del film è occupata da accurati e perfetti approfondimenti psicologici.Come al solito, un titolo italiano a dir poco assurdo.Viene da chiedersi, ma chi faceva i titoli qui da noi?
Un Basehart eccezionale tra gli interpreti ed un insolito James Dean che presto diventera' l'idolo del cinema USA.