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Discussione: Film: I sette dell'Orsa Maggiore

  1. #1
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Film: I sette dell'Orsa Maggiore


    Un film di Duilio Coletti. Con Pierre Cressoy, Eleonora Rossi Drago, Paul Müller, Riccardo Garrone.
    Guerra, b/n durata 100' min. - Italia 1953.
    L’”Orsa Maggiore” è il nome di una squadriglia speciale della Marina Militare italiana che compie azioni di sabotaggio durante la guerra 1940/1945: i sommozzatori utilizzano i maiali, siluri pilotabili. Svolgono la prima missione vittoriosa a Gibilterra: minano tre navi britanniche, ma perdono la vita un sommozzatore e la donna agente segreto che li supporta da terra. Poi, nella seconda azione, ad Alessandria d'Egitto gli italiani affondano una corazzata della flotta inglese. (Nella realtà è laValiant).
    La produzione di
    Carlo Ponti e Luigi De Laurentiis garantisce i mezzi per un cast di rilievo, con Paolo Panelli e Paul Müller. È uno dei primi film per Eleonora Rossi Drago, Riccardo Garrone e Mimmo Poli. Nella pellicola debutta Tino Carraro. Nel cast anche Charles Fawcett, uno dei pochi attori che il regista riconfermerà in un altro film.
    Da segnalare la presenza nel cast di numerosi autentici assaltatori della "Decima flottiglia MAS". Tra i personaggi coinvolti appare Luigi Ferraro, ma è da accertare che si tratti dell'ufficiale e pioniere della subacquea, che prestò servizio come incursore nella Regia Marina durante la seconda guerra mondiale, fu decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare ed al quale il regista De Robertis si ispirò per il suo film "Mizar (Sabotaggio in mare)".Va segnalata la colonna sonora del maestro Nino Rota, legato - come il regista - alla Puglia, in quanto fondatore delConservatorio di musica di Bari. Il soggetto e la sceneggiatura sono affidati allo scrittore Giuseppe Berto e all'autoreMarcantonio Bragadin. Il titolo per l'estero è "Hell Raiders of the Deep".In seguito è stata realizzata una versione del film in DVD. In locandina un "mix" di cinque immagini di mare, donne e marinai. I nomi in manifesto sono: Eleonora Rossi Drago e Pierre Cressoy.
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  2. #2
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Il siluro a lenta corsa, in acronimo "SLC", conosciuto anche come "maiale", fu un sommergibile tascabile di forma simile a un siluro, adatto a trasportare, a bassa velocità, due operatori muniti di respiratori subacquei autonomi ed una carica esplosiva da applicare occultamente alla carena della nave avversaria all'ormeggio.
    Venne usato dalla Xª Flottiglia MAS della Regia Marina italiana durante la seconda guerra mondiale per azioni disabotaggio contro navi nemiche, spesso ancorate in porti militarmente difesi.Una versione moderna sarebbe utilizzata dal Comando subacquei ed incursori, le forze speciali della Marina Militareitaliana. Il mezzo è protetto da segreto militare e pertanto non vi è documentazione tecnica su di esso.
    Teseo Tesei, l'ufficiale del Genio inventore del "maiale", Medaglia d'Oro alla memoria
    Il siluro a lenta corsa (detto comunemente maiale) è derivato dalla mignatta di Raffaele Rossetti, usata nella prima guerra mondiale per affondare la corazzata austriaca Viribus Unitis.Questo progetto di derivazione fu ideato nel 1935[1] dal capitano del genio navale Teseo Tesei, che morì successivamente in azione con un suomaiale a Malta. I primi due prototipi di SLC furono testati nell'ottobre 1935, a La Spezia alla presenza di Mario Falangola che dirigeva all'epoca l'Ispettorato Sommergibili.[2]. Falangola ne fu talmente entusiasta da commissionare la costruzione di altri due Slc. Nel 1939 il reparto della marina che si addestrava all'uso del SLC fu trasferito in una base segreta situata a Bocca di Serchio; proprio sul Serchio e nel tratto di mare antistante la foce del fiume, nel corso di ripetuti test di addestramento, l'arma fu perfezionata (vedi anche Mario Giorgini e Gino Birindelli).Il 19 dicembre 1941 i maiali (usati dalla Xª Flottiglia MAS) effettuarono la loro azione più nota, l'affondamento delle navi da battaglia britanniche HMS Valiant e HMS Queen Elizabeth. I marinai italiani, per riuscire a fornire questi siluri alle numerose basi segrete (un esempio è la base dell'Olterra), facendoli passare inosservati, dovevano smontarli e trasportarne i vari pezzi separatamente fino a destinazione, dove poi venivano rimontati.Numerose azioni militari furono compiute dai maiali nel corso della seconda guerra mondiale, anche da parte degli inglesi che crearono i chariots copiandoli dagli esemplari italiani catturati.


    I primi siluri a lenta corsa elaborati poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, erano lunghi 7,30 m e avevano un motore elettrico di 1,6 hp di potenza; l'alimentazione era fornita da una batteria d'accumulatori. La velocità massima era di 3 nodi con un'autonomia di circa 15 miglia alla velocità di 2,5 nodi.Il trasportatore era dotato di timoni di profondità e di direzione, di casse assetto e di strumentazione comprendente una bussola magnetica, un profondimetro, un orologio, un voltmetro, due amperometri ed una livella a bolla d'aria per il controllo dell'assetto longitudinale.
    Il trasportatore era costituito da tre sezioni: nella prima, di forma arrotondata per favorire la navigazione del mezzo, era collocata la carica (230 kg circa di tritolite) con i relativi congegni di scoppio. Tale parte, chiamata testa di servizio, veniva staccata dal resto del mezzo e applicata sotto la chiglia della nave.La parte centrale, di forma cilindrica denominata corpo centrale, conteneva le batterie ed esternamente le strutture sulle quali erano ricavati i posti per i due operatori. Nella terza, di forma tronco conica denominata coda, era alloggiato il motore e l'armatura che portava le eliche e i timoni.

    Attacco ad una nave nemica:
    I siluri a lenta corsa sono chiusi in appositi cilindri a tenuta stagna, disposti sulla coperta del sommergibile avvicinatore, all'interno del quale si trovano gli assaltatori. Per mettere in mare i siluri a lenta corsa, il sommergibile deve avvicinarsi il più possibile al porto nemico, tenendo conto delle difficoltà naturali e di quelle costituite dalla difesa nemica.Usciti dal sommergibile gli uomini tirano fuori i siluri a lenta corsa dai cilindri e si accertano che non abbiano subito danni durante la navigazione. Quindi procedono a tutta velocità verso l'imboccatura del porto seguendo le indicazioni della bussola luminosa.Durante l'avvicinamento l'equipaggio tiene la testa fuor d'acqua per orientarsi e per respirare l'aria naturale; intanto la velocità viene ridotta all'avvicinarsi del raggio di sorveglianza delle sentinelle nemiche. In caso di pericolo, il siluro a lenta corsa compie un rapida immersione sparendo sott'acqua.All'imboccatura del porto si trova solitamente una rete di protezione, per oltrepassare la quale il "maiale" cerca un varco sottostante, se esiste, oppure viene creato con l'alza-rete o il taglia-rete. Una volta all'interno del porto, a bassa velocità e con mezza testa fuor d'acqua ("quota occhiali") l'SLC si dirige verso il bersaglio assegnato (una nave) fino ad avvicinarsi ad una trentina di metri, dopo di che si immerge fin sotto la nave. Qui emerge lentamente fino a toccare la carena della nave bersaglio.Mentre il pilota controlla il "maiale", il secondo uomo procede a fissare una cima fra le due alette di rollio che stanno su ciascun fianco della carena. Una volta fissata la cima, il secondo stacca la testa del "maiale", dove si trova la carica con 300 kg di esplosivo, e la collega alla cima, sotto la carena della nave bersaglio, regolando la spoletta ad orologeria per le seguenti due ore e mezzo.Dopo di che, l'equipaggio si allontana emergendo lentamente e torna al sommergibile avvicinatore.

  3. #3
    Collaboratore L'avatar di Il Cav.
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    Un cosa poco conosciuta è che il Siluro San Bartolomeo (SSB) mai usato in azione dagli italiani, conobbe una seconda giovinezza nell' Argentina di Peron.
    Infatti negli anni '50 il Comandante Eugenio Wolk, espatriato nel paese sudamericano dopo il '45, fu chiamato da quella marina militare a costituire un reparto di sommozzatori /incursori sull' esempio di quanto fatto in Italia dalla X^.
    Fece così ricostruire un certo numero di SSB sulla base dei disegni originali, che furono usati per addestrare i marò argentini e rimasero a lungo in servizio.
    Uno di quei simil-maiali, denominato Alingue (Aringa) sopravvive ancor oggi in una struttura militare.
    Almeno tre SSB italiani catturati intatti nel '45 sono oggi all' IWM di Londra, al Museo del mare del Principato di Monaco ed in un museo navale italiano.

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