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Discussione: Film: Il Grande Uno Rosso

  1. #1
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Film: Il Grande Uno Rosso

    Il grande uno rosso
    Si tratta di una cronaca di guerra (Fuller stesso fu un combattente decorato del secondo conflitto mondiale) e probabilmente il film più noto di Samuel Fuller.cc0017.jpg12red.390.jpg

    Narrazione in soggettiva da un soldato arruolato nella prima divisione di fanteria statunitense, soprannominata "il Grande Uno Rosso", si snodano le vicende di quattro soldati, agli ordini dell'anziano sergente Possum, veterano della prima guerra mondiale, durante le campagne della seconda guerra mondiale che la 1^ divisione combatte in Nordafrica, inSicilia, in Normandia, in Belgio ed infine in Cecoslovacchia, dove scoprono l'orrore dei campi di sterminio nazisti.

    Lee Marvin in una scena del film
    Titolo originale The Big Red One
    Paese di produzione USA
    Anno 1980
    Durata 117 min. (Versione Normale); 156 min. (Versione Integrale)
    Genere guerra
    Regia-Soggetto-Sceneggiatura Samuel Fuller

    Onestamente non si puo' dire che si tratti del miglior film di Fuller.L'interpretazione di Marvin è ottima, ma la sceneggiatura ha delle notevoli pecche specialmente durante lo sbarco in Sicilia e tra le rovine italiane.La versione integrale che abbiamo visto e' troppo lunga e carica di false opinioni comuni sugli italiani ed anche sui tedeschi.
    Un'ottima americanata con rispetto per la filmografia americana che non lascia quasi mai nulla al caso. Qui, il caso e' la regola... Castronerie a josa che si notano qua e la'.Forse siamo troppo esigenti, ma provate a vedere questo film...

  2. #2
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    Chiaramente coem detto vi sono diversi errori sia nel materiale che nella "scenografia" del flim, ma personalmente ne ho un bel ricordo in quanto è stato la mia "preparazione morale" all'esame orale di maturitaà dopo un giorno di lunghi studi e tanto ghiaccio per una brutta caduta in bici la mattina stessa.
    sven hassel
    duri a morire

  3. #3
    Utente registrato L'avatar di gotica68
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    non entro nel merito circa materiali impiegati e "scenografia" non sono competente.....ma per me un gran bel film e un Lee Marvin superbo!!!

  4. #4
    Utente registrato L'avatar di Hetzer
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    Concordo con gotica, un Lee Marvin stupendo!!!!!!!!!!!!
    Lo vidi al cinema in prima visione quando uscì nelle sale cinematografiche, eppoi in tv diverse volte. E' vero qualche errore e qualche castroneria c'è (..come peraltro in film ben più blasonati e "oscarizzati"..) ma a mio avviso rimane sempre un gran bel film, da rivedere sempre con piacere!
    Io non ho girato il mondo ma il mondo ha girato intorno a me.

  5. #5
    Utente registrato L'avatar di Franz56
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    E' un fim che ho rivisto più volte volentieri...
    Bello il finale...
    La vita è un temporale... prenderlo nel .... è un lampo...!!!
    El vento, el ... e i siori i gà sempre fato quel che i gà voludo lori...

    "Se un bischero dice 'azzate vorti'osamente può apri' un varco spazio temporale, in cui può incontrassi po'i se'ondi prima, generando 'osì un'infinita e crescente marea di 'azzate"... Margherita Hack

  6. #6
    Collaboratore L'avatar di Il Cav.
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    Se avanzo seguitatemi...

    Foto di scena dal film bellico degli anni ’80 “Il grande uno rosso”. Durante i combattimenti in Italia i G.I. agli ordini di Lee Marvin si radunano sotto a un grande murale raffigurante Benito Mussolini. Questa sequenza venne tagliata dalle pellicole proiettate nelle sale cinematografiche italiane (ma è presente nella versione in lingua originale, ho controllato). La cosa è abbastanza inspiegabile dato che si tratta di un film di guerra piuttosto crudo e realistico. La cosa più probabile è che la distribuzione italiana si sia accorta dell’ errore (seguitatemi invece di seguitemi) ed abbia operato il taglio autonomamente, salvo il caso che la nostra sagace censura non vi abbia ravvisato una qualche forma di apologia del fascismo. Comunque è tutto il murale a destare dubbi in quanto si distacca totalmente dai canoni documentati all’ epoca da foto e cinegiornali. Il volto del duce è raffigurato in modo troppo realistico e con ogni evidenza copiato da una foto del tardo periodo bellico 1943/45, durante la Rsi. Concordano con ciò l’ uso della bustina g.v. ma anche la fisionomia evidentemente invecchiata e le guance scavate con un accenno di barba. Le raffigurazioni murali d’ epoca si conformano invece ad un modello “eroico” ben definito e risalente alla metà degli anni 30. Esso aveva i suoi tratti ricorrenti nella testa calzata dall’ elmo metallico (mod. 31 o 33), lo sguardo volitivo e la mascella protesa. La presenza di un tricolore incongruamente privo dello scudo sabaudo e sventolante su uno sfondo nero porta a pensare che la produzione hollywoodiana abbia scopiazzato (male) qualche calendario “Made in Predappio”. D’ altro canto si trattava di una produzione cinematografica con capitali misti e gli esterni vennero girati parte negli Usa e parte in Israele, con il supporto di quelle forze armate.
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  7. #7
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Nel recensire questa pellicola abbiamo avuto la mano leggera, infatti le castronerie furono tali e tante che ci e' dispiaciuto che un
    autore come Fuller, in chiave autobiografica, sia caduto nel qualunquismo, sprecando un titolo, dedicato
    all'eroico Grande Uno Rosso.E' proprio vero,nonostante un ottimo Lee Marvin, ...la ciambella non e' venuta
    col buco per via di tanti errori della scenografia che ha ricalcato in maniera pietosa le opinioni comuni
    sugli italiani (quelli del vino, del mandolino e della tarantella)!PaoloM

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