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Discussione: Film:Il leone del deserto (1981)

  1. #1
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    Film:Il leone del deserto (1981)

    [attachment=0:b401x7bd]Il leone del deserto.jpg[/attachment:b401x7bd]
    coproduzione libico-statunitense incentrata sulla figura di Omar al-Mukhtar , capo della resistenza libica contro le forze italiane .
    film mai distribuito ufficialmente in italia perche' accusato di vilipendio delle forze armate dall' allora primo ministro andreotti ma proiettato in maniera non ufficiale in diverse rassegne cinematografiche .
    trasmesso dall' emittente satellitare sky in occasione della visita del leader libico gheddafi nel 2009 .
    fortemente critico nei riguardi delle truppe italiane , presenta incongruenze nella descrizione della situazione precedente all' invasione italiana e descrive gli italiani come folli sanguinari ma completamente inetti nelle azioni di combattimento .

    la trama ( tratta da wikipedia )

    È il 1929 e l'allora capo del governo italiano, il dittatore fascista Benito Mussolini (Rod Steiger) deve confrontarsi con la ventennale guerriglia intrapresa dai locali arabi e berberi di Libia che si battono contro il colonialismo italiano e le sue rivendicazioni di una "quarta sponda", a simboleggiare un rinato Impero Romano sul suolo d'Africa. L'Italia aveva occupato la regione, che era parte dell'Impero Ottomano, nel 1911-1912, sconfiggendo i turchi che occupavano il Paese. Nel film Mussolini nomina, come successore di Pietro Badoglio, il generale Rodolfo Graziani (Oliver Reed), sesto Governatore di Libia, sicuro che un militare di tale credito saprà schiacciare la rivolta e ristabilire la pace e la sicurezza dei coloni italiani, in gran parte provenienti dalle regioni povere del Sud Italia, dal Veneto e dall'Emilia.
    Ad ispirare e guidare la resistenza è Omar al-Mukhtar (Anthony Quinn). Insegnante di professione, partigiano per dovere, Omar al-Mukhtar si è votato ad una lotta che non potrà vedere vinta nel corso della propria vita. Un imperialista contro un idealista con un'ideologia nazionalista.
    Omar al-Mukhtar ed i suoi uomini si avvalevano di armi obsolete. Graziani controllava il Nordafrica con la forza dell'esercito italiano, aeroplani e carri armati furono impiegati per la prima volta nel deserto. Una dotazione primitiva non poteva reggere il confronto con delle armi moderne - come si afferma anche nel film - e malgrado il loro coraggio i libici soffrirono pesanti perdite (ma nel film si vedono morire quasi esclusivamente soldati italiani, in particolare camicie nere, i cui ufficiali si distinguono per efferatezza). Nonostante tutto ciò, essi impegnarono per venti anni gli italiani impedendo loro di conseguire una vittoria completa. Nel film poi pochi cavalieri berberi amati di fucili, sconfiggono più volte le colonne italiane con le autoblindo e le mitragliatrici, che si scontrano, in maniera poco credibile, tra loro. In una scena vi è una carica di beduini a cavallo, armati di fucili, contro carri armati italiani, e questi cominciano a esplodere uno dopo l'altro, perché entrano in un campo minato, preparato con esplosivo rubato da un deposito di munizioni in un'azione precedente.
    In una scena Omar al-Mukhtar mostra il suo vero e più intimo lato umano rifiutandosi di uccidere un giovane ufficiale superstite di un agguato, riconsegnandogli addirittura la bandiera italiana catturata in combattimento. Omar al-Mukhtar dice che nell'Islam non si uccidono i soldati prigionieri, ma si lotta solo per la propria patria e solo se mossi dalla necessità; altrimenti si deve odiare la guerra. Lo sceneggiatore farà successivamente uccidere quel tenente italiano alle spalle e a tradimento da un altro ufficiale italiano, appartenente alla milizia fascista.
    Nel film al-Mukhtar viene catturato dalle truppe nazionali italiane (mentre in realtà fu catturato da uno squadrone di regolari libici a cavallo, inquadrati nell'Esercito italiano) .
    Nelle riprese è presente anche un raro documento di una veduta aerea del campo di concentramento che gli italiani crearono in Libia per rinchiudere i dissidenti. In alcune scene vengono usati i gas per combattere i ribelli ed è rappresentato un bombardamento aereo su un'oasi nel deserto.
    Il film appare ambientato nel 1931, anno in cui Graziani - figura chiave del film - fu nominato vice governatore della Cirenaica, una delle due regioni libiche.

    ho trovato e scaricato il film in rete ma non l' ho ancora visionato .
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  2. #2
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    Re: il leone del deserto (1981)

    In Italia il film fu censurato da Andreotti perchè lesivo dell'onore delle forze armate italiane. Non credo che finora sia mai passato in tv... se non ultimamente sulla tv a pagamento in occasione del famigerato "baciamano"...
    Personalmente non l'ho mai visto. Non so se sia spettacolare o meno, ma sull'attendibilità storica non credo che possa essere tanto imparziale, diciamo così...
    Anche perchè la figura di Omar è stata molto esaltata dal defunto regime libico proprio per cercare di imprimere un sentimento nazionale a quell'insieme di tribù che è la Libia. E questo film è il manifesto di quella politica.
    Nella realtà storica Omar non si limitava a fare fuori gli italiani, ma anche i libici che desideravano collaborare con gli italiani e/o si rifiutavanp di collaborare con lui.

  3. #3
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Re: Film:Il leone del deserto (1981)

    Ho visto il film un paio di volte ma francamente, dal momento che non e' stato
    distribuito nelle sale cinematografiche, credo che il pubblico italiano non si sia
    perso nulla. .Vi sono delle incongruenze storiche notevoli che non sto qui a rimarcare
    perché gia' elencate sopra ed anche delle castronerie all'americana per quanto riguarda
    l'uniformologia italiana delle CCNN e del REI in colonia.Chi ha curato la vestizione, non si e' neanche preso la briga di consultare uno dei tanti volumi presenti sul mercato, né tanto meno chiedere l'opinione di almeno uno dei tanti notevoli addetti ai lavori presenti sul
    suolo americano, che detto inter nos, detiene il 70-80% del materiale fascista
    originale , preda di guerra (chiamiamolo cosi'). La trama, sebbene dettata dall'ormai defunto
    dittatore, poteva invece essere interessate ed accattivante se solo qualcuno, i soggettisti e la regia, avesse voluto dare 'un colpo al cerchio ed uno alla botte', senza far
    passare il pubblico per un'idiota abituato ad incamerare tutto cio' che viene dall'alto.
    E' raro che mi sia capitato di vedere un film di questo tipo, con un giudizio assolutamente
    non qualificabile.Francamente mi sono divertito di piu' a vedere il 'baciamano' in epoca
    recente. PaoloM

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