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Discussione: Film: LA GUERRA SEGRETA DI SUOR KATRYN

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    Film: LA GUERRA SEGRETA DI SUOR KATRYN

    1944, Italia del Nord. Suor Katryn è una nobile di origini tedesche che ha abbandonato la vita altolocata per farsi suora al servizio dei più deboli e degli indifesi e divenuta nel tempo madre superiora di unconvento a breve distanza da un lager nazista destinato ai bambini ebrei. Con la complicità della popolazione e successivamenteanche del comandante italiano del campo, un tenente della Rsicombattuto tra il dovere militare e la coscienza di cristiano, arruolatosi "per cancellare il disonore dell' armistizio non per fare il carceriere di bambini" la suora riesce a mettere in salvo molti prigionieri, ospitandoli in convento nonostante leperplessità delle consorelle. All' arrivo del nuovo comandante, l'SS Horsten, la situazione precipita: i fuggiaschi sono scoperti e tresuore vengono immediatamente condannate da Horsten alla fucilazioneper rappresaglia, ma il plotone italiano rifiutatosi di eseguirel'ordine, uccide il tedesco. Suore, bambini e soldati partono insieme verso la Svizzera.
    Sitratta di una delle pellicole europee sulla Shoah più interessantidel periodo dell’immediato secondo dopoguerra, in cui èchiara l’intenzione di rappresentare il popolo ebraico, framille possibili angolazioni, dal punto di vista della sua profondaidentità religiosa e culturale.
    Inizialmente,sembra che ci si trovi davanti all’ennesimo film che presenta il solito binomio “Preti e suore Cattoliche che nell’Italia occupata dai tedeschi salvano tante vite umane” proprio di tante altre pellicole anche successive a questo periodo ma con uno sguardo più attento del film , appaiono elementi di straordinaria unicità.
    Il film inizia con una serie di cinegiornali originali del 1943 in inglese, che presentano allo spettatore la realtà di quanto accadde in Italia col 25 Luglio 1943, il Gran consiglio che decretò la caduta di Mussolini, il suo arresto, l’armistizio dell’8 Settembre 1943, l’invasione dell’Italia centro-settentrionale da parte delle truppe naziste e l’inizio della lotta partigiana nel centro nord Italia.
    Malgrado la storia che si traspone sullo schermo sia del tutto inventata lo spettatore è immerso in un prologo teso a dare a tutto il racconto il massimo della precisione. Cosa rara per le pellicole dell’epoca.
    Drammatica la sequenza nella quale l’aiutante del convento - che si occupaclandestinamente di portare fuori dal lager i piccoli bambini , nascondendoli in un camion pieno di viveri e forniture per il convento - è costretto a scaricare il contenuto del camion che“nasconde” i piccoli fuggiaschi con un forcone davanti agli occhi vigili del comandante nazista, venuto a verificare che non siano le suore a fare scappare i bambini dal campo, facendo assoluta attenzione che nessuno dei bambini nascosti sotto quel materiale venga colpito accidentalmente , con le suore terrorizzate per una probabilità in quei secondi altissima di venire tutte quante scoperte nei loro intenti.
    Pur essendo una pellicola destinata a venire distribuita negli anni ’60 specialmente in circoli parrocchiali , in quanto la sua ambientazione è molto intrisa di cattolicesimo, e pure essendo girato ben cinque anni prima delConcilio Vaticano Secondo, la protagonista arriva a dare dei messaggi in anticipo coi tempi paragonando le due fedi fra loro e a consentendo ai bambini di celebrare nel convento la cerimonia dello Yom Kippur , davanti agli occhi increduli di tutte le suore convinte di essere “in errore” nel consentire qualcosa del genere.
    La superiora giunge a prendere delle posizioni estremamentefilosioniste, arrivando a dire che vi sarà in futuro uno stato nelquale questi bambini saranno liberi di definirsi ebrei fra i lorocorreligionari. In una pellicola inglese questo è qualcosadi straordinario, considerato il ruolo avuto dai britannici nell' avversare l' affermarsi del sionismo e la nascita dello stato d' Israele.
    Inoltre quando si decide di cercare qualcherabbino che possa celebrare lo Yom Kippur per i piccoli rifugiati arriva infatti nel convento, portato da un prete amicodi suor Katryn , un rabbino partigiano per celebrare quel rito ebraico. Ancor più rara, forse unica in un film anglosassone, la descrizione di soldati italiani - e italiani della RSI ! - in maniera non manierata o dispregiativa, ma con uno sforzo di far comprendere comprendere le ragioni morali che li spinsero ad "andare a Salò" nonostante una diffusa avversione per i nazisti, continuando a combattere non tanto per Mussolini, quanto per l' Italia.

    Girato in Gran Bretagna, vi si vedono molti automezzi originali italiani e tedeschi di p. b. (Fiat 1100, autocarri 626, moto Guzzi, Kubelwagen, Mercedes 170V). In una breve sequenza, mimetizzato sotto una rete mimetica ai margini del campo appare un vero carro armato M11/39, l' unico sopravvissuto al conflitto, portato in Inghilterra per valutazioni e rimasto fino ai primi anni '60 presso il Tank Museum di Bovington, ove venne improvvidamente rottamato.



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    "Chissà a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

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