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Discussione: Film:L'arpa birmana

  1. #1
    Utente registrato L'avatar di Franz56
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    Film:L'arpa birmana

    L'arpa birmana (Biruma no tategoto) è un film del 1956 diretto da Kon Ichikawa.

    Fu nominato all'Oscar al miglior film straniero (battuto da La strada di Federico Fellini) e partecipò alla 21ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel 1956, rivelando l'arte di Ichikawa al pubblico occidentale. Solo per pochissimi voti non vinse il Leone d'oro, che quell'anno la giuria, decise di non assegnare. L'opera affrontò il tema della pietà spinta all'estremo, fin quasi alla follia e alla infatuazione.

    Nel 1985 lo stesso Ichikawa ne realizzò un remake a colori.

    Trama:

    « Rossi come il sangue sono i monti e le terre della Birmania. »
    (Scritta in apertura e chiusura del film.)


    Birmania, luglio 1945: un gruppo di soldati giapponesi in ritirata nella giungla tenta di raggiungere il confine con la Thailandia. Il giovane Mizushima, per tenere alto il morale dei commilitoni, si fabbrica un'arpa e canta motivi tradizionali della propria terra. Quando giunge la notizia della capitolazione del Giappone e della fine della guerra, Mizushima accetta la missione di far arrendere un gruppo di fanatici suoi compatrioti che, rifugiatisi in una caverna, hanno deciso di continuare a combattere. Il soldato viene trattato da vigliacco e da traditore quando tenta di spiegare al comandante che, scaduto il termine imposto dagli alleati, la caverna verrà bombardata. Allo scadere dell'ultimatum, molti muoiono sotto il fuoco dell'artiglieria. Mizushima rimane ferito, un prete buddista lo raccoglie e cura le sue ferite dandogli una lezione di umanità. Mizushima decide allora di non ricongiungersi con i commilitoni e di diventare bonzo, per dare onorevole sepoltura ai corpi dei compatrioti morti. Quando i commilitoni lo riconoscono e gli chiedono di tornare con loro, egli imbraccia l'arpa e intona il "canto dell'addio". Mizushima lascia ai compagni anche una lettera di addio, che contiene queste parole:


    Ho superato i monti, guadato i fiumi, come la guerra li aveva superati e guadati in un urlo insano. Ho visto l'erba bruciata, i campi riarsi... perché tanta distruzione caduta sul mondo? E la luce mi illuminò i pensieri. Nessun pensiero umano può dare una risposta a un interrogativo inumano. Io non potevo che portare un poco di pietà laddove non era esistita che crudeltà. Quanti dovrebbero avere questa pietà! Allora non importerebbero la guerra, la sofferenza, la distruzione, la paura, se solo potessero da queste nascere alcune lacrime di carità umana. Vorrei continuare in questa mia missione, continuare nel tempo fino alla fine.

    [attachment=0:1pc75ria]arpa_birmana_r3_c1.jpg[/attachment:1pc75ria]
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    La vita è un temporale... prenderlo nel .... è un lampo...!!!
    El vento, el ... e i siori i gà sempre fato quel che i gà voludo lori...

    "Se un bischero dice 'azzate vorti'osamente può apri' un varco spazio temporale, in cui può incontrassi po'i se'ondi prima, generando 'osì un'infinita e crescente marea di 'azzate"... Margherita Hack

  2. #2
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Re: Film:L'arpa birmana

    Bellissimo film ! L'ho visto un paio di volte ma molti anni fa'.Memorabile il suono dell'arpa birmana col suo ritornello, che ti entra nelle orecchie e non lo lasci fino alla fine del film.
    PaoloMarpa birmana.JPG

  3. #3
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    Re: Film:L'arpa birmana

    Film stupendo!!!
    Una regia impeccabile, una colonna sonora trasportante e attori bravissimi fanno di questo film un monumento ai soldati nipponici della seconda guerra mondiale!
    <Sleep, my friend, and you will see
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    Can't they see it's why my brain says “rage”>

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