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Discussione: Film: MINO

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    Film: MINO



    Mino - Il piccolo alpino (Mino - Ein Junge zwischen den Fronten nell'edizione tedesca) č una serie televisiva andata in onda tra il 1986 e il 1987, con Guido Cella, Mario Adorf, Vittorio Amendola, Simona Cavallari, Ray Lovelock e Ottavia Piccolo, diretto dal regista Gianfranco Albano.
    La produzione RAI ispirata dal romanzo "Il piccolo alpino" di Salvator Gotta, uscito nel 1926, tratta la vicenda con accenti opposti a quelli epici dell' omonimo film del 1940. Comprensibilmente la guerra non č vista pių come occasione di avventura e patriottismo nazionale, ma come un dramma nel quale i popoli subiscono la volontā di "padroni imperialisti". Tale forma di pacifismo si evidenzia nella estrema violenza delle situazioni di combattimento e di trincea (dai risvolti quasi splatter) nelle quali č coinvolto il piccolo protagonista. Da tener conto che la revisione "ideologica" a sfondo socialista ed antimilitarista di opere del passato era una costante della RAI di allora, pesantemente asservita al PSI craxiano. Inoltre, forse perchč realizzata in coproduzione con una emittente di lingua tedesca, gli Austroungarici "vittime della proditoria aggressione italiana" ne escono complessivamente meglio rispetto agli interventisti borghesi nostrani, dipinti come protofascisti...
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    La vicenda, ambientata tra il 1914 e il 1918, vede come protagonista Giacomino Rasi (Guido Cella), un ragazzino che durante una gita in montagna crede di aver perso i suoi genitori. Successivamente viene adottato da due fratelli di contrabbandieri e nel 1915, con l'entrata in guerra dell'Italia, Mino segue uno dei due fratelli, che viene arruolato negli Alpini sul fronte delle Dolomiti.
    Al termine del conflitto, Mino ritrova la madre, mentre il papā muore come maggiore dell'artiglieria italiana verso la fine della guerra. Nel libro, il padre, catturato dal nemico e tenuto prigioniero, si incontra con il figlio a Trento. In seguito, giunti a casa, vanno a visitare la mamma tenuta in una casa di cura per malattie mentali, dove era stata ricoverata a causa della convinzione di aver perso il figlio nella tormenta. Il finale č a lieto fine, con cerimonia e medaglia al valore.
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    "Chissā a quale di questi alberi ci impiccheranno..."

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