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Discussione: Film: Rambo

  1. #1
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    Film: Rambo

    Rambo è un film del 1982 diretto da Ted Kotcheff, tratto dal romanzo Primo sangue di David Morrell, ed interpretato da Sylvester Stallone.
    Prima data di uscita: 22 ottobre 1982 (Stati Uniti)
    Regista: Ted Kotcheff
    Musica composta da: Jerry Goldsmith
    Serie cinematografica: Rambo
    Sceneggiatura: Sylvester Stallone, William Sackheim, Michael Kozoll
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    Trama: Reduce dal Vietnam con medaglia al valore, John Rambo cerca un lavoro, ma s'imbatte in uno sceriffo carogna (B. Dennehy) e la sua rabbia esplode. Tiene in scacco nei boschi la polizia e la Guardia Nazionale. Si arrende soltanto al suo ex comandante (R. Crenna) dei Berretti Verdi. In termini di dinamica filmica, s'affida all'atletismo schizofrenico di Stallone e ad alcune robuste sequenze d'azione, ma conta in modo allarmante a livello sociologico per il suo straordinario successo mondiale. Piacque a destra perché ha al centro un ex eroe in divisa; a sinistra perché esalta un emarginato che combatte contro l'ordine costituito, accenna qualche critica allo Stato Maggiore dell'esercito americano per l'uso delle armi chimiche nella "sporca guerra" e all'opinione pubblica statunitense per l'ingratitudine verso i reduci che non l'avevano vinta.
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    La pellicola e i suoi numerosi seguiti, baracconate che assicurano una robusta pensione integrativa all’ ormai bolso Sly, non varrebbero in se di esser menzionati come film di guerra “seri” ma a titolo di curiosità vale la pena di ricordare che esistono almeno due Rambo mancati, films mai realizzati - che seppure in modi diametralmente opposti - avrebbero potuto cambiarne la nostra percezione. La pellicola hollywoodiana è tratta dal libro di David Morrell Primo sangue (First blood), pubblicato nel 1972. L’ attore cubano Tomas Milian lesse il libro in inglese appena uscito negli Stati Uniti e si innamorò del personaggio drammatico di John Rambo, tentando di ottenerne i diritti cinematografici. Era convinto che potesse dare una svolta internazionale alla sua carriera che, dopo gli esordi in Italia con autori seri di un certo livello e nonostante un passato all’ Actors Studio, era impantanata nei b-western terzomondisti e nei poliziotteschi anni ’70 con personaggi di criminale violento e coatto (non senza scadere nel farsesco come accadde per la serie dei Monnezza/Commissario Giraldi). Ma il tentativo abortì, per il disinteresse dei produttori italiani ai quali l’ attore si era rivolto per un sostegno economico. Per costoro era sconsiderato rischiare con un ruolo così di rottura quando si potevano ottenere successi di cassetta a basso costo con personaggi popolari come quelli interpretati da Milian. Ci fu addirittura chi propose di cambiare il nome del reduce dal Vietnam perché: “Con quel nome non sarà mai un successo al botteghino”. Il progetto naufragò, ma Milian si prese una piccola vendetta, chiamando Rambo il personaggio interpretato nel film di Umberto Lenzi Il giustiziere sfida la città. Tanto per cambiare si trattava di un trucido e violento western metropolitano, nel quale l’ eroe torna in città per vendicare la morte dell’ amico poliziotto e proteggerne l’ orfano e la vedova dai malavitosi di turno, nulla a che vedere col libro originale! Forse è meglio così, ve lo immaginate Bombolo al posto di Richard Crenna? Il massimo del trash!
    Pochi anni dopo fu Shin Sang-Ok, il più famoso regista e produttore sudcoreano tra gli anni ’50 e ’70, durante un breve soggiorno in California nel 1978 cercò di ottenere i diritti dalla Columbia e poi dalla Warner, cui erano stati ceduti. L’ intento era realizzarne una sceneggiatura con l’aiuto di Ryuzo Kikushima, sceneggiatore e stretto collaboratore del regista giapponese Akira Kurosawa ai tempi di Rashomon e de I sette samurai. Shin parlava male l’ inglese, Kikushima non spiccicava proprio parola: decisero così di scrivere il copione direttamente in giapponese e poi tradurlo in inglese. Sarebbe stato certamente un film molto diverso dalla baracconata che conosciamo. Entrambi i cineasti asiatici, con un background buddista/shintoista provenivano da paesi duramente provati dalla guerra, che avevano vissuto una lunga occupazione americana. Potevano dunque capire meglio di chiunque altro i sentimenti e le frustrazioni che il conflitto vietnamita poteva lasciare in un reduce americano, tanto arrabbiato da riportare la guerra in casa sua, in Kentucky. Il progetto appena avviato avrebbe avuto certamente un certo interesse per il suo taglio originale, subì però un brusco stop. Poche settimane dopo infatti, Shin Sang-Ok e la sua ex-moglie, l’ attrice teatrale e cinematografica nonché indiscusso sex-symbol sudcoreano Choi Eun-Hee, vennero rapiti a Hong Kong dai servizi segreti della Corea del Nord su ordine di Kim Jong-Il, che cercava di risollevare le sorti della cinematografia nordvietnamita, fino a surclassare i blockbuster occidentali. Tenuti in cattività per anni e sottoposti a una invasiva forma di indottrinamento ideologico (un vero e proprio lavaggio del cervello) i due finirono per collaborare, realizzando tra il 1983 e il 1986 ben sette film di propaganda di livello artistico e tecnico elevato - quasi occidentale - per la gioia del “Caro Leader” che da parte sua era un cinefilo accanito con una cineteca personale di più di ventimila films da tutto il mondo, custoditi in un edificio governativo a tre piani nel centro di Pyongyang. La coppia riuscì poi a defezionare, ottenendo asilo politico nell’ ambasciata americana a Vienna. Il Rambo in salsa asiatica non vene mai realizzato ma, ironia della sorte, Shin Sang-Ok vide il film con Sylvester Stallone nel 1982, in una proiezione privata per Kim ed alti gerarchi del regime, che elogiarono la pellicola come perfetto esempio di “docudramma sociorealista”...
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  2. #2
    Moderatore L'avatar di Paolo Marzetti
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    Dico la verita': 'Rambo' non lo avrei messo tra i film di guerra, infatti è un film di avventura, ma alla luce di
    quanto scritto, col risvolto nord coreano...penso possa essere interessante.PaoloM

  3. #3
    Collaboratore L'avatar di Il Cav.
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    Concordo con te Doc. considera che il regime nordcoreano ha rapito dagli anni 50 ad oggi migliaia di stranieri, in massima parte americani sudcoreani o giapponesi ma anche donne occidentali, arabe e del blocco sovietico per avere informazioni di prima mano sulla vita nei paesi d' origine e addestrare le spie o insegnare le lingue senza accento. Tra loro almeno due italiane secondo il libro di Fischer.

  4. #4
    Utente registrato L'avatar di stavill
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    WOW interessanti i manifesti nord koreani !!!!!!

  5. #5
    Moderatore L'avatar di maxtsn
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    Citazione Originariamente Scritto da stavill Visualizza Messaggio
    WOW interessanti i manifesti nord koreani !!!!!!
    E dove sarebbero? La locandina è quella di Rambo italia e l'altra è la copertina del libro citato
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    Max

    Frangar non flectar

  6. #6
    Utente registrato L'avatar di stavill
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    I manifesti nord koreani sono quelli con scritto Una produzione KIM JONG IL che era appunto l'ex dittatore nord koreano.................

  7. #7
    Moderatore L'avatar di maxtsn
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    Citazione Originariamente Scritto da stavill Visualizza Messaggio
    I manifesti nord koreani sono quelli con scritto Una produzione KIM JONG IL che era appunto l'ex dittatore nord koreano.................
    Continuo a dire... dove sono??
    Quel manifesto che citi tu è, in realtà, la copertina del libro citato da Il Cav il cui autore è Paul Fischer
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    Max

    Frangar non flectar

  8. #8
    Utente registrato L'avatar di stavill
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    E' vero e io che li ho presi x manifesti hahahaha

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