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Discussione: Film: SPIE TRA LE ELICHE

  1. #1
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    Film: SPIE TRA LE ELICHE

    In una fabbrica d'aeroplani avvengono una serie di incidenti dovuti agli atti di sabotaggio di una organizzazione segreta. La direzione della fabbrica invita un famoso detective privato il quale, introdotto in qualità di ingegnere-ispettore, inizia le indagini. Dopo varie avventure, ora comiche, ora drammatiche, il poliziotto benché scoperto ed ostacolato nella sua missione, riesce a far luce sui sabotaggi. Con l'aiuto di una infermiera della fabbrica, che a un certo momento è trattenuta come ostaggio e minacciata di morte, egli scopre il principale responsabile che agiva per conto di un'altra nazione. Naturalmente il poliziotto sposerà la coraggiosa ragazza.
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    REGIA: Ignazio Ferronetti
    SCENEGGIATURA: Piero Accame
    ATTORI:
    Enzo Biliotti, Arturo Bragaglia, Angelo Dessy, Augusto Di Giovanni, Paolo Ferrara, Enzo Fiermonte, Carlo Duse, Augusto Marcacci, Guido Notari, Bruno Smith, Eugenia Zaresca

    FOTOGRAFIA: Giorgio Orsini
    MONTAGGIO: Ignazio Ferronetti
    MUSICHE: Cesare Celani
    PRODUZIONE: GIOVANNI ADDESSI PER NAZIONALCINE
    DISTRIBUZIONE: MANENTI FILM
    PAESE: Italia 1942
    DURATA: 82 Min


    SCENEGGIATORE NON ACCREDITATO: IGNAZIO FERRONETTI. - MUSICHE DIRETTE DA: UGO GIACOMAZZI

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  2. #2
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    Questo film è piuttosto anomalo, si tratta di un giallo spionistico-industriale insolito per il ns. cinema, lo si direbbe piuttosto un film americano. Ed in un certo senso lo è datosi che si tratta di un film copiato abusivamente - dalla prima all' ultima sequenza - da una pellicola Usa.
    Tutto nasce con la dichiarazione di guerra dell' Italia nel 1940. Da quel momento i films americani scomparvero dalle nostre sale, sostituiti, con poco gusto degli spettatori da pellicole tedesche, francesi di Vichy, e dei paesi dell' est alleati dell' Asse, principalmente Ungheria, Romania, Boemia (Protettorato). Ma i films destinati al mercato elvetico erano regolarmente spediti dalle grandi case di produzione di Hollywood via naviglio neutrale fino al porto di Genova. Da qui, dopo 24 ore di "quarantena" ripartivano per la Svizzera accompagnate da un funzionario del consolato.
    Così nell' arco di quelle 24 ore, una squadra speciale di militi della MVSN postelegrafonica e funzionari del MINCULPOP, apriva i plichi, copiava illegalmente le pizze dei film con macchinari sofisticati creati ad hoc e poi richiudeva il tutto in maniera da non esser scoperti. Venivano fatte tre copie di ogni pellicola: una per il MINCULPOP, per studiare l' immagine positiva di sè che gli USA diffondevano presso i neutrali ed eventualmente copiarne i metodi; una per l' archivio riservato (non aperto al pubblico) dell' Accademia di Cinema, poi depredato dai tedeschi dopo l' armistizio; l'ultima per le proiezioni private di Mussolini e dei figli (grandi appassionati del cinema Usa) nella saletta allestita a Villa Torlonia.
    Questa fu l' origine di SPIE TRA LE ELICHE, un film americano che piacque a tal punto al Duce da venir copiato di sana pianta, nelle inquadrature, nelle scenografie, perfino nell' abbigliamernto dell' eroe protagonista - l' attore Enzo Fiermonte - furono usate per le scene in esterni vere auto Ford, Chevrolet, Buick e si importarono liquori e sigarette anglosassoni irreperibili al pubblico nel '42 per maggior verosimiglianza.
    Ciononostante appare inverosimile proprio perchè se l' originale è ambientato in nordamerica dove un agente FBI si infiltra in una fabbrica per scoprire un sabotatore nazi, la sua copia autarchica è ambientata in una immaginaria nazione sudamericana che non è in guerra con l' Asse (forse l' Argentina?) dove un gruppo di industriali di origine italiana hanno creato una fabbrica aeronautica modernissima, producendo caccia e quadrimotori per conto dell' Italia, velivoli che poi giungono nella penisola direttamente in volo.
    Inutile dire che l' eroe è un agente del SIM in incognito e il cattivo una spia inglese con tanto di ombrello e bombetta.
    Oltretutto le scene di volo e quelle della catena di montaggio sono tratte dal film originale, così gli spettatori si trovano questa fabbrica gestita da fascistissimi italiani che produce P35 Seversky e Boeing B17 A con le insegne dell' Air Force USA !!!
    Se poi ci mettiamo una scena di inseguimento tra un aereo e l' auto del sabotatore, contrassegnata da una X bianca sul tetto per distinguerla nel traffico caotico di una Highway americana è stata rigirata ex-novo in Italia ma sulla meno trafficata e meno americana delle ns. "autostrade" di allora, la Via del Mare Roma-Ostia, ho detto tutto.

  3. #3
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    Se si pensa che il film uscì nelle sale il 17 luglio '43, nel pieno dell' offensiva aerea alleata contro le nostre città, lo spettatore medio deve essersi sentito perlomeno preso per i fondelli da questa storia fanta-spionistica, che si scontrava drammaticamente con la realtà di quei mesi...


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    CRITICA:
    "[...] Tra i molti gialli e polizieschi di questi ultimi tempi il film occupa un posto preminente. Ma insomma, da un lato proposito di Ferronetti che ha cercato di contrapporre ad episodi drammatici episodi comici e sentimentali, e dall'altro la meccanicità propria delle vicende di questo tipo, costringono il film entro limiti che si possono paragonare a quelli di un usuale romanzo d'appendice o (inverosimiglianze a parte) di una pagina di cronaca spicciola. L'interpretazione soprattutto da parte di Enzo Fiermonte e di Eugenia Zareska, è lodevole". (R. Radice, "Corriere della Sera", 17/7/1943).

  4. #4
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    Grazie e complimenti per la minuziosa ricostruzione, era tanto che cercavo notizie su questo film, che a quanto risulta non possiede neanche il visto censura. Ti volevo chiedere se conosci il titolo del film americano da cui è copiato e se hai qualche testo da indicarmi dove sono riportate le notizie da te citate. Sto facendo un lavoro sulla cinematografia dell'epoca e ciò mi permetterebbe di completare una parte del lavoro già svolto. Ti ringrazio già in anticipo se potrai aiutarmi

  5. #5
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    Le notizie sul film le ho desunte da varie pubblicazioni nel corso degli anni - non tutte di argomento cinematografico - cercherò tra le mie cartacce se posso esserti d' aiuto. Le modalità di pirataggio delle pellicole Usa vengono da una trasmissione tv di Arrigo Petacco e credo ne abbia parlato anche in un suo libro, ma non ricordo dove. Quanto al visto censura, in quel periodo era in corso una offensiva di bombardamenti sulle città e ferrovie italiane che culminerà col bombardamento di Roma del 19 luglio. Molte attività burocratico/amministrative non essenziali erano molto rallentate e gli uffici lavoravano al minimo. Ricordo anche un cineromanzo realizzato con le immagini tratte dalla pellicola, vedrò di darti maggiori notizie appena possibile...

  6. #6
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    Bella ricerca, bravo

  7. #7
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    Accludo altre informazioni desunte dai miei appunti dell' epoca.
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    Fonti:
    1) R. Chiti-E. Lancia- DIZIONARIO DEL CINEMA ITALIANO. I FILM vol.1- DAL 1930 al 1944- Gremese Editore, Roma, 1993
    2) A. Bernardini – ARCHIVIO INTERNAZIONALE DELLE OPERE AUDIOVISIVE_ IL CINEMA ITALIANO (Vol.2) -IL CINEMA SONORO 1930/1969- ANICA Edizioni, Roma, 1992.
    3) STORIA MODELLISMO (rivista, annate 1977/1981)
    4) AEROFAN (rivista, annate varie)
    5) AA.VV. -DIMENSIONE CIELO- Edizioni Bizzarri, Roma, 1980
    6) L. Langman/D.Ebner – ENCYCLOPEDIA OF AMERICAN SPY FILMS- Garland Publishing Inc., New York, 1990
    7) CINEMA (rivista, annata 1943)
    TEMPO (rivista, annata 1943)
    9) FILM (rivista, annata 1943)
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    Film girato negli stabilimenti Pisorno a Tirrenia.
    L’ immaginaria società aeronautica ha il nome di “Officine Stella”, forse riferimento allo “stellone d’ Italia” ma anche ai motori stellari in uso sui velivoli.
    Prima proiezione pubblica: 11/2/43.
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    Lista delle recensioni divisa per autore/data di pubblicazione/testata:
    Radice-17/7/43-Corriere della Sera; Vice-13/5/43-Il Mattino; Vice-15/10/43-Il Messaggero; Vice-16/10/43-La Tribuna; Meneghini-16/10/43-L’Osservatore Romano; Vice-16/10/43- Il Giornale d’ Italia; Vice-23/10/43-Film (n°43).
    Dall’ esame delle recensioni appare evidente che il film ebbe una prima rapida uscita precedentemente al “ribaltone” del 25 luglio. Riapparve poi nelle sale della sola Rsi a metà ottobre, ciò spiegherebbe l’ assenza del visto censura.


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    Molti degli interpreti sono doppiati, con tutta probabilità ciò si rese necessario per adeguare i dialoghi a quanto avvenuto tra la caduta del fascismo, i 45 giorni di Badoglio e la confusa situazione creatasi in seguito (armistizio dell’ 8 settembre, disarmo del R.Esercito e occupazione nazista del centro-nord).
    Segue lista comparata personaggi/ interpreti/ doppiatori.
    Ing. Isp. Enzo Massa/ Enzo Fiermonte/ Giorgio Capecchi; Isa/ Eugenia Zareska/ Rosetta Calavetta; Il Dott. Hinkla/ Enzo Biliotti/ Amilcare Pettinelli; Cav. Pacileo/ Arturo Bragaglia/ Stefano Sibaldi; Ing. Pedro Alonso/ Augusto Marcacci/ ?; Direttore delle Officine Stella/ Guido Notari/ Giulio Panicali; Ermini/ Augusto Di Giovanni/ Luigi Pavese; Jackie il sabotatore/ Angelo Dessy/ Bruno Persa; Pablo/ Carlo Duse/ ?; Tommaso/ Bruno Smith/ ?; Un caposquadra del reparto collaudo/ Paolo Ferrara/ ?
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    Nella scena dell’ arrivo di Fiermonte/Massa nel paese sudamericano si vede un aereo di linea dalla livrea argentata, teoricamente un Douglas DC 3 di una linea aerea civile statunitense. In realtà si tratta di un FIAT G 18, un bimotore di produzione nazionale, fortemente ispirato al velivolo americano quasi da esserne una copia non autorizzata, ma con gli scadenti motori FIAT A 74. Nel 1942/43 erano in servizio in Italia almeno due aerei passeggeri che avrebbero potuto figurare nel film: un DC 2 della compagnia di bandiera nazionale “ALA LITTORIA” e un DC 3 di preda bellica (ex- compagnia belga SABENA) catturato in Tunisia e riutilizzato dagli italiani, ma gli enti militari e civili che li avevano in carico non vollero concederne l’ uso alla produzione. Lo stesso dicasi per il biplano monomotore che appare nella scena dell’ inseguimento finale: nella pellicola originale americana si trattava di un aereo da turismo raro e molto lussuoso per l’ epoca, un biplano Curtiss ad abitacolo chiuso e due posti affiancati. Un esemplare dell’ aereo si trovava sull’ aeroporto Roma/Littorio (oggi Aeroporto dell’ Urbe) in quanto velivolo privato di proprietà dell’ Addetto Militare presso l’ Ambasciata Usa a Roma. Quando il personale diplomatico americano venne espulso all’ inizio del 1942 anche l’ ufficiale partì e l’ aereo venne requisito passando in uso al Presidente della R.U.N.A. (oggi Associazione degli Aeroclub d’ Italia) che, inutile dirlo, non volle separarsi dalla preziosa preda neanche il tempo di effettuare le riprese. Quindi in “Spie tra le eliche” fu utilizzato un più antiquato biplano italiano ad abitacolo scoperto e posti in tandem, probabilmente di produzione Caproni.
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  8. #8
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    Mi sono imbattuto anch'io in questo film a seguito di ricerche personali, e poi mi sono messo all'opera per saperne di piú. Dispongo di una copia videoregistrata del film (di cui, peraltro, la Cineteca del Friuli ha un esemplare), e so qual é il film originale "plagiato" (una conclusione alla quale sono arrivato da me): The Dawn Express, anno di produzione 1942. Si trova integrale su Youtube e su altri canali (basta usare la funzione Google Videos). Per contatti di ricerca approfonditi, potete contattarmi qui privatamente oppure all'indirizzo email swelzer[chiocciola]hotmail.com

  9. #9
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    Grazie swelzer!

  10. #10
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    Ritorno qui di seguito sugli aerei che avrebbero dovuto esser ripresi nel film:
    - Il BEECH D.17 I-IBIS dell' Ing. Klinger
    - Il DC2 I-EROS
    - Il DC3 I-EMOS
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